97. Estasi

da qui

Hai fatto bene a lasciare Marika e tornare qui, appena in tempo per sentire bussare alla tua porta. Inutile chiederti chi sia, ormai ne sei sicuro: manca solo lei all’appello della storia, che volge al termine ed è pronta a rendere conto di ogni nodo da sciogliere, di ogni enigma da chiarire. Con la bambina in bicicletta te la sei cavata, anche se dubiti che ai lettori sia tutto così chiaro. Era sottile l’accenno alle erbacce, al distretto di polizia che Romolo ha scoperto in corsa,  dopo aver pregato. Avresti dovuto fornire altri elementi, dichiarare apertamente che la bambina era il canale insospettabile per lo spaccio della droga; avresti dovuto precisare che il personaggio in bicicletta, lungo Quai des Gesvres, era lei, la messaggera di morte di cui Romolo ormai sapeva il nome – Veronica! -, la vera icona di un amore che si rivelava, adesso, una menzogna. Non hai tempo per correggere, devi alzarti dal tavolo e affrontare l’incontro che prelude all’ultimo atto del romanzo. E’ come fosse stata sempre là, davanti a te, con gli occhi azzurri e verdi che ti hanno turbato così spesso: troppo intensi, veri, destinati a far saltare le barriere con il mondo, come se la rabbia abbattesse ogni argine residuo di diplomazia. Vi guardate a lungo; se non dovessi più incontrarla – facile con una come lei, esposta ai colpi incrociati della polizia – vorresti ricordarla così: fiera, sensuale, una forza selvaggia che non conosce ostacoli. Perché non approfitti del tuo mestiere di scrittore per fermare il tempo, inventare un trucco da prestidigitatore affinché non le succeda nulla, non faccia imprudenze col suo coraggio esagerato? Ti tornano in mente i consigli degli amici: Amerigo, non girarci intorno, ricordati di andare al sodo. Eppure, ogni volta t’innamori dei personaggi e delle storie, vorresti non finissero mai, sai bene, come la bella Sherazade, che l’unico modo per restare vivi è protrarre il racconto all’infinito, escogitare meccanismi sufficienti a giustificare un’altra riga, un’altra pagina. Ma sono gli occhi di Futura, fissi nei tuoi, a convincerti che tutto precipita a rotta di collo verso l’esito finale: non ci sono più scuse, e anche se vorresti contemplarla ancora sulla soglia della stanza, sei costretto a farla entrare, ad ascoltarne i progetti criminali, il piano da attuare nella piazza che conosci bene, dove tutto è cominciato e tutto, com’è giusto, è destinato a finire.
Perché lo fai? E soprattutto: perché vieni a dirlo proprio a me?
Non sai quanto è durato l’abbraccio in cui vi ha avvolti la notte di Rue de Berthollet. Sai solo che il paradiso è un ricovero per vecchi, paragonato all’estasi che, per l’ultima volta, lei ti ha regalato.

20 pensieri su “97. Estasi

  1. In una carezza, in un abbraccio, in una stretta di mano a volte c’e’ piu’ sensualita’ che nel vero e proprio atto d’amore. Dacia Maraini

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  2. Per un istante d’estasi (Emily Dickinson)

    Per un istante d’estasi
    Noi paghiamo in angoscia
    Una misura esatta e trepidante,
    Proporzionata all’estasi.
    Per un’ora diletta
    Compensi amari d’anni,
    Centesimi strappati con dolore,
    Scrigni pieni di lacrime.

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  3. Il racconto non si può fermare esiste di per se, non ha bisogno più neppure delle pagine, sue ali per vivere, sta volando ormai senza controllo sfuggito anche al suo manovratore, come un deltaplano rapito da un vortice anomalo, abbandonato a se stesso senza alcuna certezza di tornare in assetto e col grande rischio di frantumarsi al suolo.
    Aspettiamo gli eventi affidandoci per una volta al buon cuore del Dio che manda i venti sulla terra a suo piacimento: ora propizi ora nefasti.
    E’ il momento dell’Ave Maria che prega per noi peccatori in cui tutte le storie finiscono come gli attimi d’estasi degli amori terreni e restiamo noi soli a sperare soltanto di “finire” nel Suo amplesso “infinito”.
    May day!May day!

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  4. Ci sono istanti che non finiscono mai, sembrano durare per sempre, e giorni o notti che sfuggono, volano via troppo velocemente, quando vorresti che non terminassero mai.
    Gli attimi di estasi sono espressione e concretizzazione di un amore che vuole durare per sempre e che non conosce la parola fine.

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  5. Perché lo fai? E soprattutto: perché vieni a dirlo proprio a me?

    Probabilmente , perchè, sei tu Amerigo! l’ultimo tassello che serve a completare il disegno di questo mosaico.

