74. Fino a oggi

da qui

Vuoi proprio saperlo?
Sì, voglio saperlo.
Sei emozionato: oltre il ponte, le immagini sfumano, ormai sono una nebbia fitta che avvolge ogni cosa, tranne la parte della balaustra dove puoi leggere più distintamente, forse per contrasto: Fofner, sei la mia vita.
Che strano, mi sembra di averla letta un’altra volta.
Nella nebbia intravedi una strada, dei pini, villette colorate che scorrono come dal finestrino di un treno in movimento. Sei in bicicletta. Su un prato a destra c’è un edificio basso, in mattoni screpolati.
Dove? Sforzati di ricordare.
Ti accorgi di una scritta nera, molto calcata, qualcuno dev’essere venuto qui con un pennello e un secchio di vernice.
Ci sto provando, sono passati anni.
Pensi: chi mai può chiamarsi in questo modo?
Cerca di ricostruire lo stato d’animo, i sentimenti che provavi in quel momento.
Sei curioso, ti sembra che in quel nome si racchiuda il mistero da cui sei circondato. Ti viene in mente un piccolo terrazzo, giocattoli sparsi: un elefante in pezza, mezzo consumato, un orsacchiotto di peluche. Sotto, la via che porta a scuola, dove i compagni sono sempre più allegri e più in salute, ridono, si danno pacche sulle spalle, e tu li guardi intimidito, pensi: non sarò mai come loro. La maestra ha le rughe e una faccia abbronzata, lo sguardo dolce e fermo.
E’ come fare un viaggio nel passato.
Uscite in gruppo, vi affacciate sulla scala dove i vostri genitori aspettano col volto sorridente o cupo o preoccupato. Tutti parlano, gridano, ridono, solo tu hai paura che ti spingano, fai attenzione a non cadere, cerchi di stare in piedi nonostante la stanchezza, il mal di testa perenne, e la vedi accanto a te, con gli occhi azzurri e vispi, il sorriso sghembo di chi vuol far capire e non capire.
Sì, è proprio questo che deve succedere.
Le chiedi il nome, nel tentativo disperato di vincere la timidezza; lei ti guarda sorpresa, poi pronuncia una parola che in mezzo alla folla non riesci a decifrare e ti vergogni di dirle: puoi ripetere? Scusa, c’è chiasso, non ho sentito nulla.
Cosa deve succedere?
Torni a casa più triste, passando accanto alla caserma dei pompieri, poi davanti al negozio che ripara biciclette, svolti nella strada di casa, cercando di ricostruire il suono che invece vola via, come una foglia secca, come auto che scorrono su un ponte.
Ogni volta che si ama, si ritorna bambini.
Rallenti, ti fermi, quasi, in piedi sulla bicicletta: sì, qualcuno dev’essere passato col pennello, chissà da quanto tempo ci pensava, l’avrà fatto di notte, quando s’incontrano solo pazzi o innamorati, avrà posato il secchio, preso le misure e finalmente scritto lettera per lettera, con grande attenzione, come stesse annotando una parola magica, come se in quella scritta ci fosse il segreto della vita, che ti torna in mente solo a tratti, quando leggi, un giorno qualunque, in un punto del tempo e dello spazio, dove ti porta il vento, o un destino cieco, o una storia che qualcuno, chissà dove, chissà come, insieme con te, sta scrivendo a poco a poco, giorno dopo giorno, affacciato su un ponte in cui tutto ciò che è lontano, per un momento solo, si scopre vicino, anzi, è accanto a te, ti guarda, ti ascolta come nessuno, fino a oggi, aveva fatto.

39 pensieri su “74. Fino a oggi

  1. “tutto ciò che è lontano, per un momento solo, si scopre vicino….come nessuno, fino a oggi, aveva fatto.”

    E’ il miracolo del Natale scoprire che Dio si è fatto prossimo.

    Lui c’è sempre stato e se non lo abbiamo capito “fino ad oggi ” è ancora possibile sperimentarlo DA OGGI IN POI.

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  2. Il collegamento mentale che si può avvertire con talune persone è soverchiante, superiore a quanto immaginabile: i ricordi affondano, impietosi, i loro artigli nell’animo; le sensazioni ci avvolgono e anche se nebulose, sono ricche di pathos, ci parlano, ci cullano, ci toccano infine. Due persone potrebbero non conoscersi e comunque intessere una storia che toccherà entrambi e le persone a loro collegate. E’ il miracolo della vita, è la vita che parla, che soffre, che si dona, che come Dio, lancia le rose che qualcuno coglie. Che treno la vita, che bello viaggiarci ❤ .

