6. Winston blu

da qui

Una traccia ce l’ha, Amerigo: Futura è pazza di Vasco. E’ convinto di poterla incontrare in un concerto, perché la musica è un filo dove ci si trova, prima o poi. Basta seguire le note, le voci che s’intrecciano, il fumo delle canne, l’odore dei fiaschi, i frammenti di emozioni che scavano solchi in cui viaggiare, fuggire dai manuali di anatomia patologica: è la musica che guarisce dal male che ci portiamo dentro, nella trappola del corpo. Se la vede davanti, con la mania della sinistra, delle lotte operaie, in cui l’aveva coinvolto quasi a forza; le grida dei manifestanti, i lacrimogeni che esplodevano a due passi, Futura, dove sei? Eccomi, vieni! Non si era mai sentito così libero, per questo diceva pane al pane e dava della stronza alla turista che continuava a chiedergli del gatto, come fosse la cosa più importante della terra.
Place Sainte Opportune. Lì c’è un tabaccaio.
Non vorrà mica istigarci a comprare sigarette?
Se l’ammazzasse? Un gesto simbolico per rompere definitivamente col mondo borghese, le macerie impolverate di snobismi e puzze sotto il naso. Magari Futura lavora lì, in tabaccheria: c’è un posto migliore per una come lei? Una volta la portasti nello stupido hotel, come lo chiamava: facevate l’amore e lei piangeva; com’è possibile? Era diversa dalle altre, non l’avresti mai capita. Tirava fuori le sue Winston blu, diceva che era come non fumare.
Attenta, signora, sta giocando col fuoco.
Ti piaceva il modo in cui accendeva le cicche: lo sguardo concentrato, la ciocca di capelli neri che cadeva di traverso. Fatta la prima boccata, sorrideva. Perché piangevi?
Mi minaccia? Guardi che farò rapporto!
Pensa di stare al fronte?
Non rispondeva, in questi casi. Fissava le forme che prendeva il fumo, mentre tu l’accarezzavi sulla schiena.
Mi lasci in pace,  andiamo via di qui: non serve a nessuno la tabaccheria!
Non sai cosa ti prende: è come se qualcuno ti afferrasse la mano e la spingesse sulla guancia della donna. E ora? Ti guardi intorno: parti come una freccia verso Rue des Halle, lungo le vetrine dei negozi, la boutique d’abbigliamento, la sala giochi, la pizzeria chez Mario, la rivendita di bagni e di cucine, in un istante sei in Rue de la Ferronnerie, fai in tempo a scorrere i titoli dei volumi esposti in libreria, a scendere con la mano fino in fondo alla sua spina dorsale e senti che Futura fa un leggero movimento per accoglierti meglio, le sussurri però dovresti dirmelo, sei piena di misteri, lei sorride soffiando un’altra nuvola di fumo, mentre entri nell’albergo e chiedi se c’è una stanza libera, devi lavorare e pensi di starci fino a domattina.

34 pensieri su “6. Winston blu

  1. “andiamo via di qui: non serve a nessuno la tabaccheria!”

    “Oggi sono perplesso come chi ha pensato, trovato e dimenticato.
    Oggi sono diviso tra la lealtà che devo
    alla Tabaccheria dall’altra parte della strada, come cosa reale dal di fuori,
    e alla sensazione che tutto è sogno, come cosa reale dal di dentro.”

    da Tabaccheria
    F.Pessoa

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  2. Il Fumo. Chi l’avrebbe detto , (neppure Nicot) che quella nuvola bianca che abbiamo amato più di nostra madre, che nel ’68 era stato il nostro compagno di lotta più del Che, quell’icona fluttuante di un conformista anticonformismo che non ha mai cambiato la storia, tatuaggio ante-litteram di un esercito in eskimo, avrebbe visto nel nuovo millenio la propria decadenza cacciato da cinema e pub e sbattuto sul banco degli imputati nei processi alle Majors internazionali del tabacco?
    Anche il tabagista più incallito mette oggi nel novero di poterlo “cannare”. Si doveva capire che una cosa così che confonde le immagini può del pari confonder le idee come i lacrimogeni a Vallegiulia.
    Si può smettere Amerigo e tornare a veder le cose in un modo diverso, più chiaro più sano più giusto…… E’ più facile in due.

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  3. E’ convinto di poterla incontrare in un concerto, perché la musica è un filo dove ci si trova, prima o poi.

    Forse, sarebbero sufficienti dieci dita che scorrono su tasti bianchi e neri, duemila orecchie in ascolto religioso, uno sguardo perduto nel reticolo di suoni e sogni solamente umani, per ritrovare il filo, e credere di nuovo. (da Non superare le dosi consigliate – F. Centofanti)

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  4. Una traccia ce l’ha, Amerigo: Futura è pazza di Vasco. E’ convinto di poterla incontrare in un concerto, perché la musica è un filo dove ci si trova, prima o poi.

