70. Per nessun motivo

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Conosce questa scritta?
Gli occhi hanno lo stesso colore dell’acqua: ci si possono vedere barche che vanno alla deriva o il muschio che si abbarbica al bordo estremo e smozzicato della banchina grigia. Sotto la balaustra, le foglie secche si spostano ogni tanto, al passare del vento. Sulla strada, in fondo, le macchine procedono in due file, in processione verso dèi ostili e sconosciuti.
Certo, la conosco bene.
Lo guardi negli occhi, e guardi il fiume. Non sai cosa succeda, ma hai sempre aspettato un momento come questo. Senti le parole del don, mentre fuma la Marlboro: impara dai gatti, sono semplici, com’è semplice la vita, se la prendi dalla parte giusta.
Non riesco a leggerla.
Le foglie secche hanno una vita propria: si muovono allo stesso modo dei ricordi, non sai che direzione prenderanno. Ti chiedi che rapporto ci sia fra i tuoi pensieri incerti, le macchine che vanno chissà dove, le foglie che si spostano ora a destra ora a sinistra; vorresti interrogare l’uomo dagli occhi azzurri, che certamente la sa lunga.
Ci sono scritte che appaiono negli attimi cruciali della vita: quando brancoli in un vicolo cieco, o l’abitudine rischia d’ingoiarti, o il panico per una vita sprecata ti fa rabbrividire.
 E’ un nome strano, non l’ho mai sentito.
Perché il tempo e lo spazio si sono dati appuntamento proprio qui? Come mai vi siete ritrovati sullo stesso ponte, senza averlo programmato? Vi ha portati il vento, come le foglie, o un destino cieco, come quello che spinge le auto in fila sulla strada?
C’è un nome che ignoriamo e si rivela solo quando siamo pronti. Allora diventa tutto chiaro, come quando scorgi la città dall’angolo più adatto, e ne indovini l’anima. Sei mai stato a Venezia?
Le nuvole disegnano in cielo l’ala di un uccello: una colomba? Un’aquila?
Ho sognato di andarci: mi appariva dal ponte, avvolta in una specie di foschia.
L’ala si muove, come le foglie, come l’universo, in cui tutto corre verso chissà dove.
Ci sono città dove le parole nascono dal nulla: scritte che noti quando meno te lo aspetti, all’improvviso; sono quelle che cercavi e non avevi mai trovato.
Nemmeno gli alberi si rassegnano a restare immobili: si slanciano, come per volare; vogliono essere nuvola, aquila, colomba.
E qui cosa c’è scritto?
Forse il segreto è essere quello che si è, scoprirsi felici senza nessun motivo, per qualcosa che è accaduto prima e continuerà ad accadere, nei secoli dei secoli.

31 pensieri su “70. Per nessun motivo

  1. ”Forse il segreto è essere quello che si è, scoprirsi felici senza nessun motivo”

    È come un’illogica allegria
    di cui non so il motivo
    non so che cosa sia.
    È come se improvvisamente
    mi fossi preso il diritto
    di vivere il presente

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  2. – Forse il segreto è essere quello che si è, scoprirsi felici senza nessun motivo, per qualcosa che è accaduto prima, e continuerà ad accadere, nei secoli dei secoli.

    Nella semplicità c’è la vera bellezza…

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  3. C’è un nome che ignoriamo e si rivela solo quando siamo pronti.

    Ci sono cose che” ignoriamo” anche quando le abbiamo sotto gli occhi ,perchè non siamo ancora “pronti”….poi ecco che appare quando meno ce l’aspettiamo la soluzione che cerchiamo e tutto è più chiaro ai nostri occhi.

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  4. Ci sono scritte che appaiono negli attimi cruciali della vita:

    A volte anche le persone come le scritte ti appaiono nei momenti cruciali della vita ,senza un motivo ben preciso,ma la cosa straordinaria è che le hai incontrate al posto giusto e nel momento giusto.

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  5. “Non riesco a leggerla” questo è il problema, ce la metto tutta ma anche attraversare un ponte diventa difficile!
    Guardi il mondo ma è come se non riuscissi a vederlo in tutta la sua semplicità: quella che ti dava la passione di vivere comunque, cercando di dimenticare le preoccupazioni che tanto ti fanno soffrire; quelle che mettevi nelle mani di Dio ogni santo giorno.
    La semplicità è quella che ti fa essere bella così come sei, e con te tutto ciò che vedi, l’ Amore di Dio è quello che ti aiuterà a ritrovarti, bisogna avere pazienza e credere che domani si farà un altro piccolo passo.
    Le rose che ora” calpesto “le raccoglierò di nuovo: questa è la speranza.

    Ernestina.

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  6. “Gesù dunque uscì, portando la corona di spine e il manto di porpora. Pilato disse loro :”Ecco l’uomo” “.
    Alzò gli occhi di scatto: ebbe la sensazione che don Mario fosse lì, vicino a lui.
    Un pensiero gli attraversò la mente, all’improvviso, e non seppe spiegarne la ragione: “C’ E’ UN SOLO MODO PER ESSERE FELICI”

    F. Centofanti (Ecco l’uomo)

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  7. Questa volta lasciate che sia felice,
    non è successo nulla a nessuno,
    non sono da nessuna parte,
    succede solo che sono felice
    fino all’ultimo profondo angolino del cuore.

