97. La parte che mancava

da qui

Non credi ai tuoi occhi, non pensavi che nella vita potessero accadere certe cose. Stai cantando: sei matta? L’esistenza è davvero una busta di giocattoli, la possibilità di rischiare tutto, anche la pelle, in un supermercato per esempio, dove un uomo di nome Marius ti spara addosso e il proiettile ti accarezza la guancia come un amante appassionato, e prendi il tuo uomo per il braccio e lo trascini via, come se il romanzo fosse un luogo da cui evadere, un posto dove non sei al sicuro, e allora via, con i ricci al vento, i capelli rossi che lo hanno stregato, perché ognuno è vinto da qualcosa, si arrende a una bellezza, si lascia rovesciare, cambiare alla radice, non è l’amore la forza che ti cambia?
Mi spieghi che è successo?
Marius è tornato.
Che voleva?
Si è costituito, ma non solo.
Non lasciarmi sulle spine, sputa il rospo.
Perché ti arrabbi? Sei geloso?
Hai ragione. Andiamo avanti.
Ha detto che non c’entravi nulla, anzi, eri d’intralcio.
Perché l’ha fatto?
Si è ricordato delle parole di un prete.
Che parole?
Ricordati della lealtà.
E lui si è ricordato?
Sì.
Lo vedi piangere, cercando di nascondersi, voltandosi dall’altra parte. Un uomo come Marius: un bandito senza scrupoli, quasi un assassino. Hai vinto al gioco, è uscita la casella giusta: tornate al punto di partenza.
Vuoi dire che mi hanno scagionato?
Fai fatica a distinguere il sogno e la realtà. E Arturo è un venditore di sogni. Ti senti dentro un romanzo, ma incompiuto: qualcosa manca, l’autore si è concentrato sul tasto del pericolo, gli ha preso la mano, ha puntato troppo in alto, diciamo che ha bluffato e ci stava rimettendo il patrimonio. Ci vuole una penna più romantica, la luce soffusa dell’amore, dei capelli che ha cominciato a accarezzare, la mano scende, si ferma sul petto che non ci vuole stare nella camicetta di seta blumarino. Sì, manca la parte che aveva tralasciato, che un altro stava già scrivendo, sapendo che neanche lui avrebbe potuto scrivere il romanzo come il lettore lo vorrebbe, fatto di sorprese ma anche di dolcezza, quella che lui mette nella mano che ora sfiora il seno avvertendone la curva morbida che culmina nel rosa del capezzolo, sì, è il romanzo che sta scrivendo Giorgio, il mendicante, che ha il tempo di sentire l’odore della pelle, di appoggiare le labbra sulla coppa bianca e sussurrare parole che non puoi sentire: c’è qualcosa che può soltanto immaginarsi, altrimenti il lettore che farebbe, quale sarebbe la sua parte?
Ti hanno scagionato.
Lo dici a te stessa, perché lui non sente più, è tutto preso dalla parte di sogno che mancava.

31 pensieri su “97. La parte che mancava

  1. non è l’amore l’unica forza che ti cambia?

    Non è l’amore che ti cambia , ma sei tu a cambiare con la forza dell’amore, perchè l’unica forza che ti sprona a realizzare i sogni che sono racchiusi dentro di te e che aspettano di essere liberati.

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  2. è tutto preso dalla parte di sogno che mancava.
    Si c’è una parte di sogno che manca e che stai per scrivere, una parte che ci sorprenderà ancora prima della parola FINE.

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  3. – ognuno è vinto da qualcosa, si arrende a una bellezza, si lascia rovesciare, cambiare alla radice, non è l’amore la forza che ti cambia?

    Lei è vicino al mio cuore
    come fiore di campo alla terra:
    mi è dolce come è dolce il sonno
    per le stanche membra.
    Il mio amore per lei è la mia vita
    che scorre nella sua pienezza,
    come un fiume gonfio in autunno,
    fluente con sereno abbandono.
    I miei canti si confondono al mio amore,
    come il mormorio d’un ruscello,
    che canta con tutte le sue onde
    e tutte le sue correnti.
    Se possedessi il cielo con tutte le sue stelle,
    e il mondo con le sue infinite ricchezze,
    chiederei ancora di più;
    ma sarei pago dal più infimo cantuccio
    di questa terra, se lei fosse mia.
    (Rabindranath Tagore)

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  4. Fai fatica a distinguere il sogno e la realtà.

