32. Quando meno te l’aspetti

da qui

Lo senti ancora: un formicolio che sale dalle dita, attraversa la mano, percorre il braccio e arriva fino al cuore, sotto forma di fitta. Sono i momenti in cui ti volti indietro e ti chiedi se hai fatto abbastanza e quante cose rimarrebbero in sospeso e come se la caveranno quelli che finora si sono affidati alle tue cure. Continua a leggere

STRANIERI ALLA TERRA. Intervista a Filippo Tuena

di Massimo Maugeri

Filippo TuenaSulla quarta di copertina di Stranieri alla terra (Nutrimenti, 2012) è scritto: “un libro-mondo musicale e poetico, l’opera della maturità di una delle voci più forti e singolari della narrativa contemporanea”. La voce in questione è quella di Filippo Tuena… e io sono perfettamente d’accordo con quanto indicato sul risvolto del volume.
Filippo Tuena è nato a Roma nel 1953 e ha pubblicato opere di grande pregio beneficiando di ottimi riscontri a livello di critica. Con Le variazioni Reinach ha vinto nel 2005 il premio Bagutta, e due anni dopo si è aggiudicato il premio Viareggio con Ultimo parallelo. La produzione letteraria di Tuena è ricca e varia. Ricordo anche i seguenti titoli: Il volo dell’occasione (1994; nuova edizione 2004), Cacciatori di notte (1997), Tutti i sognatori (1999, superpremio Grinzane-Cavour), Michelangelo. La grande ombra (2001; nuova edizione 2008), Manualetto pratico a uso dello scrittore ignorante (2010). E non bisogna dimenticare la sua attività di curatore di libri importanti quali: un’antologia dell‘epistolario di Michelangelo Buonarroti (2002), I diari del Polo di Robert F. Scott (2009) e il volume fotografico Scott in Antartide (2011). Attualmente Filippo Tuena, tra le altre cose, dirige per Nutrimenti la collana Tusitala.
Molteplici le tematiche trattate da questa nuova fatica letteraria: il rapporto con la scrittura e con la narrazione, l’incrocio con personaggi celebri, il tema del viaggio e quello della memoria, l’approfondimento di spunti autobiografici. Un libro che si è fatto amare sin da subito, Stranieri alla terra. Non a caso è stato proclamato libro del mese dalla trasmissione radiofonica Fahrenheit (Radio tre) nell’aprile 2012.
Ho incontrato Filippo Tuena per discutere con lui di questa sua nuova opera…
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31. In fondo al cuore

da qui

La telefonata è arrivata. Te ne accorgi guardando il cellulare, dove hai visto il cognome, senza titoli: s’impone con violenza, evidente come ciò che non ammette né prevede repliche. Ti guardi intorno, per cercare aiuto. Gli amici ti contemplano sorpresi: qualcosa che non va? Niente; doveva arrivare, prima o poi. Continua a leggere

Don Milani: l’esplosiva profezia del benecomunismo

di Luca Kocci, da il manifesto

Poco prima di essere trasferito dalla parrocchia di San Donato a Calenzano – un centro operaio tessile alle porte di Firenze – nella sperduta Barbiana – un gruppo di case sparse sul monte Giovi, nel Mugello – don Lorenzo Milani scrisse una lettera appassionata alla madre: «Ho la superba convinzione che le cariche di esplosivo che ci ho ammonticchiato in questi cinque anni non smetteranno di scoppiettare per almeno 50 anni sotto il sedere dei miei vincitori». Continua a leggere

30.Per cambiarla

da qui

Ormai la conosci a memoria, questa strada; non sai più dire se sia un bene o un male, a volte è così difficile distinguere. Il pino spezzato, per esempio, con la chioma rivolta verso terra in cui sembra concentrarsi il dolore del mondo; o le piante che tracimano dalla palizzata come fossero mani che chiedono soccorso; e il cielo azzurro-carta da presepe, con la macchia chiara all’orizzonte che si adagia lentamente sui campi pieni di sterpi. Continua a leggere

L’assegno è del Professore! Lo strano caso dei concorsi per gli Assegni di Ricerca

di Giovanni Inzerillo

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Le classifiche mondiali non consolano; nessuna delle Università italiane, stando all’ultima proiezione stilata dal «Times» nel 2012, si piazza entro il centesimo posto, compresa la vetusta mater bolognese o «La Sapienza» capitolina che già solo per il nome dovrebbe meritarsi il primato, seppure dopo i recenti scandali di assunzioni parentali facili che hanno coinvolto il Rettore.