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  3. – Ogni volta che si ama, si ritorna bambini.

    Quando sei innamorato, non sei più tanto sicuro di te, ma più timoroso, più sensibile; ti senti “un po’ più piccolo” e fai attenzione a non deludere l’altro, per non perderlo.
    Se sei innamorato, ritrovi il desiderio di ascoltare, per imparare, per capire ed ogni domanda è fatta solo per una ricerca sincera di intimità e conoscienza dell’altro, mai per criticare.
    Quando sei innamorato, non sai mentire, perchè dai tuoi occhi traspare sempre la verità di quello che senti e provi, e sai sentire e vedere tutto anche e soprattutto con il cuore.
    Se sei innamorato ogni cosa è una nuova scoperta, una nuova gioia, un privilegio che non pensavi poter avere in dono; ti affidi totalmente e senza pretese, anche a volte oltre la ragione e l’evidenza.

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  4. …. dove ti porta il vento, o un destino cieco ….

    Orfeo: L’Euridice che ho pianto era una stagione della vita. Io cercavo ben altro laggiù che il suo amore. Cercavo un passato che Euridice non sa. L’ho capito tra i morti mentre cantavo il mio canto. Cercavo me stesso. Un destino, se vuoi. Il mio destino non tradisce. Ho cercato me stesso. Non si cerca che questo. L’origine del mio destino è finita nell’Ade, finita cantando la vita e la morte.
    Bacca: E che vuol dire che un destino non tradisce?
    Orfeo: Vuol dire che è dentro di te, cosa tua; più profondo del sangue, di là da ogni ebbrezza. nessun dio può toccarlo.

    Cesare Pavese – Dialoghi con Leucò

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  5. “cerchi di stare in piedi nonostante la stanchezza”

    Quando gli occhi ed il cuore riescono a leggere frasi come: “Fofner sei la mia vita” significa che si è arrivati alla consapevolezza che “Fofner” vive in noi e che anche noi siamo la vita di Fofner, le sue braccia, le sue gambe…ed è allora che comprendiamo l’importanza di rimanere in piedi, nonostante la stanchezza.

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  6. Si, qualcuno è accanto a te, le sue dita guidano la tua mano fin da quando eri bambino e ti aiutano a scrivere la storia della tua vita.

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  7. ”chissà dove, chissà come, insieme con te,”

    E’ il miracolo della vita, come scrive Marco, per cui siamo esseri unici, ma non esseri soli.

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  8. non sarò mai come loro.

    Perchè cercare di essere qualcun’altro quando possiamo essere noi stessi, ognuno di noi ha una qualità basta solo scoprirla e metterla a frutto come fosse un talento per il bene altrui.

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  9. Ogni volta che si ama, si ritorna bambini

    RITORNAR BAMBINI

    Le cose che il bambino ama
    rimangono nel regno del cuore
    fino alla vecchiaia.
    La cosa più bella della vita
    è che la nostra anima
    rimanga ad aleggiare
    nei luoghi dove una volta
    giocavamo.

    Kahlil Gibran “Self-Portrait”

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  10. come se in quella scritta ci fosse il segreto della vita,

    il segreto della vita è la gioia di Amare e di donare senza pretendere nulla in cambio.

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  11. è accanto a te, ti guarda, ti ascolta come nessuno, fino a oggi, aveva fatto.

    L’uomo ha due orecchie e una bocca solo perché dovrebbe più ascoltare che parlare.
    Proverbio Danese

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  12. Io non scrivevo mai sul muri,non massacravo gli alberi per annunziare che mi sono innamorata,non so che impressione fa scrivere cosi,non so che impressione fa trovare suo nome scritto da qualche parte. “solo pazzi o innamorati”-si sembra uguale…

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  13. “Ogni volta che si ama,si ritorna bambini”
    Mi piace questa frase,bella.”si ritorna bambini”-innocenti,fiduciosi,aperti,sinceri…Va be, con questa sincerità nelle nostre età e un po’ discutibile,con anni ci siamo caricati nelle nostre paure.Però è vero che quando uno è innamorato,entra nel un altra dimensione e tutto il mondo si sembra più bello.

