13. Eri la mia vita

da qui

Mi sembra strano.
Cosa?
Dunque: vengo al pontile per raccogliere le idee; per caso leggo una scritta: Fofner, sei la mia vita. Qualcuno si avvicina e attacca una filippica sulle barriere che dividono la gente, su come bisognerebbe essere e su ciò che si dovrebbe fare e alla fine del discorso dichiara: io mi chiamo Fofner.
Cosa c’è di strano?
Lo guardi negli occhi: ti ricorda qualcosa. Gli scavi di Ostia Antica: cosa c’entrano?
Ti sembra normale?
Un giorno di inizio primavera, il cielo azzurro come il cancello arrugginito, due ragazze straniere, svizzere, ti pare.
Cosa c’è di normale, nella vita?
Anche questa ti sembra d’averla già sentita. Dove le portate? Sulla spiaggia: scolpisci monti di sabbia e fingi di percorrerli sciando con due dita.
Sempre originale, vero? I piedi per terra ti capita di metterli?
Ridono, buon segno. Quando una donna ride, è quasi fatta.
I piedi sono a terra comunque, finché qualcuno li sistema in posizione orizzontale. Un amico dice sempre che chi sta per morire vuole mettere i piedi per terra a tutti i costi.
Portasse sfiga. Continuano a ridere, siete sicuri di aver raggiunto il risultato.
– Io i piedi per terra ce li ho sempre, per questo mi sembra tutto molto strano.
A Ostia Antica, poi, l’apoteosi: sono incantate. Date spiegazioni inventate là per là, pittori e scultori dai nomi inverosimili: avrebbero forse controllato?
Quali sono i tuoi cantautori preferiti?
Cosa vuole da me? Arriviamo a sostenere seriamente di aver vinto l’appalto del restauro. Ridono forte: l’abbiamo sparata troppo grossa?
De André, De Gregori, Guccini e Capossela.
La cosa finisce lì, ora dritti all’albergo.
Gli stessi miei. E’ strano pure questo?
Con gli ultimi soldi offriamo la birra più costosa, ormai siamo certi di concludere.
Coincidenze, vuoi dire, tutte coincidenze. Ma perché quell’altra scritta?
Il sorriso si spegne sulle labbra quando, in un misto di svizzero e italiano, ci dicono: grazie di tutto, arrivederci!
Quale scritta?
Siamo noi che cominciamo a ridere nervosamente: come facciamo a ritornare a casa?
Fofner, eri la mia mia vita.

34 pensieri su “13. Eri la mia vita

  1. Se Fofner era la sua vita vuol dire che l’autrice della scritta è morta, un po’, o del tutto, anche lei.
    (ma Fofner che nome è? 🙂

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  2. – Fofner, eri la mia mia vita.

    “io mi dico è stato meglio lasciarci
    che non esserci mai incontrati.”

    Una storia importante che finisce lascia sempre delle ferite profonde, difficili da rimarginare, ma lascia anche qualcosa di eterno che nessuno potrà mai cancellare.

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  3. Perdonatemi, non so il perchè, ma dopo aver letto questa pagina, mi è venuta in mente questa parabola, la più bella di tutto il Vangelo.

    «Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto»

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  4. “Fofner, sei la mia vita….Fofner, eri la mia mia vita.”

    “Dormivo e sognavo che la vita non era che gioia. Mi svegliai e vidi che la vita non era che servizio.
    Servii e compresi che nel servizio c’era la gioia.”

    Tagore

    FOFNER, SARAI LA MIA VITA.

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  5. E’ oggi: tutto l’ieri andò cadendo
    entro dita di luce e occhi di sogno,
    domani arriverà con passi verdi:
    nessuno arresta il fiume dell’aurora.

    Nessuno arresta il fiume delle tue mani,
    gli occhi dei tuoi sogni, beneamata,
    sei tremito del tempo che trascorre
    tra luce verticale e sole cupo,

    e il cielo chiude su te le sue ali
    portandoti, traendoti alle mie braccia
    con puntuale, misteriosa cortesia.

    Per questo canto il giorno e la luna,
    il mare, il tempo, tutti i pianeti,
    la tua voce diurna e la tua pelle notturna.

    Pablo Neruda

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  6. Due che sono stati amici o che stanno per diventare amici sono sempre molto diversi tra.loro. L’inizio è burrascoso, la sfida è quasi sul piano fisico, ci si trova antipatici incompatibili, ma pian piano l’attrazione si fa strada. Poli opposti che si cercano. Un idealista e uno coi piedi per terra, solo su musica e donne la sintonia è perfetta perche sia l’una che le altre hanno in comune una cosa che piace a tutti e due, la bellezza.
    Poi ci si perde di vista per colpa del mondo, forse proprio di una donna. Ogni tanto si torna col pensiero alle scorribande insieme e il sapore di quelle sensazioni riaffiora con nostalgia di quei tempi spensierati che a ripensarci ti viene da piangere.
    Chissà dove sarà finito magari hai provato su Facebook, ma niente, non era un tipo da social network e quindi dove trovarlo? Il pontile era il luogo che amavamo di più per passare le sere d’estate a cazzeggiare e che spalle al mare se vai dritto ti porta a Ostia Antica. Forse è lì che lo devo cercare tra il melange di graffiti stampati sul parapetto di travertino. Amico. Dov’eri vita mia.

