47. Toccata e fuga

da qui

Adesso devi mettere insieme la storia di Filippo, Marika e Mattea. Lui era sceso per raccontarti i dettagli e si era perso nei meandri dei rimorsi, i sensi di colpa, le passioni che si accendono senza preavviso e i tradimenti consumati proprio quando si vorrebbe dimostrare la propria fedeltà. Devi seguirlo mentre torna in camera e Marika è piuttosto infastidita dall’assenza prolungata. Ha preso in mano un quaderno trovato in un angolo del comodino; sa che deve farsi i fatti suoi, ma lui non torna, chissà che fine ha fatto. La rabbia la convince a scorrere le prime righe. Parlano di una gita in un paesino del Lazio: Filippo e una lei non meglio identificata entrano nell’appartamento modesto messo a disposizione dalla zia della ragazza. Automaticamente si ritrovano sul letto. Lui la spoglia e la possiede senza tanti complimenti. E’ triste, perché il rapporto è compromesso; si trascina fra un’uscita e l’altra, aspettando il pretesto adatto per mettere la parola fine. Quando è esplosa la crisi? A lei è stata fatta una spiata, e ora cerca il momento giusto per piantarlo. Lui, mentre stanno sdraiati sul letto della stanza, priva di colori, senza quadri, senza niente di niente, tenta il tutto per tutto: non ti ho mai tradito. Lei dice è inutile negarlo, prima o poi vedrai che scopro gli altarini, dovessi inseguirti in capo al mondo. Ecco, li ha scoperti, e la colpa è stata sua. Cosa farà, Mattea? Si rassegnerà a dimenticare, rinuncerà all’amore? O tornerà alla carica, cercherà di sorprenderli ogni volta che si appartano in una stanza come questa, in qualche angolo del mondo e del tempo? Magari, dopo morta, li cercherà nei gironi dell’inferno, nel cerchio gelido dei traditori.
Non poteva scegliersi, Filippo, sentimenti un po’ meno complicati? Ora rientra in camera e vede Marika seduta sopra il letto, pensierosa. Lui si avvicina, le accarezza una guancia, le chiede scusa per l’assenza. Ma la rabbia è sbollita: Marika si chiede soltanto come possa liberarsi dalla morsa di Mattea, da una fame di fedeltà che forse non ha mai sperimentato, col padre terrorista sospeso tra una prigione e una rapina, sempre in fuga, e la madre, fuggita pure lei. Cosa le restava, se non fuggire come gli altri? Come se la vita fosse tutta un lasciare, un evadere da se stessi e dal prossimo, fino all’addio definitivo.
Sarà per questo che Marika e Filippo sono spinti l’uno verso l’altro, per colmare un vuoto, per trovare una risposta provvisoria a una domanda che naviga nell’aria, confusa con le luci fluorescenti del Seven Hotel in Rue de Berthollet? Toccherà a te sciogliere il nodo inestricabile? Dovrai inventarti qualcosa perché il sangue diventato pietra torni a scorrere nel mezzo della piazza? E perché sospetti che ci sia un legame tra queste fughe e le fughe di Futura, tra la paura di amarsi e perdonarsi e l’incapacità di Romolo di portare a termine la lettura dei suoi libri? Basta, per oggi spegni tutto. Ti fumi la Winston e vai a dormire.

26 pensieri su “47. Toccata e fuga

  1. „..le fughe.., la paura di amarsi e perdonarsi e l’incapacità di Romolo di portare a termine la lettura dei suoi libri‘‘

    Credere in se stessi, nell’altro, nell’amore a volte porta con se la difficoltà, i carichi pesanti di una vita non facile, eppure basta un filo sottile per non abbandonare quella voglia di vivere e di amare.

    La mia fede
    è un carico enorme
    appeso a un filo sottile,
    proprio come un ragno
    appende i suoi piccoli a una tela fine,
    proprio come dalla vite,
    esile e rigida,
    pendono grappoli
    come occhi,
    come molti angeli
    danzano su una capocchia di spillo.

    Dio non chiede troppo filo
    per restare qui;
    solo una venuzza
    e sangue che vi scorra
    e un po’ d’amore.
    Come qualcuno ha detto:
    l’amore e la tosse
    non si possono nascondere.
    Neppure un colpetto di tosse
    neppure un amore minimo.
    Perciò se hai solo un filo sottile
    a Dio non importa:
    Lui te lo troverai tra le mani facilmente
    proprio come una volta con dieci centesimi
    ti potevi prendere una Coca.

