Provocazione in forma d’apologo 229

– Le ho trovato quel dizionario che cercava. Eccolo qua, fanno dieci euro. La ricerca mi ha fatto un po’ sudare, ma proprio non posso chiederle di più, come magari a lei farebbe piacere.
Però mi permette di chiederle che cosa se ne fa di tutto questo… sì via… di tutto questo ciarpame?

– In tutto il ciarpame che compro da lei e da altri, Signor Libraio che sembra non capire delle cosette che la riguardano molto da vicino, e che certi suoi colleghi invece capiscono benissimo, si trovano gli ultimi scampoli di un mondo spazzato via. Scampoli d’amore per quello che si faceva e si offriva, sovente per pochissimo e in silenzio.
Non creda. Anch’io sono stato un tifoso prima delle pubblicazioni elettroniche, poi della rete. Ma presto ho capito certe implicazioni non buone. Il campanello d’allarme si è fatto sentire con i primi libri elettronici, quegli ipertesti di gran moda alla fine del secolo scorso. Ebbene, guardi: la tecnologia per “implementare” (come dicono oggi i malparlanti) libri elettronici era già quasi matura vent’anni fa. Ma ancora non si era trovato il modo di guadagnarci abbastanza e di controllare il mercato. Si sarebbe permesso a lettori di bocca buona di risparmiare un po’ di soldi e molto spazio e tempo, spazio e tempo necessari a ricoverare i libri di carta e a tenerli in ordine e liberi dalla polvere. E questo in cambio di che? Di nulla. No: per l’industria, fosse pure culturale, questo non era ammissibile.
Così si sono inventati i contenuti scaricabili e aggiornabili via rete, vale a dire delle forme di abbonamento (all’inizio spesso gratuito, tanto per prenderci gusto, e poi sempre più a titolo oneroso) a… come chiamarli… a degli oggetti in evoluzione perenne. E poi c’è stato l’ultimo colpo di genio: la nuvola, che lascia cadere una pioggia che si può bere ma che in prospettiva non si potrà immagazzinare in proprio, come la manna che Dio faceva cadere sugli ebrei nel deserto.
Capisce che cosa significa? Tutto dipenderà dai signori della nuvola, che immagino meno giusti e pietosi del Padreterno. Ha presente il canto di Maometto nell’Inferno? Il giorno che per timore o compiacenza si deciderà di cassarlo, con un po’ di paziente savoir-faire si potrà far credere alle generazioni future che l’Inferno aveva trentatre canti, e l’intera Commedia novantanove.

– Mi sembra che lei esageri, comunque nel complesso è un passatista, un laudator eccetera, come direbbe lei.

– Macché passatista: sono un trapassato, un trapassato remoto. So che lei non può che prendere per matto uno che si riempie la casa di libri polverosi e tarlati, il più delle volte di scarso valore, e non parlo di quello venale. Ma gliel’ho detto, è l’amore che avverto in quei vecchi volumi; una forma d’amore ormai quasi sparita e che mi è congeniale. Io non ho figli, non ho nipoti. Ma qualche volta incontro un ragazzo disposto a starmi ad ascoltare, e gli dico: “Ragazzo, non ti chiedo di rinunciare ai tuoi strumenti elettronici, che del resto uso anch’io. Ma usali con giudizio. E prendi questo libro, questa candela e questa scatola di fiammiferi. Ti potranno servire quando la corrente elettrica dovesse andar via. Ti serviranno per scaldarti il cuore, e poi magari anche i piedi e le mani, se il black out non fosse temporaneo. Ma, prima e soprattutto, il cuore”.

17 pensieri su “Provocazione in forma d’apologo 229

  1. mi piace credere che il tuo signor libraio non sia così ottuso e che, come dici tu, sembra solo non capire che in tutto quel ciarpame si trovano gli ultimi scampoli di un mondo spazzato via.
    una buona giornata

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  2. Cara Elisabetta,
    mi pare che il vecchio trombone dell’apologo,
    pur annegati in un oceano di sentimentalismo, solletichi argomenti ben oggettivi e concreti,
    di notevole rilevanza per chi in qualunque modo basi la propria sopravvivenza materiale sull’oggetto libro.
    Il libraio (in particolare se indipendente)
    che non ne tenesse debito conto dimostrerebbe non solo ottusità ma anche un certo istinto suicida.
    Ma questa, ovviamente, non è che la mia personale opinione.
    Grazie e buona giornata a te,
    Roberto

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  3. mi unisco anche io.
    anche se tutto andrà avanti…. forse un giorno si ritornerà indietro.
    bello. un saluto.

