Antonio FIORI – IN MERCERIA

Con questo nuovo libro di Antonio Fiori la collana di poesia “La Ginestra” da me diretta insieme all’amico Nicola Tanda sembra confermare le sue fondamentali premesse (e promesse) iniziali, particolarmente quelle di una speciale attenzione ai valori culturali, morali e religiosi dell’uomo. Del resto, alla poesia resta ormai la funzione di fornire all’uomo la sua “dose quotidiana” (per dirla col bel titolo di un altro libro di Fiori) se non la cura dell’anima almeno come insostituibile ricostituente. Oggi che da più parti si vede nella poesia l’unica via di salvezza contro il marasma quotidiano o, per dirla con Zanzotto,”per attraversare quest’epoca rotta e maledetta”, la poesia di Antonio Fiori sembra giungere – e giunge – al momento giusto […] (Angelo MUNDULA – dalla quarta di copertina)

 Il libro sarà presentato a Sassari il 18 maggio p.v, ore 18,30, presso la libreria Il Ribaltino, in Via Muroni 9

 

In merceria (1)

“Buongiorno, cerco filo

per imbastire

gli orli dei precipizi

e non rischiare

la caduta impietosa

provare a ricucire qualcosa

in attesa del sarto

che di certo verrà

a rifinire il vestito

sollevando ogni tanto lo sguardo

controllerà le pieghe

se tiene il tessuto

le finiture, ogni asola, tutto…

lo indosserò alla fine

solo allora saprò come cade

e il suo prezzo quale.”

*

Anche tu sbarchi e chiedi asilo

ti avvii sulla sabbia d’inverno

e serri le labbra nel freddo

Entrambi nel campo internati

dalle terre del cuore

con pietre nei sacchi

incapaci di accarezzarci

Non hai più orizzonti né mete

resisti tu sola alla voglia di fughe

che preme da dentro e ancora

ci esclude l’un l’altro, lo sento.

*

Sai bene tu, nemico quanto tristo

ad entrambi, sia procedere

nelle proprie trincee, inchinarsi

per non esser bersaglio dell’altro

del cecchino che siamo

e che sbaglia di rado

sapere che nessuno dei due

può uscire dicendo: “ti amo”.

*

Se aspetto qualche giorno ancora

rischio di non riconoscerti

sono trascorse settimane, mesi

e sono stanco dei telefoni

Sarai dove ti lasciavo sempre

accanto alla finestra di cucina

ad accorciare le distanze

miracolosamente, solo per esserci

Ed a quei vetri

attendi i figli come allora

fino alle tardissime

peccaminose dieci.

*

La parte

Omaggio a Fernando Reis Campo Caeiro

Volevo essere un circense,

volevo essere un penitente

volevo essere un viaggiatore

o restar fermo, un sognatore.

Volevo vincere facilmente

ma pure essere un perdente,

saper le lingue, straniero andare

solo un dialetto saper parlare.

Volevo essere un seduttore

Anzi sedotto dall’altrui amore,

il celebrante, magari un santo

oppure essere il fornicante

detto altrimenti: essere un altro

che sempre recita la propria parte.

*

Nuove preghiere

Stanchi di chiedere grazie all’intera Famiglia

ci limitiamo ormai a discendenti ed amici

Distinguiamo così tra angeli, parenti e santi

soppesiamo di più le domande

ci conteniamo nelle promesse

e nei ceri da accendere

Alla fine ci accorgiamo d’invocare solo

qualche scampolo di salute

e una pace breve

-una vita normale, insomma

senza pretese

*

Nuove poesie

Sono queste che avete letto

le nuove poesie

-alla fine l’avrete scoperto

cosa c’è stato messo

Anche in questa,

che ammicca a se stessa

e invece patisce

perché non può sciogliere

i nodi alla gola, per quanto tenti

da sola.

*

Il perché della corsa

L’auspicio è correre più veloci

tenere il ritmo d’ogni cosa ruoti

il passo leggero dei podisti

fermarsi senza essere visti

quel poco che basta a ripartire

-di nuovo nelle spire della corsa

così che sembri come una volta

più lento il moto del pianeta

-meno vuota la festa.

*

Saluto

Speravo di vedervi prima d’andarmene

lasciarvi una valigia di carte

spiegarvi perché parto

abbracciarvi.

Invece scrivo

forse per dirvi altro

circuirvi meglio, con arte

indurvi a seguirmi, ad andarvene.

