Il poter dei giocattoli, di Riccardo Raimondo

di Erminio Alberti

La lettura de Il potere dei giocattoli, seconda raccolta di Riccardo Raimondo, edita da Sentieri Meridiani, assume, agli occhi di un lettore attento, quasi la forma di una bildung. Perché, come ha notato bene Sebastiano Aglieco nella sua prefazione alla raccolta, questi versi «fanno i conti, insomma, con l’uscita dall’infanzia e con la responsabilità della lingua». E ce ne accorgiamo sin dalla prima sezione, dai versi iniziali, che ci testimoniano questo sforzo dell’autore, e con esso il conflitto tra mondo dell’infanzia, intorno a cui ruotano sogni, ricordi, nostalgie, e mondo del reale, il mondo «dove oggi grattano le falde/gli spurghi delle villette a schiera»: «ancora oggi stento ad alzarmi dal letto, / come quando ero bambino, / voglio restare nel buco matto dei sogni, / non voglio cadere in un altro mattino.» Continua a leggere

Vivalascuola. Fermiamoli!

Uno sciopero della scuola il 24 novembre, mobilitazioni nelle scuole con astensione da tutte le attività eccedenti le 18 ore di lezione, appelli e lettere al ministro (qui e qui), a sindacati, partiti e parlamentari. E’ l’effetto dell’art. 3 della Legge di Stabilità, che porta da 18 a 24 l’orario di lezione e da 35 a 46 l’orario di lavoro dei docenti, violando il contratto nazionale. Riteniamo necessario, in aggiunta alle forme di mobilitazione già in atto, incontrare nelle scuole studenti e genitori: è importante che capiscano perché questa norma dequalifica la scuola, mortifica l’insegnamento e nuoce soprattutto agli 8 milioni di studenti italiani. Per questo proponiamo la seguente lettera ai genitori.

Cari genitori,
la bozza del  disegno di Legge sulla Stabilità, attualmente in discussione, all’art. 3 configura improvvisamente e senza alcun tipo di contrattazione (a meno che qualcuno non vorrà emendarlo o eliminarlo) l’aumento di 1/3 dell’orario di lezione degli insegnanti, facendo prevedere condizioni lavorative non solo estremamente penalizzanti per i docenti, ma fortemente critiche per gli studenti. Continua a leggere

Eating poetry (Mark Strand, USA,1934)

Eating Poetry

Ink runs from the corners of my mouth.
There is no happiness like mine.
I have been eating poetry.

The librarian does not believe what she sees.
Her eyes are sad
and she walks with her hands in her dress.

The poems are gone.
The light is dim.
The dogs are on the basement stairs and coming up.

Their eyeballs roll,
their blond legs burn like brush.
The poor librarian begins to stamp her feet and weep.

She does not understand.
When I get on my knees and lick her hand,
she screams.

I am a new man,
I snarl at her and bark,
I romp with joy in the bookish dark. Continua a leggere

73. Evento estremo

da qui

Dicono che oggi ci sarà un evento estremo: un temporale come se ne vedono una volta ogni cent’anni. Hanno messo i sacchetti di sabbia intorno al Colosseo, molti si chiudono in casa, per prudenza. Solo qui, nel campo battuto dal vento, c’è un viavai senza fine di questuanti provenienti dalle vicinanze, ma anche da Ciampino, o dalle baracche fatiscenti in riva al Tevere. Continua a leggere

Dentro

Dentro, di Sandro Bonvissuto è un libro bellissimo.Ha il colore bianco della purezza, la forza di una scrittura profonda ,sicura magica, e lascia cadere parole ingioiellate.
c’è in fondo la chiave di un tempo inesploso,il vertiginoso lavoro che la parola ha disegnato , ognuna definita dal proprio peso.
c’è lo stupore di attraversare uno spazio indefinito ,presente in ogni altrove e in ogni anima e c’è il tempo che corre.
un libro e allo stesso tempo uno di quei rarissimi esempi dove è difficile trovare un confine proprio come quei “gigli vicini per puro caso”. è un libro felice amaro pungente grande e sorprendente.
dove si trovano alcune frasi cosi belle come fossero una causa urgente e disperata che il tempo inalterato provvederà a custodire. Per sempre.

