17. Mille luci

da qui

Una gara da ballo! L’hai vista per caso, la notizia che ti rimette in moto. Che farai? La raggiungerai prima dell’inizio per dirle che sei di nuovo qui, che vuoi ricominciare? Che sei stato un idiota a rifiutarti, che hai deciso d’iscriverti al corso che fanno sotto casa? Ti mordi le labbra: come farai? Sei sempre stato il più negato. Ci hai provato, come la sera che avevate tanta birra in corpo che la litoranea era un serpente impazzito: cercavi di distinguere i fari dai lampioni, dalla spiaggia arrivavano lampi di locali che confondevi col riflesso delle onde. Venivate qui dal lungomare di alberghi e cabine, dove le immagini ti assalivano ogni volta, la sua bocca aperta e l’odore della sabbia, il legno screpolato e l’orecchio sempre pronto a carpire suoni sospetti, echi di passi, estranei che potessero sorprendervi.
Guarda, la città dalle mille luci.
Non dire così, mi fai paura.
Paura?
Sì, paura di sbandare, di un frontale con le macchine che vengono dalla parte opposta.
Passami la birra.
Sei matto.
Riesci a distinguere i lampioni dalle stelle?
Non conosco le stelle.
Un giorno t’insegno i loro nomi.
Non me ne importa un fico.
Passami la birra.
Il serpente impazzito striscia tra dune e insegne colorate di stabilimenti addobbati a festa per le sere danzanti: la gente scende in costume, con corone di fiori appese al collo. Avrai bevuto troppo?
Vai piano, lo vedi quante curve?
Quella è la cintura di Orione: sembrano i fari di una Porsche.
Guarda avanti, è la sesta che ti bevi.
L’Orsa Maggiore: un carro pieno di Ceres. Lo immaginavi così grande?
Ti volti verso lei: sul viso bianco si riflette la pozza di luce della notte, il ricamo delle Pleiadi, il sorriso sbilenco della luna.
Manca poco.
A che? Alla discoteca?
E’ una trattoria.
Si balla sopra i tavoli?
C’è una sala grande dove balla chi vuole.
E chi non vuole?
Chi non vuole è cornuto.
Passami la birra.
Una gara da ballo. Hai letto il suo nome nel fondo del foglietto. Quello che non t’aspetti è la città: Parigi. Che notizia. Ci vuole un’altra birra per mandarla giù.

24 pensieri su “17. Mille luci

  1. “Si balla sopra i tavoli?”
    Dopo tutte queste birre è pericoloso ballare sopra i tavoli,meglio sul pavimento (quando cadi sei piu vicino al punto stabile)

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  2. Non si guida quando il tasso alcolemico è superiore alla soglia permessa. Oltre ai punti scalati dalla patente può essere pericoloso.
    Vuoi rischiare il frontale? Non puoi trascinare anche gli altri con te. Rispetta la vita e chi te l’ha data.
    E’ folle seguire i passi di danza di un ballo fatale, meglio uscire dicendo ” no grazie non fa per me” e restarsene fuori dalla balera a imparare le costellazioni che da lontano intrecciano lampi con le luci del lungomare.

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  3. “Il segreto del tango sta in quell’istante di improvvisazione che si crea tra passo e passo.
    Rendere l’impossibile una cosa possibile: ballare il silenzio”
    (Carlos Gavito)         

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  4. “Che notizia. Ci vuole un’altra birra per mandarla giù.”

    Le “notizie” d’amore in genere non hanno bisogno di essere “mandate giù”…non me la immagino Maria che dopo l’annuncio dell’angelo si beve una birra.
    Quando il momento è quello giusto, l’unica forza può venire dal cuore.

