Un nuovo soggetto politico. La riappropriazione sociale del comune di Antonio NEGRI

DA ALFABETA2

La fase attuale è caratterizzata dalla crisi di tutte le sinistre che non si vogliono costituenti. Viviamo in un periodo di lotte contro la crisi economica e politica del capitalismo – lotte che rivelano in maniera sempre più ampia uno spirito rivoluzionario. I movimenti insurrezionali nei paesi arabi come nei paesi europei si rivolgono contro la dittatura politica di élites corrotte o contro le dittature politico-economiche delle nostre democrazie di facciata. Non intendiamo certo confondere le une con le altre, ma è sicuro che c’è ormai una voglia di democrazia radicale che traccia un «comune di lotta» a partire da fronti diversi. Le lotte oggi si presentono in maniera diversa ma sono unificate dal fatto di ricomporre le popolazioni contro le nuove miserie e l’antica corruzione. Sono lotte che dall’indignazione morale e dalle jacqueries moltitudinarie muovono verso l’organizzazione di una permanente resistenza e l’espressione di potenza costituente; che non attaccano semplicemente le costituzioni liberali e le strutture illiberali dei governi e degli stati, ma elaborano anche parole d’ordine positive come il reddito garantito, la cittadinanza globale, la riappropriazione sociale della produzione comune. Per molti aspetti l’esperienza dell’America latina nell’ultimo decennio del secolo ventesimo può essere considerata preambolo a questi obiettivi, anche per i paesi centrali del capitalismo altamente sviluppato. Continua a leggere

STORIA CONTEMPORANEA n.100: L’amore ai tempi della Resistenza. Bert d’Arragon, “La Libellula. Una storia di persone nella Resistenza”

L’amore ai tempi della Resistenza. Bert d’Arragon, La Libellula. Una storia di persone nella Resistenza, Pistoia, Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea nella Provincia di Pistoia, 2009

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di Giuseppe Panella*


Habent sua fata libelli – l’amore e la vita trionfano anche nel corso delle peggiori lotte fratricide e vanno molto al di là della morte. E’ quello che, in fondo, accade in questo romanzo dolceamaro e teneramente stretto nella morsa sempre esistente e sempre lancinante tra storia e cronaca, tra angoscia del ricordo e speranza nel futuro. E’ possibile mettere al primo posto l’amore quando regna la morte, quando il dolore e la sofferenza regnano incontrastati in un periodo storico in cui dei sentimenti dei molti non importava affatto ai pochi che, imponendo la loro tirannica volontà di potenza, li trasformano in armi di distruzione del sentire umano? Certamente sì – se si deve dare ragione a Bert d’Arragon e il suo romanzo di “persone” situato all’interno della dimensione storica, politica e morale di quel grande processo di trasformazione della società italiana che fu la Resistenza contro i tedeschi e i loro alleati fascisti. L’amore di cui si parla nel lungo romanzo di d’Arragon, tuttavia, è un amore diverso tra “diversi”, una passione omosessuale che non solo risulta condizionato dai pregiudizi e dalle convinzioni virilistiche dell’epoca mussoliana ma risulta difficile da accettare anche dalle coscienze di chi lo vive. Uno dei protagonisti del romanzo, infatti, Pietro Zorzelli, approderà alla fine a una relazione eterosessuale, al matrimonio e a una paternità tanto difficile quanto incompiuta nel suo compimento (del figlio e della sua vita non saprà praticamente nulla e il figlio non conoscerà altrettanto nulla del proprio padre tanto che finirà per odiarlo); l’altro, Giovanni Balzoni, musicista affermatosi poi come pianista a livello internazionale, passerà ad altri amori anche se non rinnegherà il suo primo legame affettivo e rimarrà deluso dagli altri. Il loro amore, tuttavia, durante il fascismo, costituisce di per sé un crimine contro la razza e la nazione:

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47. Toccata e fuga

da qui

Adesso devi mettere insieme la storia di Filippo, Marika e Mattea. Lui era sceso per raccontarti i dettagli e si era perso nei meandri dei rimorsi, i sensi di colpa, le passioni che si accendono senza preavviso e i tradimenti consumati proprio quando si vorrebbe dimostrare la propria fedeltà. Devi seguirlo mentre torna in camera e Marika è piuttosto infastidita dall’assenza prolungata. Continua a leggere

Azione Atzeni

di Francesco Forlani

Correva da solo, fuori dal branco, ruvido e schietto, ancora capace di stupirsi, indignarsi, ridere. Perché era un uomo vero, in un ambiente in cui crescono a vista d’occhio individui virtuali. Perché era un uomo antico che anticipava il futuro. Uno per cui contava l’essere e non l’apparire. Per questo non l’avete mai visto e non l’avreste mai visto in un talk show.
Privilegio degli scrittori è proprio quello di continuare a parlare anche dopo la loro scomparsa fisica. Se sono autentici, come Sergio era, il seme che hanno gettato non va perduto
” – Ernesto Ferrero

