44. L’appeso

da qui

Ti chiedi se un romanzo possa servire mai a qualcuno. Ti senti stupido, nella stanza con quaranta gradi, le pale del ventilatore sempre sul punto di cadere in pezzi, il poster di Taormina a ricordarti di uno spazio e un tempo in cui hai creduto di essere felice. Oggi metti tutto in discussione, dopo l’ennesima giornata storta: sei un illuso con la gente, immagini ancora che il vangelo possa cambiare la vita alle persone. A cosa serviranno le righe nere che tessi ormai a fatica, col mal di testa che ti opprime, le dita in cui pare condensarsi la pesantezza insostenibile di un agosto che non vuol finire? Salva L’Anima: ci credi ancora nel titolo che si è quasi imposto nel momento in cui hai pensato che il destino dell’amico, immobile nel letto, potesse rivelarsi il tuo? Non sarebbe più bello Chiaraluna, il filo fragile di una speranza che non accetta di morire? Pensi che il romanzo sia oscillare tra una morte e l’altra, il guizzo di vitalità minacciato dal caldo, le contrarietà, la malattia. Forse la felicità è il respiro rotto di un istante, in bilico tra un passato che non torna e un futuro che senti sfuggirti tra le mani. Guardi la Piazza dei Miracoli, il poster appiccicato con lo scotch tra Isolabella e la copia di Van Gogh: il miracolo è sedersi ancora qui, con la bottiglia d’acqua diventata calda, il pacchetto di Winston pronto a consolarti per un attimo e a rovinarti per sempre la salute, il quaderno degli appunti dove segni, passo dopo passo, le scene e i personaggi, e ogni tanto lo riapri e ti ricordi di Savin nella cella di Rebibbia – che fine avrà fatto? saprà che le hai provate tutte per parlarci? -, Anita, l’editore, che ti chiede a che punto sei arrivato – a buon punto, abbi pazienza, con tutto quello che ho da fare -, Arturo, costretto a ripetere le analisi – la vita è un esame ininterrotto? verrà mai il momento in cui ti puoi fermare, riposarti, sicuro di qualcosa? Tenti di riportare alla memoria la musica che ti cantava dentro, camminando lungo il viale mentre lui parlava, parlava, e ti si allargavano i polmoni, e vedevi i colori per la prima volta, e ti chiedevi che ho fatto fino a ora, per quale maleficio sono stato tenuto prigioniero? Prendi in mano il biglietto, lo leggi e lo rileggi: che la felicità sia trovare ogni volta le parole Flaminia, a te lascio in eredità il cuore del mio cuore, lo pongo nel tuo cuore, per sempre? Il romanzo esiste solo al contatto incandescente con la riga e mezzo di caratteri neri su un foglio di colore rosa, è il filo agganciato all’ultima chance a cui hai appeso la tua vita, sapendo che se dovesse spezzarsi pure questo non avresti più la forza di rialzarti. Rimane il poster di Van Gogh e l’ultimo dei dubbi: che a tagliarti le gambe sia la mania di star fuori dagli schemi, che la scelta giusta sia quella di Francesco, concentrato sui trucchi delle scuole di scrittura, che il mondo sia dei furbi, di coloro che si piegano ai gusti della gente, che sfornano prodotti prevedibili, pronti a soddisfare il palato di lettori-automi telecomandati. Il cuore del mio cuore: ti vedi ancora nella baia di scogli bassi, scendi con prudenza la scaletta in ferro, e lui ti dice buttati! e sorridi, appeso al baratro del tempo e dello spazio, con le pale del ventilatore che sputano l’ultimo sbuffo di aria calda, prima di riuscire a fermarsi e riposare.

18 pensieri su “44. L’appeso

  1. Tutti appesi “al baratro del tempo e dello spazio”, siamo soprattutto appesi ai nostri sogni, con il filo d’oro dell’amore, che ci lega il cuore, senza incatenarlo ma, come fosse il filo di un aquilone, può farlo volare in alto se ci lasciamo sollevare, se ascoltiamo quella voce rassicurante ed amorevole che ci suggerisce: “buttati!”

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  2. La carta dell’appeso è l’immagine che chiude la storia dell’Orlando pazzo per amore nel libro di Calvino Il Castello dei destini incrociati.
    Orlando, viene legato a testa in giù e, recuperato il senno, afferma: «Lasciatemi così. Ho fatto tutto il giro e ho capito. Il mondo si legge anche all’incontrario. Tutto è chiaro».

