78. Sulla soglia

da qui

Che fine ha fatto Filippo? Ti sembrava di aver trovato la persona giusta e invece ti ritrovi nella stanza dalle luci blu, con un letto sospeso a mezza altezza, lampade a grappoli che calano dall’alto come meteoriti, messaggi d’altri mondi, che non riesci a decifrare. Che sia tornato tutto come prima di partire per Parigi, quando hai provato a cambiare la tua vita, mostrando a te stessa di saper reagire, di non cedere alla rassegnazione dei concorsi persi, degli studi interrotti, dei sogni sfumati uno dopo l’altro? No, non può essere, ti alzi di scatto e ti rivesti in fretta, come se il futuro dipendesse dalla decisione immediata di non farsi risucchiare dal passato, di dire basta ai fallimenti annunciati in largo anticipo. Esci dalla stanza come in preda a un fuoco sacro: lo troverai, costi quel che costi, gli chiederai che cosa voglia dalla vita e cosa voglia da te. Sei intimidita dal lusso dell’hotel, senti il bisogno di un rifugio, di una via di fuga, annaspi, in cerca d’aria. Al colmo dell’angoscia, ti accorgi di una porta aperta, quanto basta per poter sbirciare e vedere qualcuno seduto al tavolino. Ti fermi, come attratta da un campo gravitazionale irresistibile. Sta scrivendo. Sei tentata di bussare: con quale scusa? Potresti chiedergli una pillola per il mal di testa, oppure se conosca un ristorante italiano dove si mangi bene e non si paghi troppo. Chi può essere? Perché la porta aperta? Aspetta qualcuno? Ha bisogno di stimoli per la sua scrittura? Magari è un romanziere, ne sa una più del diavolo e potrebbe consigliarti. Sì, busserai, ti sei convinta. Ma se fosse un maniaco, un serial killer che adesca le vittime lasciando uno spiraglio aperto come specchio per le allodole? Se sotto il letto avesse già nascosto due o tre cadaveri di donne?
Può entrare, se desidera.
Sei incastrata, non si torna indietro. Cos’hai da perdere, in fondo, che t’importa di morire? Pensi a Filippo e ti chiedi per quale motivo sia sparito, lasciandoti sola con un uomo che ti chiama senza alzare le dita dal computer, magari scrive di te, che ti affacci nella camera, pensando di non essere notata, e invece lui si accorge di tutto, che scrittore sarebbe, altrimenti? Ti ha detto che puoi entrare, è probabile che descriva la scena di te impietrita sulla soglia, un personaggio di cui non si sa se troverà la soluzione ai suoi problemi, sarà assassinato o incontrerà l’amore della vita che lo aspetta là chissà da quanto, perché il bello di un romanzo è che non sai mai cosa succeda nella pagina seguente, ammesso che abbia il coraggio di girarla.

18 pensieri su “78. Sulla soglia

  1. L’esperienza dell’abbandono può portare a credere che prima o poi tutti ti abbandoneranno, ma soprattutto che se sei stato abbandonato non vali poi così tanto, sei una delle cose che, nel grande circo della vita, si prendono e si abbandonano senza rimpianto… Ci viole molto coraggio a credere che non e’ così, che ci sarà al mondo, che c’è, ci deve essere chi guardandoti in un istante, ti renderà tutto l’amore, l’attenzione, la cura, la presenza che hai sempre desiderato…
    Forse basta girare un’altra pagina

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  2. – Al colmo dell’angoscia, ti accorgi di una porta aperta

    C’è una porta sempre aperta, una possibilità, una soglia da varcare per fare l’incontro giusto che può cambiarti la vita, farti trovare il coraggio di voltare pagina e ricominciare tutto da capi.

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  3. – come se il futuro dipendesse dalla decisione immediata di non farsi risucchiare dal passato

    Spesso ripeto sottovoce
    che si deve vivere di ricordi solo
    quando mi sono rimasti pochi giorni.
    Quello che è passato
    è come se non ci fosse mai stato.
    Il passato è come un laccio che
    stringe la gola alla mia mente
    e toglie energie per affrontare il mio presente.
    Il passato è solo fumo
    di chi non ha vissuto.
    Quello che ho già visto
    non conta più niente
    Il passato ed il futuro
    non sono realtà ma solo effimere illusioni
    Devo liberarmi del tempo
    e vivere il presente giacchè non esiete altro tempo
    che questo meraviglioso istante.

