73. Evento estremo

da qui

Dicono che oggi ci sarà un evento estremo: un temporale come se ne vedono una volta ogni cent’anni. Hanno messo i sacchetti di sabbia intorno al Colosseo, molti si chiudono in casa, per prudenza. Solo qui, nel campo battuto dal vento, c’è un viavai senza fine di questuanti provenienti dalle vicinanze, ma anche da Ciampino, o dalle baracche fatiscenti in riva al Tevere. Ascolti tutti, prendi appunti: nomi, indirizzi, numeri di cellulare; per ognuno tracci un profilo in cui speri che emerga uno spiraglio, una promessa, la possibilità, anche remota, di un riscatto. Zaccaria ha il cappello calcato sulla fronte: viene a vedere se hai il collirio, che gli avevi promesso; ha la faccia butterata e i labbroni sempre aperti. Da un poco fa i capricci: ieri voleva una pizza tonda e non c’è stato verso di fargli accettare quella al taglio. Vorresti arrabbiarti, ma ti manca l’energia. Mario si avvicina claudicante, col viso rosso degli ubriachi: forse è malato; comincia a tossire rumorosamente, per attirare l’attenzione; stavolta non ha avuto il coraggio di chiederti di più, dopo l’ultima scenata. Lo chiami, caracolla con tutta la sua mole di omone bastonato dalla vita. Più in là c’è Savin, seduto, con la testa fra le mani: non si capisce mai se sia soprappensiero o stia crollando per il vino del supermercato, tracannato in una volta. Il campo è un lebbrosario dove ognuno porta la sua macchia di dolore; sono questi i momenti in cui sei in crisi con la scelta di non prendere soldi da nessuno, di non farti aiutare dal politico di turno: e se servisse per tirarli fuori dalle sabbie mobili della miseria? Cosa inventarsi perché gli scarti tossici dell’umanità possano trovare la formula della risurrezione? Sogni che un angelo venga anche da te, per rotolare la pietra dal sepolcro: ti fisserebbe, avvolto in una veste bianca, e ti direbbe, con un sorriso d’altri mondi: Mario non è qui; Savin, Florin, Zaccaria, sono risorti, dall’altra parte dei ponti. Tu correresti come un bambino incredulo, ti lanceresti in strada, rischiando di essere investito, li cercheresti dappertutto, perché sai che un angelo non mente, non potrebbe ingannarti; faresti il giro del mondo, aspettandoti di vedere, da un momento all’altro, Antonio in abito da sera, Stefano guarito da tre ulcere, Bojidar col nuovo contratto di lavoro. Ma ciò che vedi è solo un uomo vestito di scuro, con una maschera da carnevale fuori tempo; ha in mano una pistola e, senza dire una parola, fa fuoco contro te: un fuoco rosso e giallo che ricorda qualcosa, le fiamme implacabili di Antares, l’incendio immobile di Betelgeuse.

22 pensieri su “73. Evento estremo

  1. All’uomo, un uomo è ancora più caro di un angelo.

    Gotthold Ephraim Lessing, Nathan il saggio, 1779

    Mi piace

  2. L’evento estremo non è un temporale, (come vuole intortarci la televisione) che se fa danni è a causa di un territorio sempre più dissestato per colpa dell’uomo, bensì la povertà, l’impossibilità per molti di poter accedere al futuro per sé e i propri figli. Il fatto che delle persone debbano scegliere tra salute e lavoro per poter continuare a mantenere la famiglia e garantire una possibilità di futuro ai figli, la dice lunga su che cosa è la disperazione.
    Della povertà oggi non si parla, si finge di parlarne, e mi riferisco in particolare all’ipocrisia ormai intollerabile della televisione e di tutti quei programmi radical chic che dovrebbero raccontare la realtà.
    Bisogna far quadrare i conti in questa Italia da cinepanettone, bene, buttiamo a mare i poveri tanto nessuno se ne accorgerà, non rientrano in nessuna statistica.
    Quando per salvarci lasciamo affondare gli altri, ci si salva a metà, e non è mai la metà migliore.

    Mi piace

  3. “Ma ciò che vedi è solo un uomo vestito di scuro, con una maschera da carnevale fuori tempo; ha in mano una pistola e, senza dire una parola, fa fuoco contro te”

    Per cacciare le ombre e purificare il dolore l’unica è abbracciare l’amore e lasciare andare la paura.

    Mi piace

  4. Puo’ una qualsiasi azione terminare la propria corsa in un punto estremo lontanissimo dal punto dal quale è partita?

    La vita è estrema, il mondo è estremo.
    Forse il segreto sta nel donare a tutti un punto di partenza al quale tornare e dal quale ripartire.

    Mi piace

  5. Ogni sera tornando dal lavoro prendo la metropolitana negli ultimi giorni mi ha colpita la presenza di una donna italiana di mezza età che suona una fisarmonica chiedendo timidamente qualche centesimo. Sono abituata a vedere zingari o immigrati girare per i treni o le stazioni chiedendo l’elemosina, vedere questa signora mi molto impressionata. L’evento estremo che minaccia la nostra vita è una povertà dilagante, l’evento estremo che minaccia la nostra vita è l’egoismo, mettiamo sacchi di sabbia per arginare un temporale e non srotoliamo la pietra dai nostri cuori per arginare l’ingiustizia sociale che ci ha già travolti.

    Mi piace

  6. Quando ti adoperi per gli ultimi, per “tirarli fuori dalle sabbie mobili della miseria”, c’è sempre qualcuno che non ti capisce, al quale addirittura dai fastidio e che vorrebbe spararti pur di impedirtelo.