Sandro Bonvissuto – Dentro – Einaudi 2012 – 184 pagine –

leggendolo, amandolo ho sentito infine la stessa astratta maliconica felicità che mi ha fatto provare questa poesia diSergejKruglov,magistralmente tradotta da Manuela Vittorelli e che lascio come un piccolo dono

“Amici lontani hanno spedito un regalo:
un batticoda, fragile uccello invernale,
imprigionato nella mica ghiacciata dell’Erebo-Neva.

Acquerello piumato, dolore glaciale,
Tutto fiorisce sulle pietre assolate
Sotto il dolce lentissimo bacio del cielo”

* Tre conversazioni di strada

* Tre conversazioni di strada

1)
finirà ai supplementari dice l’uomo all’angolo
tira un vento leggero
oggi ho un elenco di cose da fare

si dice cosi no?

è il compleanno di papà
mi piacerebbe guardare il mare
hanno chiuso falso d’autore
preferisco ancora giordano bruno prima e dopo il rogo
e continuo intanto a pensare “ai piccoli regalini che si fanno le foglie
agli inchini delle nuvole
alle corse del mare
tre cose semplici inosservate complicate” Continua a leggere

72. Nulla al mondo

da qui

Anita non si è fatta più sentire: aveva promesso mari e monti, sarebbe stata lei l’editrice di ogni scritto, avresti potuto startene tranquillo, a lavorare. Invece ti ha chiesto di trovarle una sede per l’impresa: un eremo, una fabbrica in disuso, un posto abbastanza capiente da ospitare i macchinari e gli uffici per il personale. Non sei arrabbiato: ti sembra tutto in linea con un mondo ormai incapace di donarsi. Continua a leggere

I LIBRI DEGLI ALTRI n.15: Storia di un ghostwriter. Remo Bassini, “Vicolo del Precipizio”

Storia di un ghostwriter. Remo Bassini, Vicolo del Precipizio, Bologna, Perdisa Pop, 2011
______________________________

di Giuseppe Panella*

Cortona è una cittadina toscana di origine etrusca di straordinario fascino e incantevole bellezza per i turisti che spesso ne rimangono talmente attratti che decidono di andarci ad abitare o trovano casa nelle sue vicinanze (a Camucia, ad esempio, come era accaduto al compianto Guido Almansi giunto al suo secondo matrimonio e alla prima figlia). Questo avviene spesso per i turisti, in particolar modo per quelli di origine anglosassone. Non è certo la stessa cosa per i suoi abitanti “indigeni” e autoctoni che, invece, la tentazione di fuggirne la provano spesso e volentieri.
In Che sarà, una canzone scritta da Franco Migliacci e composta da Jimmy Fontana nel 1971 perché fosse presentata al Festival di Sanremo di quell’anno, poi portata a un successo imperituro da José Feliciano nel corso del tempo, infatti, si può sentir cantare esplicitamente:
Continua a leggere

Answers (Mark Strand, USA, 1934)

 

 

Answers

 

Why did you travel?
Because the house was cold.
Why did you travel?
Because it is what I have always done between sunset and sunrise.
What did you wear?
I wore a blue suit, a white shirt, yellow tie, and yellow socks.
What did you wear?
I wore nothing. A scarf of pain kept me warm.
Who did you sleep with?
I slept with a different woman each night.
Who did you sleep with?
I slept alone. I have always slept alone.
Why did you lie to me?
I always thought I told the truth.
Why did you lie to me?
Because the truth lies like nothing else and I love the truth.
Why are you going?
Because nothing means much to me anymore.
Why are you going?
I don’t know. I have never known.
How long shall I wait for you?
Do not wait for me. I am tired and I want to lie down.
Are you tired and do you want to lie down?
Yes, I am tired and I want to lie down. Continua a leggere

POESIA DI STRADA – XV edizione

Senza emissioni le vibrazioni dei sessi

rimangono nell’ordine

 

ispezionate nel lungo stato di chiarezza.

 

Non cederà il corpo venuto di pazienza e spazio

nel legno fra le cose esatte.

