78. Un po’ più in là

da qui

Non riesci ad aprire neanche gli occhi; di quanto anestetico t’hanno imbottito per l’operazione? In quale punto sarà entrato il proiettile? Ma soprattutto: perché ti hanno sparato? Di motivi ce ne sono da vendere: hai cambiato tutto, in pochi giorni; hai cancellato i segni del potere, i titoli onorifici, le vesti preziose, le auto blu; hai mandato a casa il corpo delle guardie svizzere e, ciliegina sulla torta, hai trasferito la sede pontificia in un campo nomadi di periferia. Potevi farla franca? Ora che sei in bilico tra la vita e la morte, ti senti un trapezista fallito in attesa che il suo circo venga liquidato. Chi credevi di essere? Un angelo che purifica tutto col tocco della spada fiammeggiante? Un profeta cui sarebbe bastato parlare per far sorgere il mondo rinnovato? Sei il solito illuso: hai confuso il romanzo con la vita; ti pareva che le frasi venissero da sole; che, nonostante i dopopranzi sonnacchiosi, la rivoluzione sarebbe esplosa col tritolo in forma di capitoli; l’incipit del brano quotidiano sarebbe stato la miccia di un Regno meno compromesso coi calcoli mondani. Hai l’impressione che il romanzo vada avanti in ogni caso, spinto da un’energia che non sai di dove venga; un viaggio sulla strada in riva al mare, piena di negozi: Non solo frutta, l’edicola del giornalaio, la vetrina ingombra di una farmacia. Senti il sapore della birra, una musica incalzante che sfonda il confine tra le palme ritte nelle case e le tue braccia tese sul volante; senti vicino il suo respiro: si mescola col vento che muove i cespugli di gerani e di oleandri, cancellando qualsiasi distinzione fra dentro e fuori, tra il sogno e la realtà. Solo adesso sai che la scrittura, che tanto veneravi, è il secchione dell’AMA, il cartello con la pubblicità del ristorante, l’uomo che passa a torso nudo con la maglietta sulle spalle. La linea da seguire è la striscia bianca della mezzeria, l’eterna illusione che, dietro la curva, ci sia il paesaggio che cambia la tua vita e ti mette in contatto con l’amore, qualcuno che consegna, proprio a te, un biglietto con su scritto: Flaminia, a te lascio in eredità il cuore del mio cuore, lo pongo nel tuo cuore, per sempre. Chissà, magari sarà oltre la pompa di benzina, o dietro la casa dalle tende a strisce; magari nel bar di cui non riesci a decifrare il nome; a destra c’è un negozio di ferramenta e casalinghi, dove vedi soltanto pupazzi colorati, bocce da mare, palloni da beach volley: il romanzo è una promessa difficile da mantenere, un titolo da cui nasce una storia che solo qualcun altro potrà scrivere; lei, per esempio, che scende dall’auto per comprare un’altra Ceres. Le righe nere si confondono con la schiuma chiara, il sapore acre della birra con quello di un finale nascosto un po’ più in là, oltre la curva.

25 pensieri su “78. Un po’ più in là

  1. il cuore del mio cuore, lo ripongo per sempre nel tuo cuore.

    Un gioco di scatole cinesi, scatole sempre più piccole fino ad arrivare all’essenza pura da contenere in un piccolo spazio perchè di più non c’è bisogno. Conservare l’essenziale, invisibile agli occhi, in un posto visibile agli occhi di Dio e a quei pochi che sanno amare veramente, mettere il seme fecondo radice dell’amore nel cuore.
    Tutto comincia da un protone (particella carica positivamente) che unita al neutrone (particella priva di carica) forma il nucleo ma perchè l’atomo/cuore esista, bisogna porre il nucleo in mezzo agli elettroni (particelle a carica negativa) che ruotano intorno con rotta orbitale. Metto il cuore del mio cuore nel tuo cuore per sempre… basta poco, un atomo, perchè la vita esista e si completi nelle sue meravigliose forme, in un tutto unico invisibile ma essenziale, profondo e indescrivibile come… l’atomo.

    insomma non se se sono riuscita a spiegare quanto profonda sia questa frase, essenziale, vitale, se mettessimo così il nostro cuore il mondo sarebbe un posto migliore…

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  2. “Solo adesso sai che la scrittura, che tanto veneravi, è il secchione dell’AMA, il cartello con la pubblicità del ristorante, l’uomo che passa a torso nudo con la maglietta sulle spalle.”

    Si, il romanzo è la vita vera ma…un po più in là.

    “Gli uomini non possono vivere senza il romanzo perché non sono contenti della loro vita. L’uomo ha bisogno di una vita più ricca, complessa, emozionante di quella che ha. La distanza tra la vita vissuta e la vita sognata è occupata dall’immaginazione. E il romanzo è l’espressione scritta dell’immaginazione: per questo è una necessità vitale.
    Il romanzo, indirettamente, è in grado di cambiare la realtà.
    Quando il lettore torna alla vita reale dal mondo meraviglioso del romanzo, non è più lo stesso: la vita gli appare brutta e povera. Questa insoddisfazione è la scintilla che fa divampare non soltanto l’attitudine critica, ma anche un’energia sovversiva, rivoluzionaria. Ogni struttura di potere dice: la vita è perfetta così com’è. Al lettore il romanzo suggerisce l’opposto: la vita non va bene così com’è. E prospetta un’alternativa.

