87. Da oggi

da qui

Ti senti solo. Scendi dalla torre pensando sia tutta un’illusione: l’estasi là in alto, l’immaginazione di te morto sul selciato, l’idea che finalmente possa concludere qualcosa, la domanda di Fofner, la macchia blu del fiume in mezzo alla massa bianca e grigia delle case. Corri sul prato come un pazzo: non t’importa che la gente guardi, anzi, che ti prendano per folle, così puoi rinunciare una volta per sempre agli schemi in cui ti sei – o ti hanno – ingabbiato fino a oggi. Un giovane con la giacca in pelle ti fotografa, incuriosito dal tuo atteggiamento fuori del comune. Ti dirigi su di lui, gli strappi la macchina e la getti in terra; poi ricominci a correre, passi in mezzo a una coppia di anziani che sembra spaventata, vedendoti arrivare come un macigno rotolante dalla montagna scura della rabbia. Due bambini con lo zaino in spalla stanno andando a passo svelto in direzione delle panchine verdi del parco; ti viene in mente qualcosa, ma non riesci a mettere a fuoco l’immagine di tanto, troppo tempo fa. Ecco: i compagni di scuola sono davanti al tabellone bianco dei voti; arrivi barcollando, rischi che ti rimandino a settembre, per la prima volta. La Cona, vecchia strega che insegna matematica, ti ha portato agli scrutini con un cinque. I compagni che chiacchierano sono i primi della classe: Boemi, Fioravanti, che abita in una villa da ricchi sotto il Fungo. La scena cambia: sei con lei di fronte al ristorante che s’innalza come una torre dalle aiuole impeccabili dell’EUR; sei orgoglioso di avercela portata, potrai fare per un giorno l’amante facoltoso che non bada a spese; hai lavorato duramente da Corsetti, al Vecchia America, sedici ore filate a trasportare vassoi enormi di pasta e carne e patate piene d’olio, che il giorno prima hai rovesciato su un cliente ben vestito, sentendolo imprecare per il resto della sera. Ti piace, da quassù? Sì, mi piace: prendiamo la cioccolata calda con la panna? Perché è così bella? Ti chiedi se la vita sia sgobbare come un asino per cadere finalmente ai piedi di una visione come questa. A che stai pensando? Cosa le rispondi? Come dirle che ti sembra un sogno averla lì, che ti sei preso fior di parolacce per mettere insieme i soldi per il Fungo? Sto pensando che è bello stare qui. Bugiardo, dimmi tutto. Che ti legga nel pensiero? Che a quest’altezza le nubi si diradino e lascino il posto al cielo limpido dei pensieri così come sono veramente? Sto pensando che sei bella, che valeva la pena farsi insultare dal cliente a cui ho versato addosso l’olio bollente delle patate al forno. Così mi piaci, non aver paura di dire le cose come stanno. Paura? Uno come te? Pensi che la Cona avrebbe il coraggio di bocciarti? Fioravanti ha il sorriso stampato sulle labbra: per forza, con una villa come quella è impossibile intristirsi. Allora, hai letto? Sì, mi ha messo sei. D’accordo, da oggi ti dirò quello che penso, anche se scendiamo giù, perché si scende prima o poi, perfino da un posto come questo. I bambini siedono sulla panchina verde, hanno aperto lo zaino, prendono un libro. Ti piacerebbe sapere cosa leggano, se saranno capaci di andare fino in fondo, se le nuvole avvolgeranno le righe tutte uguali, una per una, fino a cancellarle, a costringerli a guardarsi negli occhi e a dirsi, da oggi, quello che pensano davvero.

33 pensieri su “87. Da oggi

  1. gli strappi la macchina e la getti in terra;

    mi hai fatto ricordare un concerto al Sistina di Renato Zero, dopo un po’ che era abbagliato dai flash delle macchine fotografiche si interruppe dicendo: e basta! usiamo la memoria altrimenti perchè c’è? A distanza di quasi 20 anni ancora le ricordo! A volte questo continuo fotografare per fermare un attimo fa sbiadire la bellezza del momento vissuto rendendo ogni momento uguale all’altro, la memoria no, seleziona e conserva solo le immagine più belle, i ricordi che val la pena ricordare rendendo meno piatta questa vita. Grazie Renato, grazie Fabrizio.