 

(Luce stravolta nello stile).

 

[Una poesia da Le condizioni della luce, di Luca Minola, vincitore Poesia di Strada 2011]

*

Il bando:

1. Possono partecipare al Concorso autori italiani o stranieri ovunque residenti. Continua a leggere

I “Giovin/astri” delle Edizioni Kolibris tornano a volare

Le Edizioni Kolibris di Chiara De Luca, emigrate in vista dell’autunno a Ferrara, rilanciano la collana di poesia “Giovin/astri”, che sarà diretta da Matteo Bianchi. Dopo la pubblicazione del volume antologico Quattro giovin/astri nel 2010, che includeva testi di Francesco Iannone, Anna Ruotolo, Vittorio Tovoli e Federica Volpe, continua la ricerca di nuove voci liriche fresche e coerenti, capaci di manifestare entusiasmo e stupore , con un’attenzione particolare agli under 30.

Per informazioni e proposte:

matteo.bianchi@edizionikolibris.eu

http://www.edizionikolibris.eu/

71. Hai capito

da qui

E’ tornata la pioggia. Prima, il giornalaio era di fronte: ti faceva uno squillo quando avevano portato i quotidiani e tu uscivi nel cortile; incontravi Zaccaria che ti chiedeva i soldi per la colazione, la donna che accompagnava i figli a scuola, l’imprenditore dell’industria di carote che parlava della Lazio. Continua a leggere

Maria Di Lorenzo – Non lasciarmi andare via. Recensione di Narda Fattori

Si legge d’un fiato questo romanzo di Maria Di Lorenzo, che pure conserva l’unicità della voce narrante  e del punto di vista. Non è una storia che ha colpi di scena,  escamotage  drammatici o linguistici per affascinare il lettore ed avvincerlo alla pagina e al prosieguo della lettura .

Sono pochi , a mio parere , gli scrittori che hanno saputo avvincere il lettore con la narrazione di una vita “ qualunque”, normale, di quotidianità quasi convissute ( Baricco, la prima Tamaro, la prima Morante,…, sono nomi consacrati che hanno conosciuto il successo senza usare scorciatoie, colpi di scena, con un linguaggio monologante ma mai noioso).  Qui la scrittrice ha vinto sfoderando grandi abilità narrative. Esaminiamo alcune delle strategie compositive usate. Continua a leggere

IL TERZO SGUARDO n.43: La pagina e lo schermo. Vito Santoro, “Calvino e il cinema”

La pagina e lo schermo. Vito Santoro, Calvino e il cinema, Macerata, Quodlibet, 2011

_____________________________

di Giuseppe Panella*

 

“Non so niente di cinema” si intitola il primo capitolo di questo bel libro di Vito Santoro dedicato ai rapporti tra Italo Calvino e l’ottava musa. Ma, ovviamente, non è vero. Dalle sue molte opere, in particolare da quelle saggistiche, è possibile ricostruire un suo rapporto privilegiato con alcuni aspetti del cinema italiano (in particolare, con la produzione di Michelangelo Antonioni) e con l’estetica del cinema nello specifico della sua scrittura.

Nelle tre sezioni in cui è composto il libro, Santoro esamina in prima istanza Calvino come “spettatore” e la sua autobiografia dal punto di vista dell’importanza del cinema nella sua formazione di uomo o di scrittore, poi passa a esaminare la sua produzione di critico cinematografico e di Presidente della Giuria del Festival di Venezia nel 1981, infine in Dalla pagina allo schermo ricostruisce dettagliatamente tutte le trascrizioni sul grande e piccolo schermo di opere letterarie dello scrittore. A che conclusioni arriva il saggio di Santoro?