    SOGNO E REALTA’

    Com’è cieco colui che immagina
    e progetta qualcosa
    fino ai più realistici dettagli.
    e quando non riesce a darne conto interamente
    con misure superficiali e prove verbali,
    crede che la sua idea
    e la sua fantasia siano vanità!
    Se invece riflettesse con sincerità,
    si convincerebbe che la sua idea è reale
    tanto quanto l’uccello in volo,
    solo che non è ancora cristalizzata;
    e capirà che l’idea è un segmento
    di conoscenza
    ancora inesplicabile in cifre e parole,

    poichè troppo alta e troppo vasta
    per essere imprigionata
    nel momento presente;
    ancora troppo profondamente immersa
    nello spirituale
    per piegarsi al reale.

    Kahlil Gibran “A treasury of Kahlil Gibran”

    Solo quando il sogno prende forma e diventa reale è difficile poterlo distinguere con la realtà , perchè sogno e realtà sono ormai diventati una cosa sola.

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  5. “Lo dici a te stessa”

    Quello che diciamo a noi stessi diventà per noi la verità: allora bisogna fare attenzione… che sia proprio verità.

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  6. – c’è qualcosa che può soltanto immaginarsi, altrimenti il lettore che farebbe, quale sarebbe la sua parte? …. la parte di sogno che mancava.

    Leggere il romanzo è come vivere un sogno; il romanzo è un luogo ed un tempo in cui evadere, è una storia in cui immedesimarsi e nella quale riconoscere, attraverso i sogni dei personaggi, i propri desideri più intimi e le proprie paure; si può diventare coprotagonisti, vivere gli stessi sentimenti e le stesse emozioni dei personaggi, ed aggiungere la nostra parte di sogno, fatta di dolcezza ed amore, o pericolo ed avventura; davvero si ha “la possibilità di rischiare tutto, anche la pelle”, e di giocare per far uscire “la casella giusta: tornate al punto di partenza” e, continuamente, farsi trascinare via dalla fantasia, abbandonarsi, abbattere le barriere, con la complicità e la capacità creativa ed introspettiva dell’autore.

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  7. E Arturo è un venditore di sogni

    E ci riesce molto bene,con una trama che lascia ampi spazi all’immaginazione, alla costruzione di nuove ipotesi, che puntualmente si sfaldano come uun castello di sabbia

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  8. perché ognuno è vinto da qualcosa, si arrende a una bellezza, si lascia rovesciare, cambiare alla radice, non è l’amore la forza che ti cambia?

    Nella vita ci sono cose che ti cerchi e altre che ti vengono a cercare. Non le hai scelte e nemmeno le vorresti, ma arrivano ..e dopo non sei più uguale. A quel punto le soluzioni sono due: o scappi cercando di lasciartele alle spalle o ti fermi e le affronti. Qualsiasi soluzione tu scelga, ti cambia, e tu hai solo la possibilità di scegliere se in bene o in male.
    Giorgio Faletti, dal libro “Io uccido”

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  9. Rischiare tutto, la nostra esistenza. Si arriva a un punto, a volte, in cui qualcosa di grande preme nella nostra anima, si fa largo a colpi di sensazioni dolorose nella nostra coscienza. Comprendiamo che il binario seguito fino a quel momento non è quello giusto, che dobbiamo cambiar rotta, far parlare l’amore, le sensazioni, il nostro vero io, che protesta per essere rimasto represso troppo a lungo. A volte avvertiamo la sensazione che possiamo salvare la nostra vita -il suo unico senso profondo – solo in questo modo e che il tempo scarseggia. Che tutta la nostra vita la giochiamo in pochi attimi, in poche scene, in pochi colpi. Se queste sensazioni si affacciano, voglio credere che Dio ci ha toccato e aperto una porta e che sta a noi cogliere l’occasione. Quanto è bello “arrendersi a una bellezza ed essere vinti da qualcosa”? E’ la cosa più bella del mondo! è l’amore al lavoro. E se avvertiamo che il nostro romanzo è incompiuto, allora dobbiamo metterci all’opera e cercare la parte mancante di quello che alla fine è un sogno, cercarla con amore nell’altro, poiché è lì e solo lì che ci completiamo. In un’infinita circolarità del tutto, Don, con delicatezza tocchi di nuovo l’aspetto dell’altro, del romanzo della nostra vita, di noi che siamo gli unici artefici del nostro destino, di un sogno che ognuno di noi, a più riprese, deve completare. C’è una certezza che finalmente ho guadagnato grazie a te, Don, a poche specifiche persone e ad alcuni avvenimenti della mia vita: nell’altro c’è sempre la risposta e operando con amore l’amore, torna sempre rafforzato. Con il cuore, a volte, si parla meglio che con le parole.