    (Il mio passato – A. Merini)

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  4. Spesso, quando ci sembra che le porte siano tutte chiuse, basta solo aprire la nostra al destino che bussa…

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  5. Le esperienze più dolorose possono essere segni con cui la vita ti suggerisce di avere il coraggio di continuare a camminare e girare le pagine del tuo romanzo, perché in serbo c’è la sorpresa più bella

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  6. “è probabile che descriva la scena di te impietrita sulla soglia”

    Posso trascorrere interi e preziosi anni di vita in bilico sulla soglia della vita…troppe porte sono chiuse …. su altre è perennemente scritto: “non disturbare”; altre volte non siamo neanche così sicuri di voler chiedere aiuto o non sappiamo o non vogliamo farlo.
    Poi, improvvisamente si varca la soglia, come se avessimo lasciato in sospeso un discorso da anni, come se chi ci accoglie sapesse tutto di noi e potesse descriverci minuziosamente, come se tornassimo a casa.

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  7. Al colmo dell’angoscia, ti accorgi di una porta aperta

    L’angoscia è quel sentimento che ti assale quando ti accorgi che non c’è più nulla che ti sostiene, nulla a cui aggrapparti, quando le tue certezze si sono sgretolate è in quei momenti che non devi isolarti ma uscire a cercare una porta aperta dove entrare perché se c’è qualcuno che ti accompagna nei momenti difficili tutto è più facile da sopportare.

    Selva dei suicidi (F. Centofanti)

    si cerca scampo anche nelle tenebre
    quando il cerchio è un baratro che s’apre
    sotto un ponte leggero…..

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  8. “Pensi a Filippo e ti chiedi per quale motivo sia sparito,lasciandoti sola con un uomo”
    e no,non esattamente cosi,un uomo ti sei trovata da sola. E’ vero che Filippo improvvisamente è sparito senza lasciare un bigliettino,numero di telefono (forse è uscito comprare le sigarette e torna tra qualche giorni!) ,però comunque non puoi dare adesso la colpa a lui se ti metti in guai.
    Scusate del mio cinismo- però è carino,si sveglia,non trova “suo” uomo accanto,però gia nella stanza accanto ci sta un altro che aspetta.No! Questo è la speranza! Non disperate! Basta che apri un altra porta e chi sa,forse qua trovi:e vissero per sempre felici e contenti! (lo so,mi sono fissata,però vorrei che tutti siano felici)

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  9. Scusate ho fatto un errore enorme del commento prima.
    Questo giusto è:

    “Ogni oggetto amato è il centro di un paradiso” Novalis

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  10. Nei momenti di angoscia ,non hai il coraggio di andare avanti , ti fermi ,e ti riempi la testa di domande aumentando sempre più i tuoi dubbi e i tuoi perchè , con i tuoi se, ma , però.
    Invece di sprecare le proprie energie in questo modo improduttivo non è meglio impiegarle per vedere come andrà a finire il romanzo della propria vita voltando pagina per poterne leggere il seguito? In fondo ogni pagina nuova ,come ogni nuovo giorno rivela sempre una nuova sorpresa, che può essere bella oppure brutta , ma che fa sempre parte del bagaglio delle nuove esperienze dalle quali c’è sempre da imparare.

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  11. – Può entrare, se desidera.
    Sei incastrata, non si torna indietro.

    Quando l’incontro è vero e capisci che può cambiarti la vita, hai il coraggio di voltare la pagina spalancando quella porta socchiusa per non tornare più indietro.

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  12. Sì, busserai, ti sei convinta

    Chiedere aiuto, cercare una risposta nell’altro, abbattere la barriera della vergogna e il muro sul quale c’è scritto “posso farcela da solo”, perché da soli non si va da nessuna parte.

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  13. Sono pochi i momenti nei quali non t’importa morire, ma ci sono.
    Circostanze diverse, istanti in cui credi veramente di stare incastrato e che devi affrontare per forza. Allora ti sembra che l’intera realtà ti cominci a sfumare alle spalle diventando assai poco importante mentre ciò che hai di fronte è per te l’obiettivo esclusivo. Ti sorprendi a pregare e non hai più paura.

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