72. Ancora non sai

da qui

Credo che Eleonora non ti abbia lasciato per il tango.
Che tipo, Nino: sembra distratto, poi se ne esce con le sue intuizioni folgoranti.
Perché dici questo?
Lo guardi bene. Non gli daresti un soldo: il viso magro, i capelli impomatati, gli occhi tristi di chi pensa troppo.
Secondo me, avevi ancora in mente Sonia.
Era sempre l’ultimo appuntamento quello che concordavate, per finire in bellezza. La pazzia di Verona, per esempio, quando saliste sull’astronave dell’Arena, caduta lì da chissà quale pianeta. Non avevi mai visto Sonia così bella. Eravate al concerto senza il padre: il viaggio era lungo e non ce la faceva. Finalmente soli, nella vasca di luce e buio che ingoiava ogni paura, anche quella di fare un altro sbaglio e rassegnarsi ai bambini difficili in attesa di un aiuto che non potevi dare; ma ora era diverso, gli occhi verdi brillavano nel gioco di fari che parevano puntare tutti su di lei: in questi casi non avevi dubbi, riprendevi il filo, riacciuffavi il senso, da consumare in un’ora o in una notte, perché già pensavi all’hotel dove avevi prenotato, al momento in cui saresti rimasto stregato un’altra volta, come dal coro e dai violini, dall’oboe e dal maestro Morricone che dirigeva così compostamente e ti chiedevi come potesse una passione simile esprimersi in gesti misurati e mai sopra le righe; pensavi anche tu di incanalare gli spiriti bollenti in una forma accettabile davanti al mondo, di prendere in mano la tua vita, metter su famiglia, sentirti responsabile di figli nati dal tuo sangue, col tuo DNA, il modo tuo di muoverti e parlare; e non ti saresti mai permesso il lusso di dire vado via, non so se torno, come hai fatto con Mario che ti sta aspettando ancora con gli occhioni scuri e le labbra cucite, o forse canta Bohemian Rhapsody per scacciare la paura, parola per parola, verso per verso, come avrebbe potuto insegnargli solo l’uomo dal nome improponibile, quello della scritta sul pontile e ora, ora, ti sembra tutto chiaro, mentre Sonia rapita dalle note di The mission ti stringe la mano aspettando una reazione, una qualunque, e non sa che stai pensando a cosa potesse voler dire il segno sulla pietra, cui prima non avevi fatto caso, ma che adesso ti pare metta insieme tutti i pezzi di una vita inutile, e il coro sono voci per la prima volta in armonia e intuisci che un progetto è possibile, un orizzonte che concili la richiesta muta di Mario con la bellezza della musica, il tango con la vasca piena di luce e buio dell’Arena di Verona, e forse per questo la tua mano nella mano di Sonia è inerte e fredda e lei naturalmente se ne accorge, si alza e se ne va e tu non hai la forza di seguirla e resti a piangere come un bambino difficile che sa solo guardare e ammutolire, mentre il maestro ondeggia con le braccia composte sull’onda lunga dell’arpa, del flauto, dei violini e ti sembra di aver perduto tutto e proprio per questo di aver trovato la tua vita, che ti viene incontro quando non cerchi di fissarla in una forma, la lasci scorrere come una scala musicale, il sussultare di alti e bassi negli scranni del coro, e la luna è il viso bianco di Sonia che svanisce lentamente oltre l’ultimo piano dell’Arena, come una voce che si spegne a poco a poco e fa spazio al silenzio della stazione di Verona all’una e mezzo di notte, al treno vuoto che prendi solo tu, per andare verso dove ancora non sai.

27 pensieri su “72. Ancora non sai

  1. – ti sembra di aver perduto tutto e proprio per questo di aver ritrovato la tua vita

    A volte cerchiamo la vita nelle cose e nelle persone sbagliate e troviamo solo gioie fugaci, effimere, senza mai essere veramente felici. Arriva prima o poi il momento in cui tocchiamo il fondo e sperimentiamo tutta la nostra incapacità ed insoddisfazione. È l’ora in cui finalmente ci arrendiamo, forse disperati, e finalmente disposti “ad andare verso dove ancora non sai”, verso però noi stessi e la nostra vera vocazione.

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  2. Lacrime, per lasciare qulacosa di bello andare via, si uniscono e si mescolano a lacrime per l’inizio di una nuova vita, ancora sconosciuta, ma di cui riesci già a percepirne gioia, a vederne il fine

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  3. …la vita è un viaggio con un’unica meta certa, le tappe, invece, sono sempre misteri, o sorprese, che si svelano di giorno in giorno, solo il viaggiatore distratto, o superficiale pensa che la strada da percorrere sia un binario dato una volta per tutte

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  4. La musica riguarda tutti. Chi la compone, chi la suona, chi l’ascolta.
    Anche la vita riguarda tutti. Chi la progetta, chi la cavalca, chi la patisce.
    Tuttedue non sono mai inutili.

    The three ages of man

    Prima viandanti audaci
    su percorsi d’ombra a cercare
    bagliori di promesse mendaci.
    Esuli poi come foglie morte
    che il ramo ha fatalmente
    reso alla lor sorte.
    Liberi alfine come uccelli in volo
    di cielo avvolti e di speranza solo.

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  5. “al treno vuoto che prendi solo tu”

    @ Gum

    Mi trovi super daccordo!

