4. Dintorni

da qui

Per quanto tempo ha squillato il telefono? E’ in momenti come questi che scopri la tua ansia: perché non risponde? Che sarà successo? Pensi alle evenienze più terribili, poi ti dici no, sono paure che arrivano da chissà dove, dai traumi di bambino, dalla carica emotiva di un passato sprofondato nell’oblio. Cominci con le ipotesi rassicuranti: ha cambiato numero; ha lasciato il cellulare dalla madre; ha attivato la modalità silenziosa dimenticandosi di ripristinare il tono. L’angoscia, però, non si lascia fugare facilmente: è come due mani che ti stringono alla gola; fai perfino il gesto incongruo di liberartene con uno strattone, ma non mollano la presa. Hai deciso che controllerai se l’auto è nel parcheggio. La strada è trafficata come mai: metteresti una sirena, se l’avessi, poi ti accorgi che fibrilli troppo, non impari mai, sei il solito catastrofista. Mandi al diavolo la signora che rallenta, il giovane che smanetta sul telefonino e pensi che sì, i matti e gli imbranati stanno tutti qua. Guardi l’ora: le quattordici e trentuno. Finalmente sei arrivato alla svolta; sulla destra, una pubblicità di sconti: il fai da te, vogliamo darci un taglio; in effetti, devi dare un taglio all’impressione che tutto stia crollando, che dietro l’angolo ci sia in agguato il fantasma che temevi da bambino, con la maschera e il mantello nero, al museo del Louvre, che nome aveva? Non sarà il momento di diventare adulti, di affrontare la realtà per quello che è realmente? I palazzi popolari sono scatoloni di traslochi; la centralina elettrica è ingombra di scritte strane e incomprensibili. Altre due file di edifici e poi la via dove i dubbi si risolveranno, vedrai l’utilitaria rossa, tirerai un sospiro di sollievo e ti dirai scemo, ci sei cascato un’altra volta. Una Fiesta impegna l’incrocio mentre stai arrivando: freni bruscamente e gli fai segno con la mano a martello sulla fronte. Non ti sembra un buon auspicio; ti riprende l’ansia, acceleri, tutti i buoni propositi vanno a farsi benedire; c’è un camion di Mondo Convenienza lasciato lì soltanto per la pubblicità, sei invaso dalla rabbia, ti senti circondato da un intrico d’intenzioni che cospirano contro la tua serenità. Ecco, l’ultima fila di palazzi, il ristorante dove sei andato una volta soltanto, per evitare spiacevoli sorprese; sei al traliccio della linea telefonica, pensi al cellulare che squilla, dove sei, che fine hai fatto, il rettilineo finale, il parco di lato, un randagio che annusa vicino ai cassonetti, ma certo: avrà portato a spasso il cane e il telefono è rimasto nel salone; le case a quattro piani, le tende grigie e bianche, ora la vedi, basta un’occhiata all’interno del cancello, ti dài pace, ci voleva tanto, il cielo è una macchia bianca che ti acceca, non c’è, non c’è, devi fare marcia indietro, presto, ti aspettano tutti gli ospedali dei dintorni.

23 pensieri su “4. Dintorni

  1. ……devi dare un taglio all’impressione che tutto stia crollando, che dietro l’angolo ci sia in agguato il fantasma che temevi da bambino

    Affrontare con coraggio e fiducia ciò che ci aspetta perchè accanto a noi c’è qualcuno che non ci lascia mai soli

    "Mi piace"

  2. Pensare di aver perso qualcuno e non trovarlo può essere lacerante , spesso poi la suggestione gioca brutti scherzi finchè non hai verificato, non vedi niente intorno, vai in confusione sei quasi morto. Può accadere con tutti figli genitori mogli amici ,mi è capitato anche coi nemici.
    Non è però nel merito che mi preme parlare stavolta.
    Infatti il ritmo incantevole di questo brano ha fatto improvvisamente sparire dintorno tutto il mio mondo assai simile per sensazioni a quello dell’uomo col telefonino, già abbastanza apprensivo, alle prese col caos della città: le sue forme, i suoni, i colori, la gente con tutti i suoi sentimenti. Come se tutto quell’andirivieni avvenisse si per davvero ma da un’altra parte, fosse in uno dei mille canali satellitari che vivono solo se esiste parabola modem e televisore (guardacaso una Trinità) altrimenti sarebbero il nulla
    Insomma mi ha fatto afferrare per un nanosecondo il concetto adimensionale dell’essere, pensando che la mia vita vissuta qui ed ora è come uno schizzo asciutto che si sublima nell’eternità.

    "Mi piace"

  3. – ti senti circondato da un intrico d’intenzioni che cospirano contro la tua serenità.

    La pace si trova nel proprio cuore, è interiore, non dipende da ciò che è nei dintorni.

    "Mi piace"

  4. Vivere nella libertà, non schiavi dell’ansia, dello stress, dell’affanno, delle nostre paure perché le paure sono prima di tutto dentro di noi.

    “La paura ha bussato alla mia porta; l’amore e la fede hanno risposto; e quando ho aperto, fuori non c’era nessuno.” (Martin Luther King)

    "Mi piace"

  5. “E’ in momenti come questi che scopri la tua ansia”

    Se la convinzione fin qui sostenuta è quella che l’altro è il senso alla nostra esistenza e la condivisione è il sale delle nostre giornate, come non comprendere il panico di chi pensa, anche solo per un attimo, di aver perso quel senso e quel sale. Sarebbe bello poter annientare definitivamente la paura della fine ma trovo questa fragilità molto umana e tutto sommato apprezzabile. Comunque chi ti ama davvero prima o poi si fa vivo (se vivo).

