61. Le stesse ali

da qui

E’ la quarta notte consecutiva che succede. Ti senti in balia della violenza di gente senza nome, né ti va di fare ipotesi inutili o di perdere tempo in denunce contro ignoti. L’ignoto, poi, sei tu, nella casa senza sbarre perché non c’è nulla da difendere, neanche la vita. E tuttavia ti chiudi a chiave, nella camera da letto. Sul comodino, il numero dei carabinieri: se li chiamassi, arriverebbero tardi, l’hai già sperimentato. Più sotto, quello di Arnaldo, l’amico con tre cinture nere in arti marziali giapponesi. Ma non lo sveglieresti, sapendo che il giorno dopo deve andare a lavorare. Immagini la scena. Se fossero stranieri, ignorerebbero il cartello che hai attaccato alla porta con lo scotch: avevo fame, e mi avete dato da mangiare, avevo sete, e mi avete dato da bere. E’ vero, abbiamo dato da mangiare, da bere, da vestirsi; andiamo a Rebibbia a trovare i carcerati, in ospedale a visitare i malati; ma tutto questo, nel deserto delle ore prima dell’alba, in balia di chiunque decida di buttare giù la sfoglia di legno che dovrebbe essere la porta, a cosa serve? Hai il tuo biglietto nel taschino: che senso ha dirsi cristiani, se non si è disposti a morire per questa causa? E’ lì dal tempo dell’11 settembre; ma qui, l’undici settembre, è tutti i giorni. Quali altre torri devono cadere? Stai pensando a quando c’era lui, l’amico prete, nel letto da malato cronico, con l’assistente che dormiva sul divano: immagini una scala sulla quale possa scendere e salire per venire a trovarti nei momenti di scoraggiamento; ora cammina spedito, ne sei certo, forse è perfino capace di volare. Davanti a te c’è il poster di Taormina: potrebbe stare lì, a godersi la baia d’Isolabella, con le rocce a picco sugli occhi azzurri di un dio. Ti dice che ti aspetta, che c’è un posto dove la tignola non consuma e i ladri non scassinano e non rubano. Un posto dove puoi finalmente riposare. Ti senti stanco, all’improvviso. Molto stanco. Il segretario, invece, tira un sospiro di sollievo; ti hanno convinto a rimandare la scelta senza senso: trasferire il Vaticano nel campo nomadi di periferia. Come t’è saltato in mente? Lo sai: non puoi startene al sicuro mentre i preti, che dipendono da te, dormono con la sfoglia di legno esposta a una violenza senza nome. Neanche Gesù avrebbe resistito. Anzi, lui non sarebbe nemmeno diventato papa: troppo rivoluzionario, troppo scomodo. Hai sempre pensato che l’avrebbero ucciso un’altra volta, se avesse stabilito di tornare. Il segretario sorride, soddisfatto. E’ un caso che tu sia di nuovo qui, di fronte all’affresco dell’angelo che libera san Pietro? Senti le catene che ti stringono, le labbra che pronunciano il suo nome: Flaminia. Il segretario ti guarda di traverso, vorrebbe spiegazioni, ma si porta una mano sulla bocca. Il cuore del mio cuore. Lo stesso volto, le stesse ali di quando, in sogno, ti sembra di volare, senza neanche bisogno di una scala.

27 pensieri su “61. Le stesse ali

  1. “E’ vero, abbiamo dato da mangiare, da bere, da vestirsi; andiamo a Rebibbia a trovare i carcerati, in ospedale a visitare i malati; ma tutto questo, nel deserto delle ore prima dell’alba, in balia di chiunque decida di buttare giù la sfoglia di legno che dovrebbe essere la porta, a cosa serve?”
    Già, che senso ha compiere il bene se il male continua ad esistere e sembra poter avere il sopravvento?
    Bella domanda, ma io sono in grado di dare soltanto risposte sciocche, che lasciano il tempo che trovano. In questo caso sarebbe soltanto un pour parler da parte mia, lascio la risposta a chi sa vedere più lontano di me, o più a fondo.

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  2. Quali altre torri devono cadere?

    Io spero che cadano quelle dell’odio, dell’egoismo, della brama di potere e di denaro, dell’incomunicabilità, del razzismo in tutte le sue espressioni, dell’isolamento, della paura, della mancanza di solidarietà e di ogni altra forma di male: un sogno? Si, ma lasciatemi volare…

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  3. ….ora cammina spedito, ne sei certo, forse è perfino capace di volare.

    Le ali del cuore ti portano ovunque, ti rendono libero e nessuno potrà rubarti il tuo sogno.