    Le scelte che ognuno fa nella propria vita hanno una reazione a catena…non siamo mai soli a prendere certi treni.

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  6. “e ti chiedevi come potesse una passione simile esprimersi in gesti misurati e mai sopra le righe”

    “E infine sii fedele a te stesso; dal che deve seguire, come la notte al giorno, che tu non potrai esser falso con nessuno.”

    William Shakespeare

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  7. “…Che siamo chiusi in una scatola nera nessuno ci aprirà…
    Chiusi in una brutta storia e nessuno ci libererà…
    Chiusi in una scatola nera che nessuno mai ritroverà…”

    Si, siamo come scatole nere…

    Quante volte ci aggrappiamo a un falso problema e su esso ci soffermiamo, basiamo le nostre ricerche o addebitiamo a esso la responsabilità di tutti i nostri fallimenti. Quante bugie raccontiamo a noi stessi! E’ facile per non guardarci dentro perché quello che scopriremmo di noi potrebbe essere devastante, ci renderemmo conto che non è vero che tutto è precostruito ma spesso siamo noi artefici del nostro destino, la responsabilità non è in un fatto esterno o in un’altra persona, almeno non tutta, ma siamo coautori degli eventi. Prima o poi la vita ci mette di fronte alla realtà del problema, ci spinge a cercare la via anche solo pensando di cercare una persona che abbiamo amato credendo fosse l’unica. Affrontiamo ogni giorno con le nostre paure e scommesse e spesso siamo zavorra sul futuro che ci aspetta, meglio la via vecchia che la nuova e allora si perde un attimo, un’occasione, un messaggio, un invito, il treno che è partito e non abbiamo preso e ci si ritrova soli sull’unico treno che non parte, a inseguire un sogno o un ricordo. Ma poi la realtà ti arriva come un pugno nello stomaco, come questo post, guardati allo specchio! Stai cercando te e la verità che ti sei negato per non affrontarti, per non crescere, per non cambiare ed essere felice. Si, siamo scatole nere ma spesso qualcuno ci cerca e ci trova, uno psichiatra, un amico, un partner … noi stessi, il segreto sta nel lasciarci aprire e aprire noi a noi stessi, una cosa semplice che ti cambia la vita, o difficile e allora si continua a rimanere in fondo all’oceano come una verità scomoda che non si può rivelare, un’ Ustica dell’anima.

    “Sangue su sangue non macchia va subito via… oppure stai pensando anche tu che siamo chiusi in una scatola nera, Stella!… “ No, Francesco, se non sappiamo darci libertà da soli prima o poi qualcuno lo farà, sta a noi gustarne il sapore fino in fondo.

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  8. La vita è fatta di scelte spesso molto difficili e dolorose. Sebbene a volte cambiare rotta puo’ sembrare una perdita con il tempo potrebbe rivelarsi la scelta giusta. Credo che la cosa più importante sia restare comunque protagonisti della propria vita.

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  9. Una vita non può essere considerata “inutile”, perchè…
    “Il merito della vita non sta nella quantità dei giorni, ma nell’uso che ne facciamo di essi.”

    Michel Montaigne

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  10. Si dice che volere è potere…. così ogni realizzazione di un nostro progetto corrisponde alla realizzazione di un nostro sogno.

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  11. e ti sembra di aver perduto tutto e proprio per questo di aver ritrovato la tua vita

    Se un uomo non nasce una seconda volta,
    la sua vita rimane come un foglio bianco
    nel libro dell’esistenza.

    Kahlil Gibran

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  12. ..e ti sembra di aver perduto tutto e proprio per questo di aver ritrovato la tua vita..

    …per prendere quel treno vuoto,ed andare dove ancora non sai.

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  13. Come un treno

    Certo, tutto passa, certo.
    Come un treno.
    Ma
    se riesco,
    anche per un istante,
    l’istante di una vita,
    a salire su questo treno
    e ad assaporare il viaggio,
    la compagnia,
    il paesaggio,
    allora tutto quello che passa
    non sarà passato
    invano.

    (Kadour Naimi)

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  14. spesso le crisi nel rapporti sono spesso per motivi di mancanza di un dialogo, di sincerità (lui pensa,lei immagina e poi …se ne va)

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  15. “sembra di aver perduto tutto e proprio per questo di aver ritrovato la tua vita” -avevi capito che stavi sulla strada sbagliata,hai “ritrovato la tua vita” con senso più profondo, anche se ancora non lo sai che devi fare,come devi fare,però hai una idea chiara “adesso ti pare possa mettere insieme tutti i pezzi di una vita inutile” Comminci vivere!

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  16. “Per il decimo anniversario di matrimonio una coppia fa un viaggio in Germania.Mentre attraversano la Selva Nera,vedono un’indicazione che dice:”Pozzo dei desideri”.
    Si fermano,leggono le istruzioni e il marito getta una moneta nel pozzo esprimendo un desiderio.Poi la moglie fa lo stesso,ma,mentre si sporge,perde l’equilibrio,precipita e annega.
    Ritornando all’automobile,l’uomo commenta:
    -Però…funziona davvero!”

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  17. Sottoscrivo in pieno il commento di Stella, non potrei dire né di meglio né di più.

    a Agnese
    grazie per il tuo modo positivo di vedere la vita. Evviva Agnese!

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