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  3. “Forse la felicità è il respiro rotto di un istante, in bilico tra un passato che non torna e un futuro che senti sfuggirti tra le mani.”
    Si la felicità è proprio questa, non si poteva dirlo meglio di così.

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  4. sei un illuso con la gente, immagini ancora che il vangelo possa cambiare la vita alle persone
    Se il vangelo diventa il centro della nostra vita ,la nostra vita può cambiare,perché cambia la nostra prospettiva di vedere e concepire le cose.

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  5. La vita è sempre un esame da sostenere,è un cammino da percorrere,si potrebbe dire un percorso obbligato se vogliamo migliorare ed evolverci,altrimenti rischiamo di rimanere arenati sempre nello stesso punto senza mai andare avanti.

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  6. Per tutto l’anno ho lavorato andando appresso alla natura e tuttavia ancora una volta m’accorgo di lasciarmi andare  a fare delle stelle troppo grandi (V. Van Gogh)

    Il cuore del cuore che si posa  nel nostro cuore e’ la stella troppo grande,  il filo fragile a cui e’ appesa la speranza  che non accetta di morire, l’istante in cui ci pare di essere felici e forse lo siamo davvero e ne ricorderemo la musica quando metteremo tutto in discussione, quando di nuovo avremo paura di tentare quel tuffo nel mare azzurro eppure minaccioso della vita, appesa come un miracolo allo scotch che non molla la presa proprio la’ dove e’ posata l’eredità più preziosa, il cuore del cuore di chi ci ha amato, di chi ci ama, nel centro incandescente e vivo del nostro cuore.

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  7. A cosa serviranno le righe nere che tessi ormai a fatica(…)

    Il cuore del tuo cuore che si offre gratuitamente per regalare al lettore momenti di felicità

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  8. E’ bello e giusto combattere per le proprie idee, diffondere quella che, a torto o a ragione, si ritiene la propria verità, parlare al mondo che ci ascolta ed estenuarsi. Alla fine questa e’ la nostra missione e tu la conduci benissimo.

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  9. verrà mai il momento in cui ti puoi fermare, riposarti, sicuro di qualcosa?

    Nella vita di certo non c’è nulla,essa è piena di sorprese, perché la vita è un continuo movimento che genera un continuo cambiamento per chi cerca di viverla fino in fondo senza stancarsi mai.

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  10. a te lascio in eredità il cuore del mio cuore, lo pongo nel tuo cuore, per sempre?

    Non esiste una frase più bella di questa ,in essa si legge una dichiarazione di fiducia e di completo abbandono fatta a cuore
    aperto,una dichiarazione nella quale si nasconde un reciproco scambio d’amore,l’unica porta aperta che una volta varcata la soglia ti avvolge e ti coinvolge per essere un tutt’uno con il centro del mondo.

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  11. La felicita`. Una parola misteriosa,tutti parlano di felicita`,tutti corrono per aggiungere la felicita` e spesso non sono felici perche` non sanno trovare la felicita`.Ma dove sta? Ci sono le persone che stanno bene con salute,con soldi,hanno una famiglia,amici e spesso pronunciano la frase-non sono felice. Ci sono le persone che sono felici perche` oggi sono riusciti di mangiare un po’ ,o le persone che sono felici perche` oggi sono riusciti di alzarsi dal letto,ancora.Dove sta la felicita`? Non sta per caso dentro nel nostro cuore,nostri pensieri,nostro modo di vedere la vita?

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  12. Ci sono i momenti nella vita che uno si fa la domanda:ma questo che faccio ha un senso? ma questo che faccio e` giusto? ma puo` servire a qualcuno?
    “Ti chiedi se un romanzo possa servire mai a qualcuno?”
    Certo che,si lavora meglio quando lo sai che questo che fai ha un senso,puo` dare la gioia ad altro. Pero` penso,se questo che fai ti da la gioia, soddisfazione,e` un motivo sufficiente per continuare questa strada.

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  13. Le note che compongono un romanzo quante melodie sanno inventare, proprio come quelle musicali. La tecnica e’ importante , ma l’arte di scrivere non si puo’ costruire senza l’ispirazione del cuore, punto d’arrivo e di partenza di ogni sentimento. Sarebbe come comporre canzoni appese solo sul giro del “do”.

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