La notizia in fondo può scoraggiare ma nemmeno così tanto se si considerano i parametri con cui queste statistiche vengono effettuate: l’offerta formativa, l’innovazione della ricerca, l’influenza delle pubblicazioni, la percentuale dei laureati e degli abbandoni, dell’età di conseguimento del titolo e dei fuori corso, persino la qualità dei dormitori e delle mense. Un po’ troppo fumo, forse. Basterebbe confrontare i nostri programmi accademici con quelli di molte altre Università estere, persino tra le più prestigiose, per comprendere che l’Italia non merita affatto i bassi posti in classifica e che i nostri studenti escono tutt’altro che sconfitti nel confronto coi colleghi stranieri. Conosciamo meno lingue, bene forse nessuna, è vero, siamo dotati di poco spirito pratico infarinati, come siamo, di dottrine e concetti teorici, ma siamo indubbiamente assai intelligenti e dotti, questo almeno ce lo si deve riconoscere.

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“El otro paredón”: la distruzione della reputazione a Cuba

di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

blog.edizionianordest.com è la nuova versione del già attivissimo blog di cultura e latinoamericana di Gordiano Lupi, scrittore ed editore de Il Foglio Letterario nonché curatore della collana “Célebres Inéditos” delle Edizioni Anordest, per la quale è già uscito in libreria da qualche mese La moglie del colonnello di Carlos Alberto Montaner (per la traduzione di Marino Magliani) ed esce in questi giorni Non lasciar mai che ti vedano piangere di Amir Valle (da me tradotto).

Le tematiche affrontate su questo blog hanno una rilevanza non soltanto letteraria, ma anche politica e sociale, nella misura in cui riguardano problemi e situazioni inerenti ai diritti umani, spesso compressi e inaccettabilmente violati dai governi autoritari di quest’area geografica (su tutti, quello cubano).

In questo senso, vogliamo qui segnalare un’opera (cui, unico italiano, ha partecipato con un suo articolo anche Gordiano Lupi), El otro paredón (Eriginalbooks.com), giunta alla seconda edizione e disponibile anche in e-book in spagnolo (già adesso su Amazon.com, Amazon.es e Amazon Italia, e in inglese (da agosto), nonché come sito internet, nella quale accademici e giornalisti condannano esplicitamente un’altra, sottile e pericolosissima forma di eliminazione dell’opposizione politica in atto a Cuba da mezzo secolo, che è il “killeraggio” della reputazione, ovvero la “deliberata e completa distruzione della credibilità di una persona, gruppo o istituzione” (dalla presentazione ufficiale dell’opera).
Sono riportati vari esempi, tra cui il politico Carlos Márquez Sterling, l’imprenditore Amadeo Barletta e il già ricordato giornalista e scrittore Carlos Alberto Montaner. Continua a leggere

‘Presidente, salvi l’università’ – di Alberto Abruzzese

DA l’ESPRESSO

Caro Giorgio Napolitano
Presidente della Repubblica Italiana,

un tempo, nel tempo del Pci, ci siamo dati il ‘tu’ comunista e poi, passati gli anni e percorsi destini non poco diversi, con lei ho potuto conservare il ‘tu’ amicale, e quindi, se ora le scrivo dandole il ‘lei’ che segna la deferenza di un cittadino nei confronti del suo Presidente della Repubblica, è perché intendo dare a questa mia lettera il massimo di solennità possibile nella sincera speranza che leggendola, sia il Presidente a sentirsi investito della responsabilità di esprimersi sulla drammaticità del problema in essa sollevato. Continua a leggere

“Non lasciar mai che ti vedano piangere”, di Amir Valle

Venerdì 27 luglio alle 20,30 Giovanni Agnoloni presenterà lo scrittore cubano Amir Valle e il suo romanzo Non lasciar mai che ti vedano piangere (Edizioni Anordest) (per la trad. di Agnoloni, e nell’ambito della collana Célebres Inéditos, diretta da Gordiano Lupi – v. blog di riferimento) nel centro storico di Laterza (TA), nell’ambito della manifestazione “Spiagge d’Autore”.

