6. Vuole dirti qualcosa

da qui

Ti hanno fatto entrare: non sai perché, non sai mai nulla, in questi casi; ti lasci spingere dalla corrente, sei convinto che ne sappia più di te. Forse hanno notato il colletto, o creduto che fossi il fidanzato, oppure, a volte, accadono miracoli che nessuno può spiegare. Sei in coma pure tu nella sala di rianimazione, dove tutto ha un senso preciso proprio quando di senso ne è rimasto poco, negli uomini intubati, nelle donne con lo sguardo fisso nel nulla.Ti senti in imbarazzo, come se  l’essere cosciente, qui, fosse una colpa; per questo ti abbandoni, pensi ai discorsi col tuo amico, a tutto corrisponde un numero: il cielo è uno, la terra due, il cielo tre, la terra quattro, il cielo cinque, la terra sei, il cielo sette, la terra otto, il cielo nove, la terra dieci. Che diavolo vuol dire? Lui sostiene che dalle combinazioni tra i venticinque del cielo e i trenta della terra provengano le trasformazioni che mettono in moto demoni e dèi. Sveglieranno anche Chiaraluna? Chiedi all’infermiera dagli occhi di cerbiatta quando e come sia successo. E’ stata trovata sulla litoranea, riversa sui cespugli della macchia. L’auto dev’essere sbandata: un colpo di sonno, o un malessere improvviso. Non è possibile, dici; perché? ti chiede lei; ma stai già pensando ad altro, alle corse in pineta, alle parole che parevano confondersi col pulsare delle stelle, a te che parlavi della notte come fosse la tua stanza, e lei che ti guardava, e il tempo passava, passava, senza che ve ne accorgeste, e la luna appariva e scompariva e gli uccelli si posavano sul cofano cercando una mollica o forse soltanto compagnia. L’infermiera ti chiede se stai bene, ma tu non senti nulla; stai puntando le stelle di Orione, stai spiegando a Chiaraluna che sono allineate soltanto in apparenza: Alnitak dista ottocentoventi anni luce dalla terra, Alnilam milletrecentoquaranta, Mintaka novecentoquindici; si stupisce, forse piange: solo lei si commuove quando parli del cielo, per questo non puoi farne a meno, e ogni volta che ti senti sconfitto dalla vita, frustrato dall’insensibilità dei superiori, deluso da tutto, la porti qui, le parli del riflesso azzurro di Alkaid, della luce bianca, multipla di Mizar, del giallo inconfondibile di Dubhe, e lei piange di nuovo, di nascosto. No, non puoi perderla: uno il cielo, due la terra, trenta e venticinque, chi la sveglierà? Quale combinazione misteriosa potrà metterla in moto come i demoni e gli dèi? Ti avvicini, hai avvertito un movimento, forse ti vede, o sente, vuole dirti qualcosa.

22 pensieri su “6. Vuole dirti qualcosa

  1. – solo lei si commuove quando parli del cielo, per questo non puoi farne a meno…

    L’amore è complicità, condividere sentimenti ed emozioni, guardare insieme, con gli occhi e con cuore, le stesse cose e provare e vedere ciò che gli altri non riescono.
    L’amore è essere in due, ma sentire i cuori che battono allo stesso ritmo, in sintonia perfetta.

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  2. Nelle sale d ‘attesa si prova come la sensazione di essere inutili passivi impotenti, forse perchè in quel lasso di tempo dipendiamo soltanto da chi o da cosa stiamo lì ad aspettare, figuriamoci poi in quella di morte.
    In quel caso al contrario del solito preghiamo che quello che deve arrivare si presenti con un grave ritardo. Anche se non è vero le possibilità ci sembrano sempre ridotte al 50 percento, o cielo o terra, in più non si sa quale dei due bisogna invocare. Scattano allora una serie di riti che non sai se hanno a che fare con la fede o la superstizione.
    A me per due volte è successo che nonostante i più vari scongiuri i treni arrivassero con massima puntualità: uno si chiamava suicidio un altro malasanità.
    Se la destinazione fosse un lembo di cielo o una zolla di terra non l’ho ancora saputo.

