79. In diritto

da qui

E’ incredibile Parigi, vista da qui: un reticolo ordinato, un disegno fatto di triangoli in cui si stipano le case tutte bianche, almeno così sembra, ed è normale: tutto quello che appare da lontano ha una forma soffice, neutra, un aspetto piacevole e indolore; solo quando ti avvicini, quando sei ad altezza d’uomo, ti accorgi della tensione che corre lungo i muri, l’ambizione che logora la gente, la disperazione che l’atterra, la solitudine da cui spesso è divorata; allora ti accorgi dell’accostamento incongruo dei colori, l’aura divina della star, la puzza d’alcol del barbone, l’arroganza innocente dei ragazzi di scuola. Anche la tua vita, contemplata dall’alto, diventa tollerabile: non avverti più il senso d’incompiuto che ti perseguita e costringe a interrompere ogni esperienza sul più bello. Spingi lo sguardo fino all’orizzonte, alla linea in cui la terra tocca il cielo, in cui tutti i desideri si realizzano, dove si scioglie l’attesa eterna di un epilogo, e tutte le ipotesi, le previsioni, le scommesse, cadono per lasciare il posto alla realtà, all’obiettivo raggiunto, al progetto realizzato. Ma perché non sei sicuro che almeno lì troveresti le risposte, ti sentiresti appagato, se non proprio felice? Per un momento, ti sembra che la condanna a interrompere il corso della storia sia un modo per evitare la delusione più terribile di trovare qualcosa che non corrisponda ai sogni di partenza; guardando la città, senti che per amare la vita bisogna tenersene a distanza, non lasciarsene ferire, racchiuderla in uno sguardo solo, come il turista distaccato che non ha radici, non vede il groviglio delle vie, la macchia bianca della case come il teatro dei propri dolori, il bruciore dei rospi indigesti che ingoia rassegnato, giorno dopo giorno. Eppure non puoi rimanere sempre qui: è questo il motivo per cui decidi di finirla, di ricongiungerti alla terra solo per dirle definitivamente addio? Ti vedi lanciare un’ultima occhiata al panorama che ti ospita ancora per un attimo, che non è stato abbastanza accogliente per suscitare il desiderio di trasformarti da turista in cittadino; l’unico senso possibile è un rifiuto drastico, la libertà di proclamarti estraneo al gran pastrocchio del mondo, la dignità di chi non è disposto a tutto, di chi ha un’idea alternativa della vita e, ora, della morte. Alzi la gamba per superare la ringhiera, una lacrima ti scende sulla guancia: non vuoi darle importanza, c’è sempre una nostalgia residua persino nel più convinto dei destini.
Hai notato la macchia blu del fiume?
Ti volti: negli occhi azzurri e grandi, che non puoi fare a meno d’incrociare, scorgi la faccia seria della Battistoni, lo snobismo di Aldo Bises, i cornetti di Rossana, le partite clandestine al triangolo verde del laghetto; ti sembra di toccare con mano le gomme allineate da Manzetti, la merce varia del Minimax – massima qualità, minimo prezzo -, e, per un istante, ti appare la bambina che corre, corre, e gridi un’altra volta, senza stancarti, perché ti senti in diritto, ora, di saperne il nome.

29 pensieri su “79. In diritto

  1. ti sembra che la tua condanna a interrompere il corso della storia sia un modo per evitare la delusione più terribile di trovare qualcosa che non corrisponda ai sogni di partenza….

    Vorresti lanciare il tuo cuore nella “macchia blu del fiume” e ti ritrovi a invocare aiuto, la forza di accettare le cose che non puoi cambiare

    Mi piace

  2. Nella vita c’è sempre qualcosa, un dettaglio, che ci sfugge, abbiamo bisogno degli occhi dell’altro per guardare nella direzione giusta

    Mi piace

  3. Quando stai per farlo, tutta la vita ti passa davanti.
    E’ un film come un altro, che non farà mai il tutto esaurito, forse persino un classico fiasco.
    E’ li che dovresti capire che non vale la pena, e non è con quel gesto che riceverai l’ambito Oscar da protagonista.
    Aspetta che il Grande Regista inizi a girare le scene del vero immortale colossal che resta nel tempo dei tempi, dove anche da mera comparsa hai il diritto di dire io c’ero.

