70. Alta marea

da qui

Sei nel tratto dove la vegetazione sembra invadere la strada: una muraglia a destra e a sinistra, come le acque del Mar delle Canne; c’è un collegamento con l’itinerario dove torni sempre, in cerca di qualcosa, di un errore da evitare, di un gioco di luci da distinguere in fretta, prima che sia tardi? Il cielo è ancora bianco, una pagina dove scrivi e riscrivi un testo che non riesci mai a finire, come quando, a scuola, t’incastravi nel vicolo cieco di un’operazione matematica e l’insegnante dagli occhiali tondi ti guardava di sottecchi, come dicesse: vedrai che sbagli anche stavolta. La vita, finora, l’hai subita così: uno sguardo arcigno pronto a umiliarti, quando decidi d’intraprendere qualcosa. Sei seduta al banco, con la penna in mano e il foglio scritto a metà; e gli occhi – quegli occhi! – ancora ti ricordano che non sei capace, che qualcosa non funziona e fallirai il passaggio decisivo. Ma da quando lo hai incontrato, la pagina bianca risuona di una voce che ti dice sì, ce la puoi fare, una mano discreta ti porge ogni volta la soluzione giusta, quando ormai disperavi di trovarla. E che gioia e che euforia, mentre l’auto corre tra le onde verdi della macchia, e i carri e i cavalieri dell’armata egiziana non stridono più dietro di te, non senti più sul collo il respiro del faraone minaccioso. Ti stringi all’uomo che guida, lo baci, indovini il mare oltre gli arbusti, senti il gemito morbido della risacca, anzi, è il tuo gemito: perché lui ti raggiunge là dove il bianco della sabbia si colora del cespuglio rigoglioso dell’erica arborea, e avverti l’onda lunga correre nel fosso, mentre le macchine sfilano di lato come lampi di luce, scintille effimere che s’accendono e spengono come quelle che ora hai dentro, mentre la mano accelera il suo gesto, e la macchia di mirto e rosmarino è in preda a una specie di tempesta, la terra trema, il gemito del mare é diventato un urlo, e lui ti dice ancora: Chiaraluna! Chiaraluna! e tu, quasi, non ci credi, senti ancora il tramestio dei cavalli, lo stridere dei carri, il respiro del faraone minaccioso, lo sguardo gelido della signora Cona che ti dice: non sarai mai felice; e invece sì, sì, Chiaraluna! Chiaraluna! e gridi, non solo perché l’onda t’invade come l’alta marea, ma perché senti che puoi farcela, stavolta, puoi scrivere anche tu nel cielo bianco dei sogni, piangere di gioia mentre il serpente impazzito della mezzeria ti trascina in un vortice di cui ora ricordi soltanto l’esplodere di Sirio, l’incendio muto, immobile di Antares.

27 pensieri su “70. Alta marea

  1. La vita, finora, l’hai subita così: uno sguardo arcigno pronto a umiliarti, quando decidi d’intraprendere qualcosa.

    Quando ti senti osservato per ogni cosa che fai ed ogni volta ti senti dire che non ce la fai ,ogni volta che vorresti dimostrare a te stessa che tu come gli altri puoi fare e superare qualunque cosa ,ecco che ti senti con l’ acqua alla gola come se stessi in “alta marea” e che pensi probabilmente che gli altri hanno ragione sul tuo conto che sei troppo debole e che non puoi superare gli ostacoli,fino a quando non trovi qualcuno che ha fiducia in te e comprendi che esiste qualcosa di buono in te per cui vale la pena tentare di scrivere su quel foglio di nuvole bianche lasciato a metà ,allora e solo allora ti accorgi che vali che sei più forte e più sicuro di colui che ti ha osservato fino adesso e che per la sua insicurezza ha cercato di impedirti quello che sei veramente: una bellissima farfalla!

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  2. lo sguardo gelido della signora Cona che ti dice: non sarai mai felice
    la felicità è racchiusa nello scrigno del nostro cuore, per poterla trovare è necessario cercare la chiave che abbiamo perduto in qualche angolo della nostra vita o che ci hanno rubato per impedirci di essere felici ,solo perché avevano paura di perderci.

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  3. Una pagina coinvolgente che parla di attrazione: come quella gravitazionale esercitata sulla Terra dalla Luna, ma soprattutto come quella dell’amore, che è attraente quando esplode e che riesce a far emergere il meglio di ognuno, svelando capacità ed attitudini, perché crede e si fida contro ogni logica.

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  4. – una mano discreta ti porge ogni volta la soluzione giusta

    Chi ti ama veramente agisce in silenzio, ti sta accanto per sostenerti ed incoraggiarti senza essere invadente, ma cercando di essere invisibile, e non ti fa mai pesare gli sforzi fatti, nè ti rinfaccia alcunché.

