7. Grigio

da qui

Non fare sciocchezze, Filippo, lascia perdere.
Ormai ho deciso don, non cambio idea nemmeno se mi ammazzi.
Ti ammazzo?
Sorride, come sa sorridere lui solo. La chiesa è un uovo gigante da cui entra una giostra di colori, come se il grigio dei mattoni ci fosse per vincerlo col caleidoscopio che esplode soprattutto il pomeriggio, quando si entra e si rimane folgorati, senza fiato.
Scherzo, comunque non ritorno indietro. Vado da Mattea.
E’ possibile innamorarsi di una con un nome come questo? Te l’immagini? Baciami, Mattea. Eppure, forse è proprio il nome che l’ha tirato dentro, voleva capire come fare a metterlo insieme con una ragazza tanto bella.
Vuoi mollare tutto? E quello che stavamo costruendo, giorno dopo giorno?
Filippo è agitato: ha le mani intrecciate, come per pregare; in realtà vuole frenarsi, perché gli scappa di fuggire. Si accorge della statua della santa che maneggia un crocifisso: lo guarda come se aspettasse una parola.
Chissà che ne pensa santa Rita.
Che vuoi che me ne importi?
Il prete fa un respiro profondo. Gli passano davanti le immagini delle corse in macchina, dei medici, le comunità aggrappate sui monti più sperduti; le notti insonni, le telefonate disperate.
. E di quello che penso io?
Tu non mi capisci don: mi hanno ferito.
Sul soffitto si apre una fila doppia di finestre, da cui si scorge il cielo. Come ci vede Dio? Se riuscissimo a specchiarci in lui, a perderci cantando nell’azzurro, come la cicala. Cosa faremmo se ogni gesto venisse replicato fino ai confini ultimi dell’universo?
Non è la ferita che conta, ma la cura.
Belle parole, non m’incanti più.
Se il riflesso sulla superficie liscia della verità ci convincesse che chiuderci nei fallimenti è solo il capriccio di un bambino?
Dove pensi di andare?
Prendo la prima corriera che mi capita.
Sapere che ogni scelta ha conseguenze a catena nelle galassie più lontane, nelle orbite dei pianeti e delle stelle, nella corsa insensata dei meteoriti e della polvere cosmica.
Come sarebbe questa chiesa senza la vetrata?
Te l’ho detto: non m’incanti, don.
Il Cristo ha gli occhi azzurri: osserva ogni cosa con pazienza, come si trattasse solo di aspettare.
Sarebbe tutto grigio. Ci pensi? Un mondo tutto grigio.
Addio, non ti preoccupare.
E’ come se scrutasse l’orizzonte, la strada deserta, quando viene notte.

40 pensieri su “7. Grigio

  1. – Non è la ferita che conta, ma la cura.

    Fuggire non serve perché i dolori e le ferite ci seguono ovunque, cone un’ombra.
    La felicità va conquistata ogni giorno, afferrata e tenuta stretta: forse é questa la cura.

    "Mi piace"

  2. Quando riceviamo una ferita, quando accade qualcosa che ci fa stare male, quando una persona ci ha offeso, perdiamo il nostro equilibrio e pensiamo che la sola cosa da fare sia fuggire da un mondo che ha perso il colore. La soluzione però non è fuggire perché nessuno potrà mai togliere il dolore nemmeno Dio, ma Lui sta con il dolore allora non c’è altro posto dove andare se non in quell’uovo gigante e ritrovare quello sguardo silenzioso e paziente l’unico capace di ridare colore alla nostra vita.

    "Mi piace"

  3. Cristo ha gli occhi azzurri: osserva ogni cosa con pazienza, come si trattasse solo di aspettare.


    L’amore si fa attendere,forse nel secondo tempo,in un altro momento…un battito d’ali nel silenzio della vita..

    "Mi piace"

  4. Non è la ferita che conta, ma la cura.

    La “cura ” migliore per qualsiasi tipo di ferita è l’Amore!
    Amare vuol dire saper perdonare e riuscire a perdonare vuol dire ricominciare a vivere. Ma per poter comprendere questo , è necessario avere un equilibrio interiore tale ,che non sempre si ha quando si viene feriti. E allora non ti rimane altro da fare che intraprendere un lungo viaggio verso l’io più profondo ,perchè così hai la possiblità di ritrovare la gemma più preziosa che hai perduto:Te stesso!