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  6. ”se non dovessi più incontrarla vorresti ricordarla così:fiera, sensuale, una forza selvaggia che non conosce ostacoli”

    Perché è nel nostro sguardo, nella traccia che il nostro cuore registra, che inizia l’eternità delle persone che amiamo.

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  7. ”Eppure, ogni volta t’innamori dei personaggi e delle storie, vorresti non finissero mai”

    Anche noi lettori ci innamoriamo dei personaggi e delle storie, ogni volta come attratti in un vortice.
    Ed ogni volta che il romanzo si avvia verso la conclusione avvertiamo già una nostalgìa.
    Ma la grandezza dello scrittore è nella sua capacità di ritirarsi, ad un certo punto, per lasciare spazio al lettore: alle righe alle pagine che ognuno di noi vorrà immaginare.

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  8. “il paradiso è un ricovero per vecchi, paragonato all’estasi che, per l’ultima volta, lei ti ha regalato.”

    … io preferisco il paradiso.

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  9. Il romanzo è giunto al termine. Noi lo abbiamo assaporato per più di tre mesi sazianoci delle storie narrate gustandone le descrizioni e abbeverandoci alla fonte delle riflessioni, cibandosi disaggezza. Siamo stati i commensali privilegiati al convito dell’anima cui l’autore ci ha dato l’onore di partecipare. Il tutto senza rendere alcuna contropartita, impegno o sacrificio traendone solo il piacere della lettura la gioia della condivisione e più spesso l’appagamento seguito alle chiose sui nostri modestissimi commenti.
    Mentre lui, lo scrittore ha profuso senza risparmio tutte le energie fisiche e mentali connaturate con l’ideazione composizione stesura e purga dell’opera affinche tutto ci arrivasse impeccabilmente gradito, come si confà ad un ospite sopraffino.
    Nel ringraziarlo per tutto questo, in considerazione però che il filo invisibile che attraversando il suo blog ci ha tenuti uniti e ci ha consentito questa meravigliosa esperienza non tiene conto della nostra impossibilità di un costante monitoraggio dello stato fisico di una persona già abbondantemente vessata dai molti ed importanti impegni legati al suo status, lo preghiamo nel prosieguo di calibrare gli sforzi e il dispendio di energie sottraendosi talvolta se possibile a carichi di dedizione massima come nel suo costume e concedendosi un pò più i relax..
    Glie lo chiediamo per se stesso e anche per noi, parimenti soddisfatti nel fruire dei suoi doni anche in
    quantità meno massive ma prolungate nel tempo.
    Grazie Carissimo Don.

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  10. don Fabrizio,una cosa è certa-come dice mia amica-hai fatto casini come ubrico lepre tra le carote. E come sempre nel tutti tuoi romanzi tutto sta diventando più complicato prima di prendere una dritta, “dove tutto è cominciato e tutto,com’è giusto,è destinato a finire”-com’è giusto.

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  11. “Con la bambina in bicicletta te la sei cavata,anche se dubiti che ai letori sia tutto cosi chiaro”
    si,hai combinato un bel’guai,alcuni fino oggi prendono calmanti(compreso me). A volte,nella vita ,meglio non dare altri spiegazioni,perchè solito ,più vuoi chiarire, più diventa complicato,sospettabile

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  12. Che tristezza,tutta la pagina è riempita:fine,finire,l’ultima volta…Hai passato male la giornata o stai preparando noi lettori che romanzo si sta finendo? Però,ho visto che si sta finendo con una parola positiva “paradiso”-non è male,la speranza per il fututo migliore (o questo o altro)

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  13. Estasi è l’attimo prima di un bacio atteso che non sai se sarà ricambiato, se ti cambierà la vita o sarà solo un bacio, se ti deluderà o farà impazzire. Estasi è l’attimo prima dell’incontro quando vedi apparire il suo sorriso e la stessa emozione di vedersi. Estasi è quell’attimo prima dell’orgasmo quando sai che un’energia immensa vi travolgerà in un piacere indescrivibile. Estasi è l’attesa al culmine di una cosa bella che ti accade, a te, proprio a te e nessun altro, il rapimento mistico dell’amore divino. Estasi… estasi è poter rendere questi attimi eterni, se non altro nella memoria per superare le notti buie, fredde e senza luna.

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  14. Scusate, c’e’ qualche errore nel mio commento 11 dovuto parte al buio della stanza parte alla premura. Senza ricorrere al “dele-adde”ne confermo tuttavia il contenuto.

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  15. Rimuovere il segnalino messo come punto doloroso di arrivo. Sentire nell’abbraccio quella sensualità perduta che fa rinascere, che fa muovere verso quel fine che non sarà mai la fine, che saprà dare il gusto di vivere per quel bene che muove il mondo e che già ora possiamo chiamare eternità!

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  16. Estasi, un sogno che si ripete e si rinnova ogni giorno, quando guardantoti allo specchio ti accorgi che la vita ti invita ancora una volta a fare un giro con lei, mano nella mano

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