75. Dove ti porti il viaggio

da qui

Appena sei libero dalle lezioni, ti precipiti sul quaderno bianco: è diventato la tua Bibbia, non potresti farne a meno. In ogni vita c’è una stella polare che indica il cammino e non ti fa sentire solo; tu l’hai trovata: è il blocco per note del tuo amico che giace in un letto d’ospedale, tra la vita e la morte; il romanzo è un sentiero tra due baratri, è impossibile scrivere qualcosa senza il timore di cadere nell’abisso, da un istante all’altro. Ricrei l’ambiente dove si sedeva e sistemava gli strumenti utili per procedere ogni giorno nella storia. La baracca è silenziosa: il dopopranzo era l’unico momento in cui potesse scrivere. Persino i bambini se ne stanno quieti, in qualche parte del campo. Sistemi il quaderno su un lato del computer, come una mappa da studiare attentamente, prima del viaggio. Leggi: trattino, Chiaraluna: donna rivoluzionaria che fallisce i suoi obiettivi; ama intensamente, ma non ottiene nulla. Litoranea, corbezzolo, lentisco. Stelle: Antares, Rigel, Fomalhaut. Che vorrà dire rivoluzionaria? E perché fallisce sempre i suoi obiettivi? Sarà bella? Immagini di sì. La protagonista è sempre bella, almeno credi: su questo, la scuola non ti ha detto niente. Sarà solo un’invenzione o una persona reale che il tuo amico ha conosciuto, o addirittura amato? Continui: Incidente, un fosso da cui s’intravedono le stelle: Regolo, Capella, Betelgeuse. Coma, ospedale. Una donna in fin di vita: quale sarà il suo ruolo, nel romanzo? Dovrà vivere o morire? E come si collega al prete che ama la bellezza e intende rinnovare la chiesa intorpidita dalla sete di denaro e di potere? In coma, intorpidita: c’è un nesso tra queste coincidenze? Solo in fondo al fosso, tra la vita e la morte, gli ideali più alti possono risorgere? Stai andando oltre: impossibile sapere se il tuo amico abbia davvero pensato a tutto questo. Del resto, è sempre il lettore che interpreta il romanzo: questo, almeno, te l’hanno insegnato nella scuola in cui ti senti ogni giorno più a disagio. E’ il lettore, pensi, a riscrivere il testo, se si lascia coinvolgere nella sua magia. Prosegui: birra, velocità; estasi e malinconia. Calma, altrimenti perdi il filo: ha bevuto ed è finita fuori strada? O al volante c’era un altro e lei ne è stata la vittima incolpevole? Prendi il foglio staccato dal resto del quaderno: lo palpi, come se il contatto potesse ricondurti alla traccia che ti manca; come se la carta ferita dalle righe nere fosse la pelle candida di Chiaraluna in fondo al fosso, e solo accarezzandola potessi indovinare dove ti porti il viaggio.

23 pensieri su “75. Dove ti porti il viaggio

  1. “È in noi che i paesaggi hanno paesaggio. Perciò se li immagino li creo; se li creo esistono; se esistono li vedo. […] La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo.”
    F. Pessoa

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  2. La rivoluzione è il cambiamento della propria situazione,la realizzazione dei propri sogni contro ogni possibilità reale,contro chi non ha fiducia in te e ti dice : che è tutto inutile e non c’è nulla da fare,la rivoluzione è forgiata dal fuoco della speranza e della perseveranza,solo chi ha queste qualità e non si arresta nella sua ricerca i suoi obiettivi raggiungerà.

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  3. Il bello del romanzo, di questo romanzo, sono proprio tutte le riflessioni e le domande che ti suscita, tutte le sorprese ed i colpi di scena che riesce a farti vivere giorno dopo giorno: non sai dove ti porta questo viaggio, ma senti che è bello viaggiare e lasciarsi trasportare.

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  4. Annotare: una cosa importante per uno scrittore, che lo mette al riparo dai precipizi che lambiscono il suo lungo cammino. Deve servirsi di un canovaccio, che lo possa guidare senza vuoti abissali al finale della sua storia.
    Questo vale anche un pò per noi tutti, che dobbiamo sapere a partire dall’incipit quale linea tenere all’interno del nostro viaggio del nostro racconto, evitando eccessivi flash-back, i lapsus, le contraddizioni, costruendo in partenza l’epilogo al nostro romanzo.
    Come fece quell’Uomo che avrebbe potuto cambiare la trama del libro dalle pagine rosse vergate di fuoco di passione di sangue, sapendo che stava scrivendo la “Propria Tragedia” finita su un colle chiamato Calvario.

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  5. Visto che è “il lettore… a riscrivere il testo, se si lascia coinvolgere nella sua magia”, mi piace vedere che il prete è sofferente e “giace in un letto d’ospedale” a causa di “una chiesa intorpidita dalla sete di denaro e di potere” e che Chiaraluna è il simbolo del suo sogno, agonizzante e sempre sospeso tra la vita e la morte, di una rinascita e di una rivoluzione pacifica in nome dell’amore; e vorrei scrivere che Chiaraluna si sveglierà dal coma, cioè che nonostante tutto si realizzerà il sogno del prete, che anche nella sofferenza non ha mai smesso di lottare e sperare, e per questo guarirà anche lui, e che la chiesa, che siamo tutti noi e la società in cui viviamo, non solo l’istituzione, riscoprirà i valori fondamentali, la bellezza ed il coraggio di vivere concretamente sull’esempio di Cristo…!