    "Mi piace"

  5. Sarebbe tutto grigio. Ci pensi? Un mondo tutto grigio

    Un mondo tutto grigio è un mondo senza vita ,un mondo pieno di monotonia.

    "Mi piace"

  6. Il Cristo ha gli occhi azzurri: osserva ogni cosa con pazienza, come si trattasse solo di aspettare

    La pazienza può far germogliare delle pietre, a condizione di saper aspettare.

    Driss Chraibi, Une Enquete au pays, 1981

    "Mi piace"

  7. Il Cristo ha gli occhi azzurri: osserva ogni cosa con pazienza, come si trattasse solo di aspettare.

    Occhi azzurri che credevo non mi guardassero più. Occhi che si sono spalancati per curarmi con quella pazienza che solo un padre conosce, togliendo il grigiore dal mio cuore per farmi di nuovo credere nel cielo!

    "Mi piace"

  8. “Sapere che ogni scelta ha conseguenze a catena nelle galassie più lontane, nelle orbite dei pianeti e delle stelle, nella corsa insensata dei meteoriti e della polvere cosmica.”

    "Mi piace"

  9. Eppure i colori ci riempiono, inondano la vita: sono quelli forti della gioia, sommessi del silenzio, amari del dolore, accesi dell’amore. Se vediamo grigio, l’animo nostro si è predisposto così: girato su “off”, anche di fronte a immense vetrate colorate. E voglio credere che, come un bambino che s’impunta, chiuderci nei fallimenti sia voler vedere grigio. Se ogni gesto venisse replicato ai confini dell’universo, forse vedremmo Dio nei tanti colori che perdiamo ogni volta che rifiutiamo il suo abbraccio di Padre. Ma non ci basta l’amore e le cure che riceviamo dagli altri, dalla vita, per avere la sacca piena di colori e di gioia? Già quella è la cura! Gli occhi “azzurri di Cristo” non sono sufficienti? Rifiutando quei colori, quell’abbraccio, resta la strada deserta, noi soli a combattere una battaglia. La cura è qui, tra i colori dell’anima.

    "Mi piace"

  10. “osserva ogni cosa con pazienza, come si trattasse solo di aspettare.”

    Osserva con pazienza, come chi non smette mai di credere in noi, anche quando noi non crediamo in Lui, e forse neanche in noi stessi.

    "Mi piace"

  11. “Come ci vede Dio? Se riuscissimo a specchiarci in lui”

    “Amico mio, tu e io rimarremo estranei alla vita, e l’uno all’altro, e ognuno a se stesso, Fino al giorno in cui tu parlerai e io ascolterò, ritenendo che la tua voce sia la mia voce; e quando starò zitto dinanzi a te pensando di star ritto dinanzi a uno specchio.”
    K.Gibran

    "Mi piace"

  12. la vita non è già destinata ad essere un peso per molti e una festa per alcuni, ma per tutti un impiego del quale ognuno renderà conto.
    A Manzoni.

    "Mi piace"

  13. “Addio, non ti preoccupare.”

    L’addio

    L’uomo dice alla donna
    t’amo
    e come:
    come se stringessi tra le palme
    il mio cuore, simile a scheggia di vetro
    che m’insanguina i diti
    quando lo spezzo
    follemente.

    L’uomo dice alla donna
    t’amo
    e come:
    con la profondità dei chilometri
    con l’immensità dei chilometri
    cento per cento
    mille per cento
    cento volte l’infinitamente cento.

    La donna dice all’uomo
    ho guardato

    con le mie labbra
    con la mia testa col mio cuore
    con amore con terrore, curvandomi
    sulle tue labbra
    sul tuo cuore
    sulla tua testa.
    E quello che dico adesso
    l’ho imparato da te
    come un mormorio nelle tenebre
    e oggi so
    che la terra
    come una madre
    dal viso di sole
    allatta la sua creatura più bella.
    Ma che fare?
    I miei capelli sono impigliati ai diti di ciò che muore
    non posso strapparne la testa
    devi partire
    guardando gli occhi del nuovo nato
    devi abbandonarmi.

    La donna ha taciuto
    si sono baciati
    un libro è caduto sul pavimento
    una finestra si è chiusa.

    È così che si sono lasciati.

    Nazim Hikmet

    "Mi piace"

  14. “Tu non mi capisci don: mi hanno ferito.”