    Camminando, dormendo o scrivendo,
    che posso farci, sono felice.
    Sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
    sento la pelle come un albero raggrinzito,
    e l’acqua sotto, gli uccelli in cima,
    il mare come un anello intorno alla mia vita,
    fatta di pane e pietra la terra
    l’aria canta come una chitarra.

    Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
    tu canti e sei canto.
    Il mondo è oggi la mia anima
    canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
    lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
    essere felice,
    essere felice perché sì,
    perché respiro e perché respiri,
    essere felice perché tocco il tuo ginocchio
    ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
    e la sua freschezza.
    Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
    con o senza tutti, essere felice con l’erba
    e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
    essere felice con te, con la tua bocca,
    essere felice.

    Pablo Neruda

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  8. Ho sempre pensato che l’essere umano nasce per essere felice ma purtroppo esistono situazioni che riescono a drenare ogni energia lasciando, a poco a poco, completamente svuotati. Forse il segreto sta nel tenere sempre un po cariche la “batterie” ricorrendo più spesso alla fonte d’energia.

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  9. Forse il segreto è essere quello che si è, scoprirsi felici senza nessun motivo, per qualcosa che è accaduto prima, e continuerà ad accadere, nei secoli dei secoli.

    La consapevolezza di essere unici,la libertà di essere se stessi,di accettarsi,felici di donare,di ricevere un sorriso,di condividere i
    i pensieri e le speranze… e.la bellezza di una musica che si diffonde nello spazio..si,questa è l’essenza della vita…sentirsi felici senza nessun motivo…ma vivendo in nome dell’amore,sempre e comunque.

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  10. Oh je voudrais tant que tu te souviennes
    Des jours heureux où nous étions amis
    En ce temps là, la vie était plus belle
    Et le soleil plus brûlant qu’aujourd’hui
    Les feuilles mortes se ramassent à la pelle
    Tu vois je n’ai pas oublié
    Les feuilles mortes se ramassent à la pelle
    Les souvenirs et les regrets aussi
    Et le vent du nord les emportet
    Dans la nuit froide de l’oubli
    Tu vois, je n’ai pas oublié
    La chanson que tu me chantais

    C’est une chanson, qui nous ressemble
    Toi tu m’aimais, et je t’aimais
    Et nous vivions tout les deux ensemble
    Toi qui m’aimais, moi qui t’aimais
    Mais la vie sépare ceux qui s’aiment
    Tout doucement sans faire de bruit
    Et la mer efface sur le sable
    Le pas des amants désunis

    C’est une chanson, qui nous ressemble
    Toi tu m’aimais et je t’aimais
    Et nous vivions, tous deux ensemble
    Toi qui m’aimait, moi qui t’aimais
    Mais la vie sépare ceux qui s’aime
    Tout doucement sans faire de bruit
    Et la mer efface sur le sable
    Le pas des amants désunis.

    Y. Montand

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  11. Magari fosse semplice!
    I gatti sanno fare i gatti perché nascono gatti, con un corredo istintuale tale che consente loro di essere quello che sono, nel bene e nel male, semplicemente; per noi, che nasciamo nudi, la vita non è per niente semplice perché l’uomo, al contrario del resto del regno animale, deve imparare a diventare umano,
    per questo passiamo la vita a cercare di comprendere, decifrare il nome che portiamo inciso sotto il ponte che nel profondo collega istinto e cuore, sensibilità e mente, terra e cielo, quel nome che forse solo quando sarà pronunciato dalla voce che ci ama sapremo finalmente decifrare, sentiremo finalmente come il nostro vero nome.

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  12. Il romanzo sale sale sempre più e si sublima ormai in un una dimensione di puro spirito senza dimensioni,(per noi amo credere quella di una colomba) una sorta di gestore assoluto, dispensatore della luce che fa vivere il mondo in tutte le sue forme, in tutte le sue dinamiche e soprattutto senza bisogno di alcun motivo o prezzo per erogare felicità.

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  13. Sei mai stato a Venezia?

    Forse il segreto è essere quello che si è, scoprirsi felici senza nessun motivo, per qualcosa che è accaduto prima, e continuerà ad accadere, nei secoli dei secoli.

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  14. @ Fides
    Si, quando a chiamarci è chi ci ama davvero sentiamo di appartenere a quel nome, tutte le altre volte sappiamo di essere noi ma ci muoveremmo comunque se ne pronunciassero un altro, o ci chiamassero con un’esclamazione. Quando lo pronuncia chi ci ama ha un suono diverso, sembra nuovo e nuovo non è, smuove le corde come l’arco con il violino che non sapevamo di avere dentro.
    Chissà se Filippo sentirà vibrare il suo nome quando sarà Marica a chiamarlo, oppure quando una voce diversa lo chiamerà, come fu chiamato Matteo.

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  15. – Come mai vi siete ritrovati sullo stesso ponte, senza averlo programmato?