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  7. Cosa c’è di normale nella vita, bisogna sempre chiederselo. Poiché identifichiamo una quantità infinita di categorie (dimenticando che categoria, come ci hai spiegato, viene dal greco antico e significa accusa) e tramite quelle pretendiamo di governare il mondo, avere potere sulle cose, nelle circostanze, anzi sulle circostanze (che è ancora più assurdo!). Vorremmo dirigere e controllare fatti coscienze e corpi altrui ed altro ancora; ci sentiamo simili a Dio, in un’orrenda e ridicola farsa che Dio stesso ci consente amorevolmente di condurre, poiché ci vuole liberi. E non ci rendiamo conto che più vogliamo dirigere, più sprofondiamo, con l’io che si gonfia e noi che perdiamo contatto con la realtà; e diventiamo ridicoli e curiose vittime delle situazioni che abbiamo creato. E soprattutto dimentichiamo che l’amore, il vincere noi stessi, l’abbandonarsi completamente nell’altro e nella vita sono semplicemente un vivere, uno dei metodi più puliti per affrontare il mondo.

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  8. E cos’altro si può aggiungere dopo tutto ciò che insieme abbiamo detto? Che le coincidenze sono il sale della vita. Che molto più spesso di quanto non riteniamo esse governano i nostri destini. Che non sono poi sempre coincidenze. Che rientrano all’interno di un disegno più ampio. Che se resistiamo alle coincidenze possiamo farci male… Che esse, in fin dei conti, sono un messaggio della vita, della vita che pulsa e ci parla, di quella vita che spesso vogliamo dominare in modo insensibile e invece dovremmo ascoltare in silenzio, per imparare che Dio ci parla in silenzio, con la sua voce sottile fatta di silenzio. E quelle coincidenze, voglio credere, sono le notizie del mondo, la magia che ci assale, piena di amore e di cui molte, troppe volte non ci accorgiamo.

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  9. “nulla e’ casuale agli occhi di Dio”.
    Accade nella vita che qualcosa che per te e’ importante, la cosa o la persona più importante, ciò che credevi eterno e indistruttibile, un giorno lo scopra come qualcosa senza più attrattiva, fallibile, fallace, fragile, antico, passato. Un maglione, un lavoro, un libro, un amico, un amore. Le cose cambiano e cambiamo noi, ciò che era non e’ più, e si apre una nuova prospettiva, qualcosa che non ti aspetti, che cambia la tua percezione delle cose e ti apri a un mondo per te fino ad allora sconosciuto. La tentazione di ancorarsi a ciò che e’ noto e’ forte, la strada vecchia e’ nota, la nuova chissà dove porta, ma fra vecchio e nuovo c’ e’ un ponte percorribile solo in avanti. Se rimani fermo non saprai mai cosa c’ e’ di la’ se lo percorri, il futuro ti sembrerà più presente come la voglia di vivere e non di morire.

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  10. Fofner, eri la mia mia vita

    Che strano! Ho come l’impressione che Fofner non sia vivo, ma sia un fantasma che vaga lungo il pontile perchè non ha accettato ancora di morire.

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  11. “Un amico dice sempre che chi sta per morire vuole mettere i piedi per terra a tutti i costi.”

    L’esperienza ci insegna che il custode del tesoro è solito morire…ma anche risorgere.

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  12. “Quando una donna ride,è quasi fatta”-ma chi ha detto questa cretinata?!!! un arogante maschio! E poi,sono varie tipi di risate,ma forse loro stavano ridendo proprio di voi!Maschi!

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  13. Fofner, sei la mia vita…..- Fofner, eri la mia mia vita.

    LA MORTE NON È NIENTE

    La morte non è niente.
    Sono solamente passato dall’altra parte:
    è come fossi nascosto nella stanza accanto.
    Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
    Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
    Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
    parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
    Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.
    Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
    di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
    quando eravamo insieme.
    Prega, sorridi, pensami!
    Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
    pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
    La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
    è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.
    Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
    Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.

    Rassicurati, va tutto bene.
    Ritroverai il mio cuore,
    ne ritroverai la tenerezza purificata.
    Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
    il tuo sorriso è la mia pace.

    Sant Agostino

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  14. Cosa c’è di normale, nella vita?

    la normalità fa parte del quotidiano, tutto ciò che non vi fa parte , perchè fuori dal comune viene considerato strano.

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  15. L’inverno, come la morte, ci insegna sempre qualcosa di importante e non va dimenticato ma restare inchiodati al passato è come non voler più riportare la vita sulla terra dopo l’inverno.

