53. Di chi

da qui

Vorresti cominciare da capo: è come se ci fosse qualcosa che ti sfugge, come non fossi tu a tenere le fila del romanzo, ma qualcun altro proponesse i temi, le scene, persino il linguaggio da adottare. La trama finisce col perdersi lungo una strada con il sole a picco, come se il tempo si fermasse, o dovesse tornare lì, per qualche ragione misteriosa. Non solo le dita fanno resistenza, ma anche una memoria ferita, un’ossessione, che ha bisogno di ritrovare il bandolo nello stesso luogo, quasi che solo da quel punto si potesse rintracciare una mappa coerente, quella delle stelle, forse: ecco, un’altra ossessione; il cielo che dice qualcosa della terra; è là che qualcuno va inseguendo – tu? l’autore ignoto che appare tra le righe nere sullo schermo? – il senso delle azioni, dei gesti, dei pensieri che attraversano le pagine. I personaggi si muovono insieme, costellazioni che dovranno fare spazio, di stagione in stagione, a quelle che incalzano dall’altra parte del cielo. Così il Cigno, l’Aquila, la Lira, sfilano ancora per poco sullo sfondo della storia; sei già attratto dall’Orsa Maggiore, che punta Merak e Dubhe verso la Polare: che vorrà dire, nell’economia generale del racconto? Che basta prendere due punti – Claudia e Flaminia, per esempio -, seguire il loro sguardo, per capire dove tutto va a parare? Che sei diviso tra due luci, e solo se riuscirai a sovrapporle raggiungerai il traguardo? L’attenzione è calamitata da un triangolo: Deneb, Vega, Altair: ti ricorda che due riferimenti non possono bastare, ce ne vuole un terzo per orientarsi nelle possibilità infinite del romanzo: che si nasconda qui il mistero dell’autore invisibile che guida la tua mano e fa vincere la stanchezza e lo scoraggiamento che a tratti ti aggrediscono, quando meno te lo aspetti? Fissando gli astri, pensi che tutto, nella vita, ha senso solo se lo consideri in forma trinitaria, persino Dio. E lo Scorpione che tramonta verso sud, cosa cerca di dirti? Che c’è un modo in cui il veleno della vita regredisce? Che puoi sperare, finalmente, nella guarigione delle tue ferite? L’idea ti consola: pensi a una Chiesa rinnovata che trionfa sulle forze oscure del potere e del denaro, ingoiate dal nulla, dopo un ultimo, patetico colpo di coda. Ma c’è qualcosa che ti turba: insieme allo Scorpione, precipita in basso la luce arancione, inconfondibile, di Arturo: è il prezzo da pagare per la vittoria sulle forze della conservazione, per la vita che tenta di affermarsi tra ostacoli sempre più inquietanti? Appare anche Fomalhaut, la stella bianca che forse nasconde un sistema planetario; è la prova che nella lotta sanguinosa tra il bene e il male si sprigiona una luce che porta finalmente vita? L’annuncio  di un lieto fine a cui ormai avevi rinunciato?  Ma rischi di confonderti: tra gli astri che svaniscono,  risucchiati dall’ultimo orizzonte, c’è Altair, il faro che gira su se stesso a velocità impensabile, come a dirti che è inutile cercare di affrettare una qualsiasi conclusione, che esiste davvero una mano che guida la tua mano, ed è impossibile stabilire se le Pleiadi, che ora splendono a sud est, annuncino scenari di trionfo o di disfatta, incalzate dalla scia arancione dell’Inseguitore, Aldebaran, che promette, come sempre, ricchezze e onori, ma non si sa mai di quale genere, né a favore di chi.

21 pensieri su “53. Di chi

  1. Difficile orientarsi fra tutte queste luci, anche la Trinità divina è un mistero e lo si può accettare solo pensando a un’Unità. Quante volte si può dare importanza più a una o più all’altra, scegliere una sola persona delle tre, ogni volta dipende dallo stato d’animo, dall’attimo che viviamo. Da quando però il mondo è nato e ogni volta che l’uomo ha cercato una direzione, o si è smarrito, ha sempre cercato l’unica luce che segna la strada, inconfondibile fra le altre, ferma e sempre in attesa che qualcuno la guardi perchè solo lei è il faro che indica la giusta direzione: la stella polare. E d’alta parte tutto non nasce da Dio, il Figlio e lo Spirito, due “forme” di luce dell’anima e di vita origine dello stesso Padre. se si pensa a questo non ci si può perdere, la trama è una e non rimane che tornare alle origini o all’unico fare che indica il nord, il punto di altezza supremo.

