47. Il suo nido

da qui

Difficile trovare pace: da quando sei qui non fai altro che rispondere al telefono e alle mail, ascoltando problemi, tragedie, gente moribonda, progetti che necessitano di un’approvazione, Mihaela che resiste disperatamente allo sgombero e ha bisogno del tuo amico avvocato, ma ha perso il numero di cellulare. Sei davanti al cappuccino della colazione e una donna ti chiede: è venuto qui per riposarsi? Sì, sono venuto a riposarmi. Avrei bisogno di parlarle; quando posso incontrarla? Fai un rapido calcolo del tempo: Sirolo o Portonovo, la basilica, la pagina da scrivere. Se la chiamo appena riesco a liberarmi? Certo, come vuole. Ha il sorriso triste di chi si sente schiacciato, ma non ha ancora rinunciato a riscattarsi. Perché ti senti stanco? E’ già quasi passato il giovedì, forse dovrai tornare prima, invidi le rondini che sfrecciano sui tetti; ti accendi un’altra sigaretta, non aveva deciso di fumarne cinque? Sei arrivata? Sto scendendo dal treno appena adesso, hai un sesto senso! Ci sentiamo dopo. Guardi il mare: lo sperone di roccia ti ricorda un cane in attesa dell’ordine del suo padrone, immagini un mondo di telefoni spenti, un black out della rete, ti chiedi se il cielo, in cui cerchi di dare un senso ai disegni delle nuvole – un arciere, una colomba con le ali spiegate? -, abbia ancora qualcosa da dirti, se per caso non voglia sussurrarti: riposati, non vedi che sei stanco? La solita cicoria ripassata? La sala da pranzo è quasi vuota: il cameriere ti chiede se sia giusto portare i bambini dal Mc Donalds, tu rispondi che forse non è giusto, che chissà cosa mettono in mezzo a quei panini, l’olio rifritto, la carne macinata che non bisogna mai fidarsi. E’ in fase terminale, lo hanno messo in una stanza a pagamento. Appena posso, vado, mi hanno detto di fermarmi un momento, perché l’anno è lungo. In camera non si può fumare: t’inventi d’affacciarti alla finestra con un bicchiere d’acqua, le rondini ti passano vicino e ti domandi cosa proveresti se fossi una di loro. Posso darle il numero dell’avvocato? No, meglio se lo chiami tu, non si sa mai. Stiamo smuovendo mezzo mondo, lo capisci? Sono vent’anni che vivono là, i bambini si sono integrati nelle scuole, Dragan sta male, morirebbe se lo mandassero da un’altra parte, e poi, sai, gli zingari non sono tutti uguali; il motoscafo fende l’acqua come un corpo di donna, t’immagini, per un momento, in un letto grande come il mondo, tu e la terra coricata, che ti aspetta, ti dice vieni qua, ma il telefono squilla, che ne pensi di un’idea così? Sarebbe bello! Ecco, sei una rondine che sfreccia in mezzo ai tetti, che problemi puoi avere? Portare i vermi al nido, i piccoli che gridano, il caffè che si raffredda: sì, verso le quindici, va bene? Mi dispiace interrompere il riposo. Si figuri, ci sono abituato. No, la nuvola ha la forma di un guerriero giapponese, sei partito per le ferie o per la guerra? Santità, prepariamo l’agenda? Le ho detto che non prendo appuntamenti: se vogliono, mi trovano qua. Ma ci sono presidenti, ambasciatori! E allora? Se mi cercano, li aspetto; prenda almeno uno yogurt, sì, quello ai mirtilli, che fa bene alla vista, secondo te, quanto può mancare? Ce la faccio, se ci vado sabato? Le ho portato la mantella. Non la voglio; anzi, da oggi metto il clergyman. Santità, non è possibile. Nulla è impossibile a Dio. Ma lei non è Dio! La rondine s’infila sotto una tegola del tetto: sarà quello il suo nido?

20 pensieri su “47. Il suo nido

  1. le rondini ti passano vicino e ti domandi cosa proveresti se fossi una di loro…
    Anche le rondini nel loro piccolo hanno i loro piccoli problemi,ma sicuramente mentre si librano nell’aria provano un grande senso di libertà,poiché gli uccelli sono gli unici animali del pianeta che possono scegliere quando è il caso di camminare o di volare per lasciarsi ogni tanto trasportare dalle mitiche correnti ascensionali.