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  3. L’unica combinazione possibile,che possa permetterle di risvegliarla è la combinazione dei numeri del cuore ,perché l’amore tutto puó,anche svegliarti dal coma.

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  4. Dall’inizio di questo romanzo mi sono riproposto di attendere, credendoci, il miracolo e di sapermelo guadagnare. Anche a me e’ capitato di non dover attendere neanche un minuto treni puntualissimi; e certo non era l’amore a mancare. Non tradiro’ l’intenzione iniziale smettendo di credere proprio ora nel miracolo di questa storia. Le restero’ vicino ogni giorno e forse ci scopriremo alla fine in cielo: il settimo.

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  5. ”quando di senso ne è rimasto poco, negli uomini intubati, nelle donne con lo sguardo fisso nel nulla.”

    Penso ci sia un punto in cui la scienza ed il mistero della vita possaino confluire e, forse, superare quiei confini vertiginosi tra eutanasia e accanimento: quello dell’amore e dell’ascolto e dell’osservazione della realtà, dei segnali che ci provengono dalla persona.

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  6. ”e ogni volta che ti senti sconfitto dalla vita, frustrato dall’insensibilità dei superiori, deluso da tutto, la porti qui, le parli del riflesso azzurro di Alkaid, della luce bianca, multipla di Mizar, del giallo inconfondibile di Dubhe, e lei piange di nuovo, di nascosto.”

    perché abbiamo sempre più bisogno di felicità profonda, di risposte delicate e struggenti per vivere.

    (chiedo scusa per gli errori di battitura, credo sia arrivato il tempo di cambiare le lenti..! 🙂 )

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  7. Aggrapparsi ai ricordi belli e’ un modo per pregare che il tempo sprecato, o non avuto per dire una cosa importante, torni. Tempo e ‘ l’unica cosa che si chiede di fronte alla morte che gira per le stanze in attesa di qualcuno da accompagnare al Padre. Tempo almeno per dire una cosa che ci preme nel cuore, una cosa che l’altro porti con se ovunque vada, in un cielo alto o un paradiso terrestre x vivere ancora questa vita. Tempo e’ la preghiera silenziosa che non si osa chiedere, e spesso le preghiere mute sono le prime a essere esaudite, se fosse così anche questa volta il tempo che viene e’ tempo da vivere, pienamente, fino in fondo, senza più dubbi e tentennamenti perché l’unico Giudice che condanna o perdona, definitivamente, ci sta dando un’altra possibilità. Solo sprecarla e’ la condanna all’inferno che sia in questa vita o nell’altra.

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  8. Il miracolo e’ già nella ricerca cominciata quando le dune e il mare di corbezzoli hanno lanciato un messaggio alle stelle perché colui che le conosce per nome potesse ascoltare la voce della luna che lo chiamava, perché solo ritrovando il senso, laddove un senso sembra non esserci, si può tornare a vivere, insieme, fra cielo e terra.
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  9. “L’infermiera ti chiede se stai bene”
    quando io e mia sorella abbiamo trovato in ospedale nostro padre morto,a mia sorella ha preso isterismo,che infermiera che era venuta non sapeva se prima controllare se nostro padre è morto o aiutare a mia sorella
    “ma tu non senti nulla” -perchè tuo dolore è tanto forte come ci forse non accetti la situazione e lo guardi come ci forse dal altra dimensione. Io riesco capire perchè a me è capitato tante volte.

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  10. “ogni volta che ti senti sconfitto dalla vita(…),deluso da tutto,la porti qui,le parli del riflesso azzurro di Alkaid…”
    ogni volta che mi sento sconfitta dalla vita,delusa da tutto,quando mi mancano le forze per andare avanti-guardo nel cielo e ci parlo con Dio,svuotando mi delle tutte angoscie. Poi, mi sento meglio.