    La musica è il solo passaggio che unisca l’astratto al concreto.

    Antonin Artaud

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  5. Era diversa dalle altre, non l’avresti mai capita. Tirava fuori le sue Winston blu, diceva che era come non fumare.

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  6. ‘le lotte operaie, in cui l’aveva coinvolto quasi a forza; le grida dei i manifestanti, i lacrimogeni che esplodevano a due passi.. Non si era mai sentito così libero’

    Tra i tanti sogni e le battaglie intrapresi per cambiare la società, per rendere il mondo migliore, più giusto, più equo, a portata di ogni individuo, un messaggio e una Parola senza tempo restano impressi:

    „Gesù di Nazareth “è stato e rimasto il più grande rivoluzionario di tutti i tempi.”
    (Fabrizio De Andrè)

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  7. Su una nuvola di fumo

    Scivolerò,
    nel silenzio dei tuoi errori
    asciugandoli al vento,
    quando ti darò la mano.

    Nella fuliggine del tempo,
    prima della partenza
    d’una rondine
    che ti saluterà arrendendosi,
    al passo dell’inverno.

    La pioggia canta ancora
    attraverso la foschia.

    E su canzoni stonate
    giacciono le note sfinite d’una sera,
    dove perdenti i sogni
    si risveglieranno dal letargo.

    E mi racconterò
    di storie a lieto fine,
    mentre scenderà il sipario
    su un nuvola di fumo.

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  8. – Perché piangevi?

    Ogni lacrima nasconde una speranza…
     
    “Una lacrima ha radici più profonde di un sorriso.”
    (Emil Cioran)

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  9. “Non si era mai sentito così libero, per questo diceva pane al pane e dava della stronza alla turista che continuava a chiedergli del gatto, come fosse la cosa più importante della terra.”

    Ognuno ha le sue priorità ma solo quando le priorità degli altri coincidono con le nostre inizia il vero dialogo.

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  10. Musica che guarisce, che ci salva se lo consentiamo. Che scuote i sentimenti, fin dalle fondamenta del corpo in trappola, ammazza la tristezza (brutto peccato!), unisce ed accomuna. Esiste medicina universale più potente? Forse è l’amore. Parla tutte le lingue, parla senza necessità di aprir bocca, tocca la mente, fa muovere il corpo per accogliere l’altro. Sposta le montagne, guarisce le malattie – o le fa venire, dipende :-). Evoca, coinvolge, riempie la vita. Come la musica, crea una ragione. Come la musica, ha un filo d’oro che si dipana e che dobbiamo trovare e tenere stretto per goderne. Per non perdere di vista il significato. Per non perderci nel nostro romanzo.

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  11. è la musica che guarisce dalla malattia che ci portiamo dentro, nella trappola del corpo.

    Senza corpo non c’è musica, un violoncello è tale per il legno e le corde, un flauto per il metallo e i pistoni, abbiamo una voce e possiamo comunicare per quei due muscoli minuscoli che sono le candide corde vocali…
    nessuna musica senza un corpo libero di suonare…

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  12. Parigi, mio grande e lontano Amore, sempre ti penso e mi auguro che la vita ti dia la gioia che meriti.
    La dove abita il” mio cuore” che tutti quei ponti vuole raggiungere e ti guarda da lontano dove vorresti essere tu.
    La pazienza è la virtù dei forti e tu caro figlio hai tutte e due vedrai che la tua passione sarà ricompensata.

    Ernestina
    Una mamma lontana.

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  13. Magari Futura lavora lì, in tabaccheria

    Amerigo, è troppo, insicuro perchè invece di prendere il primo treno o aereo o qualsiasi altro mezzo che lo possa portare da lei , continua a pensare dove si possa trovare Futura , senza mai prendre l’iniziativa di andarla a cercare veramente.

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  14. ‘Era diversa dalle altre’

    (La musica non è questione di numeri, ma di emozioni vissute…da individui e ogni persona è unica e irripetibile, a suo modo infinita. – Giovanni Allevi)

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  15. Futura ci sono anche le sigarette,fumavo anche questi,le canne mai e non sono curiosa
    “tirava fuori le sue Winston blu,diceva che era come non fumare”-certo!questo è prendere giro a se stessi.Io una volta mi sono detta:finisco queste sigarette che ho e poi basta”,quando stavo con ultimo pacchetto andavo comprare altro (tanto ho detto che quando mi si finiscono).Comunque Winston blu non è leggero,ha 9mg di monossido di carbonio(non è poco),8mg di catrame,0,6mg di nicotina.
    Cerchi le sigarette perchè pensi che Futura lavora in tabaccheria?!Ma se lavora in un pub,diventi un alcoolizzato?