Intervista a Morgan Palmas

Morgan Palmas è stato uno degli organizzatori di k.Lit – Il Festival dei Blog Letterari, che si è svolto a Thiene il 7 e 8 luglio scorsi. Blogger e agente letterario è il fondatore del litblog Sul Romanzo. Ha pubblicato Come scrivere un romanzo in 100 giorni, edito da Marco Valerio Edizioni

Dopo la chiusura del Festival gli ho posto alcune domande. Ecco le sue risposte.

Il K.lit-Il Festival dei Blog Letterari si è da poco concluso. Che bilancio ne fai, da organizzatore che in prima persona ha vissuto la genesi e lo sviluppo di questa importante iniziativa?

Il bilancio contiene aspetti positivi e negativi, ma è difficile essere esaustivo, troppo poco il tempo che ci separa dal festival. Da un lato, abbiamo lavorato bene nell’organizzazione, i riscontri, da parte di molti, hanno confermato tale concetto, dall’altro lato, il territorio di Thiene non ci ha reso facile la realizzazione dell’idea, pensavamo di poter contare su un sostrato istituzionale più presente, invece abbiamo dovuto constatare che portare la cultura in piazza in una cittadina di circa 20.000 abitanti non è affatto semplice, perché gli interessi politici e le tradizioni di potere non accolgono con favore le novità, diffidandone.

Parlare di politica? 0.2

Sì, se ne parla ancora. Aggiornando alcune precedenti considerazioni. E cominciando a dire che fra ciò che si agita oggi in Italia nella cronaca politica, uno degli oggetti più interessanti in cerca di posizionamento è l’associazione di Luca Cordero di Montezemolo. Questo per due motivi:

1. Mi pare che sia la cosa più vicina a un tentativo di riaggregazione dei ceti e interessi finanziari e industriali che negli ultimi vent’anni hanno affidato, con poche eccezioni, la propria rappresentanza politica al partito di destra e che stanno ora assistendo preoccupati alla sua decomposizione.
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29. Il destino dell’umanità

da qui

Lontano da tutto. Vorresti andarci presto. Non sai perché. Hai accumulato troppi dolori, troppe delusioni. Oppure no: cambiare tutto, rivoluzionare, mostrare un lato delle cose che nessuno ha il coraggio di svelare. Continua a leggere

LE PROFEZIE DI COSMOPOLIS. Dal romanzo al film

«Ce grand malheur de ne pouvoir être seul»

(La Bruyère)

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di Giuseppe Panella

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Primo tempo: Don De Lillo

 

«Ogni volta che in un film io uccido qualcuno, si tratta veramente della ripetizione della mia morte» (David Cronenberg, L’ horreur intérieure: les films de David Cronenberg )

La frase di Jean de La Bruyère posta in apertura è la stessa che fa da epigrafe a uno dei più conosciuti e suggestivi racconti di Edgar Allan Poe, L’uomo della folla e il cui contenuto ispirò il saggio sui passages di Walter Benjamin (le ragioni di questa mia predilezione saranno chiare presto). Nel romanzo di Don DeLillo, infatti, pubblicato in Italia nel 2003 da Einaudi, nella buona traduzione di Silvia Pareschi, appena pochi mesi dopo la sua uscita negli Stati Uniti, anche il protagonista Eric Packer è un “uomo della folla”.

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Il suono greve della gran Cassa

Secondo l’Osservatorio Cig del dipartimento Settori produttivi della Cgil, da gennaio a giugno 2012 il totale di ore di cassa integrazione è stato pari a 523.761.036. La cassa integrazione, ricordiamolo, è uno strumento necessario che nasce da un diritto ben preciso: “I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.” (Art. 38, co. 2° Costituzione). Senza questo sostegno economico, limitato però nel tempo, il lavoratore licenziato sarebbe privo di mezzi di sussistenza.