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  10. Il romanzo è l’evasione, è il sogno, è il posto dove rifugiarti quando la realtà si fa pesante e allora t’immedesimi e sei protagonista, ma come in un sogno interrotto non sempre il finale è come lo vorresti, l’autore non sei tu, c’è qualcosa di diverso da come l’avevi immaginato ma sei comunque grato a quelle pagine che ti hanno regalato evasioni, magari hanno corretto la rotta della tua esistenza perché sogno, romanzo e vita non sono mai così lontani, e poi si può tornare al punto di partenza la fantasia dell’autore non ha limiti e ricominciare un nuovo romanzo…. un nuovo sogno.

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  11. c’è qualcosa che può soltanto immaginarsi, altrimenti il lettore che farebbe, quale sarebbe la sua parte?

    La letteratura ci salva non perché ci porta nel mondo inesistente del sogno, ma perché sa cogliere i fili o pezzi di vita, frammenti di storie, desideri, sogni, e li sa intessere nell’ordito della storia umana, fino a farne la stoffa del nostro destino…

    possiamo continuare a sognare o prendere la nostra busta di giocattoli, bussare alla porta del nostro futuro e, col cuore pieno di speranza, aggiungere la parte che manca.

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  12. “Lo vedi piangere” cosa molto importante nella nostra vita: il pianto!
    Mi ricorda una canzone che ogni tanto canto senza accorgermene:” Piangono gli uomini per venire al mondo, perché sanno già che la vita cara costerà ecc.
    E’ la prima cosa che fanno i neonati così possono respirare e iniziare a vivere, quando non lo facciamo non ci possiamo liberare dal dolore, le lacrime sono fiumi che corrono tra le curve del nostro viso per arrivare alla gioia, così il sorriso e l’allegria saranno veri, saranno veri!
    Volevo continuare ricadendo nell’errore avendo nominato il “neonato” ma non lo faccio continuo il mio rito e per il momento mi concedo una lacrima che per me é tutto: dolore ma forse anche gioia.

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  13. E’ un romanzo in cui la parte forte, vincente, è in mano alle donne.
    Gilda è la principessa che libera dal pericolo il sognatore Arturo/Marius.
    E’ Dalia che decide di continuare a rischiare con Fausto, che senza di lei si sente perduto.
    Manca Ester, ma mancano anche parecchie altre puntate, per cui le carte potrebbero essere di nuovo mischiate.

    Speriamo però che alla fine vivano tutti felici e contenti, anche se i romanzi con un lieto fine sì, fanno piacere, ma è sempre più bello e anche credibile se qualcosa resta in sospeso.

    Come accade nella nostra vita, quando aspettiamo anni ed anni sperando che le cose vadano come vorremmo noi, che tutto si aggiusti (dicono che il tempo aggiusta tutto), ma poi c’è sempre la sorpresa dietro l’angolo e non è sempre bella .

    O forse a noi non sembra una bella sorpresa, perché non riusciamo a metterci in testa che la fede è la certezza che tutto accade per il nostro bene. I piani di Dio non sono i nostri piani, ma sono quelli di una madre per i suoi figli.

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  14. Lo scrittore è un mendicante di storie un accattone di vite vissute ma ha i sensi affilati dalla tramontana e con quelli penetra nella tua pelle e ti contagia irimediabilmente finchè non scoppia in te la pustola della passione che non si stacca più da quelle righe tracimando insieme al segnalibro giù giù verso l’ultima pagina ch’era la prima per il Tuo Autore.

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  15. “Ti senti dentro un romanzo, ma incompiuto: ”

    La vita è un libro senza fine, come l’amore.

