Tonino GUERRA (1920 – 2012)

La féin de’ mond

Al ròdi mi carètt

a ‘l s’è farmè,

a ‘l pépi ad tèra còta

a ‘l s’è brusé la saira

a fè la vegia tra i paier;

i méur i è vecc

al crépi al vén d’in zò

com’è di fòlmin.

E’ ciòd dla méridiéna

l’è caschè.

La fine del mondo. Le ruote dei carri/si sono fermate,/alla sera le pipe di cotto/si sono spente/durante la veglia nei pagliai,/ i muri sono vecchi/le crepe scendono/come i fulmini./Il chiodo della meridiana è cascato. (Traduzione di Roberto Roversi)

*

I sacrifeizi

Se mé ò studié

l’è stè par la mi ma,

ch’la fa una cròusa invéci dé su nòm.

S’à cnòss tòt al zità

ch’u i è in chéva e’ mond,

l’è stè par la mi ma, ch’la n’à viazè.

E ir a l’ò purtèda t’un cafè

a fè du pass, ch’la n vaid bèla piò lòm.

-Mitèiv disdai. Sa vléiv? Vléiv un bignè?

I sacrifici. Se ho potuto studiare/lo devo a mia madre/che firma con una croce.//Se conosco tutte le città/che stanno in capo al mondo/è stato per mia madre, che non ha mai viaggiato.//Ieri l’ho portata in un caffè/a far due passi perché quasi non ci vede più niente/-Sedetevi, qua. Cosa volete? Un bignè? (Trascrizione di Roberto Roversi)

*

La mòrta

Mu me la mòrta

l’a m fa una pavéura che mai

ch’u s lasa tròpa ròba ch’l’a n s vaid piò:

i améig, la tu faméia,

al piènti de’ pasègg ch’à cl’udòur,

la zénta te incuntrè una vòlta snò.

A vréa muréi d’inveràn quand che piòv

ch’u s fa la saira prèst,

e d’fura u s spòrca al schèrpi t’ e’ pantèn

e u i e è la zénta cèusa ti cafè

datònda ma la stòva.

La morte. A me la morte/mi fa morire di paura/perché morendo si lasciano troppe/cose che poi non si vedranno mai più:/gli amici, quelli della famiglia, i fiori/del viale che hanno quell’odore/e tutta la gente che hai incontrato/anche una volta sola.//Io vorrei morire proprio dentro l’inverno/mentre piove/in uno di quei giorni in cui è sera presto/e per la strada le scarpe si sporcano di fango/e la gente è chiusa nei caffè/stretta intorno alla stufa. (Traduzione di Roberto Roversi)

 

 

Notizie biografiche

7 pensieri su “Tonino GUERRA (1920 – 2012)

  1. lp

    L’aria l’è cla roba lizira
    cla sta datonda la tu testa
    e la dvénta piò cèra quand che t’roid.
    Tonino Guerra

    L’aria è quella roba leggera
    che ti gira intorno alla testa
    e diventa più chiara quando ridi.
    Tonino Guerra
    (Trascrizione in lingua di Roberto Roversi)

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  2. pam

    diceva “ogni volta che passo davanti a un mandorlo in fiore mi tolgo il cappello”.

    Oggi ce lo togliamo per lui.

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  3. Mariapia Quintavalla

    Meraviglioso uomo, poeta e cittadino del mondo.
    Un altro poeta romagnolo che ci lascia, un altro poeta dopo tanti altri…il mondo lo vedono meglio, e ce lo spiegano anche, in musica, ce lo fanno balenare.
    grazie, Giovanni.

    Maria Pia Quintavalla

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  4. manuel cohen

    E’ stato un grande. Il successo di pubblico ha forse un po’ messo in secondo piano la sua statura di poeta. Ma è stato un grande poeta: ha indicato, con Pasolini, la nuova via della poesia neo-dialettale. Grazie Giovanni.

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