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  2. – guardarsi negli occhi e a dirsi, da oggi, quello che pensano davvero

    Magari fosse così semplice!!!
    Ognuno ha la sua visione, il suo punto di vista, ed essere sinceri a volte, anche se fatto in buona fede, può ferire la sensibilità dell’altro, ottenendo esattamente l’opposto di quello che si voleva raggiungere.
    La verità è sempre giusta, non si sbaglia mai seguendo questa strada, ma bisogna avere anche la capacità di saper dire le cose, di usare il tatto e la delicatezza necessarie, perchè ognuno di noi può avere delle ferite, delle debolezze ed in virtù di queste non recepire il messaggio nel modo giusto.
    Tante piccole incomprensioni, che poi rischiano di diventare muri insormontabili, nascono proprio da questa incapacità di comunicare e/o accettare la verità per quella che è, nuda e semplice.

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  3. Quando si sta in alto e tutto è bello, è facile dirsi la verità; il difficile è continuare a dirla quando si scende nella realtà quotidiana e tutto si mostra per quello che è realmente, con tutti i difetti ben evidenti.
    “In basso” si può verificare se l’amore è vero, o se è solo una passione passeggera.

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  4. Tutto scompare sotto la coltre delle nuvole ma non i tuoi pensieri, il tuo cuore che batte, il sospiro della tua anima. Come è bello vivere fra le nuvole.

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  5. Come dirle che ti sembra un sogno averla lì..

    ..trova il coraggio,morire è peggio,
    se aiutiamo il sogno lui ci aiuterà,
    non diamo spazio al mai
    e gli sconfitti non saremo noi..

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  6. Non sono mai stata al fungo dell’Eur, forse perchè non mi ci hanno invitata o perchè è troppo alto per le mie vertigini, e se sul più bello avessi avuto un attacco di panico? O sarà che alle altezze preferisco le profondità? 😉
    Vivere fra le nuvole che bello… ma una vita “pitipumpà” che vita è? Prima o poi le nuvole si diradano e inevitabilmente si scende in profondità, della vita, dei mali, della bellezza, delle difficoltà, di sè e dell’altro.
    Dall’apice della tour Eiffel è tutto diverso, un’altra visione del mondo ma non è scendendo che si ritrova la vita e si ha voglia di correre e correre alla ricerca del tempo perduto? Fra i ricordi ritrovare un filo e la pagina dove tutto è cambiato, quella in cui abbiamo messo un segna…tempo, per un evento che sembrava banale e invece è un punto cardinale della nostra esistenza che sul momento non sembrava che un punto fermo che non ci permetteva di andare avanti.
    Quante volte siamo stati in un sogno e ce ne siamo accorti solo al risveglio? Quante volte abbiamo detto “da oggi…” senza mai avere la coscienza del tempo, della profondità delle circostanze e delle promesse? E quante invece tutto è iniziato “già e non ancora” e solo ripercorrendo il ricordo a passo di gambero, abbiamo capito che c’è stato un “oggi” e non ce ne siamo accorti? Il bello della vita è la fluidità e la continuità, quella nuvola spazio temporale che fa da segnalibro a qualcosa che cambia e che ti accorgi di aver messo inconsciamente solo chiudendo il libro per aprirlo di nuovo in un giorno che viene, così come ti accade di vedere il sole che sorge domani.

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  7. ”a dirsi, da oggi, quello che pensano davvero.”

    Offrire la propria trasparenza è uno dei più bei doni di sè che si possano fare.
    Negare all’altro ciò che pensiamo veramente è come togliere la terra da sotto i piedi, mi sembra un peccato di omissione. E‘ vero, ci vuole la sensibilità per trovare modi e parole giuste. Così come ci vuole il coraggio di superare il proprio io: perché dire ciò che si pensa davvero comprende anche il riconoscere meriti e qualità superando la logica dell’egoismo e della paura che rendono avari di sincerità.

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  8. Di’ tutta la verità ma dilla obliqua –
    Il successo sta in un Circuito Troppo brillante per la nostra malferma Delizia
    La superba sorpresa della Verità Come un Fulmine ai Bambini chiarito Con tenere spiegazioni
    La Verità deve abbagliare gradualmente
    O tutti sarebbero ciechi –

    Emily Dickinson

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  9. “La verità è una coperta che ti lascia scoperti i piedi
    Tu la spingi, la tiri e lei non basta mai,
    anche se ti dibatti, non riesci a coprirti tutto.
    Dal momento in cui nasci piangendo
    al momento in cui esci morendo,
    ti copre solo la faccia e tu piangi e gridi e gemi”.

    L’attimo fuggente

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  10. @ Stella,
    Quando si viaggia in aereo, si vola sopra le nuvole e si ritrova il sole… è veramente un momento magico, poi però bisogna scendere e la realtà é quella che abbiamo lasciato prima di imbarcarci, hai ragione, però qualche volta aiuta ad avere un momento tutto tuo: che ti lascia il tempo di godere qualche attimo di pace, non è poco.
    Ti abbraccio e ti ringrazio di avermi sempre sostenuta in questo momento della mia vita, sono queste le piccole grandi cose che amo!
    Buona notte.
    Ernestina.