    Mi piace

  7. “un uomo vestito di scuro, con una maschera da carnevale fuori tempo”

    Chi uccide viene da una situazione di caos simile a quella del carnevale alla quale necessariamente deve succedere il cosmos, la resurrezione…l’amore.

    Mi piace

  8. Si può uccidere in mille modi,con la spada,con la pistola e a volte con le frecce che come le parole arrivano dritte al cuore,chi uccide non ha compreso l’ azione d’amore di chi commette il bene a volte anche nei suoi confronti perché è accecato dal voler ottenere ciò che gli manca ,ciò che l’ altro vorrebbe dargli seguendo una sola strada che non è la sua ma che è la strada giusta in quanto essa ti porta verso una via che ha un nome semplice ma al tempo stesso difficile da comprendere se siamo presi dal nostro ego essa è la via che pensa all’altro ,si preoccupa per l’altro e in alcuni casi si sacrifica per l’ altro,essa è la via del Bene,una via che tutti pronunciano ma che in pochi sanno riconoscere.

    Mi piace

  9. Del tutto ignari della nostra esistenza
    voi navigate nei cieli aperti dei nostri limiti,
    e delle nostre squallide ferite
    voi fate un balsamo per le labbra di Dio.
    Non vi è da parte nostra conoscenza degli angeli,
    né gli angeli conosceranno mai il nostro martirio,
    ma c’è una linea di infelicità come di un uragano
    che separa noi dalla vostra siepe.
    Voi entrate nell’uragano dell’universo
    come coloro che si gettano nell’inferno
    e trovano il tremolo sospiro
    di chi sta per morire
    e di chi sta per nascere.

    Alda Merini

    Mi piace

  10. Fratello mio, da un po’ di tempo, al mattino, apro “la poesia e lo spirito” con preoccupazione, perchè sento il tuo dolore diventare sempre più senza speranza. Ma sento anche che le tue riflessioni sono le mie riflessioni, che il tuo amore che soffre è il mio amore che soffre, che la tua paura di non farcela è la mia paura di non farcela. Ma quando finisco di leggerti, sento che fino a quando ci saranno persone come te, varrà sempre la pena di vivere, con tutte le nostre imperfezioni, le nostre contraddizioni, le nostre certezze vacillanti, le nostre speranze deluse.
    Ti voglio bene, don Fabrizio.

    Mi piace

  11. io eventi estremi vedo quasi tutti giorni;non è solo il temporale,ma anche noi stessi spesso facciamo evento estremo,e non solo una volta ogni cent’anni

    Mi piace

  12. a me piace osservare il temporale;c’è qualcosa di sopranaturale;si apre il cielo con fuoco e manda le freccie. Certo,a volte il temporale provoca disastri, anche la morte. Fa paura? Dipende.
    Ricordo come Michele quando era piccolo, aveva tanta paura di temporale, si metteva a piangere,urlava, e io per tranquillizzarla dicevo(come in una delle barzellette) :stai tranquillo,questi rumori ci stanno perchè angeletti giocano alle bocce

    Mi piace

  13. “Per poveri la carità è un ridicolo,inadeguato modo di restituzione parziale, un’elemosina sentimentale, usualmente accompagnata da qualche impertinente tentativo, da parte del sentimentalista, di tiranneggiare la loro vita privata”

    Oscar Wilde
    (si,ci sta anche un punto di vista cosi)

    Mi piace

  14. …….”Caro amico ti scrivo…..e siccome sei molto lontano…più forte ti scriverò…l’anno che sta arrivando fra un anno passerà e io mi sto preparando, è questa la novità…”

    E poi ancora passerà, ma io ancora mi sto preparando e sarà sempre e solo questa la novità.

    E questo continuo e ostinato prepararsi crea vita.

    Anche queste opportunità che ci dai di riflettere creeranno azioni di vita, di cui forse nemmeno ci accorgeremo.

    Elena

    Mi piace

  15. “Mario non è qui”
    Sono sicura che sta guardando proprio noi che tanto lo abbiamo amato.
    Il nostro angelo custode che ci guarda si aspetta tutto quello che possiamo “dobbiamo” fare per continuare la strada che porta al cielo.

    Vi abbraccio tutti compresi gli ultimi che non possono scrivere qui.
    Un caro saluto a te Don Fabrizio che mi hai dato davvero tanto, e il bene torna sempre!

    Ernestina.

    Mi piace

  16. Considero per me La Poesia e lo Spirito un evento estremo e come tanti imprevedibile e grandioso. In questo caso l’occasione di trovarcisi e’ riservata a pochi, non so se fortunati, come fratelli che si cercano, come prigionieri in uno stesso lager come zingari in un campo d’erbacce come madri che soffrono per i propri figli.
    Complimenti ai commenti delle nostre donne: Barbara ,Ema, Rossella T, Bioraffaella, M&C,Agnese, tutti cosi’ sentiti cosi’ coerenti.

    Mi piace

  17. Maschere e volti che si alternano nel carnevale della vita, fatta di incontri e scontri che si inseguono nel respiro sempre carico di speranza, nell’attesa ansiosa dell’evento che rovescerà le sorti del mondo, nella costruzione di una rete che sarà la mano tesa per arrivare tutti a sedersi a tavola davanti a un piatto colmo di cibo e a ripararsi tutti sotto un tetto che non sarà soltanto una lamiera infuocata sotto il sole d’agosto. Stati d’animo diversi ed emozioni forti, descritte in questa pagina da una penna sensibile, si possono paragonare alla bellezza del Carnaval di Schumann , in cui è possibile apprezzare l’emozione che un pianista, altrettanto emotivo e sensibile, è capace di trasmettere.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.