    Mi piace

  4. Fare il turista, tenersi a distanza dalla vita, ci fa sentire soli e nella solitudine non ci sono occhi che ti guardano, da guardare, in cui specchiarsi e ritrovarsi, ma solo tensioni, ambizione e disperazione.
    Trasformarsi “da turista in cittadino”, essere protagonisti della propria vita, è “l’unico senso possibile”, è un diritto di cui riappropriarsi.

    Mi piace

  5. Vivere la vita con gioia è un diritto ed un dovere…

    “La gioia dev’essere uno dei cardini della nostra vita.
    E’ il pegno di una personalità generosa.
    A volte è altresì un manto che avvolge
    una vita di sacrificio e di donazione di sé.
    Una persona che possiede questa dote spesso raggiunge alti vertici.
    Splende come un sole in seno a una comunità.”
    (Madre Teresa di Calcutta)

    Mi piace

  6. ti sembra che la condanna a interrompere il corso della storia sia un modo per evitare la delusione più terribile di trovare qualcosa che non corrisponda ai sogni di partenza;

    Non si può scegliere di isolarsi completamente dal mondo per non soffrire più o per evitare le delusioni della vita , questo equivarrebbe a dire: morire prima ancora di arrivare ad esalare l’ultimo respiro, perchè abbiamo rinunciato ad amare.
    E’ l’amore che ci dona la voglia di vivere e di andare avanti affrontando tutte le difficoltà, anche le più dure,l’amore è la nostra unica fonte di energia ,non rinunciamo mai ad attingere da questa fonte, perchè correremmo il rischio di gettare come un fazzoletto vecchio il tesoro più grande che Dio ci abbia mai potuto donare : La nostra vita.

    Vivere non basta, perchè il bello della vita è viverla!

    Mi piace

  7. ti sembra che la condanna a interrompere il corso della storia sia un modo per evitare la delusione più terribile di trovare qualcosa che non corrisponda ai sogni di partenza;

    La vita è come un rigore, o segni o sbagli. Ma se hai il coraggio, lo tiri lo stesso quel rigore…
    Giuseppe Cepparulo

    Mi piace

  8. ”senti che per amare la vita bisogna tenersene a distanza, non lasciartene ferire”

    ..ma per viverla, e almeno provare a realizzare qualche sogno piccolo o grande, bisogna partecipare, e magari sporcarsi le mani di polvere e fatica

    Mi piace

  9. ..ci sono tante storie da salvare,vivendo…
    difendi la tua storia,pure tu..
    accade,ritroverai quella luce..

    Mi piace

  10. Alzi la gamba per superare la ringhiera, una lacrima ti scende sulla guancia:

    Fermati! Sei ancora in tempo per ricominciare a vivere, se doni al mondo una seconda possibilità per poterti amare.

    Mi piace

  11. Ti volti: negli occhi azzurri e grandi che non puoi fare a meno d’incrociare….. e, per un istante, ti appare la bambina che corre, corre, e gridi un’altra volta, senza stancarti, perché ti senti in diritto, ora, di saperne il nome.

    Le risposte sono celate agli occhi dei viventi.
    Vivere significa porsi domande.
    Stephen Littleword, Aforismi

    Mi piace

  12. l’ambizione che logora la gente

    Una vita che miri principalmente a soddisfare i desideri personali conduce prima o poi a un’amara delusione.
    Einstein, Albert Pensieri di un uomo curioso, Mondadori, Milano, 1997, p. 142.

    Mi piace

  13. vivere, nessuno mai ce l’ha insegato
    vivere, non si può vivere senza passato,
    vivere è bello anche se non l’hai chiesto mai,
    una canzone ci sarà
    sempre qualcuno che la canterà.

    Mi piace

  14. “e gridi un’altra volta, senza stancarti, perché ti senti in diritto, ora, di saperne il nome.”

    Non basta vivere e non basta morire per acquisire un diritto.

    Intanto però si può pensare ai doveri…vivere una vita degna ed una morte santa.