    Mi hai fatto senza fine
    questa è la tua volontà.
    Questo fragile vaso
    continuamente tu vuoti
    continuamente lo riempi
    di vita sempre nuova.

    Questo piccolo flauto di canna
    hai portato per valli e colline
    attraverso esso hai soffiato
    melodie eternamente nuove.

    Quando mi sfiorano le tue mani immortali
    questo piccolo cuore si perde
    in una gioia senza confini
    e canta melodie ineffabili.
    Su queste piccole mani
    scendono i tuoi doni infiniti.
    Passano le età, e tu continui a versare,
    e ancora c’è spazio da riempire.

    R.Tagore

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  16. “Ti hanno scagionato.”

    Potrebbero essere le parole pronunciate dal sacerdote ogni volta che , nel sacramento della riconciliazione, ci lasciamo rovesciare dall’amore.

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  17. “Sì, manca la parte che aveva tralasciato, che un altro stava già scrivendo, …, sì, è il romanzo che sta scrivendo Giorgio, il mendicante”

    “Ho incontrato per strada un uomo molto povero ed innamorato, portava un vecchio cappello ed un cappotto strappato. L’acqua gli entrava nelle scarpe e le stelle nell’animo.”

    Victor Hugo

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  18. @ Ernesta
    Bello e giusto il richiamo al pianto: direi la chia più naturale che l’ essere umano possa fare. Il pianto libera il dolore e consente la crescita. Quando se ne sente il bisogno, è liberatorio. Grazie sempre per questi tuoi pensieri che permettono un dialogo. Notte!

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  19. @ Gum
    Bella e fin troppo vera l’immagine dello scrittore che preleva le storie vissute, con sagacia e temerarietà. Che ti fa scoppiare la passione. Ben si adatta a te, Don!

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  20. @ Marco 1963
    Detto da Te finissimo chiosatore di cui apprezzo l’ introspezione la sensibilità e la ricchezza di spirito, l’essere riuscito anch’io a far vibrare una delle tue preziose corde mi riempie di gioia. Grazie per questo.

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  21. “tornate al punto di partenza.”

    (…) Si dice che nella vita dell’uomo c’è un punto di partenza ed un punto di arrivo, di solito riferiti all’inizio e alla fine di una carriera. Io invece sono convinto del contrario: il punto di arrivo dell’uomo è il suo arrivo nel mondo, la sua nascita, mentre il punto di partenza è la morte che, oltre a rappresentare la sua partenza dal mondo, va a costituire un punto di partenza per i giovani.

    (…) Dunque, questi miliardi di punti di partenza, che miliardi di esseri umani, morendo, lasciano sulla terra, sono la vita che continua. La vita che continua è la tradizione. Se un giovane sa adoperare la tradizione nel modo giusto, essa può dargli le ali.

    Eduardo De Filippo

    (testo tratto da Lezioni di Teatro tenute presso l’Università “La Sapienza” di Roma nel 1981 )

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  22. Ogni uno di noi trova nel libro “un pezzo” di se stesso.”non credi ai tuoi occhi,non pensavi che nella vita potessoro accadere certe cose”-questa frase mi ha colpita,perchè in questo periodo mi è capitato che per un po’ stavo perdendo controllo della mia vita,mi crollava tutto questo che “avevo”.Non ci credevo!
    “Non è l’amore la forza che ti cambia?”
    “Hai ragione.Andiamo avanti”
    “Lo dici a te stessa”-e si,vado avanti.L’amore mi da la forza!Sono forte!!!!Supero tutti ostacoli.

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  23. Non credi ai tuoi occhi, non pensavi che nella vita potessero accadere certe cose.

    La vita ci sorprende incredibilmente e molto spesso ci domandiamo, cosa accadrà se i nostro desiderio fose essaudito?
    Ma ogni desiderio è forza e se ci provi e hai pazienza verrà il momento per impegnarsi a tirare fuori i nostro colori più belli!

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  24. Stai cantando: sei matta?

    La mia anima è una misteriosa orchesta; non so quali strumenti suoni e strida dentro me:
    corde e arpe, timpani e tamburi.
    Mi conosco come una sinfonia.
    (Fernando Pessoa)

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