Azione Atzeni

Comunicato stampa

In occasione dell’uscita del nuovo numero di Reportage, storico trimestrale di giornalismo, scrittura e fotografia, che ha dedicato largo spazio alla figura di Sergio Atzeni, le librerie torinesi Voyelles, Torre di Abele, Trebisonda e I Comunardi propongono Azione Atzeni, una serie di incontri interamente dedicati agli aspetti meno conosciuti dell’opera dello scrittore sardo. In collaborazione con l’ Associazione Sarda Kintales, la rivista Reportage e il programma radiofonico Cocina Clandestina gli incontri, che si svolgeranno nella settimana che precede il Salone Internazionale del Libro e prevedono la partecipazione di intellettuali, editori, traduttori, artisti e lettori appassionati saranno così ripartiti: Continua a leggere

Benvenga maggio! Verso il Globalmay 2012

DA UNINOMADE

di ANDREA FUMAGALLI e CRISTINA MORINI

[…]”Oggi l’Agenzia del salvataggio delle banche fa arrivare una nuova richiesta: altri 400-500 miliardi di euro per rendere più solido il mercato creditizio), le politiche dei sacrifici imposte ai poveri hanno l’unico obiettivo di garantire e di assicurare il pagamento degli interessi sul debito e a incrementare ulteriormente il potere della finanziarizzazione sulle nostre vite. Per questo, in tutte le piazze, si lotta per il diritto all’insolvenza, la rinegoziazione e la parziale cancellazione del debito, soprattutto se illegittimo (default controllato), al grido “non un euro alle banche”. Continua a leggere

46. Alla gola

da qui

Con l’intreccio di storie che vengono a proporti rischi di confonderti le idee. Possibile che tutti ti cerchino, sicuri di risolvere il problema della vita? Pensano che lo scrittore sia una specie di demiurgo capace di mettere in comunicazione col destino. Continua a leggere

Parlare di politica?

di Roberto Plevano

La politica. La politica. Mah. Non so da quanti anni evito, sgattaiolando via come un furetto, qualsiasi discussione di e sulla politica. Più o meno dal periodo in cui non ho più visto nulla, nell’offerta politica del mio paese, almeno remotamente congruente con la mia sensibilità, i miei desideri, le mie idee, le mie aspirazioni, le speranze per me e per i miei figli.

Dovessi pensare a un partito, a un raggruppamento a cui affidare il voto, me ne viene in mente solo uno. Eccolo: il Partito della Costituzione Italiana, Costituzione che da sola è un impegnativo programma di governo a breve, medio, lungo periodo. Non c’è davvero bisogno di aggiungere altro. La Costituzione però è stata, senza tema di smentite, la legge più disattesa della storia dell’Italia repubblicana. E questo partito non si può votare, perché non c’è. Ci dovrebbe essere, ma non c’è. Qualcuno dovrebbe fondarlo.
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Cattolici moderati? Oiboh! di Don Paolo FARINELLA

DA MICROMEGA

 

Machiavelli oggi farebbe la figura di una novizia verginella davanti ai marpioni che fingono di essere ciò che non sono per abbindolare consapevolmente i creduloni, in nome della religione, usata come vestito per tutte le stagioni. Essi amano tramare nell’ombra, ma non tanto da restare nascosti, ma quanto basta per farsi riconoscere e fare trapelare l’idea che bisogna votare per«i moderati».

Moderati! Altra parola magica o truffaldina. Non ho mai capito perché i cattolici debbano essere moderati, in nome di quale principio etico, di quale versetto del Vangelo, di quale canone del Diritto Canonico. Guarda caso, i moderati alla fine sono Berlusconi, Formigoni, Buttiglione (quelli cogli «oni» come direbbe Benigni), Casini, Fini, Scajola, cioè tutti quelli che sono corrotti nella spina dorsale, che fanno della morale pubblica uno scempio, che vivono d’intrallazzi e che della democrazia fanno strazio pur di avere il potere che serve a sua volta a corrompere ancora di più per allargare oltre ogni misura la corruzione come strumento di governo, cioè di impero oligarchico. Continua a leggere

45. Devo solo uscirne

da qui

Ti sei mai sentito invisibile, come non contassi niente, nella vita? Ballano tutti in coppia, avvinghiati come vortici di vento in una sera romantica d’inverno e tu sei là, solo come un cane, in cerca dell’anima gemella, che certamente starà guancia a guancia con qualcuno, mentre tu sei al verde e non puoi nemmeno andarle a dire se gradisce un caffè. Continua a leggere

