25 aprile 1945. Vedi alla voce Resistenza

“Fin da marzo a Milano era stato costituito un “Comitato insurrezionale” formato da Luigi Longo, Sandro Pertini e Leo Valiani che la mattina del 24 aprile, dopo le prime notizie provenienti da Genova, prese la decisione di dare inizio all’insurrezione nel capoluogo lombardo; la sera dello stesso giorno le brigate SAP diedero inizio ai combattimenti nelle fabbriche della periferia, mentre alcuni reparti garibaldini si avvicinavano da sud e da ovest. Il 25 e il 26 i partigiani fecero notevoli progressi e raggiunsero la cerchia dei Navigli, mentre alcuni reparti fascisti avevano già abbandonato la città. I tedeschi restarono in armi nei loro quartieri, senza combattere secondo gli ordini del generale Wolff; la Brigata Nera Aldo Resega abbandonò le sue posizioni dentro la città, la Guardia Nazionale Repubblicana si sciolse spontaneamente. La Guardia di Finanza si unì agli insorti, mentre la Decima MAS, invece di ripiegare in Valtellina, rimase accasermata e si arrese senza combattere. Il 27 aprile alle ore 17.30 arrivarono per primi in città con poche difficoltà i garibaldini delle brigate dell’Oltrepò Pavese guidate da Italo Pietra “Edoardo” e Luchino Dal Verme “Maino”. Il 28 aprile arrivarono i partigiani delle Brigate Garibaldi della Valsesia di Cino Moscatelli, provenienti a Novara, mentre altri reparti occuparono Busto Arsizio e le strade per la Valtellina su cui in teoria avrebbero dovuto ripiegare gli ultimi reparti della RSI.”
[…]“Disorientato dalla scoperta delle trattative segrete del generale Wolff con gli Anglo-americani, Mussolini, dopo un inutile tentativo nel pomeriggio del 25 aprile di trattare con gli esponenti del CLNAI con la mediazione del cardinale Schuster alle ore 20 dello stesso giorno decise di abbandonare Milano in direzione del lago di Como, per motivi ancora non chiari. Con la partenza del Duce, seguito da una lunga colonna di fascisti in armi e di gerarchi, le forze della Repubblica sociale a Milano si disgregarono.”
(Da Wikipedia)

9 pensieri su “25 aprile 1945. Vedi alla voce Resistenza

  1. Grazie, Fabio, Marino, Fabrizio.
    Urgono effettivamente altre liberazioni, da altri gioghi. Ma quanti ne colgono la natura, l’intollerabilità?
    Basta guardarsi intorno, anche in questa realtà webbica, che sembra indifferente a tutto.
    Un caro saluto.
    Giovanni

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  2. “questa realtà webbica, che sembra indifferente a tutto.”
    Caro Giovanni,
    non si sa se sia indifferenza o incipiente cautela, e non si saprebbe quale temere di più.
    Riabbraccio,
    Roberto

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  3. CONSUMO, DUNQUE SONO:
    “Il copione si ripete pari pari alla vigi­lia di ogni festi­vità. Le catene degli iper­mer­cati — con alcune ecce­zioni — ten­gono aperto, i sin­da­cati — o almeno alcuni — pro­cla­mano scio­pero. Quest’anno però la Libe­ra­zione — «la festa laica più impor­tante» — cele­bra i suoi 70 anni e tutto risulta più pesante e incoe­rente. Lo è soprat­tutto per chi — il mondo coo­pe­ra­tivo in genere — si richiama ai valori della resistenza.

    E così se la Coop Adria­tica, il più impor­tante ramo di Coop Ita­lia, ha deciso di chiu­dere sia il 25 aprile che il primo mag­gio usando lo slo­gan «VALORI IN CORSO, CHIUSI PER SCELTA» e ha pro­dotto un libro per bam­bini scritto da Mau­ri­zio Lan­dini e Umberto Roma­gnoli per spie­gare cosa sia la festa del lavoro, altre sue con­so­relle hanno deciso il con­tra­rio, andando a fare com­pa­gnia al nemico Caprotti di Esselunga”.
    Saluti, Franco Trane

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