59. Alex

da qui

E’ il tempo in cui non sai come vestirti, con le ultimi propaggini di caldo estivo e le prime avvisaglie dell’autunno. Per stare sotto i ponti, pensi, è il periodo migliore. Ti affacci alla porta della tua baracca, la mattina presto, e vedi gli autobus dell’Atac uscire lentamente dal deposito. Ti chiedi come sia la vita dell’autista, così intrecciata ai destini di coloro che trasporta: tu guarderesti negli occhi i passeggeri, cercando di scoprirne i sentimenti, i sogni, le preoccupazioni. Li pensi come parte di un progetto grandioso in cui si annodano la rabbia, l’amore, il cinismo, l’ambizione. Solo a immaginare i mondi che ribollono nelle facce assonnate, allucinate, fissate in un pensiero, un desiderio, un’ossessione, ti viene il capogiro. L’interno dell’autobus, dove sguardi e membra si sfiorano, si toccano, in un groviglio di attrazioni e repulsioni, è lo specchio dell’esistenza umana. Stai pensando a questo quando, dal fondo della strada, intravedi un personaggio di bassa statura, sui settanta, capelli bianchi, occhiali, maglietta azzurra con disegni orizzontali, e una sciarpa colorata appesa al collo. Procede a passo lento verso te, che cerchi di smaltire in fretta i residui della fantasia. Ti chiedi chi sia, e perché si presenti così presto. Da quando hai deciso di rinunciare non solo alle tue agende, ma anche a quelle degli altri, chiunque può arrivare in qualunque momento e per motivi imprevedibili. Claudia è stata l’ultima a tentare di convincerti di cambiare sistema; ma ormai è scomparsa, coi suoi occhi nerissimi e le obiezioni che cominciavano a pesarti. Ne senti la mancanza? Il tipo t’impedisce di risponderti: è a due passi da te, e aspetti che pronunci una parola. Ma rimane in silenzio; ti fissa con gli occhi appannati dalle lenti; il pizzo circonda le labbra come un cespuglio di agrifoglio ricoperto di neve. Accosti due sedie e gli fai cenno di mettersi comodo. Lo vedi sollevato: si aggiusta la sciarpa color arcobaleno e continua a contemplarti, come spettasse a te rompere il ghiaccio. Sei curioso; estrai dalla tasca la scatola con le cinque Winston di cui hai deciso di disporre durante la giornata, la apri, alzi la barretta a molla che le assicura al fondo e impugni la sigaretta come un’arma. Lui ti fissa, come niente fosse, anche quando l’accendino lancia una fiamma più grande del normale e tu stesso hai un sobbalzo incontrollato. Restate immobili: fa eccezione il tuo braccio che trascina la Winston all’altezza delle labbra e, dopo un poco, fa cadere la cenere sulla terra piena d’erbacce. E’ il gesto che lo strappa alla sua concentrazione. La voce sottile, con accento del Nord, sgrana un discorso che segui affascinato, come le volute aeree del fumo, come una nenia che ti culla, per godere di un riposo inaspettato. Memorizzi i significati più importanti: ridimensionare, partire dal basso, non aspettarsi nulla dai potenti, cominciare dalle piccole cose; e, ancora, che la vera politica può esistere solo nelle comunità locali, che occorre tenersi stretti i beni fondamentali della terra, l’acqua, l’aria, il sole, e che il potere non dev’essere in mano alla finanza, ma a disposizione di tutti i cittadini. Gli dici che la pensi come lui e subito ti torna in mente l’autobus, la gente accalcata, i pensieri e le immagini che si rincorrono come bambini scatenati, e litigano, ridono, con l’autista che scruta la strada sapendo che lui solo può portare al traguardo tutto questo mondo: è dalla sua attenzione che dipendono i destini del pianeta. Sta pronunciando le ultime parole; gli domandi il nome; lui si aggiusta la sciarpa arcobaleno intorno al collo e sussurra, con un sorriso che non riesci a decifrare: mi chiamo Alex.

20 pensieri su “59. Alex

  1. ”Come Chiese, dobbiamo prima di tutto chiedere perdono per aver tradito il messaggio di Gesù in campo economico-finanziario, partecipando a questa bolla speculativa finanziaria (il grande Casinò mondiale). Ma pentirsi non è sufficiente, dobbiamo cambiare rotta, sia a livello istituzionale che personale.”
    (Padre Alex Zanotelli)

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  2. – Gli dici che la pensi come lui…

    Come è bello ed importante ricevere delle conferme, sentire dalla voce di qualcun altro che le tue idee sono giuste e condivisibili: perché quando ci sentiamo soli e sconfitti, corriamo il rischio di arrenderci, quando invece non bisogna mai stancarsi di combattere per ciò in cui si crede, anche se per qualcuno è utopia, e non è mai giusto rinunciare ad essere se stessi.
    A volte l’aiuto e le conferme arrivano proprio da chi non ti aspetti e, magari, neanche conosci.