    Ci sono luoghi e persone che non avresti mai pensato di incontrare sul tuo cammino, ma subito dopo averli conosciuti, comprendi come proprio in quei posti, con quelle persone, la vita ti stava aspettando.
    Lasciarsi sorprendere dalla vita, anche questa è felicità.

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  16. “La stagione dell’amore viene e va” dice una nota canzone di Battiato, a volte è primavera inoltrata, il cuore vola con ali d’aquila o di colomba e tuba in alto nel cielo, fra fiori e la natura tutta che si risveglia. Altre volte è estate, calda, passionale, matura e profonda per divenire poi routine, abitudine, mancanza di qualcosa che non sai ma… altre è inverno, gelido, in cui il cuore ibernato medita su ciò che era e ciò che è, cercando di capire cosa accadrà domani. Le stagioni si alternano all’interno di un rapporto duraturo oppure, di partner in partner, come farfalla sui fiori. A volte dovremmo lasciarci portare dal vento, come le foglie, ma non sempre è possibile e poi l’essere umano è relazione e ha bisogno di stabilità per sé o per i figli che ha messo al mondo. E come capire se alla primavera seguirà una lunga estate o sarà presto un gelido inverno? La stagione dell’amore torna sempre, abbiamo un cuore che non pompa solo sangue ma ha bisogno di calore, un “entusiasmo che faccia pulsare il cuore”, siamo relazione.
    E che le stagioni si alternino nell’ambito dello stesso rapporto o si cambi persona noi torniamo lì “con le stesse paure e le stesse scommesse” appesi al filo del tempo, quanto durerà? Dovremmo avere più certezze come le foglie: si lasciano cullare dal vento ma sanno qual è la stagione giusta, in primavera si sta salde al ramo che oscilla per la leggera brezza, e salde si sta ancora in estate, stanche in autunno ci si lascia andare e poi via, il vento le porta lontano e nel letargo dell’inverno si macerano come l’uomo che non ha l’amore, ma per diventare nuova linfa della stagione che verrà. Così dovremmo essere noi: aggrappati forte a chi amiamo, o meglio, al sentimento vero, ma pronti a farci trasportare lontano, sia che il vento cambi direzione, perché come si è liberi lo stesso si deve dar libertà, sia che il nostro tempo sia giunto per cambiare e rinnovarsi, trasformarci in nuova linfa che riesca a far germogliare nuova vita anche prima che sia primavera, far rinascere l’amore dove non c’è o risvegliarlo dove è addormentato, come la rosa che sa sbocciare anche in inverno e profuma, nonostante le spine e le foglie, che muoiono solo dopo di lei, forse.

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  17. – Non riesco a leggerla.

    Perché sono miope, o forse è un’altra lingua, ma il risultato è lo stesso. Non riuscire a leggere, essere o voler stare lontano, un vuoto nell’anima che non si colma con niente… eppure, ogni volta, l’arcobaleno è puntuale a regalare i suoi colori, l’interprete ha tradotto bene

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  18. impara dai gatti, sono semplici, com’è semplice la vita, se la prendi dalla parte giusta.

    
Essere semplici ed umili, riconoscere di essere poveri e bisognosi per spalancare le porte del cuore e ritrovare soprattutto la capacità di stupirci, di meravigliarci.

    Sono le cose semplici che mozzano il fiato.
    Mahatma Gandhi

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  19. ”Ci sono scritte che appaiono negli attimi cruciali della vita:”

    Alcune sono scritte da tempo immemore…..sono un’indicazione per chi avendo perso la strada, si guarda intorno per ritrovarne una, e per chi desidera contuinuare a percorrerla con entusiasmo.

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  20. Ieri non ho commentato,avevo un altra giornata dura e la sera mi sono adormentata seduta prima che sono riuscita accendere computer.Oggi sto peggio però mi piacerebbe scrivere qualche commento.Ci provo…

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  21. “Le nuvole disegnano in cielo l’ala di un uccello:una colomba?Un’aquila?”
    La colomba è il simbolo di pace,l’aquila-la libertà.Pace con te stesso ti da la libertà, ti rendera felice.

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  22. “C’è un nome che ignoriamo e si rivela solo quando siamo pronti”
    A me qua “suona”un po’ come quando abbiamo paura o dopo che siamo stati feriti, ignoriamo le persone che ci offrono l’amore.Solo quando si sentiamo “pronti” possiamo accettare e amare.Si sembra un po’ quasi vulgare,però può essere quasi vero.
    Ma io aggiungierei di piu-“…quando siamo pronti” e quando pensiamo che può essere utile.Come nome di Dio,tutti lo conoscono ma tanti lo ignorano.Spesso,quando la vita diventa insopportabile,quando da soli non c’è la fanno più,si ricordano che c’è qualcuno che può fare miracoli,qualcuno di nome Dio.

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  23. “le foglie che si spostano ora a destra ora a sinistra”
    ci sono anche le persone come queste foglie,che non sanno che fare,che pensare, senza alcun fine nella vita,allora si fanno trascinare con vento di propria vita “ora a destra ora a sinistra”

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