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  5. Una pagina che trasmette tutte le belle sensazioni della nascita di un amore. Innamorarsi dona meraviglia, entusiasmo, possibilità di essere felici, uscire dai confini dell’io, provare una sensazione di gioiosa e frizzante passione.

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  6. MAREA

    Brunodorati sul ricolino flutto
    i grappoli della vite di roccia alti s’àgitano,
    vaste le ali sopra le balenanti acque incombono
    dei giorno greve.
    Implacato un deserto d’acque
    agita e impenna la sua criniera d’alghe
    dove foriero il giorno incombe sopra il mare
    in cupo disdegno.
    Impenna e àgita, dorata vite,
    i grappoli di frutti sulla colma marea d’amore
    balenante e vasta e implacata quanto
    è l’incertezza tua!

    James Joyce

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  7. L’amore così forte così travolgente da spaccare in due il mare per far passare un esercito di cavalli come un auto che corre tra due ali di macchia mediterranea per portare alla gloria lo stesso amore.
    L’amore salva e si salverà.

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  8. Questa felicità promette se stessa nel resto della mezza pagina, in quella parte bianca ancora da scrivere, è il giorno nuovo non ancora sorto con quel cielo che schiarisce e non lo sai, sarà bello, sarà brutto, pioverà, meglio non uscire, ma no, basta un ombrello…. Si lascia solo immaginare, è la forza del sogno, magari di qualcosa di irrealizzabile, oppure assolutamente possibile, o di relisticamente inarrivabile. La felicità promessa della mezza pagina va oltre la memoria di altre felicità e di passate frustrazioni. E’ il non ancora, è speranza oltre i ricordi. E sicuramente uno scrivere a più mani.

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  9. SEMPRE UGUALE
    eccomi,le parole che ho da dirti
    sono sempre le stesse,anche se vanno
    in ogni direzione,per trovare
    il filo di aquilone che le porta
    dalla spiaggia bagnata dalla schiuma
    in un angolo di cielo dove tu
    diventi nuvola,crinale rosso
    del tramonto che prende il primo treno
    parcheggiato nella nebbia,dove due
    si tengono per mano,
    dove i piedi camminano da soli
    verso un posto che non c’è,
    perchè è bello pensare che il bacio
    non ha casa,ma vive di espedienti;
    ora è un cuore spezzato che va in cerca
    di un foglio letto tanto tempo fa:
    che cosa c’era scritto?
    quante volte hai cercato nei suoi occhi
    la risposta che ha l’odore del salotto
    buono,dove giocavi ai soldatini;
    non sapevi che stavi combattendo
    con te stesso,seduto sull’abiso
    dell’assenza di lei,della parola
    che ancora ti ripeto,sempre uguale,
    ancora appesa a un filo di aquilone,
    nell’angolo di cielo in cui il tramonto
    è un bambino che sogna d’incontrarti,
    se gioca ai soldatini nel salone.

    Fabrizio Centofanti

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  10. “non sarai mai felice”
    Dipende se consideriamo la felicità un diritto o un dovere. Se la consideriamo un diritto ne attribuiremo sempre il merito a qualcosa o qualcuno, pertanto potremo sì essere felici ma la felicità avrà sempre il retrogusto amaro legato alla possibile perdita di quel qualcosa o qualcuno. Se la consideriamo un dovere nel quale esercitarci pazientemente, quindi non la facciamo dipendere dall’esterno, ecco, penso che in questo caso nessuno ce la potrà togliere, comunque andrà la nostra vita.
    Adesso che ho riletto quello che ho scritto mi rendo conto che si tratta di una riflessione molto opinabile, soprattutto per le eccezioni del caso, ma ormai ho fatto la fatica di scriverla e pertanto la invio 🙂

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  11. Lo sai che mi ha colpito di più? Il finale. “piangere di gioia mentre il serpente impazzito della mezzeria ti trascina in un vortice…” La gioia e il dolore. amore e sensi di colpa. Chi vince in questa battaglia? Ma l’amore può avere i sensi di colpa? Amore puro,innocente che ti da la forza,la gioia,il senso di tuoi giorni, perchè deve essere sbagliato?! perchè deve essere vietato?!
    Perchè cosi è la legge!