Ma si tratta in ogni caso di una quantità enorme di ore che non ha prodotto, però, alcuna utilità sociale e personale. Una persona licenziata è come se avesse le mani mozzate, come bene ha saputo esprimere in versi il poeta Fabio Franzin.  Oltre alla tragedia umana e familiare di ogni  lavoratore, dunque, si è trattata di un’emorragia di lavoro e di denaro pubblico ragguardevole.  Se tante ore fossero state dedicate, ad esempio, alle molte opere infrastrutturali già programmate e fortemente richieste (meglio farle fare, invece, alle solite lobbies per la risibile cifra di 233,9 miliardi!) e agli innumerevoli, possibili progetti migliorativi nei territori, per il rilancio della nostra economia,  i licenziamenti non sarebbero stati cosa vana. Ma così il danno è triplo: la perdita del posto di lavoro, il costo sociale della cassa integrazione, la mancanza delle opere necessarie alla ripresa economica. Continua a leggere

L’AGONIA EUROPEA – di Franco “Bifo” Berardi

DA MICROMEGA

Trovandosi in Russia per omaggiare il democratico Putin e adescare gli oligarchi russi nella speranza che investano nel suo paese, il presidente del Consiglio italiano ha fatto una dichiarazione che batte ogni record di ridicolo: “mentre i politici pensano alle prossime elezioni i grandi statisti (come lui) pensano alle future generazioni”.

Nello stesso giorno un documento di Banca d’Italia e Unioncamere rivela che l’80% dei nuovi assunti in Italia è precario. Il Presidente del Consiglio aggiunge che a lui poco importa dei mercati, quel che gli interessa è l’economia reale. Ma nello stesso giorno il documento di Unioncamere rivela che il reddito da lavoro è diminuito negli ultimi quattro anni di 1240 euro all’anno. E tutti sanno che l’effetto delle politiche montiane, rivolte a salvare il sistema finanziario offrendo sacrifici umani al dio dei mercati, sarà una recessione di lungo periodo. Continua a leggere

Provocazione in forma d’apologo 225

Chissà da dove era piovuta nella borgata quella ragazza.
Una ragazza bella e sveglia (il padrone del bar-trattoria che l’aveva assunta come cameriera non ebbe a pentirsene), ma pure con grandi stranezze: calzava sempre stivali di gomma alti al ginocchio e portava l’ombrello anche quando il sole spaccava le pietre; inoltre, se le si chiedeva qualsiasi cosa al di fuori del suo lavoro, rispondeva invariabilmente con un trisillabo tronco: “Pioverà”. E Pioverà era diventato il suo nome.
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28. Qualunque cosa

da qui

Perché mi chiami Ludmilla? Il mio nome è Mihaela. Già, perché la chiami Ludmilla? Sei preoccupato: sarà la stanchezza? O la malattia? Il tuo vizio di non andare mai dal medico. E voi? Come vi chiamate? Ce lo chiedi sempre. Continua a leggere

27. Due mani

da qui

Ti hanno detto che da un po’ di tempo ti ripeti. Hai incassato senza batter ciglio, anzi, con un sorriso che sapeva di ringraziamento. Ma ora che sei davanti alla tastiera ti sembra che le dita siano ancora più pesanti; la malattia che senti crescere in un punto sconosciuto del tuo corpo avanza, ti pare, più velocemente. Continua a leggere

26. Oltre il cancello

da qui

Il punto del dolore. Le parole di Claudia continuano a girarti nella testa. Sei troppo agitato, devi uscire. Prendi l’auto e ti avvii verso il quartiere della tua giovinezza, le aiuole disseminate di eucalipti, gli oleandri che traboccano dal recinto dei giardini, le ville che si affacciano tra un pino e l’altro come per spiare chi passi nella strada. Continua a leggere

Poveri al lavoro – di Marco Revelli

Qualcuno li aveva chiamati – bestemmiando – privilegiati. Intendo gli operai: quelli che hanno avuto il privilegio, appunto – non il diritto – di possedere un posto di lavoro. Oggi scopriamo che un buon numero di loro sono poveri. Tecnicamente poveri. L’Istat, nella sua nota annuale su “La povertà in Italia” ci dice che il 15,4% delle famiglie «con a capo un operaio o assimilato» – quasi una su sei – è in condizione di povertà relativa: cioè che la loro spesa mensile sta del 50% sotto quella della media del resto della popolazione. Che sono, di fatto, degli emarginati. Nel Meridione la percentuale arriva al livello record del 30%, quasi una famiglia operaia su tre è povera. Continua a leggere