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  16. Comunque io leggo qua una rabbia,quasi odio di Amerigo verso questa Futura,e non ho capito perchè in questo punto lo sta cercando?!Non ti piace e basta vai avanti con la strada (senza cercare le tabbaccherie,ti liberi da un vizio,guarda che è difficile di smettere di fumare)

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  17. “Sei piena di misteri” noi donne siamo misteriose anche per noi stesse.
    Sai come si dice: in amor vince chi fugge, ed è proprio così, Amerigo fa quel che può! la cerca senza la passione che anima un innamorato, forse prende tempo per avere il coraggio di presentarsi a lei nel migliore dei modi.
    Non credo che chi ha passione riesca ad essere così: la passione ti fa fare voli talmente veloci per arrivare dal tuo amore che non pensi e non vedi più niente se non lei.
    Ti fa spiare i suoi movimenti, nascosto dietro cancelli, angoli, dietro qualsiasi cosa per capire tutto della creatura che ti ha rapito il cuore.
    Lanci frecce infuocate dagli occhi ormai pieni di lei, non vedi più altri che lei, e una musica che non avevi mai sentito prima si impossessa della tua anima che spera di trovarti”Subito” non può aspettare sennò l’amore diventa quasi pazzia.

    Amore d’altri tempi forse!
    Futura, invece mi sembra sicura di se: fuma e pensa ai suoi ideali di speranza e di lotta per essere libera e liberare tutti dalle meschinità del pensiero borghese che ti vuole ingabbiare, quando non è illuminato, nelle sue regole” piene” di parole, parole, parole…..
    Meglio la musica, abitua l’anima a cibarsi, così si ritrova nella sua dimensione più alta: quella Divina.

    Ernestina.

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  18. @ Agnese

    Hai proprio ragione, ma guarda che per un tipo come Amerigo non c’é bisogno di cercare Futura in un bar, ha già da solo le idee molto confuse, ragiona e si parla addosso come un ‘mbriaco.

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  19. Amerigo, poverino, è rimasto ancora ai tempi delle lotte operaie, degli scontri con il nemico, delle canne che facevano sentire forti, invincibili. Forse Futura, anche se il nome mi fa pensare al ventennio, risale a quei tempi che lui vorrebbe di nuovo rivivere. E’ da allora che non vede Futura? E’ da allora che ossessivamente pensa a tutti i momenti trascorsi con lei tra il fumo delle sigarette e dei lacrimogeni?
    Perché se la desidera tanto non la cerca? Perché evidentemente è legato solo al ricordo di lei e ha paura che se riuscisse ad incontrarla lei neanche lo riconoscerebbe. E’ più facile sognare che affrontare la realtà che è lavoro, compromesso, che è vivere tra la gente e non in un sogno pieno di fumo.
    Forse quando facevano l’amore e lei piangeva, o quando le chiedeva qualcosa e lei non rispondeva, Futura era completamente fatta. E anche lui. Il fumo fa male, intorpidisce la mente, confonde i pensieri, nuoce gravemente alla salute.

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  20. Non credo ci siano persone che non amino la musica, è qualcosa che arriva nel centro della nostra anima, dov’è Dio.
    Io la amo tanto, tutta, ma prediligo la classica, i concerti solo per piano o quelli in cui il pianoforte guida il dialogo con gli altri strumenti, propone melodie, trasporta tutta l’orchestra in un crescendo appassionato.
    E’ un’esperienza meravigliosa che ho fatto, è una passione alla quale ho dovuto rinunciare per occupazioni in quel momento per me e la mia famiglia più remunerative.
    A ventiquattro anni e tre figli ho venduto il pianoforte, tanto non lo toccavo più, ma molto presto ho dovuto riaverlo a casa con me, mi mancava, dovevo averlo lì anche se non lo suonavo.
    Mi ci è voluto tanto tempo per mettere le mani sul piano, avevo paura di non riuscire a muoverle a tirarne fuori qualcosa di bello.
    Ogni tanto suono, certo, solo pezzi per i quali non occorre una gran tecnica, Notturni, Preludi, Valzer – – non ci crederete, ma con il mio carattere mi riesce molto bene La Patetica – e quando suono piango, mi commuovo.
    Forse perché sono veramente patetica.

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  21. @ Roberta Z 30
    Si, Amerigo appare molto confuso in questi primi passi del romanzo. Ma niente di più facile che approdi più o meno consapevolmente a qualcosa di diverso, indirizzato dalla mano dell’autore che per lui ha già tracciato uno schema. Mi auguro che Amerigo, come gli altri, possa stupirci e riscattarsi: fino ad adesso questi personaggi maschi non mi fanno venire la pelle d’oca, chiusi nelle loro trappole mentali, nei loro vizi capitali. A presto, Marco

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  22. @ Roberta Z 31
    Non sapevo che suonavi, Roberta! Se hai dovuto lasciare, come hai detto, è per fare altre cose, le cose impellenti della tua vita. Adesso, oltre a suonare il piano di tanto in tanto, puoi suonare meglio, forse, anche “la vita”.
    Marco
    PS: non credo proprio tu sia patetica 🙂 un bacio

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