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  4. L’ignoto, poi, sei tu, nella casa senza sbarre perché non c’è nulla da difendere, neanche la vita.
    Ogni vita va difesa anche la nostra!
    Quando si pensa il contrario di questo è perché. ci si sente soli ,si ha l’ impressione che gli altri non possono fare nulla per poterla difendere,forse! Ma possono fare molto per poterci accompagnare e sostenerci nel nostro lungo cammino se gli permettiamo di aiutarci

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  5. “che c’è un posto dove la tignola non consuma e i ladri non scassinano e non rubano.”

    Quel posto è il nostro cuore, sacro ed inviolabile.

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  6. Ti chiedi spesso perché e’ così maledettamente difficile vivere in pace. Quella che un demonio perfido e maligno che si ciba solo di odio come un vampiro del sangue delle sue vittime aborrisce e teme allo stesso modo che per quell’emofago l’aglio.
    Non si parla di improbabile fede nell’ aleatoria promessa di un premio finale , solo di abitare una casa dove non esistano porte per quanto sottili che separano e nascondono la verita’, un mondo senza prigioni che lascerebbe gli angeli senza lavoro e dove anche Dio potrebbe andarsi a godere la baia d’Isolabella.

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  7. Più sotto, quello di Arnaldo, l’amico con tre cinture nere in arti marziali giapponesi. Ma non lo sveglieresti, sapendo che il giorno dopo deve andare a lavorare.

    La chioccia non sveglia i suoi piccoli se sa che rischiano la vita per lei,piuttosto preferisce rischiare la sua lasciandoli dormire tra le braccia di Morfeo.

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  8. la sfoglia di legno che dovrebbe essere la porta

    Non ci possono essere muri o sbarre se vuoi amare, se la tua casa è un posto dove chiunque abbia fame trova da mangiare, abbia sete, trova da bere.

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  9. “Tuttavia ti chiudi a chiave,nella camera da letto”? – migliore difesa è attacco. Esci fuori e chiedi:che cercate? Scherzo,veramente io non lo so che farei, non mi è mai capitato. Da parte una volta come due ragazzi mi volevano attaccare, ma mio angelo custode mi ha protetto di nuovo.
    Importante è rimanere calmo, non prendersi dal panico.

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  10. “Arnoldo,l’amico con tre cinture nere in arti marziali giapponesi”- e allora? non ti ha insegnato niente?!
    “Immagini la scena”- megliono. Meglio che dici un rosario (o due) e ti calmi.

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  11. Mi si è ricordato. Una volta i ladri hanno lasciato un segno sulla cassetta postale che devono derubare qua (abbiamo cancellato), comunque, vicino di casa ha detto che scrive sul foglio e mette sulla porta:qua non c’è niente da rubare, siamo poveri.

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  12. “Ti dice che ti aspetta” -lo vedi come sei fortunato! c’è qualcuno che ti aspetta in qualche posto migliore. Allora prosegui la tua strada e ricevi la tua ricompensa, e anche puoi riposare(forse)

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  13. Non ci sono sbarre, ne porte chiuse a chiave che possano trattenere l’ Amore,capace di sciogliere ogni catena se si dona all’altro il “cuore del proprio cuore”.

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  14. ….Rileggendo la lettera di frere Christian, consapevole martire a Thibrine tra sogno, speranza, fede nel voler testimoniare un mondo di pace e perdono “Di questa vita perduta, totalmente mia, e totalmente loro, io rendo grazie a Dio che sembra averla voluta tutta intera per quella gioia, attraverso e nonostante tutto….”. Ma aggiunge anche e ricoda “La mia vita non ha più valore di un’altra. Non ne ha neanche meno”.

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  15. Mi accorgo di essere eccitato, così eccitato che riesco a stento a tenere la matita nella mia mano tremante. Credo sia l’eccitazione che solo un uomo libero può provare, un uomo libero che inizia un lungo viaggio la cui conclusione è incerta. Spero che Andy sia laggiù. Spero di farcela a passare il confine. Spero di vedere il mio amico e stringergli la mano. Spero che il Pacifico sia azzurro come nei miei sogni. Spero.
    Le Ali della Libertà

    Nessuno può portare via quei sogni, la sfoglia di legno riesce a contenerli e proteggerli, anche quando la rabbia e la disperazione bussano violente, anzi è proprio questa che permette loro di volare; con quelle stesse ali con cui vola l’amico prete che, seppure da lontano, continua a regalare paradisi di speranza, facendosi tramite di un suggeritore d’eccezione che non si stanca mai di mostrare la bellezza di un mare azzurro, come quello raffigurato sul poster di Taormina.

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  16. come nella una delle poesie di don Fabrizio:
    “con occhi cerca tuoi occhi senza sosta”
    Amore per Dio, si. Ma le catene,sono celibato. “Senti le catene che ti stringono, le labbra che pronunciano il suo nome:Flaminia(…)Il cuore del mio cuore”
    Celibato non ti permette di amare,devi rinunciare amore umano.
    “Angelo che libera san Pietro”-cosi vuoi che anche te libera un angelo

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