Maria Di Lorenzo – Non lasciarmi andare via. Recensione di Narda Fattori

Si legge d’un fiato questo romanzo di Maria Di Lorenzo, che pure conserva l’unicità della voce narrante  e del punto di vista. Non è una storia che ha colpi di scena,  escamotage  drammatici o linguistici per affascinare il lettore ed avvincerlo alla pagina e al prosieguo della lettura .

Sono pochi , a mio parere , gli scrittori che hanno saputo avvincere il lettore con la narrazione di una vita “ qualunque”, normale, di quotidianità quasi convissute ( Baricco, la prima Tamaro, la prima Morante,…, sono nomi consacrati che hanno conosciuto il successo senza usare scorciatoie, colpi di scena, con un linguaggio monologante ma mai noioso).  Qui la scrittrice ha vinto sfoderando grandi abilità narrative. Esaminiamo alcune delle strategie compositive usate.

Maria Di Lorenzo riesce a tenere desto l’interesse del lettore attraverso un armamentario narrativo che padroneggia; prima di tutto il linguaggio, sempre piano, colto senza essere ricercato, che spesso riusa piccole frasi che  sono diventate quasi modi di dire: “Il mio cuore è un paese straniero” , questi riconoscimenti consentono al lettore di ritrovarsi, di essere preso in considerazione in ciò che sa o che ha orecchiato; poi lo stile definito da costrutti quasi sempre brevi, se non paratattici e quindi facilmente accessibili alla comprensione; piccole strategie che promuovono l’attenzione come un sapiente uso degli spazi, sì da non spaventare il lettore con pagine piene di fitta scrittura ; efficace anche la sottolineatura di moti d’animo e di eventi con l’utilizzo , a capo, di una solo o poche parole.

Una ulteriore prova di competenza narrativa, che cattura la curiosità del lettore e ne conquista l’attenzione, nasce dall’uso sapiente di analessi e prolessi, ovvero  degli spostamenti temporali  (la prolessi è un flashforward, ovvero qualcosa che accadrà nel futuro, che si dà per accaduto ma deve ancora accadere , l’analessi è un flashback, ovvero si parla di qualcosa accaduto nel passato); dall’intreccio sapiente di questi piani temporali solo alla fine della lettura otteniamo l’affresco completo perché, come per il completamente di un puzzle, finalmente abbiamo tutte le tessere.

Anche il tempo storico  che accoglie gli eventi è il tempo dei grandi cambiamenti: gli anni sessanta e settanta che tanto hanno modificato il costume, anche quando il cambiamento era rifiutato.

La protagonista, nata e vissuta in una enclave tradizionalista dove sembra trovarsi a suo agio perché rassicurante, in realtà può studiare, spostarsi, compiere scelte coraggiose perché il riconoscimento dell’individualità era nell’aria, si respirava .

L’ambiente è anch’esso un protagonista; la Sicilia che è descritta non è macchiettista né tragica né olografica; è una terra dignitosa che porta le stimmate di un lungo contatto con antiche civiltà come l’idea del fato , forza a cui non ci si  può opporre, concetto che appartiene sia alla cultura greca che a quella araba ( Inshallah : se dio vuole); è una Sicilia piena di contraddizioni, di donne bellissime costrette a mortificare la loro bellezza, silenziose e spesso private dalle manifestazioni esteriori degli affetti, incapaci a loro volta di esprimersi nella gestualità affettiva, E tuttavia sapienti, di incrollabili certezze, disposte al sacrificio , sempre. Sono loro le colonne che consentono il dipanarsi degli eventi perché esse sono sempre presenti, non immote né statiche, ma salde.

Il libro vuole cucire il rapporto mancato fra una madre e una figlia.

E’ la madre che racconta in una lunga lettera e dà ragione delle sue emozioni, delle sue sofferenze , delle scelte compiute e/o subite. La madre quasi ripudiata da una figlia adulta ( venticinquenne) capisce è  finalmente giunto il tempo dello svelamento; non è interessata al perdono, forse neppure ad una comprensione intima: desidera instaurare finalmente un dialogo che  le rare volte che si è presentato è subito caduto.

Per raggiungere il suo intento deve raccontare alla figlia la sua storia, come solo lei la conosce e dunque torna a far rivivere una madre chiusa nel dolore e aspra, una nonna amabile, uomini che abbandonavano la famiglia, vuoi per cercar fortuna, vuoi per egoismo, giovani maschi protettivi ma liberi, loro, nelle scelte.

Ci scorrono davanti cinquant’anni di storia, di eventi tragici ( le Brigate Rosse, la morte di Enrico Berlinguer, i fratello giudice antimafia,..); qui non c’è l’eco, il trafiletto sul quotidiano; gli eventi fanno parte della vita.

Dunque il tempo non è solo un contenitore, dà ragioni a scelte, a vissuti , a sensibilità, a problematiche esistenziali, a strumenti di formazione,..; è veramente un coprotagonista, sia perché muove lo sviluppo della storia,  sia perché ne fornisce il ritmo  ma anche perché la incornicia.

Non è semplice riuscire in quest’impresa scrittoria.

Ho letto il libro, stampato in digitale, velocemente, e confesso di essere una forte lettrice, ma anche esigente. Ha il merito di non avermi mai annoiato e di avermi tenuto  sempre desto l’interesse. E non è banale, anche se sono presenti alcune stereotipie del siciliano bruno dallo sguardo scuro e seduttivo.

Le perdoniamo perché , in realtà, esistono davvero siciliani così e non sono solo stereotipi..

                                              Narda Fattori

*

Maria Di Lorenzo

Non lasciarmi andare via

Marimar   (2012)

6 pensieri su “Maria Di Lorenzo – Non lasciarmi andare via. Recensione di Narda Fattori

  1. Pingback: Prima recensione di “Non lasciarmi andare via” | Maria Di Lorenzo

  2. Ringrazio Narda Fattori per la bellissima recensione e Mariapia Quintavalla per le belle parole che mi riserva. Spero che questo mio romanzo possa davvero piacervi.

    Potete scaricare gratuitamente le prime pagine del libro qui:
    http://mariadilorenzo.files.wordpress.com/2012/08/non-lasciarmi-andare-via-estratto.pdf

    E se vi piace potete acquistarlo su questo link:
    http://www.amazon.it/Non-lasciarmi-andare-via-ebook/dp/B009AWRJ4E/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1347780576&sr=1-1

    Sono molto emozionata all’idea che adesso questo mio “figlio di carta” possa andare nel mondo e, per il solo fatto di essere letto, possa entrare in qualche modo nelle vostre vite. Grazie della vostra attenzione… e inviatemi le vostre impressioni dopo averlo letto, mi farà immensamente piacere.

    Su questa pagina:
    http://mariadilorenzo.wordpress.com/non-lasciarmi-andare-via/

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