    Mi piace

  15. Il sapore della vita e’ spesso in quei particolari che trascuriamo, vediamo le grandi cose ma non ci accorgiamo delle piccole. Eppure e’ spesso una cosa piccola a renderci felici, nei particolari scopriamo la diversità e l’essenza di uomini e cose. Il senso della vita e’ nelle piccole cose basta saperle osservare, vicine o lontane che siano, bisogna saper guardare e anche una piccola macchia blu in mezzo al fiume può dare una ragione x vivere ed essere felice. Se fossimo capaci di vedere e ascoltare non avremmo bisogno di vedere le cose da fuori, e anche le persone hanno il nome che gli diamo e non solo quello di nascita. Se riusciamo a pronunciarlo siamo entrati nella sua vita ma se non prestiamo ascolto potrà ripeterlo all’infinito non lo memorizzeremo, non coinvolgendoci mai non riusciremo ad arrivare alla fine, disposti a vivere e morire fino in fondo, ma ci fermiamo nel punto in cui non siamo troppo coinvolti e cambiamo storia, e’ allora inutile chiedere come ti chiami se poi prima di avere una risposta ci siamo fermati, qual e’ il gusto? Avere sempre un sogno da inseguire, come la felicita’, ma non volerla cogliere per non entrare nei particolari e rimanere sospesi a una vita senza gusto per paura di scoprirlo amaro.

    Mi piace

  16. “…come il teatro dei propri dolori…”
    e si,hai ragione. In questo punto compra ti una bara,sdraia ti comodo e osserva come ti passa la vita.Pensi che cosi è piu interesante perchè non fa male?

    Mi piace

  17. “Senti che per amare la vita” devi essere forte e serena: non lo si può fare sempre.
    Ci sono momenti nei quali vorresti perderti negli occhi di quell’unica persona che ti da la fiducia che hai sempre cercato.
    Accogliere l’atro con fiducia è questo che manca al mondo…
    Coraggio ce la faremo!
    Un caro saluto a tutti voi e al mio angelo custode che mi accolta con fiducia.
    Ernestina.

    Mi piace

  18. O.K. io ho esperimentato la vita,anzi,quale vita(!) Dopo tanti dolori,delusioni,sofferenze mi sono inventata di chiudersi dentro di me,creare un blocco per non far arrivare nessun dolore (in amore non credevo più).Pratticamente funzionava,soltanto che mi sono sfuggiti 10 anni della mia vita.Questo si che è un dolore! Lo sai che ti dico:preferisco vivere,con tutte delusioni,dolori,gioie,amore(ho scoperto che esiste!), schiaffi e baci,ma preferisco sentire tutto,perchè questo è la vita! E’ bello vivere e sentire tutti sapori della vita. Ma che importa dolore,tanto sempre prima o poi passa e a te ti fa diventare piu forte con nuova esperienza.

    Mi piace

  19. Attraverso una lacrima può filtrare la vita. Una lacrima può fare da lente d’ingrandimento per l’essere umano più sbadato. Una lacrima a volte ci salva.

    Mi piace

  20. E’ bellissimo guardare in basso, dal finestrino di un aereo. E’ tutto così ordinato, come piacerebbe a me: i terreni coltivati, tutti perfettamente delimitati, le fattorie, dove vorrei tanto vivere, le città, le strade, le luci…
    Mi sento in un’altra dimensione: sembra che quelle formichine che vivono laggiù, con le loro ansie, i loro dolori, la disperazione, la solitudine, che fanno parte della vita, mi sono estranee, sono così lontane da me. Non si sentono voci, grida, rumori di ogni genere e neanche gli odori spesso non gradevoli.
    Il senso dell’odorato è molto sviluppato in me, non è proprio una fortuna. Pensate che arrivo a sentirli anche se in televisione vedo qualcosa di profumato, o una persona sporca o altro. Anche se vedo la neve arrivo ad avere freddo e coprirmi di più con il mio plaid (questo non c ‘entra niente con l’odorato.

    Tutte le città da lassù sono bellissime, perfette. Certo Roma non ha l’architettura di Parigi, che è stata costruita secondo regole precise. Roma è sorta così, senza alcun criterio, se non quello dell’improvvisazione, spontanea come i romani.

    “Bisogna tenersene a distanza, per amare la vita”. E’ bellissimo stare lassù, eppure, quando l’aereo atterra, tiriamo tutti un sospiro di sollievo.

    Mi piace

  21. guardando la città, senti che per amare la vita bisogna tenersene a distanza, non lasciartene ferire, racchiuderla in uno sguardo solo, come il turista distaccato che non ha radici

    oppure bisogna viverla in tutte le sue forme, talvolta sporcandosi anche con quel fango prodotto dalla terra con lacrime e lavoro, quello dove incontri le radici e le origini di una natura sbilenca e sincera, madre di quello che un giorno sarà terreno fertile per rinascere a nuova vita, lontana da quella vita di plastica che ci viene propinata ogni giorno e che mira a raggiungere una perfezione irreale, capace di togliere il coraggio di vedere il nuovo di farci mettere ogni giorno un altro segnalibro

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.