    IL TENERO E RISCHIOSO VOLTO DELL’AMORE

    Il tenero e rischioso volto dell’amore
    m’è apparso la sera
    di un giorno troppo lungo
    Forse era un arciere con l’arco
    o forse un musicista con l’arpa
    Io non so più
    io non so nulla
    Tutto quel che so
    è che m’ha ferita
    forse con una freccia
    forse con un canto
    Tutto quel che so
    è che m’ha ferita
    e ferita al cuore e per la vita
    Scottante oh scottante ferita dell’amore.

    J.Prèvert

    "Mi piace"

  15. “E’ come se scrutasse l’orizzonte, la strada deserta, quando viene notte.”

    Preferire il buio della notte e rischiare di procurarsi altre ferite piùttosto che cercare di rimarginare quelle già esistenti.
    Orgoglio e sfiducia a volte superano ogni logica ma in fondo al cuore resta sempre un barlume di speranza; quando riusciamo a dire a qualcuno: “non ti preoccupare” vuol dire che resiste ancora la consapevolezza di essere amati.

    "Mi piace"

  16. Anche un batter di ciglia può cambiare l’ordine naturale delle cose, mille fior di scienziati si sono affannati a darcene dimostrazione coi loro quanti, i buchi neri, ora anche i neutrini e nessuno vorrà mai confutarli ci si deve inchinare alla scienza che corre e che taglia continui tragurdi, senza accorgersi haimè che non fa che stancarsi destinata a star fuori dal premio finale tutt’al più arrivando a sfiorare i confini di quell’universo, di quell’ordine soprannaturale, dove tutto è spiegato da quel “Cristo” ceruleo “che aspetta” solo chi ci ha creduto che le gocce di pioggia sono un pianto di madre che soffre, non molecole di H2-O.

    "Mi piace"

  17. “Sarebbe tutto grigio. Ci pensi? Un mondo tutto grigio.”

    Il mondo è grigio, il colore è negli occhi, non nelle vetrate.
    I colori si mescolano come si mescolano gli sguardi, come s’intrecciano le mani con mani altrui, con le dita amate.
    E non importa la fuga se la strada è una nostra decisione, non di chi ci concede pazienza e ci riabbraccia ogni volta come un cane mansueto cui si perdona tutto.

    mdp

    "Mi piace"

  18. “Cogliere l’attimo per rendere speciale la nostra esistenza.”

    Fischiettando, il professor Keating entra in aula, si avvicina agli alunni, gira trai banchi e si dirige verso il fondo dell’aula, guadagnando l’uscita, poi, sporgendo la testa dentro, invita gli studenti a seguirlo fuori.

    Keating: “Su, andiamo!”
    Risatine ironiche da parte dei ragazzi.
    Un alunno: “Dov’è andato?”
    Un altro: “E chi lo sa!”
    Molti: Dai, andiamo, su forza!”
    Nell’atrio Keating: “O Capitano, mio capitano!” Chi conosce questi versi? Non lo sapete? È una poesia di Walt Whitman, che parla di Abramo Lincon. Ecco, in questa classe potete chiamarmi professor Keating o se siete un po’ più audaci, “O Capitano, mio Capitano”. Ora dissiperò alcune voci anziché non inquinino i fatti. Certo, anch’io ho frequentato Welton e sopravvivo, comunque, a quel tempo non ero la mente eletta che avete di fronte, ero l’equivalente intellettuale di un gracile corpicino. Andavo sulla spiaggia e tutti mi tiravano i libri di Byron in piena faccia. Allora, vediamo, Pitts, da qualcuno bisogna cominciare, dunque, chi di voi è Pitts? Molto bene, vuole aprire il suo libro a pagina 503?
    Pitts:“O vergine cogli l’attimo che fugge?”
    Keating: “Sì, proprio quella, è appropriata, no?”
    Pitts: “Cogli la rosa quando è il momento, che il tempo, lo sai, vola e lo stesso fiore che sboccia oggi,domani appassirà”.
    Keating: “Grazie mille, Pitts. “Cogli la rosa quando è il momento” in latino, invece, si dice “Carpe diem”. Chi lo sa che cosa significa?”
    Maeks alza il dito e risponde: “Carpe diem, cioè cogli l’attimo”.
    Keating: “Molto bene, signor?”
    Maeks: “Maeks”.
    Keating: “Maeks, mi ricorderò il suo nome.“Cogli l’attimo, cogli la rosa quando è il momento”. Perché il poeta usa questi versi?
    Charlie: “Perché va di fretta!”
    Keating: “No, diing! Grazie per aver partecipato al nostro gioco. Perché siamo cibo per i vermi, ragazzi! Ognuno di noi, un giorno smetterà di respirare, diventerà freddo e morirà. Adesso, avvicinatevi tutti e guardate questi visi del passato – e indica le foto di classe del passato esposte insieme ai trofei e alle coppe nella vetreria dell’Accademia – Lì avete visti mille volte, ma non credo che li abbiate mai guardati, non sono molto diversi da voi: stesso taglio di capelli, pieni di ormoni come voi, invincibili come vi sentite voi. Il mondo è la loro ostrica, pensano di essere destinati a grandi cose, come molti di voi, i loro occhi, pieni di speranza, proprio come i vostri. Avranno atteso finché non è stato troppo tardi per realizzare almeno un briciolo del loro potenziale? Perché vedete, questi ragazzi, ora, sono concime per i fiori, ma se ascoltate con attenzione, li sentirete bisbigliare il loro monito.
    Coraggio, accostatevi, sentite? “Carpe diem, carpe diem… cogliete l’attimo, ragazzi, rendete straordinaria la vostra vita”.