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  6. Una donna in coma, un uomo che lotta tra la vita e la morte, un filo che li lega al medesimo destino, la medesima strada che si srotola nella notte di un futuro incerto, segnata solo da una stella polare testarda che li vuole condurre alla meta, nonostante i fallimenti, nonostante l’oscurità, perché nessuno può oscurare lo splendore delle stelle, nemmeno la notte più buia.

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  7. come se la carta ferita dalle righe nere fosse la pelle candida di Chiaraluna in fondo al fosso, e solo accarezzandola potessi indovinare dove ti porti il viaggio.

    Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.

    Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto, 1913/27

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  8. “…tuo amico che giace in un letto d’ospedale,tra la vita e la morte”
    ecco,lo sapevo che non è morto! Allora sta in coma come Chiaraluna! E mo…?

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  9. “il romanzo è un sentiero tra due baratri…”

    “Soffro della malattia dello scrivere libri e di vergognarmi d’essi quando sono finiti”
    Charles De Montesquieu

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  10. “…ama intensamente,ma non ottiene nulla.”
    scusa! Ma allora?! Perchè? Ogni volta se ami devi aspettare qualcosa in cambio?!Amore è gratuito! Vero amore.Se ami…ami e basta! Questo ti da la gioia,offrire senza aspettare qualcosa in cambio…oppure no…aspetti a vedere la gioia di persona che ami.E’ sufficiente.
    “non ottiene niente”-un sorriso? è sempre qualcosa

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  11. “Che vorrà dire rivoluzionaria?” -e infatti? che vorrà dire?
    Ma se sta in ospedale in coma….che rivoluzionaria?!

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  12. Chiaraluna siamo un po’ tutti noi che ci troviamo in coma e che combattiamo tra la vita e la morte,tra la scelta del bene che ci porta ad essere rivoluzionari per salvarci l’anima e la scelta del male che ci rende schiavi delle ricchezze terrene.Chiaraluna si salverà quando ognuno di noi avrà ricevuto in dono un paio di occhiali nuovi che ci permettono di vivere una vita autentica..
    una vita piena d’Amore!

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  13. “perchè fallisce sempre i suoi obiettivi?”
    perchè ama senza fare calcoli se li conviene amare questa o altra persona. Offre il cuore per amore non per interessi

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  14. Il viaggio comincia dal momento in cui nel romanzo trovi qualcosa di te, una traccia qualsiasi, quella che ti veste dei tuoi abiti di scena e ti conduce in luoghi in cui scopri che arte e bellezza diventano aria necessaria di una vita inattesa, in cui, spesso, cambiano le prospettive e si capovolgono convinzioni e convenzioni che fino quel momento ti hanno lasciato senza stelle.

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  15. Persone come Chiaraluna ce ne sono, non molte ma brillano anche se non le vuoi vedere. Avere una così grande capacità d’amare è una grazia e anche una dannazione, hai tanto amore che non puoi fare a meno di dare, scoppia il cuore, ma non non ottieni nulla perchè la libertà dai e a cui tutti ambiamo è solo un desiderio che speriamo non si realizzi, di fatto preferiamo le catene anche solo per poterci lamentare o avere un sogno da inseguire. La rivoluzione è questo, accettare un qualcosa che non è il do ut des, ma di bello c’è che alla domanda “tu ami?” puoi sempre dire “si” e un giorno quando il vento spezzerà la canna senza più piegarla e ti troverai di fronte a Dio, lui guarderà di quanto amore sei stato capace e anche solo un attimo prima di spedirti in purgatorio o inferno, ti abbraccerà, ti farà la carezza che qui in terra non hai mai ricevuto e una lacrima gli velerà gli occhi: ne sarà valsa la pena niente è più bello che una lacrima di Dio.

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  16. “Dove sarò tra cinque anni? Sono felice di non saperlo. Una delle cose più belle che ci offre la vita sono le sue splendide sorprese.”

    Marlo Thomas

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  17. La stella che indica il cammino l’hai trovata, c’è, la vedi. Ma quel sentiero poi si arrampica tra le scelte concrete, nell’interpretare le cose, si cala nel baratro delle contraddizioni ( in Chiaraluna saràfallimento di obbiettivi o vittoria dell’amore?) e dei frammenti di vita che troviamo scritti. Rimane tutta nella libera umanità di ciascuno, nel vedere le cose in un modo o in un altro, in una pienezza di libertà che ti fa dire sì o no, vedere bianco o nero, speranza o disillusione. Un romanzo che si lascia leggere secondo il proprio cuore. Iluminato dalla stella.

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  18. ”fallisce i suoi obiettivi”

    Non sempre i sogni si realizzano, specialmente quando si sogna senza fare calcoli, come scrive Agnese nel suo bellissimo commento n.15. Che sia un grande sogno: politico, sociale; o un sogno di vita personale: lavorativo, o familiare, o di un affetto.
    A ben vedere anche la storia di Gesù non finisce con un successo, perché viene condannato a morte come se fosse un infame.
    Eppure c’è qualcosa che va oltre la realizzazione di un obiettivo: è la traccia del nostro passaggio che lasciamo, il pezzo di strada che costruiamo per chiunque ci voglia passare.

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