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  11. “No,non puoi perderla”
    a volte,nelle situazioni drammatici ,come questa,si accorgiamo come la persona che stiamo per perdere è importante per noi,che lo amiamo

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  12. @ Fides @ Stella Maria @ Fabrizio Centofanti

    E’ vero, il tempo che ci viene dato per vivere tra cielo e terra è già un miracolo, prendiamocelo tutto, qualcosa accadrà.
    Grazie.

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  13. Saprai che non t’amo e che t’amo
    perché la vita è in due maniere,

    la parola è un’ala del silenzio,

    il fuoco ha una metà di freddo.
    Io t’amo per cominciare ad amarti,
    per ricominciare l’infinito,
    per non cessare d’amarti mai:
    per questo non t’amo ancora.
    T’amo e non t’amo
    come se avessi nelle mie mani
    le chiavi della gioia e
    un incerto destino sventurato.
    Il mio amore ha due vite per amarti.
    Per questo t’amo quando non t’amo
    e per questo t’amo quando t’amo.

    Pablo Neruda

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  14. @Agnese (15)
    Hai scritto tutto quello che c’era e c’è nel mio cuore non riesco ad aggiungere altro.
    Tutti voi avete commentato con grande Amore, è per questo che vale la pena leggervi, leggere l’autore di questi scritti così colmi di vita, sai quella che….” domani ti svegli e se Dio vuole ricominci a sperare che sia come oggi”.

    Vi abbraccio tutti.
    Ernestina

    “era la profezia di chi sa già che all’alba arriva uno che ti dice chi cerchi, perché piangi
    non è qui, non vedi che ti sta aspettando ancora non senti che ti chiama dalla porta del cuore? dimmelo, se sei felice.

    Nomen omen
    Fabrizio Centofanti.

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  15. Nel paesaggio dell’antico maestro
    gli alberi hanno le radici sotto la pittura a olio,
    di sicuro il sentiero conduce alla meta,
    un filo d’erba sostituisce autorevolmente la sigla
    sono le cinque attendibili del pomeriggio,
    il maggio è trattenuto in modo delicato,ma deciso,
    così anch’io mi sono fermata- si,mio caro,
    sono io quella donna sotto il frassino.

    Guarda quanto mi sono allontanata da te,
    che cuffia bianca ho e che gonna gialla,
    come stringo il cestino per non cadere dal quadro,
    come sfoggio un destino altrui
    e mi riposo dai misteri vivi.

    Anche se tu mi chiamassi,non ti sentirò,
    e anche se udissi,non mi volterò,
    e anche se facessi quel movimento impossibile,
    il tuo viso mi sembrerà estraneo.

    Conosco il mondo per sei miglia intorno.
    Conosco erbe ed esorcismi per tutti i malanni.
    Dio guarda ancora il mio cocuzzolo.
    Continuo a pregare di morire non all’improviso.
    La guerra è castigo,e la pace e premio.

    I sogni vergognosi vengono da Satana
    Ho un’anima ovvia come il nocciolo d’una prugna

    Non conosco i giochi del cuore.
    Non conosco le nudità del padre dei miei figli.
    Non credo che il Cantico dei Cantici
    abbia una brutta copia contorta e tormentata.
    Quello che voglio dire è in frase fatte.
    Non uso la disperazione,non è cosa mia,
    e mi è solo affidata in custodia.

    Anche se mi tagliassi la strada,
    anche se mi guardassi negli occhi,
    ti scanserò sull’orlo d’un abisso più sottile d’un capello.

    A destra c’è la mia casa,che conosco da ogni lato,
    insieme ai suoi scalini e all’entrata,
    e dentro accadono storie non dipinte:

    il gatto salta sulla panca,
    il sole cade sulla brocca di zinco,
    dietro al tavolo siede un uomo ossuto
    e aggiusta un orologio.

    Wilslawa Szymborska

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  16. La musica delle stelle è l’espressione di un amore così grande che supera ogni confine, un amore che non ha bisogno di parole, che si mostra attraverso una lacrima, il filo che trasforma i ricordi in momenti del presente.

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