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  3. Finora il Papa di questo romanzo è stato circondato solo da segretari solerti e timorosi di ogni cambiamento.
    E’ tempo che si ascoltino anche consiglieri illuminati e lungimiranti.
    L’obiettivo è quello di ispirare i conducenti di tutto il mondo affinchè su ogni autobus si possa finalmente cantare l’inno alla gioia.

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  4. I sentimenti i sogni e le preoccupazioni delle persone sono quasi sempre gli stessi, ma vengono vissuti in momenti diversi e con uno spirito diverso perché non tutti riescono a vedere il bicchiere mezzo pieno nelle medesime situazioni.

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  5. Sta pronunciando le ultime parole

    Guidare le persone non con azioni e parole vuote, ma di quelle che riempiono la vita.

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  6. A che serve avere un’agenda quando ci devi fissare gli appuntamenti poco importanti sapendo che quelli cui non potresti mancare sono scritti col fuoco gia’ nella tua mente. Come quello con te, con le cose in cui credi davvero che non puoi piu’ costringere a una lunga anticamera. Tanto vale incontrarcisi subito con l’interlocutore della tua vera coscienza rispondendo con rara franchezza alle sue imbarazzanti domande che ti lasciano ammutolito. Forse meglio a quel punto restare in silenzio e cercar di trovare un contegno accendendosi una sigaretta?
    Se ha chiesto di parlare con te sara’ lui a trarti d’impaccio dicendo tutto cio’ che da tanto avresti voluto sentire.

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  7. Guardare negli occhi e leggervi nel fondo la verità e il mistero che ciascuno porta dentro è affacciarsi su un abisso e provare la vertigine dell’incontro, non servono parole, non se ne può fare a meno, è la sottile arte dell’attenzione all’altro, un miracolo al cui appuntamento non possiamo venire meno.

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  8. “la vita è una cosa troppo complessa per potersi regolare con leggi fisse,-è una cosa troppo importante perchè se ne possa parlare seriamente,-ed è una cosa terribile:essa ci governa e noi non possiamo che subirla”
    Oscar Wilde

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  9. Un microcosmo itinerante, alla ricerca costante di un equilibrio che consenta la formazione di un tessuto sociale omogeneo, senza falle di sistema; il progetto può diventare concreto nel momento in cui la bellezza dell’ascolto e dell’uguaglianza trasformi un’esistenza distratta dal potere e dall’egoismo in un una vita attenta, al centro della quale ci sia l’altro.

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  10. – Accosti due sedie e gli fai cenno di mettersi comodo

    Tutto parte dall’accoglienza e dalla capacità e desiderio di ascoltare l’altro.

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  11. Quando stiamo sull’autobus o siamo assorti da mille pensieri guardando,al di là del finestrino,o cerchiamo di impossessarci del pensiero dell’ altro,ma perché lo facciamo? Forse, perché pensiamo che scoprendo il pensiero dell’ altro scopriamo una parte nascosta di noi,come se le altro fosse l’ altra faccia del nostro specchio ,una faccia che da soli non riusciamo a vedere.

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  12. O.K mi va di scrivere e sono tornata alla pagina preccedente.

    “le cinque Winston di cui hai deciso di disporre durante la giornata”-però sempre qualcuno ti può offrire la sigaretta.
    Avevo una volta una amica,lei non fumava,però li piaceva fumare le sigarette di altri

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  13. “fa eccezione il tuo braccio che trscina la Winston all’altezza delle labra”- se non sai che dire, sempre si puoi concentrare sulla sigaretta
    “dopo un poco,fa cadere la cenere sulla terra piena d’erbacce”-lo vedi! come sei occupato ad osservare la vita?!

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  14. “il potere non dev’essere in mano alla finanza”
    ma che,scherzi?! il governo ha bisogno di soldi e da chi prende se non da gente normale o povera!
    Ho due amiche,una lavora in un ministero di finanza,altra in un ufficcio dove aiutano alla gente povera. I soldi per poveri devono passare sempre dal ministero,però non sempre arrivano,perchè a volte ministero questi soldi si lascia per i premi per se stessi

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