    (dal film “L’attimo fuggente”)

    "Mi piace"

  19. In bilico, tra la ferita e la cura della stessa, ingabbiati nell’orgoglio di sanare un affronto, nell’aspettativa di ripagarsi una delusione e con la probabilità di far sanguinare ulteriormente la ferita; accecati dalla vendetta, dal desiderio di farsi giustizia da soli, continuiamo a percorrere sentieri grigi e senza uscita.

    "Mi piace"

  20. “Tu non capisci don:mi hanno ferito”-nessuno non può capire(sentire) dolore del altro, è facile dare gli consigli ma quando si tratta di se stesso,è diverso perchè ci condizioniamo dal emozioni.Qualcuno ha detto:”di consiglio chiedi la persona che si sapersella”(questa parola ho trovato nel vocabolario).Comunque,tutti ormai siamo testardi,non vogliamo ascoltare nessuno finchè non sbattiamo la testa contro muro. E adesso?
    Mi piace inizio:”Ti leggo nel pensiero”-bello! ma anche nel cuore?

    "Mi piace"

  21. “sarebbe tutto grigio”-non voglio fare solita,ma ho sentito che colore che ti circonda ha condizioni per tuo stato d’anima.Va be,ricordo una volta che stavo con miei amici al ristorante e da un po stavamo aspettando un cameriere,mia amica che aveva fame ha detto:lo so che verde tranquilizza ma se io prendo questa tovaglia verde che sta sul nostro tavolino mi arottollo sulla testa,sicuramente non mi tranquilizzo,ho fame!

    "Mi piace"

  22. “come se il grigio dei mattoni ci fosse per vincerlo col caleidoscopio che esplode”

    Mi piace la sintesi costruttiva di quella chiesa..mi piace anche il grigio, essenziale, quasi spartano, di quei mattoni a vista, di quella struttura senza la quale la vetrata non starebbe in piedi.
    Essere struttura portante non sempre è un compito colorato, a volte è un lavoro grigio e anonimo, ma trova il suo senso e la sua bellezza quando al proprio centro sta un cuore che pulsa di mille colori di vita.

    "Mi piace"

  23. @ Pam detto
    Brava hai pensato la stessa cosa che volevo scrivere io.
    Sono in completa sintonia nel tuo ultimo commento, quando si entra in chiesa, intendo nella nostra, e il sole la illumina attraverso le vetrate è un vero spettacolo! capisci che Dio è lì che ti aspetta e ti accoglie per aiutarti a vedere che non è tutto grigio come pensavi tu.
    Credo sia questo che mi ha incantata la prima volta che sono entrata, vedere la luce che filtra” attraverso “per illuminare l’altare e come ti dicesse:”occorre solo sapere dove tendere la tua mano”.
    Molto spesso accade che si passi accanto a ciò che cerchiamo, ma è come se camminassimo al buio e non ce ne accorgiamo: inciampiamo in quel che ci occorreva e distrattamente passiamo oltre.
    Un’inattaccabile gioia e un profondo senso di pace ti rapisce e ti entra nel cuore e pensi:”la cattiveria è solo una forma di debolezza”, e questo pensiero ti segue per tutto il giorno e diventa gioia intensa di trovare la tua e le altre debolezze nelle persone che speri di incontrare.