44. Cos’è che può

da qui

Solo adesso ti decidi a guardare quello che c’è intorno: una specie di salotto in legno, con sedie-poltrone aerodinamiche su cui potresti addormentarti. I tavolini ellittici contengono tutto l’essenziale: birra, pistacchi, noccioline salate e patatine, un bicchiere d’argento coi tovaglioli di carta e un posacenere. Continua a leggere

Buffe incomprensioni tra un peperoncino e un piatto di spaghetti

Buffe incomprensioni tra un peperoncino e un piatto di spaghetti

di Isabella Borghese

 

Siamo (anche) ciò che mangiamo e quello che ci inventiamo.

Se fosse un alimento Lei sarebbe una spezia. Ogni volta una differente. Dev’essere per quella dote riconosciutale dagli altri che la spinge, con naturalezza e spontaneità, ad assumere un ruolo differente a seconda delle circostanze. Ed è così che condisce le sue relazioni, con l’arte del rinnovarsi e quella della genuinità.

Se fosse un alimento, L’Altra, consegnerebbe agli spaghetti la sua bellezza, la sua fisicità slanciata e i suoi lunghi capelli castani. Ed è così che addolcisce i suoi legami, con l’armonia.

Le Due in cucina si incontrano in chiacchiere succulente come fossero, Lei con L’Altra, un semplice piatto di spaghetti al peperoncino.

L’amicizia, in fondo, ha bisogno di ingredienti capaci di amalgamarsi e accomodarsi poi con comodità su di un piatto bianco per donarsi con generosità ad altre bocche.

In cucina si nutrono molti legami. E proprio lì gli strofinacci, in genere, sono l’oggetto senza pregio. Non abbelliscono l’ambiente né gli assegnano particolarità, caratteristiche di cui sono fornite le tende che invece dopo la scelta con dedizione vengono appese con cura. Continua a leggere

Lezioni americane — #2 : la scoperta del comune sulla East Coast

Da UniNomade

di ANNA CURCIO e GIGI ROGGERO

Il 25 aprile il debito studentesco raggiungerà negli Stati Uniti i mille miliardi di dollari. La bolla sta per scoppiare, sostengono molti. Dentro, come in tutte le bolle finanziarie, ci sono le vite di milioni di giovani e precari. Per costoro il debito è una forma di ipoteca permanente sulla costruzione del futuro e di canalizzazione del percorso di studi, ed è al contempo una cambiale realistica, ancorché perversa, per accedere ai bisogni sociali. Occupy Student Debt festeggerà il 25 aprile come giorno della liberazione dal debito, incontrandosi nell’ormai conquistata Union Square per marciare fino a Wall Street. In soli pochi mesi la campagna per la cancellazione del debito studentesco nata da Zuccotti Park può già misurare un primo importante risultato, cioè una breccia nel regime morale del capitalismo finanziario: inizia a incepparsi il dispositivo di individualizzazione e colpevolizzazione del debitore. Continua a leggere

43. Dietro l’angolo

da qui

Siete arrivati nell’albergo prenotato a Roma, al numero 20 di Rue de Berthollet. Non avete visto niente di simile finora: letti sospesi, luci fluorescenti, praticamente un’astronave o forse una discoteca del futuro. Perché prendere stanze separate? Con una si risparmia, e ormai sapete tutto l’uno dell’altra. Dove sarà Mattea? Con chi starà sfogando la sua rabbia? Continua a leggere

Lezioni americane — #1 : Occupy May Day

Da UniNomade

di ANNA CURCIO e GIGI ROGGERO

Il Wall Street Journal non ha bisogno di tanti giri di parole per inquadrare la posta in palio della riforma del mercato del lavoro in Italia: abbiamo festeggiato il governo Monti pensando che potesse aprire una nuova epoca, simile a quella del thatcherismo in Inghilterra, e adesso non vorremmo essere costretti a ricrederci osservando le pastoie in cui il progetto è invischiato. Insomma, anche le mediazioni sociali più soft e accomodanti vanno tolte dai piedi. Ecco cosa significa quella credibilità dell’Italia invocata dalla sinistra. Il ringraziamento della comunità internazionale per essersi sbarazzati di Berlusconi è sinistro, non di sinistra. Continua a leggere

42. Incroci

da qui

Ti viene da piangere. Volevi fare il medico, curare i corpi e magari anche le anime; ma era troppo difficile ricordare i muscoli, i nervi, imparare – osso per osso, vena per vena, cellula per cellula, – la mappa intricata e piena d’incroci, discese e risalite; non ce l’hai fatta e hai scelto un’altra mappa, le strade che conducono da città a città, o all’interno del reticolo infinito di palazzi ed esercizi commerciali, il negozio di frutta in Avenue du Maine, il rivenditore Horizon di BMW, il riparatore di finestre, il ristorante franco italiano Raffaello, Continua a leggere