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  2. Sei come una rondine infaticabile che aiuta i suoi piccoli. Ma anche le rondini hanno bisogno di riposo per poter continuare il loro volo.

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  3. Si può volare in alto pur rimanendo con i piedi per terra: l’importante è ricordarsi sempre chi siamo e da dove veniamo, e dove abbiamo costruito il nostro nido.

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  4. Le rondini – Lucio Dalla

    Vorrei entrare dentro i fili di una radio
    E volare sopra i tetti delle città
    Incontrare le espressioni dialettali
    Mescolarmi con l’odore del caffè
    Fermarmi sul naso dei vecchi mentre Leggono i giornali
    E con la polvere dei sogni volare e volare
    Al fresco delle stelle, anche più in là

    Sogni, tu sogni nel mare dei sogni.

    Vorrei girare il cielo come le rondini
    E ogni tanto fermarmi qua e là
    Aver il nido sotto i tetti al fresco dei portici
    E come loro quando è la sera chiudere gli occhi con semplicità.
    Vorrei seguire ogni battito del mio cuore
    Per capire cosa succede dentro
    e cos’è che lo muove
    Da dove viene ogni tanto questo strano dolore
    Vorrei capire insomma che cos’è l’amore
    Dov’è che si prende, dov’è che si dà

    Sogni, tu sogni nel cielo dei sogni

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  5. Trovare pace: quando l’amore è così grande, risulta difficile da mettere in pratica per se stessi, lo è forse un po’ meno quando ci si dona all’altro, ancora meno se poi nei suoi occhi si legge u frammento di sole

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  6. Mi è capitato di osservare il lavoro estenuante delle rondini dall’alba al tramonto per occuparsi della prole: i voli rapidi e le imprevedibili svolte che servono ad evitare i predatori (in città le cornacchie sono diventate tremende) che mettono a rischio non solo l’adulto ma tutta la nidiata che non avrebbe chi se ne occupi; l’andare e venire senza tregua per accontentare un nido pigolante e mai soddisfatto, quei becchi sempre aperti, i litigi, gli spintoni per arrivare al verme più grosso, spesso fatali al pulcino più debole, che se catapultato fuori è destinato alla morte perché non può ancora volare e per quanto la madre chiami e lui risponda non ha modo di riportarlo a casa… così i voli folli, le corse a perdifiato, i tuffi nell’azzuro mare delle parole, della parola, e, sì, persino il clergyman, fanno di te la rondine stanca ma inarrestabile che non smette di lanciarsi nel cielo di un sogno da costruire insieme.

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  7. Penso a quando non si sapeva mai cosa portarsi in villeggiatura, ai miei tempi si faceva la lista, ma nessuno ci ha mai scritto, ansie, preoccupazioni, dolori, forse stanchezza si, ma le rondini quando vanno in vacanza non si portano nulla all’infuori della propria liberta’ e c’è sempre una splendida suite sotto il tetto prenotata per loro.

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  8. Da oggi metto il clergyman perche’ anche nella scelta della semplicita’ dell’abito si rende testimonianza della propria vita, spugna di ogni difficolta’ e sofferenza, amore e servizio senza sosta che fa ricco il tuo nido.

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  9. “La rondine s’infila sotto la tegola del tetto” una immagine perfetta delle mani di un Dio che ha dato ad ognuno un posto sicuro dove sentirci a casa: dove almeno noi ci sentiamo amati e protetti.
    Non per tutti è così, dobbiamo ricordarcene più spesso, è per questo che dobbiamo guardare coi suoi occhi, ci farà sentire fortunati ;nonostante tutto.

    Un abbraccio a tutti voi.
    Ernestina.

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  10. Diventare una rondine,che vola veloce, e` forte,resistente,fare un nido,perche` ogni uno di noi ha bisognio di suo nido

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  11. “t’immagini per un momento,in un letto grande come il mondo”…lei “ti dice vieni qua,ma il telefono squilla”, lei spegne tutti cellulari. Questo e` un momento solo per voi due,avete bisognio di riposare.
    “che ne pensi di un’idea cosi? Sarebbe bello!”
    (sempre si puo` sognare!)

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  12. “uno yogurt,si,quello ai mirtilli,che fa bene alla vista” – non lo sapevo. Lo so che le carote fanno bene per la vista. Perche`? Ma hai visto un cognilio con occhiali?

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