    L’urgenza di vivere è la mia compagna da sempre, questo qualche volta, ti rende cieco ma Dio è lì per questo: ti cambia gli occhi e finalmente vedi coi Suoi.

    Ernestina.

    "Mi piace"

  24. C’è abbondanza di colori dovunque ci muoviamo, ovunque guardiamo, ma molte volte guardiamo senza vedere,viviamo senza accorgercene.

    Ci sono giorni in cui tutto mi sembra grigio, inutile, c’è grigio anche nei miei pensieri, nelle cose che faccio, allora decido di non fare niente, di chiudermi nella mia tristezza, nella mia inutilità. Le persone mi sembrano robot concepiti per fare i soliti movimenti, camminare per le solite strade, per dire le solite parole senza nessun senso. Chissà se riusciranno a fare robot così perfetti che possano cadere in depressione. Potrei essere io il primo robot depresso, perché in me la volontà non esiste, rinunzio anche ai pensieri, il mio cervello mi ordina solo di non vivere.

    Quello che più mi fa rabbia, nei miei giorni grigi, è il sole, il cielo limpido, la natura splendente, le persone sorridenti, tutte cose capaci, in altri momenti, di darmi gioia e di ringraziare Dio per i suoi meravigliosi doni . Mi fa molta rabbia e mi fa sentire in colpa, perché so di sprecare il mio tempo soffrendo inutilmente.

    Don Mario mi aveva detto che mi avrebbe aiutato a guarire, sarebbe bastato parlare spesso con lui. Ma non abbiamo fatto in tempo.

    Dovrò pagare per non aver apprezzato la mia vita tutti i giorni che il Signore mi ha regalato? Io non me lo perdono, ma Dio sì, Lui è misericordia.

    "Mi piace"

  25. Non so se succede solo a me, ma non faccio più caso ai vari componenti della vetrata della nostra chiesa, è il Cristo risorto che attira sempre il mio sguardo, i suoi occhi azzurri che mi fanno sentire il suo amore per me e per tutti noi e mi danno la certezza nella speranza
    Gli dico spesso: per favore, non perdermi di vista, fai che io ti senta sempre presente, amami sempre di più, perché anche io voglio amarti sempre di più.

    Alcune volte, pregando, mi sento meno di una formichina sulla terra, e sento Dio in alto, molto in alto, che mi guarda e mi ascolta. Ma sono sicura che Lui non ci veda come formichine, per Lui siamo tutti figli unici, insostituibili e preziosi.

    La preghiera più bella per me è quella diretta non verso l’alto, ma quella rivolta verso il cuore, il centro della nostra persona, é lì che abita il Signore.

    "Mi piace"

  26. Roberta cara, vorrei sgridarti, ma il mio amore me lo impedisce.
    La luce, è come una lucciola la devi inseguire e spesso quando credi di averla tra le mani per guardare come possa un essere così piccolo avere tutta quell’energia, ti accorgi che è già volata via.
    E’ successo anche a me, ad alcune mie ragazze che nella disperazione per la loro lontananza dalla loro terra non trovano più la luce.
    Io dico loro solo questo: siamo fatti a Sua immagine e somiglianza e anche Lui ha cercato la Luce su quella croce con tanta disperazione.
    ” Ecco l’uomo” mi sembra tutto quello che voglio dirti, perdonati per favore!
    Se non sai per chi farlo, allora fallo anche solamente per me.

    Ti abbraccio forte
    Ernestina

    "Mi piace"

  27. @Gum @Ernestina

    E’ un piacere essere in sintonia con voi.
    Ogni volta in cui sono a Roma mi perdo a visitare le più belle chiese opere d’arte del mondo.
    Eppure, quella chiesa dove la basilarità del grigio cemento si unisce alla luce del vetro colorato, davvero fa riflettere sull’ingegneria della vita.
    E, soprattutto, è lo specchio di chi, in quella chiesa, è stato e di chi è portatore di fede speranza e amore.

    @Roberta Z

    A me sembra che gli occhi con cui sai descrivere il mondo e le persone vedano decisamente a più colori e sfumature.

    Un abbraccio a tutti.

    "Mi piace"

  28. Quando si comprende nel profondo che amore e libertà sono inscindibili e due facce della stessa medaglia che portiamo al collo, diventiamo automaticamente più liberi, più giusti, più veri, chi l’amore lo da’ e chi lo riceve. L’amore automaticamente ci conduce verso il benessere dell’anima, verso quel centro che ci ha originato e dal quale ci sentiamo liberamente attratti.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.