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  2. E d’altra parte tutto non nasce da un solo Dio? Il Figlio e lo Spirito, due “forme” di luce dell’anima e di vita origine dello stesso Padre. Se si pensa a questo non ci si può perdere, la trama è una e non rimane che tornare alle origini o all’unico faro che indica il nord, il punto di altezza supremo.

    corretto:-)

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  3. ti ricorda che due riferimenti non possono bastare…
    Due riferimenti non possono bastare perché due secondo Pitagora è un numero imperfetto in quanto divisibile rispetto a uno e tre che sono numeri primi indivisibili,in effetti Dio è unico cioè uguale a uno ed è trino cioè uguale a tre…questo vuol dire che ,Io sono imperfetto senza la “D” di Dio.E quindi la mia mano non può essere guidata se non dalla mano più grande di Dio.

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  4. Personaggi come stelle, autore come il sole, insieme ad un altro autore invisibile, vero motore di tutta la storia che guida la sua mano nello scrivere, e che io chiamerei Amore, come “l’amor che move il sole e l’altre stelle”: un altro tipo di trinità, ma comunque un triangolo che ancora ci ricorda che è sempre l’amore ad indicarci la via giusta da seguire.

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  5. “quasi che solo da quel punto si potesse rintracciare una mappa coerente”

    La vita, vista da occhi impreparati, può sembrare un accumulo di incoerenze senza senso ma esiste uno sguardo dall’alto che riesce non solo a contenere tutto il panorama ma anche a comprenderne il senso più nascosto.

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  6. “Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto piú spesso e piú a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me.”

    I. Kant, Critica della ragion pratica

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  7. Un cielo stellato è qualcosa che vive, che ti meraviglia. Un cielo stellato ti fa pensare, meditare, suscita interrogativi senza dare risposte ma offrendoti nuovi e grandi orizzonti.

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  8. “Vorresti cominciare da capo”. Io lo sto faccendo.Non significa distruggere tutto. L’esperienze sulle spalle aiutano mettere piedi in posto giusto,per non sbagliare (che non significa che uno non sbaglia più,siamo solo umani).
    Sono sicura “che esiste davvero una mano che guida la mia mano” e sono contenta!

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  9. “vorresti cominciare da capo”
    “basta prendere due punti”
    “capire dove tutto va a parere”

    Lo sai che ti dico?-tu pensi TROPPO e non hai più la forza di godere della vita. Godi ti di tutto che ti offre la vita, perchè proprio questo è bello nella vita.

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  10. “tutto nella vita,ha senso solo se lo consideri in forma trinitaria”- triangoli nella vita fanno la brutta fine!

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  11. Allorche’ si riapre il dialogo tra cielo e terra tutto e’ possibile, anche che il romanzo cominci a seguire un percorso inaspettato quasi che il progetto letterario cominciasse a sfuggire al suo stesso creatore passando nelle mani di un altro che vuole aggiungere storie su storie allungando il suo termine escatologico che non sara’ la “fine del mondo” ma quel “lieto fine” che culmina nel trionfo del bene sul male della vita sulla morte.
    Quando…non e’ dato sapere. Non c’e fretta, bisogna saper aspettare, dovessero riempirsi un milione di pagine, almeno sinche’ ci saranno le costellazioni a guidarti, quella bussola divina che ha tre punti cardinali e l’ago sempre rivolto verso il cielo.

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  12. “Che sei diviso tra due luci, e solo se riuscirai a sovrapporle raggiungerai il traguardo?”
    Quando la ragione e il cuore vinceranno la dolorosa scissione che le separa, ritrovando l’unità originaria, non ci saranno più traguardi da raggiungere perché saremo noi il traguardo.

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