Rimini, c’era una volta la grande pittura

di Mauro Baldrati

La mostra al Castello Malatestiano di Rimini, “daVermeer a Kandinsky”, non ha un vero filo conduttore, né una linea di navigazione temporale, ma è una antologica che copre un periodo di circa cinque secoli, dal ‘500 al ‘900. Però è importante perché offre la possibilità di ammirare quadri di grandi pittori, paesaggi, ritratti, eventi storici. E’ l’arte senza tempo, di fronte alla quale, non senza imbarazzo e inquietudine, riflettiamo su come eravamo, come siamo stati, cosa siamo riusciti a creare, quali vette siamo stati in grado di raggiungere. Continua a leggere

Verso una vera festa del lavoro

1.       SONO CINQUE MILIONI

Osservando i dati Istat più recenti, apprendiamo che sono cinque milioni in Italia le persone che cercano  un’occupazione, tra inattivi, sottoccupati e disoccupati. Persone, dunque, che hanno perso il lavoro a seguito di un licenziamento o che non l’hanno mai trovato, o che sono alla ricerca  di un’attività che li impegni maggiormente, poiché quella che svolgono è insufficiente. Tutti, ad ogni modo, potenzialmente impiegabili nel processo produttivo. Continua a leggere

25 aprile 1945. Vedi alla voce Resistenza

“Fin da marzo a Milano era stato costituito un “Comitato insurrezionale” formato da Luigi Longo, Sandro Pertini e Leo Valiani che la mattina del 24 aprile, dopo le prime notizie provenienti da Genova, prese la decisione di dare inizio all’insurrezione nel capoluogo lombardo; la sera dello stesso giorno le brigate SAP diedero inizio ai combattimenti nelle fabbriche della periferia, mentre alcuni reparti garibaldini si avvicinavano da sud e da ovest. Il 25 e il 26 i partigiani fecero notevoli progressi e raggiunsero la cerchia dei Navigli, mentre alcuni reparti fascisti avevano già abbandonato la città. I tedeschi restarono in armi nei loro quartieri, senza combattere secondo gli ordini del generale Wolff; la Brigata Nera Aldo Resega abbandonò le sue posizioni dentro la città, la Guardia Nazionale Repubblicana si sciolse spontaneamente. La Guardia di Finanza si unì agli insorti, mentre la Decima MAS, invece di ripiegare in Valtellina, rimase accasermata e si arrese senza combattere. Il 27 aprile alle ore 17.30 arrivarono per primi in città con poche difficoltà i garibaldini delle brigate dell’Oltrepò Pavese guidate da Italo Pietra “Edoardo” e Luchino Dal Verme “Maino”. Il 28 aprile arrivarono i partigiani delle Brigate Garibaldi della Valsesia di Cino Moscatelli, provenienti a Novara, mentre altri reparti occuparono Busto Arsizio e le strade per la Valtellina su cui in teoria avrebbero dovuto ripiegare gli ultimi reparti della RSI.” Continua a leggere

Presentazione de “Il mare immobile” di Valentina Ferri (a Firenze)

Firenze, giovedì 26 aprile

ore 20,30

Caffè letterario “Cuculia”, via dei Serragli 3/r e 1/r, Firenze

                                       Presentazione del romanzo Il mare immobile

di Valentina Ferri

(Galaad Edizioni)

Lucca, estate del 1974. Lia ha dieci anni ed è in vacanza al mare con la mamma e le sorelline. Sensibile e irrequieta, dotata di un’intelligenza viva e precoce, Lia ama leggere, scrivere e recitare, le piacciono la musica e gli sceneggiati televisivi. Ma c’è un segreto che non può rivelare a nessuno: da qualche tempo nella sua vita è entrato in scena un uomo che, con le sue attenzioni da adulto, l’ha strappata per sempre al mondo dell’infanzia. Lo sguardo di Lia non rinuncia a misurarsi con la realtà intessuta di segreti e bugie che la circonda, mentre la sua voce si innalza, pagina dopo pagina, al di sopra di ogni paura e sofferenza, entrando nell’anima del lettore per non uscirne più. Come Mila di Codra nella Figlia di Iorio, la tragedia dannunziana che segna per la piccola protagonista una sorta di iniziazione letteraria, Lia paga il fio di colpe non sue; ma il racconto dell’orrore subito lascia intravedere la possibilità di una rinascita. Continua a leggere