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  11. Va be,io ho ancora per la testa la partita,il gol.Tra un po’ commento.Però era bella la partita! Si siamo migliorati.Va be,commento… Però hanno fatto un bel’ gol! Vero?

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  12. Stavo pensando(strano!),si dice che bambini sono carini sinceri,dicono sempre questo che pensano, ma se mettiamo un adulto in la stessa situazione con le stesse parole di bambino,che si pensa? -che arroganza! Perchè? Noi adulti dobbiamo manipulare con le parole. Io sono contro di qualsiasi tipo di falsità,ipocrisia,però secondo me parlando, sempre bisogna pensare non solo di questo che HO VOGLIA a dire ma anche come la persona che ascolta la “prende”, perchè anche con le parole si può ferire le persone e questo fa male. E penso (ancora!) che proprio questo che la blocca a dire tutto “quello che pensamo davvero”

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  13. Ecco,mi si è riordato.Una delle mie amiche ha letto una volta che spesso mal di gola viene perchè ti sei trattenuta per non dire tutto quello che volevi dire, e si può liberare da mal di gola “sputando”tutto(cioè dire questo che si voleva dire a persona adatta). Ho provato,funziona!

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  14. Mio cognato è uomo fortunato. Lui è svedese e sua suocera non parla e non capisce neanche una parola in svedese.Tutte due possono dire ad altro tutto quello che vogliono nella sua lingua e tutte due sarano contenti e nessuno non si offende. E’ una fortuna poter avere la suocera che non parla nella propria lingua!

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  15. Per dire la verità all’altro è necessario che l’altro sia disposto ad ascoltarti ,altrimenti rischi di non essere compreso.
    E’ importante dire la verità, ma è altrettanto importante accertarla per quello che è veramente: Una semplice verità!

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  16. non t’importa che la gente guardi, anzi, che ti prendano per folle, così puoi rinunciare una volta per sempre agli schemi in cui ti sei – o ti hanno – ingabbiato fino a oggi.

    Quando ti scopri al centro dell’universo e che tu esisti tutto il resto non conta.

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  17. Sarebbe bello , guardarsi semplicemente negli occhi e riuscire a dire quello che si pensa, senza dire una parola, sarebbe tutto molto più facile perchè si arriverebbe subito al nocciolo della questione ,senza girarci troppo intorno con il rischio di cadere nella polemica. Ma purtroppo non è così, nessuno di noi riesce a capire cosa pensa l’altro solo guardandolo negli occhi, può capire se è felice o triste ma non cosa pensa se non è l’altro a parlare.Purtoppo nessuno di noi ha la palla di vetro che ci premette di leggere al di là dei nostri pensieri, qualcuno ci prova ogni tanto ma con scarsi risultati , anzi a dirla tutta i risultati sono praticamente nulli, l’unica possibilità che abbiamo per farci comprendere dall’altro è l’uso della parola, sperando che l’altro sia predisposto per l’ascolto.

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  18. @ Ernesta
    grazie a te, non ricordo di aver fatto nulla ma se tu mi dici che è così allora possiamo ringraziare entrambe chi ha fatto incontrare le nostre strade all’insegna della verità e autenticità donata a nostra insaputa e tanto preziosa per entrambe.
    Si, fa bene stare sulle nuvole di tanto in tanto… anche questa in fondo è una nuvoletta, in cui incontrarsi per sfuggire alla routine e cercare la pace del cuore e anche della testa.
    Ti abbraccio fortissimamente forte e un bacio a tout le monde, anche se siamo “tornati” con un last minute “fantasia” a Roma:-)) la mia amata Roma, sorella, amica, madre, amante, complice, ruffiana, impertinente, trafficata, traditora, incantata, eterna, invivibile, bellissima città. e chi più ne ha più ne metta;-)

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  19. “Corri sul prato come un pazzo:non t’importa che la gente guardi”
    e questo è la libertà e sincerità,fare questo che mi sembra giusto,senza di preoccuparsi che cosa pensano altri di me (tanto sempre c’è qualcuno che deve pensare male – è il suo problema,come dico io). Le persone buone non pensano male di altri.

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  20. @ Ernesta 18

    Grazie, le tue parole incoraggiano sempre. Per me il viaggio sopra le nuvole è associato, soprattutto, al volare a Roma. Qualcosa che è davvero diventato parte di me. Un abbraccio grande e a presto!

    Pam

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