(1) Le prime cinque poesie, inserite nella prima sezione della raccolta, In merceria, fanno parte della silloge inedita, tra le sette, vincitrice del Premio Montale Europa 2004)

Antonio FIORI

IN MERCERIA

Carlo Delfino editore (Sassari, 2012)

Collana di poesia La Ginestra

diretta da Angelo Mundula e Nicola Tanda

15 pensieri su “Antonio FIORI – IN MERCERIA

  1. maurizio manzo

    ………
    Invece scrivo

    forse per dirvi altro

    circuirvi meglio, con arte

    indurvi a seguirmi, ad andarvene.

    ……
    Perché poi imbastire non è così
    facile e i precipizi sono
    sempre più accanto.

    Complimenti e buone cose per il libro a Antonio Fiori
    e un caro saluto a Giovanni.

    mm

    "Mi piace"

  2. mariapiaquintavalla

    che bella musica scorre in questa poesia, leggera e gnomica, lirica quanto intima a sé, fermata e aperta, che gira intorno e sorprende, ci porta l ragionare (anche) d’amore e sa perdersi. Un dono, Antonio, Un grazie a Giovanni

    Maria Pia Quintavalla

    "Mi piace"

  3. fioriantonio

    Ringrazio Giovanni per questo post, per le poesie scelte e per le bellissime parole che ieri ha detto in libreria, sul libro e sulla mia scrittura. Graditissime anche le parole, qui, di Maria Pia: sorprendere, indurre a ragionare, sapersi perdere sono i compiti (difficili) di chi scrive poesia e sentirseli confermati da una lettrice come lei è gratificante davvero, oltre che di grande incoraggiamento. E grazie sicuramente anche a Maurizio Manzo, che ha sottolineato i rischi e le difficoltà di scrivere a ridosso dei precipizi – come quasi sempre accade al poeta – ed ha scelto dei versi a me cari, rivolti ai lettori.
    Saluto e ringrazio infine Fabrizio: anche se navigo in rete assai poco ormai, sappia che non dimentico i tempi dei primi tuffi nei blog letterari….

    "Mi piace"

  4. flora restivo

    Da un altro continente, in cui ho scelto di soggiornare per approcciare realtà diverse e diversi modi di essere e pensare, mi piace tuffarmi nella poesia di Antonio Fiori, ammirare la fluidità del suo discorso poetico, la limpidezza che ne connota i tratti, le emozioni che riesce a dare, senza una, neppur piccola sbavatura, ma, soprattutto la grande semplicità, preziosissimo punto d’arrivo a cui si giunge, attraverso un immenso lavoro di sfrondamento e la ricusazione di contorcimenti e onanismi verbali che, ahimè, troppo spesso, vengono venduti come “modernità”.
    Chi mi conosce sa quanto io poco ami il dover chiamare in causa i miei tartassati neuroni, per capire ciò che un autore vuole dire, senza per questo negare quel “quid” di mistero che è un valore aggiunto, se misurato.
    Ebbene, i suddetti tartassati neuroni, insieme alla mia anima, hanno goduto della poesia di Fiori a cui rivolgo i miei complimenti e il mio “grazie”.
    Un “grazie”anche al sempre attento Gianni Nuscis e un saluto a tutti.
    Flora Restivo.

    "Mi piace"

  5. fioriantonio

    Grazie del tuo grazie Flora, e per la semiseria, ma efficacissima, difesa della semplicità
    e a te, ancora, Fabrizio

    Saluto tutti

    "Mi piace"

  6. fioriantonio

    Non posso certo negare che Giorgio Caproni sia un punto fermo, e non solo per me ma per gran parte dei poeti e dei lettori che scavano dentro la parola, dentro il sentimento, dentro il pensiero: in lui la poesia arriva alla rarefazione assoluta ma prima attraversa il lutto, l’amore, la rima, le città del cuore e della memoria, l’investigazione teologica…
    Se dovessi fare un solo nome, almeno per il novecento italiano, non avrei esitazioni
    Grazie dunque Roberto per la tua lettura

    "Mi piace"

  7. ugo berardi

    Interessante il “buongiorno” iniziale,che con la metafora della sartoria funge da proemio alla successiva dichiarazione di precarietà dell’esistenza,di frequenti incertezze,di dubbi laceranti sul rapporto con l’altro.Compatto è l’andamento metrico,che è un frammentare che ricostruisce se stesso ad ogni riga.L’opera sembrerebbe una sorta di enorme strofa esistenziel-ermetica,con un flusso di coscienza post-novecentesco che ancora giustamente si sperimenta,dentro una società liquida cui il rapporto col presente subisce un naufragio etico.
    Ugo Berardi

    "Mi piace"

  8. Antonio Fiori

    Grazie ad Ugo Berardi per la densa e viva lettura critica: enorme, unica strofa esistenziale ed ermetica, figlia di un flusso di coscienza ancora giustificato dalla ‘liquidità’ sociale e dal naufragio etico…interessante
    un caro saluto

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.