    (Filo sottile, Anne Sexton)

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  2. Lasciare completamente libera una persona che si ama, lasciarla del tutto libera di fare la sua vita, e’ la cosa più difficile che ci sia
    ( Etty Hillesum)

    Ma Anche capire quando la sua libertà si intesse con la nostra per creare una nuova forma di libertà ‘da vivere e condividere, non e’ cosa facile.

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  3. Perché si deve arrivare a tradire per dimostrare invece quanto si ama e si e’ fedeli?
    Perché si continua a mangiare l’amore botulimicamente sino a vomitare senza lasciare un briciolo di sano appetito anche quando la pietanza non e’ tra le preferite? L’amore non e’ abituato alle grandi abbuffate si sazia con poco.
    Ti da tutto il suo cuore anche se gli offri un pezzetto di pane e ringrazia come l’ospite a un pranzo nuziale.

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  4. “Non poteva scegliersi Filippo sentimenti un po’ meno complicati?”

    “L’amore è come il fulmine:non si sa dove cade finchè non è caduto”
    Henri Lacordaire

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  5. Secondo me,Mattea lo vuoleva lasciare,ha preso questa decisione e soltanto stava aspettando il momento “giusto”,per uscire “pulita” dalla storia,che non è lei ma lui colpevole di fallimento di questo sentimento,questa storia.Non cerca spiegazioni,non li servono,non vuole perdonare perchè non vuole continuare. Perchè? Forse perchè non lo amava abbastanza oppure non era “questo” che cercava nella vita,tanto non lo dice mai.Mi dispiace Fillippo.Non è la colpa tua.

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  6. “Basta,per oggi spegni tutto.Ti fumi la Winston e vai a dormire”-e si,rilassati. Si pensa meglio quando si è riposato.Tutto andrà bene,io cosi mi ripeto continuamente.

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  7. I giorni ed i baci
    sono in errore:
    non hanno termine dove dicono.
    Ma per amare dobbiamo
    imbarcarci su tutti
    i progetti che passano,
    senza chiedere nulla,
    pieni, pieni di fede
    nell’errore
    di ieri, di oggi, di domani,
    che non può mancare.

    da La voce a te dovuta – P. Salinas

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  8. I protagonisti di questo romanzo non riescono a trovare l’amore, anzi lo fuggono per rifugiarsi nel loro passato, in un passato che li ha profondamente feriti.

    E’ un po’ come succede a molti di noi: non riusciamo a vivere appieno, cerchiamo la sicurezza che nessuno può darci, perciò potremmo continuare a cercare fino alla fine, senza fare nulla per trovarla, perché ogni azione, che comporterebbe una decisione potrebbe farci male. La vita deve essere affrontata giorno per giorno, bisogna rischiare, sempre.

    Ultimamente ho capito qualcosa di fondamentale, ci ho messo un bel po’ di anni, ma ce l’ho fatta. Non posso continuare a farmi male pensando al passato, quanti dolori, quanti rimorsi, quante lacrime, povera me!

    Ho pregato tanto, sai quando preghi più con il cuore che con le parole, quando chiedi, implori il Padre, quando senti che Lui ti sente, ti risponde..… L’esperienza di mia sorella, la sua grande stanchezza, ma insieme la sua volontà di continuare a combattere, mi hanno fatto capire che i miei tanti dolori non sono stati altro che delle prove superate, nonostante le mie debolezze, le mie insicurezze, il mio pessimismo, con il Suo aiuto senza il quale non avrei potuto fare niente.
    Sono cose passate, sono riuscita vincente, il Signore è vincente, mi ha sempre preso per mano e continuerà a farlo finché ci sarà la voglia di combattere.

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  9. Cosa le restava, se non fuggire?

    Non puoi decidere di fuggire se prima non si risolvono i problemi che hai dentro il cuore, quelli ti inseguono ovunque fino a quando non ti decidi di guardarli in faccia e di metterci la parola fine.

    Solo quando ti sei liberato dei tuoi problemi puoi andare dove vuoi sentendoti libero come il vento.

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  10. Toccherà a te sciogliere il nodo inestricabile?
    Dovrai inventarti qualcosa perché il sangue diventato pietra torni a scorrere nel mezzo
    della piazza?
     
    Insegnare l’arte di amare ti sei scelto un compito difficile ma la difficoltà non deve
    impedire il tentativo di provarci.