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  16. “Ed Ella, morendo per la seconda volta, non si lamentò; e di che cosa avrebbe infatti dovuto lagnarsi se non d’essere troppo amata? Porse al marito l’estremo addio, che Orfeo a stento riuscì ad afferrare, e ripiombò di nuovo nel luogo donde s’era mossa”
    (Ovidio nelle Metamoforsi)

    Grazie per avermi ricordato questo mito…

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  17. – Cosa c’è di normale, nella vita?

    E’ forse quella che chiamiamo certezza, la regola matematica che ci inquadra tutti nella griglia di un foglio elettronico, fatta di formalismi e di convezioni imposte dalla società bene? Oppure è la rete di protezione che ci salva dall’egoismo nel momento in cui scegliamo di fare un salto acrobatico dal trapezio dell’Amore?
    E’ tutta una questione di scelta

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  18. ”vengo al pontile per raccogliere le idee; per caso leggo una scritta”

    HO SCRITTO IL TUO NOME

    Ho scritto il tuo nome sulla sabbia,
    ma il vento l’ha cancellato.
    Ho inciso il tuo nome sulla corteccia di un albero,
    ma la corteccia, secca, è caduta.
    Ho scavato il tuo nome sulla pietra,
    ma la pietra si è spezzata.
    Ho nascosto il tuo nome nel mio cuore,
    e il tempo l’ha guardato, pieno di meraviglia,
    rimanere così per sempre.

    (Gùstave Thibon – poesia trovata sul foglio consegnatoci ieri, all’inizio della messa per salutare un amico e affidarlo all’Amore di Dio-)

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  19. ” Fofner, eri la mia vita.”
    Ieri sono uscita pensando di essere anche io la vita, o almeno di poter portare un po’ di vita, risultato:
    non sono riuscita a consolare nessuno, neanche me.
    Così i miei limiti si sono rivelati tutti quanti, e questo mi ha lasciato un senso di impotenza davvero grande.
    La tristezza è diventata padrona della mia anima e non mi ha più lasciata fino a quando ho capito che nulla avviene per caso: Dio ti apre sempre orizzonti nuovi per raggiungerlo, l’amica che non trovi più, non vuole più niente da te, vuole camminare per una nuova strada e lo vuole fare senza te.
    Sei al palo!
    Sei costretto a combattere col quelle certezze che ti davano, senza saperlo, un senso di onnipotenza che non pensavi, l’egoismo di crederti capace a fare tutto.
    E’ stata una buona lezione.
    Consolare qualcuno è questo: non riuscirci e capire che il segnalibro,regalo pensato, non lo hai comperato per la persona giusta, non l’hai guardata fino in fondo.

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  20. @ Ernestina

    La vita, a volte, impartisce lezioni molto dure, a prima vista difficili da comprendere, lasciandoci impotenti di fronte a certe situazioni; lasciare andare qualcuno per la propria strada non significa perderlo, né abbadonarlo nel momento del bisogno, si può restare vicini anche nell’ombra, in un silenzio prezioso che sicuramente saprà farsi sentire al momento giusto. Mettere il segnalibro a quel punto credo sia un grande regalo,soprattutto per chi lo riceve

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  21. A me Fofner sta antipatico,posso anche confessarmi ma mi sta antipatico lo stesso.
    Invece per caso ho letto una frase che mi è piacciuta e anche se non centra niente con questa pagina lo scrivo lo stesso:
    “L’amore non dà altro che se stesso e non prende niente se non da sè”. K.Gibran
    Pensando ci forse centra però non voglio scrivere perchè come lui mi sta antipatico non sarò obiettiva.

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  22. Cos’è normale nella vita?
    Per me una vita “normale” è qualcosa che agli occhi di tutti, potrebbe sembrare noioso, anche io l’ho pensato per molti anni.
    Mio nipote, prima di sposarsi appena laureato, quando gli ho detto che sarebbe stato meglio fare prima un master negli Stati Uniti, che gli avrebbe dato la possibilità di un lavoro soddisfacente, mi ha risposto:
    “Nonna, io non sogno altro che una vita “normale”, una moglie, dei figli e la possibilità di mantenerli stando il più possibile con loro”
    Anche per me ora questa è la “normalità”.

    a Ernestina

    Capisco cosa hai provato. Alcune volte si pensa di essere indispensabili per qualcuno, ma poi ti accorgi che non lo sei affatto, che questo qualcuno sa benissimo cavarsela da solo. Ci si rimane male, ma ancora peggio quando ci rendiamo conto che, con tutta la nostra buona volontà, non riusciamo ad aiutare le persone per le quali daremmo anche la vita. Dobbiamo rassegnarci, non siamo onnipotenti.

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  23. Le “coincidenze” sono tante, non ce ne accorgiamo neanche quante ce ne capitano ogni giorno. Però io non le chiamerei così. Per me sono scelte che, anche inconsapevolmente, facciamo e solo in un secondo tempo consideriamo coincidenze.

    Con le nostre scelte, che Dio conosce dall’eternità, da prima ancora che noi fossimo su questa terra, scriviamo il nostro destino.

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