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  14. Il vero amore è solo dei bambini.
    Fatto di colori di luce di bellezza, trafelato unico irrazionale.
    I grandi pensano di copiarlo, di rubar loro facilmente il giocattolo, ma sarà sempre una pallida immagine priva dei suoi chiari contorni: timidezza pudore persino rispetto che, oltre il ponte dell’innocenza, vanno pian piano sfumando come la ” nebbia che avvolge ogni cosa”. Sarà una ricerca incessante ma sensa successo, almeno sin quando non torni quel nome che qualunque esso fosse, suona ancora amore.

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  15. “Cosa deve succedere?”
    qualcosa si succede,speriamo che bello.Pensa,svegliarsi la mattina con un sorriso e pensare:cosa di bello mi aspetta?(senza ironia!)Forse in questo modo riusciamo ad accorgersi di belle cose che stanno intorno a noi.Tanto sempre c’è qualcosa di carino soltanto che noi spesso preoccupati di arrivare alla fine di giornata,non riusciamo ad accorgersi neanche di piccoli gesti piacevoli.

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  16. Il nome, sembra che ci sia tutto in un nome, eppure quanti nomi conosciamo senza sapere niente di chi li porta; c’è solo un nome per ciascuno di noi, uno solo di cui possiamo dire sei la mia vita, è un nome che portiamo inciso dentro da sempre, che importa se il vento porta via un suono, non potrà mai rubarci la profondità degli occhi che hanno incontrato gli occhi e si sono riconosciuti.

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  17. “Se Laura fosse stata la moglie di Petrarca,pensate che lui le avrebbe dedicato soneti tutta la vita?”
    George Byron

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  18. Certe notti la vita cammina, la guardi, ti specchi e rifletti, com’è stata, come sarebbe stata “se”; sogni, cercando continuamente qualcosa, l’incontro con qualcuno che ti regala un libro dove è scritto anche di te, difficile da decifrare, messaggi spesso da interpretare, solo incontrando due occhi grandi, sarà più facile capire che fantastica storia è la vita

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  19. SCUSATE L’ERRORE TECNICO

    Non condivido Gum 19. Come dice Marlon Brando in Ultimo tango a Parigi “I bambini sono peggio dei grandi: fanno la spia, non sanno ammirare che l’autorità, si vendono per una caramella.”
    Secondo me, il vero amore è quello che proviamo per il bambino che eravamo, per “i luoghi dove una volta giocavamo” (raf 14).

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  20. Perché nessuno possa dimenticare di quanto sarebbe bello se, per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi. E qualcuno – un padre, un amore, qualcuno – capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume 
    – immaginarlo, inventarlo – e sulla sua corrente posarci, con la leggerezza di una sola parola, addio. Questo, davvero, sarebbe meraviglioso.
    Alessandro Baricco, Oceano Mare
     
     
    E’ meravigliosa la scoperta di qualcuno che ti è accanto, ti guarda e ti accompagna…… magari proprio oggi.

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  21. Il Paul del grande Bertolucci, non lo prenderei ad esempio, credo infatti avesse un pò di confusione nei sentimenti…
    Nella tua lettura di Raf invece colgo una visione egoistica o quantomeno narcisistica dell’amore per il suo oggetto che non ci vedo molto.
    Grazie, comunque ci penso.

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  22. @ Clown

    I bambini vedono ciò che gli adulti non riescono più a vedere, perchè i bambini non hanno filtri o sovrastrutture, sono spontanei, semplici, innocenti e curiosi, non sono ancora indottrinati, si fidano dei lori occhi e dicono candidamente quello che sentono: “ma il re è nudo!”

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  23. @ Raf

    Non so fisicamente quanti di noi si conoscono, però la “Parrocchia” è la stessa.
    Anche a Te buona giornata.

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  24. Condivido l’aspetto egoistico e forse narcisistico della visione prospettata; ma non è la mia (o solo la mia). Anche il protagonista di questo romanzo è soprattutto innamorato di un amore a vent’anni, di un elefante in pezza, mezzo consumato, di un orsacchiotto di peluche.
    Qualora ve ne fosse bisogno; non so chi sei (e mi dispiace), ma ti ringrazio anch’io.
    Buona giornata anche da parte mia.

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  25. Meraviglia negli occhi, il mondo è a colori, scoprirsi e scoprire l’altro, ogni giorno, ogni momento, ridere di niente, perché niente è abitudine, l’amore è sorprendersi, incantarsi davanti a una luna d’argento, un bacio inatteso, crescere insieme, condividere ogni cosa, passione e desiderio di donare e donarsi, completamente, non c’è odio né sangue, gioia di un abbraccio che lo protegge da ogni male e da ogni abuso, qualcuno l’ha cercato, ciò che non è stato.

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