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  11. “In amor vince chi fugge”, sembrerebbe il motto di questi uomini. Ma da tutti si può scappare fuorchè da se stessi e in questo, lo stare davanti allo specchio a chiedersi se veramente non si fugga solo da sè, è il nodo cruciale. C’è un solo amore che ti segue da lontano, è sempre al tuo fianco, non si stanca mai, è l’amore che hai per te, perchè non si può amare un altro se non si ama per primo se stesso, e non puoi conoscere nessuno se non conosci te. Uno che di Amore se ne intende ha detto “ama il prossimo tuo come te stesso”, tutto inizia qui, da un Fofner che è la tua immagine riflessa che ti parla, che ti dice quando hai smesso di amarti e da dove ripartire. Iniziato il nuovo viaggio, la tua strada si può affiancare e confondere con quella di chi amore vuole e può dare, qualunque sia il suo nome, Marika, Mattea, Beatrice, futura come l’amore che verrà o che c’è e non puoi ancora vedere.

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  12. dal libro di Geronimo Stilton:
    Lo sciroppo
    Un tale telefona al dottore con una vocina flebile flebile:
    -dottore…si ricorda quello sciroppo che mi ha ordinato per farmi tornare le forze?
    -si,perchè?
    -non ce lo faccio a svitare il tappo!

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  13. Connessioni di un fatto con un altro. Il battito d’ali d’una farfalla da una parte del mondo… Siamo collegati, uniti per sempre prima ancora di conoscerci. Le nostre storie s’intrecciano, gli umori si mescolano, sentiamo gli odori uno dell’altra, come della pioggia i cani inquieti l’arrivo. Amiamo sentire, desiderare, discutere i fatti, ipotecare le vite degli altri, far proprie le spiegazioni. Ci legano fili invisibili, così forti da tessere una tela reale, unica, resistente, densa di significati. Sono fili unici, uno diverso dall’altro, ognuno fatto a modo suo. Tutti insieme ci rendono unici. E poi c’è sempre chi li unisce e tesse l’unica tela guardando il tutto, avendo la responsabilità del filo rosso che tiene in mano; chi con pazienza osserva, chiede, studia e ama la vita a tal punto da procedere a renderla unica, a darle luce dove gli altri vedono buio, a mettere il silenzio dove domina il chiasso, a mostrare l’amore dove in apparenza vige l’indifferenza. Grazie a costui che rende in modo mirabile l’opera di Dio quotidiana. Se è uno scrittore o semplicemente una persona che amiamo, non fa alcuna differenza.

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  14. “Adesso devi mettere insieme la storia di Filippo, Marika e Mattea.”

    « Io dico che bisogna essere veggente, farsi veggente. Il poeta si fa veggente mediante un lungo, immenso e ragionato sregolamento dei sensi. Tutte le forme d’amore, di sofferenza, di pazzia: cerca egli stesso, esaurisce in sé tutti i veleni, per non conservarne che la quintessenza. Ineffabile tortura nella quale ha bisogno di tutta la fede, di tutta la forza sovrumana, nella quale diventa fra tutti il grande infermo, il grande criminale, il grande maledetto – e il sommo Sapiente Egli giunge infatti all’Ignoto, poiché ha coltivato la sua anima, già ricca, più di qualsiasi altro! Egli giunge all’ignoto, e quand’anche, sbigottito, finisse col perdere l’intelligenza delle proprie visioni, le avrebbe pur viste! » .

    Arthur Rimbaud

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  15. “tra la paura di amarsi e di perdonarsi”
    La paura di amarsi è una sensazione che ci accompagna spesso nella vita, hai avuto sempre il compito di amare e proteggere chi sta intorno a te per mille motivi, e… improvvisamente cerchi di amarti e non ne trovi il modo.
    Il carattere è quello che ricevi, ma lo devi forgiare e questo è un lavoro lungo e faticoso soprattutto quando l’altro è sempre più importante di te.
    Solo Dio ti aiuta nel perdono, e nell’amore , spero tanto di rivedere il suo amore, quello che ti fa unico per Lui così riuscirò in quel che lui cerca di far arrivare al mio cuore.
    Credo che una bella bilancia servirebbe a pesare con pazienza … un po’ per te e un po’ per me.

    Buona notte a tutti e un abbraccio a quell’Uomo che credevo di conoscere, che mi cerca e io ogni tanto, fuggo.
    Ernestina.

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