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  4. Cara Ilaria,
    come sai bene anche tu non è questione di avanti o indietro. In fondo è tutto un gran moto in luogo. Nel quale però non ogni cosa è sempre uguale a ogni cosa.
    Un saluto a te,
    Roberto

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  5. Chi fa parte della generazione cartacea come il sottoscritto non puo’ che condividere, il supporto pero’ non cambia il contenuto, magari da quello elettronico e’ piu’ semplice far sparire qualche riga di troppo purche’ non sia qualsiasi endecasillabo dantesco anche dovesse giudicarsi irrispettoso di Maometto.

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  6. Gentile GUM,
    a proposito del supporto che non cambierebbe il contenuto, cambiamenti di contesto possono provocare spostamenti di senso senza alcun bisogno di cambiamenti materiali; a suo tempo è stato detto che il mezzo è il messaggio, ed abbiamo avuto modo di constatare come e quanto sia vero.
    Grazie e un saluto,
    Roberto

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  7. Gentile Mariacristina,
    certe opinioni sembrano tanto controcorrente che quasi si crede di essere i soli ad averle. Ma parlandone in giro spesso si scopre che le cose stanno diversamente.
    Grazie e un saluto,
    Roberto

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  8. Gentile Robysda,
    in genere con “ritorno di fiamma” s’intende un fenomeno reattivo e transitorio; speriamo davvero che in questo caso si tratti di qualcosa
    di più.
    Grazie e un saluto,
    Roberto

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  9. Caro Roberto, ancora oggi si conservano con gran cura i papiri antichi; i libri avranno lo stesso destino; inutile negare, però, che mettere 1200 testi in un aggeggio di pochi centimetri e che, tutto sommato, si fa leggere, non è poi così male.
    L’ecosistema respira e gli alunni soffriranno meno di scoliosi.

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  10. Caro Fabrizio,
    tu sai che i miei personaggi hanno i loro punti di vista non sempre del tutto difendibili. Ad ogni modo, qui si parla di cosa e di come verrà portato sulle future ed in parte già presenti piattaforme telematiche; e sul cosa e sul come non è che non ci sia da discutere. Ognuno di noi si è trovato in mano degli oggetti che sembravano delle lampade di Aladino, poi una volta mancava l’olio, un’altra lo stoppino, un’altra ancora il Genio…
    Quanto all’ecosistema, per favore, non buttiamo la croce sui libri a stampa, ci sarebbe ben altro.
    E quanto alla scoliosi, quarant’anni fa andavamo a scuola con metà dei libri relativi alle lezioni del giorno, l’altra metà la portava il compagno di banco. Allora si andava meno in palestra ma non ricordo che nessuno sia finito all’ospedale per lo zainetto troppo pesante. A proposito, allora non si usavano zainetti, ma tascapani (pseudo)militari.
    Ciao,
    Roberto

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  11. Come mamma di un bambino di dodici anni che frequenta la seconda media ed è costretto ad andare a scuola con uno zaino pesantissimo ogni giorno (le insegnanti non vogliono che divida con il compagno di banco, perché i libri contengono esercitazioni ed altre attività da svolgere in classe), non posso proprio darti torto, don!
    Nelle scuole esistono già le lavagne interattive, introdurre anche i libri elettronici sarebbe anche quasi naturale.
    Però a casa, la libreria conserverà sempre il suo fascino!

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  12. Di tutto ciò, non tanto mi affascina la possibilità di immagazzinare migliaia di libri in uno strumento e risparmiare in tal modo spazio e tempo (tutte le volte che l’industria inventa qualcosa che spaccia come un grande vantaggio per le masse è necessario fare un po’ di attenzione), quanto mi spaventa il fatto che stanno scomparendo i librai, i libri di carta, gli editori che capiscono di letteratura e che di fatto la gente inizia a pensare che basterà cliccare per scaricare da un grande contenitore. Cosa poi non si sa. Quella cultura nello scatolone è manipolabile, può dire e non dire, può cambiare la storia e cancellarne intere parti (come nel film 1984). Chi vivrà, vedrà. Certo, anche con gli OGM si era pensato che l’intera popolazione mondiale ne avrebbe beneficiato, ad avere pomodori più grossi e zucchine più resistenti. Mah…
    Roberto, buona serata!

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