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  12. Quando nasce un bambino la cosa più bella è prestargli attenzione e non perchè è un bel giocattolo tanto dolce e carino nonostante le notti insonni e via di seguito. Il neonato di oggi è un uomo/donna da crescere, è un trampolino di lancio verso il futuro che costruiamo noi con tutto ciò che gli diamo, a cominciare dall’amore, perchè ogni essere che nasce non ha bisogno che di questo e null’altro. Prestargli attenzione in quanto essere umano è condizione sine qua non per scoprirne le attitudini e i talenti, ognuno ne ha e non sono solo quelli dell’accezione comune del genio, del santo o quant’altro. Compito dei genitori e degli istitutori, di tutti coloro che in prima persona devono farne l’uomo di domani è puntare su queste qualità, incentivarle, stimolarle e amarlo perchè è solo così ci si può assicurare un individuo migliore e un futuro migliore. Non ci si può lamentare delle generazioni o di un mondo che non cambia se non ci si impegna per il cambiamento e il cambiamento inizia da qui: iniettando amore e fiducia in sè, scoperta dei propri talenti in un batuffolo di ciccia e bava che è il futuro che arriva, o meglio è già qui. Poi ci sono pochi “fortunati” che con tanta fatica, dolore e un prezzo alto da pagare riescono ove nessuno avrebbe mai pensato. Ci vuole amore è vero ma ci vuole amore anche per sè, l’amore mio è qualcosa di importante e se non ce n’è di equilibrato e sereno come si può pensare ci sia un amore libero e vero per l’altro?

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  13. …il serpente impazzito della mezzeria ti trascina in un vortice di cui ora ricordi soltanto l’esplodere di Sirio, l’incendio muto, immobile di Antares.

    L’unico commento al post è un’emozione, ne ha scatenata una per ognuno che legge.
    Il serpente impazzito (emozione) che ti trascina nel vortice può essere l’amore e il piacere fisico ma anche la morte e l’intensa energia che essa sprigiona nel portare via l’anima. Un atto di amore e morte innesca la vita, un atto di morte e amore la toglie, l’emozione è forse la stessa e negli occhi rimangono le stelle in ogni caso. Sottile questa sfumatura che non è facile cogliere.
    un’emozione che Chiaraluna conosce nel suo duplice aspetto ora che fra la vita e la morte deve scegliere quella più forte, una la terra in vita, l’altra la porterà in un luogo dove il corpo non potrà andare impedendo all’anima la percezione dell’essere fisico.

    tu chiamale se vuoi… emozioni:-)

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  14. Colpisce che i post di questi ultimi due giorni siano stati improntati da due elementi della natura: il fuoco, nel post 69, e l’acqua in questo. Apparentemente quasi antitetici, in entrambi c’è la forza di tutto ciò che è amore e passione: nell’uno è fiamma che divampa ed accende, nell’altro è una corrente che travolge e trascina lontano tenendo a galla.

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  15. Ritornare là dove ci siamo sentiti amati una volta, dove, una volta, quella volta, il cielo si è rovesciato nel mare e le braccia hanno conosciuto l’abbraccio che accoglie, la voce che pronuncia il nostro nome finalmente nuovo nel suono della marea che sovrasta il fragore dei cavalli, lo scherno degli invidiosi, ritornare là come rinascere, dentro l’utero caldo della memoria, per ritrovare la verità e inverarla nel cielo bianco dei sogni, nell’attesa che ritorni quell’abbraccio, quella voce, la certezza che là, sì, siamo stati, possiamo essere, saremo felici. Ancora.

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  16. c’è un collegamento con l’itinerario dove torni sempre,

    Sempre camminerò per queste spiagge tra la sabbia e la schiuma dell’onda.
    L’alta marea cancellerà l’impronta e il vento svanirà la schiuma.
    Ma sempre spiaggia e mare rimarranno.

    Kalhil Gibran

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  17. queste parole sono una promessa giù mantenuta, Fabrizio, Come il ritorno a luoghi dell’anima, già aperti dall’incontro amoroso, ma ancora carichi di profezia
    Un pegno e garanzia del suo futuro, Vas y!
    Maria Pia Q

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  18. Un incontro speciale, nel quale trovare la forza per continuare a sperare, la liberazione da ipotetici fallimenti addossati da pregiudizi insensati di chi, senza cuore, sale in cattedra pronto a distruggere vite e sogni lontani da formule matematiche. E’ delicata e convincente, la poesia di un’alta marea che invade corpo e anima, per riempire di gioia e di speranza una pagina bianca di cielo , con emozioni che solo l’amore riesce a vibrare

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  19. “…come dicesse:vedrai che sbagli anche stavolta”
    però qua dipende dalla persona.Alcuni si,che si buttano giù pensando che non valgono niente,ma ad altri,lo sguardo cosi fa stimolare:ti faccio vedere che c’è l’ho faccio (sperò che non ho sbagliato)
    A me una volta è capitato al universita;il professore di geografia economica ha deciso di bocciarmi,aveva ragione,perchè per tutto anno mi sono presentata da lui solo 2 volta(sue lezioni erano in sabato alle9.00 di mattina e io ancora non ero masochista),però mi sono fissata che lo faccio questo esame. Mi aveva bocciato sul tutti esami e ho finito con commissione d’esami con lui,preside e rappresentante di studenti. Professore ha provato in tutti modi di umiliarmi, niente da fare,preside era uomo in gamba e ho fatto questo esame. Al dispetto di str…. professore

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