    "Mi piace"

  6. “ora la vedi, basta un’occhiata all’interno del cancello, ti dài pace, ci voleva tanto, il cielo è una macchia bianca che ti acceca, non c’è, non c’è,”

    “Gli occhi fanno quel che possono nientemeno e niente più tutto quello che non vedono è perchè non vuoi vederlo tu”

    "Mi piace"

  7. “in effetti, devi dare un taglio all’impressione che tutto stia crollando”

    Più che un’impressione, il dolore, la malattia, la morte sono vere e proprie espressioni della realtà.
    L’impressione a volte rappresenta l’anticamera di questa realtà.

    "Mi piace"

  8. – devi fare marcia indietro, presto, ti aspettano tutti gli ospedali dei dintorni.

    Tutto questo mi fa pensare ad una persona che mi è molto vicina e che amo molto: si fa prendere facilmente dal panico, pensa subito alla peggiore delle ipotesi in tutte le situazioni, perché è tendenzialmente pessimista, e, pur essendo molto attiva ed energica, basta poco per ferirla o per farla sentire esclusa.
    Credo che il problema vero, all’origine di tutta questa sua ansia ed angoscia di vivere , sia che per lei il cielo è solo “una macchia bianca” e che non riesca a vedere l’azzurro.

    "Mi piace"

  9. Dietro il bianco, o grigio, delle nuvole, c’è sempre l’azzurro del cielo.

    “Guardo fasci di nubi striare come vagoni nella ruggine di binari fatiscenti a celar il bagliore fiammante di un tramonto sfogliato tra le ombre.

    E inseguo con lo sguardo la distanza per ritrovar i pensieri rifugiarsi oltre l’orizzonte nel segnacolo della sera.

    Tiepido vento soffia a smerigliare il forbito selciato attraversato da un acquerello setale che solletica il sentiero dell’anima.

    E nitida lastra di mare si desta nello specchio del mio percepir schiudendo le braccia per avvolgermi tra la brezza dell’aurora.

    Docile amico il mare mi incipria di salsedine come una statua ibernata che né il tempo né il male potranno più ferire.

    E SARA’ SEMPRE AZZURRO IL CIELO.”

    "Mi piace"

  10. ti senti circondato da un intrico d’intenzioni che cospirano contro la tua serenità….

    Questo tipo di sensazioni di solito si provano, quando ci si sente sotto pressione dalle persone che ti amano, ma il loro non è un amore libero, al contrario , il loro è un amore possessivo un amore che ti vuole tenere sottocontrollo ,quasi come una marionetta , un amore che lentamente ti porta all’autodistruzione se non decidi di ribellarti e di dire di no , per poter raggiungere quella serenità e quella felicità che tutti desideriamo.
    Soltanto quando ci si sente liberi ci si sente più vicini all’altro , altrimenti l’unica reazione che provi per sfuggire a questo senso di angoscia è la fuga!

    "Mi piace"

  11. L’apprensione è spesso associata alla paura.
    E’ un tratto che anche io riconosco in persone a me molto vicine, familiari e amici.
    Di fronte a un viso angosciato, ad una sofferenza provocata magari da un fatto che sembra di non grande conto – un cellulare spento – l’amore ci può suggerire che, a volte, spetta a noi compiere un passo che serve a curare e rassicurare.

    "Mi piace"

  12. Una corsa contro il tempo: la prima cosa che fai è pregare, l’unico modo per continuare a sperare, anche per chi non crede

    "Mi piace"

  13. “Perché non risponde”
    Spesso nelle mie giornate di mamma e di moglie mi capita di essere in apprensione se i miei cari non si fanno sentire come sempre: mi sembra naturale.
    Il buon senso ti aiuta a ritrovare la calma e finalmente la ragione ha il sopravvento, così affidi tutto nelle mani di Dio che è l’unico aiuto vero della tua vita.
    Il telefono squilla: oggi é una buona giornata, grazie al cielo.

    Ernestina.

    "Mi piace"

  14. Ricordo mia madre come stava sempre alla finestra aspettando quando torniamo e io mi arrabbiavo perchè volevo sentirmi libera e mi sembrava che cosi mi controlla. Poi con anni avevo capito,quando io lo telefonavo e lei non rispondeva e io immaginavo subito tutti più incredibili incidenti,
    Infatti,ma perchè la nostra immaginazione manda in questi casi pensieri negativi?!
    E poi alla fine quando riusciamo trovare la persona,nostro panico,preoccupazione, spesso si scatena con la rabbia verso questa persona,in cambio di gioia di ritrovare.

    "Mi piace"

  15. @ Clown:Opinioni

    E’ vero le frasi si succedono in un tambureggiare di parole e suoni quasi onomatopeici che rapiscono i sensi tutti e ti fanno vibrare.
    Grazie. Dopo la chiacchierata del 99 non dubito affato delle Tue ( continuo a darti del Tu, ma solo nel linguaggio dei blogisti) grandi qualità riflessive interpretative e dialettiche ma su tutto della tua sincerità e nobiltà d’animo.

    "Mi piace"

  16. affrontare la realtà per quello che è realmente?
    Affrontare la realtà non e facile quando si ha paura,perché la paura ti fa vedere le cose come se fossero reali anche quando non lo sono.

    "Mi piace"

  17. Questa pagina mi ispira una riflessione sull’enorme distanza che puó esistere tra teoria e pratica. E’ certamente vero che bisognerebbe conservare un incrollabile equilibrio interiore in qualsiasi situazione. Non e’ un caso pero’ che piu’ ci si confronta con le avversita’ della vita
    meno si ha voglia di declamare pura teoria.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.