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  5. Lampioni da stelle. Distinguere è un modo per capire la realtà che ci circonda e mettere ordine nei pensieri che fanno testa coda. Altrimenti tutto rischia di diventare un serpente impazzito, dove perdi i punti di riferimento. Distinguere implica amore e dedizione, sacrificio e passione. Significa anche mettersi in gioco, scoprirsi, vincere le paure, andare verso l’altro, donarsi. Non distinguere vuol dire vivere in modo approssimato, senza curarsi di un dettaglio che può fare la differenza, vivere in modo massimalista. Quasi sempre in un rapporto a due implica il non vedere una passione, un dolore, un desiderio, una lacrima. Saper distinguere è segno di maturità e vivacità intellettuale, di amore verso la vita e chi ci sta accanto. E’ un amore dichiarato che desidera uscire fuori.
    Se senti l’istinto di andare a Parigi vai, voglio pensare che hai iniziato a distinguere i lampioni dalle stelle.

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  6. @Ema

    Limelight di Chaplin, uno dei casi in cui la musica riesce a fondere corpo e anima.
    Grazie per aver proposto il tema di luci della ribalta,mio preferito.

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  7. Quello che non ti aspettavi arrivava proprio da Parigi!
    E’ la prima volta che seguo la Via Crucis della nostra chiesa, che bella esperienza piena di vita e di significati e di ragazzi, il nostro futuro….
    Sono stati bravi e molto emozionati e, devo dire, anche io molto emozionata per me e per loro che ho cercato di proteggere come sempre faccio con loro che tanto mi danno e mi insegnano-dai prof non ti preoccupare abbiamo letto tante volte vedrai che staremo tranquille-.
    Sono troppo protettiva, ma le adoro…. sono fatta così.
    Ho salutato molti amici e tanti mi sono venuti incontro con un bel sorriso e tanta dolcezza, anzi approfitto del momento per ringraziarvi tutti, mi sono sentita un po’ a casa per la prima volta.
    Eravamo ormai alla fine del lungo calvario che Gesù ci ha voluto donare per salvarci quando, mi sono sentita toccare sulla spalla: mio figlio era arrivato a sorpresa da Parigi e la sorpresa più grande è stata vederlo finalmente nel mio mondo con tanta delicatezza.
    Per questo bel momento ringrazio di essere al mondo, e di dedicare un po’ del mio tempo a questi ragazzi.

    Ancora un po’ emozionata vi lascio.

    Ernestina.

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  8. @ Ernestina 14
    Ernestina, la tua testimonianza, come sempre, e’ delicata e piena di pathos. Buona domenica della palme a te e a tutti!

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  9. La raggiungerai prima dell’inizio per dirle che sei di nuovo qui, che vuoi ricominciare?

    Dante, ha deciso di “ricominciare” la sua vita con Eleonora e per lei è disposto anche a ballare, nonostante lui non sia capace , ma chissà se Eleonora ha ancora voglia di ricominciare con Dante,magari ha voltato pagina da un pezzo e l’Eleonora che si ricorda Dante forse non esiste più.

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  10. Mi piace moltissimo ballare. Tra i quindici e i diciotto anni, non esistevano le discoteche, per ciò ci riunivamo spesso a casa di compagni di scuola per ballare. Era il periodo di Elvis, dei Platters, Fred Buscaglione e tanti altri e lo ricordo con piacere. Sono stata più fortunata di mia sorella che, essendo la più grande, non godeva di questa mia libertà. Mio marito considerava il ballo una cosa da cretini, per cui solo dopo più di venti anni , d’estate, io, mia sorella, mio cognato e qualche altro vecchietto pur di ballare ce ne andavamo alle varie feste dell’Unità dei vari paesini della maremma ed eravamo i primi a buttarci in pista, dove ci scatenavamo senza vergogna.
    Credo che le persone chiuse in se stesse, che non vogliono scoprirsi, che non riescono a comunicare se non su pochi argomenti che interessano a loro (Ceres, stelle, automobili veloci), non possono o non vogliono ad imparare a ballare perché il ballo ti fa entrare in contatto quasi intimo con il tuo partner , è qualcosa che ti prende il cuore e il corpo, che non ti fa pensare , che ti mette in gioco. Ballando in qualche modo scopri te stesso, ti abbandoni alle emozioni, il tuo cuore batte all’unisono con il ritmo della musica, è un’espressione di pura gioia.
    Non riesco ad immaginare Dante che balla il tango.

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