    Mario Vargas Llosa

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  3. Subire uno sparo a tradimento può farti ricapitolare tutta la tua vita, ti ferma e ti induce a riflettere su tutto quello che hai fatto, detto o scritto fino a quel momento, mettendo ogni cosa in discussione.
    La speranza è che “dietro la curva, ci sia il paesaggio che cambia la tua vita e ti mette in contatto con l’amore”, “nascosto un po’ più in là” e che ti aspetta.

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  4. l’eterna illusione che, dietro la curva, ci sia il paesaggio che cambia la tua vita e ti mette in contatto con l’amore,

    Dietro a quell’eterna illusione si nasconde un eterna speranza che tutto possa essere Amore!

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  5. Sei il solito illuso: hai confuso il romanzo con la vita

    L’arte di scriver storie sta nel saper tirar fuori da quel nulla che si è capito della vita tutto il resto; ma finita la pagina si riprende la vita e ci s’accorge che quel che si sapeva è proprio un nulla.

    Italo Calvino

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  6. E’ l’energia, che spinge l’essenza del romanzo, che non fa caso a quale dimensione sta dando vita: un profumo che si può toccare, un sapore che si può ascoltare, una musica da guardare, un un amore che si può odorare, un dolore che si può gustare. E’ la grande esplosione che dà origine al sogno, il big bang dello spirito che fa nascere il nuovo universo, diverso dal mondo scadente e di seconda mano col puzzo dei cassonetti, il sapore acre della birra la vista sul mare il rumore del vento la carezza su un corpo.
    Niente di nuovo oltre l’ennesima curva tranne le stelle o i fari di una macchina.

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  7. “Hai l’impressione che il romanzo vada avanti in ogni caso”- la ruota è stata mossa,continua a girare…

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  8. “Potevi farla franca?”
    come Giovanni Paolo II ?Ha rivoluzionato il mondo,ma pocchi lo sanno quanto ha fatto veramente. Ma l’hanno sparato anche a lui,ha sopravvisuto e aveva continuato la sua strada,perchè questa strada era giusta.Prima è stato giustificato male,poi l’hanno sparato,ma alla fine tutti al mondo lo hanno amato.
    Se non sei morto,significa che hai ancora un altra possibilità, puoi cogliere questa occasione

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  9. “dietro la curva,ci sia il paesaggio che cambia la tua vita e ti mette in contatto con l’amore”
    non si sa mai. Puoi aprire la porta di casa e vedi che qualcuno bussa alla porta di vicina,si gira,e ti chiede:non sai se mia mamma è uscita? Si avvicina, vi guardate nel occhi…e tutto il mondo intero non esiste più. “cambia la tua vita e ti mette in contatto con l’amore”…

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  10. Solo adesso sai che la scrittura, che tanto veneravi, è il secchione dell’AMA, il cartello con la pubblicità del ristorante, l’uomo che passa a torso nudo con la maglietta sulle spalle.

    La vita è il punto di partenza di un romanzo vero.

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  11. “Solo adesso sai che la scrittura, che tanto veneravi, è il secchione dell’AMA…”
    Dentro la scrittura ci finisce tutto: torsoli di storie spese fino all’osso, barattoli di sentimenti scaduti perché mai vissuti per paura, cartoni stropicciati di ricordi di una vita che ormai non ci appartiene più perché ad un bivio abbiamo scelto altro, confezioni di emozioni consumate in solitudine, perché comunque le emozioni più forti sono soltanto di chi le vive.
    AMA: imperativo presente del verbo amare: ama, perché dentro il secchione della vita/romanzo ci finiamo noi, ed è lì che ci intrecciamo gli uni agli altri per dar vita a tutte le storie del mondo.

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  12. Ciò che avremmo scritto per noi, e’ spesso tutt’altra cosa dalla vita reale che ci e’ capitata. Ma il combattere in questa vita che ci assale tutti i giorni, e’ forse essa stessa la prima forma essenziale di amore. A cui poi finiamo per attaccarci meravigliosamente.

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  13. “Un principio anche minimo in quantità può essere grandissimo nella potenza e, quindi, negli effetti”

    Aristotele

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  14. La ricerca del “Quinto Evangelio”, o meglio il desiderio di reinventarsi in una realtà talvolta sconosciuta, talvolta ignorata, quella che ogni giorno scrittori di strada raccontano con la vita, riempiendo pagine e pagine di un romanzo che accoglie con amore tutti i lettori che ne vogliono diventare protagonisti. Un po’ più in là, oltre la curva.

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  15. Come la musica che nasce dal silenzio e vi ritorna ma non senza che qualcosa sia mutato in lei e in chi l’ascolta, così il romanzo nasce un po’ prima e un po’ più in là, nella vita, nel suo colore, calore, nel vortice che sembra fagocitare tutto, dal quale qualcuno riesce a tirare fuori un filo, una linea melodica, poi un altro, quella armonica, e poi ancora altri e punto contro punto, intesse la trama il cui finale resta aperto perché dopo la curva accadrà, deve accadere, ancora qualcosa che vale la pena raccontare, qualcosa da custodire nel cuore del cuore, per sempre.

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  16. Bello, Barbara.
    Pensavo, quando si è in bilico e la realtà frana, al trapezista della vita si srotolano e ci si aggrappa alle domande “chi credevi di essere?” per pensare di cambiare la realtà, qualunque realtà…. si rileggono le illusioni, le promesse mancate, le speranze andate chissà dove. Quella spada fiammeggiante, o quelle funi dove stare in equilibrio non valevano poi molto. Eppure, la Forza che scrive, con la nostra mano e la rende instancabile, comunque porta avanti la vita, quel cuore che corre veloce curva dopo curva, che assapora anche solo l’attesa, nella leggerezza e nel gusto, acre certo, di ancora nuove promesse.

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