Continua a leggere

Provocazione in forma d’apologo 230

Quand’era bambino una zia aprì un cassetto e gli porse un vecchio binocolo, spalancandogli un mondo. Da allora raccolse stereoscopi, microscopi, lenti, tutti gli strumenti per la visione su cui riuscì a mettere le mani, nelle più varie fasi di vetustà e malfunzionamento.
Quella vera e propria mania con l’adolescenza gli passò, ma volle tenere con sé, premio per un bel voto, un caleidoscopio d’ottone.
Continua a leggere

La commedia dei cantautori italiani


Sarà l’autore Guido Michelone – martedì 16 ottobre, ore 18.00 alla Libreria Sant’Andrea di Vercelli – a parlare del suo libro La commedia dei cantautori italiani (Edizioni Effequ di Grosseto) introdotto da Claudio Cagnoni giornalista e direttore diRadio City Vercelli e da Guido Ferraro docente di Semiotica e di Tecniche della nararzione all’Università Torino. I discorsi saranno intervallati da interventi di Diego Petrucci a proporre brevi estratti da alcuni classici di Francesco Guccini, Luigi Tenco, Lucio Battisti, Francesco De Gregori e Fabrizio De André. Continua a leggere

70. Alta marea

da qui

Sei nel tratto dove la vegetazione sembra invadere la strada: una muraglia a destra e a sinistra, come le acque del Mar delle Canne; c’è un collegamento con l’itinerario dove torni sempre, in cerca di qualcosa, di un errore da evitare, di un gioco di luci da distinguere in fretta, prima che sia tardi? Continua a leggere

Vivalascuola. La scuola non è una merda

“La scuola sarà sempre meglio della merda” (Scuola di Barbiana, Lettera a una professoressa).

Sarà lotta durissima. Basta alla follia di questo governo e al suo disprezzo per scuola e insegnanti“: a dirlo è uno dei sindacati più moderati della scuola. Altri parlano di “impazzimento“, “abuso“, “barbarie“. Si riferiscono a quanto contenuto nell’art. 3 della bozza di quella ennesima finanziaria mascherata chiamata Legge di stabilità 2013: “A decorrere dal 10 settembre 2013 l’orario di servizio del personale docente della scuola primaria e secondaria di primo e di secondo grado, incluso quello di sostegno, è di 24 ore settimanali“. A questo punto Fatti, non parole: i docenti si sveglino” è l’esortazione di Giuseppe Caliceti. Ma è necessario che “gli insegnanti non si battano soltanto contro le 24 ore; si battano perché la scuola viva” avverte Giovanna Lo Presti. Anzi “È ora che si ribellino non contro questo o quel singolo provvedimento, ma contro l’intero complesso delle norme che, almeno a partire dal 2008, sono state varate” dice Girolamo De Michele.
Continua a leggere

DANIELE PUGLIESE RIVISITA UN CELEBRE RACCONTO DI ARTHUR SCHNITZLER

di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

Daniele Pugliese, giornalista, storico e scrittore, è autore di un libro molto interessante, Io la salvero, signorina Else (ed. Portaparole), nel quale rivisita liberamente la vicenda del noto racconto dello scrittore austriaco Arthur Schnitzler (1862-1931) La signorina Else, nel quale si racconta la vicenda di una giovane che, pur di non cedere alle lusinghe sessuali di un uomo, disposto a darle i soldi di cui suo padre ha urgente bisogno, a patto di vederla  nuda, preferisce il suicidio. Ripercorro qui le linee dell’opera in un’intervista gentilmente concessami dall’autore a margine della recente presentazione fiorentina.

– “Io la salverò, signorina Else” è un’opera letteraria in cui convergono diversi livelli di scrittura (e dunque di lettura), narrativi, psicologici e filosofici. Quanta parte di lei, come autore e come uomo, è presente nelle sue pagine?

Come autore direi che ci sono al cento per cento in ognuna delle pagine, anche se, prendendo spunto da un capolavoro dell’autore austriaco, la presenza di Schnitzler è ingombrante: l’editore però ha detto che i diritti di autore li pagherà a me, non ai suoi eredi, e sono dispiaciuto di non poter chiedere una percentuale su quelli che dovessero derivare da una indiretta pubblicità da parte mia al libro originale che, garantisco, è da leggere. Come uomo solo un pezzo. Ovviamente ci ho portato dentro qualcosa di me, di quello che so o di quello che sento e ho sentito, ma un’altra grande fetta è rimasta fuori per lasciar spazio alla signorina Else. È quella ragazza di diciannove anni che si toglie la vita nel 1924 in quel crogiuolo di culture e idee che è stata la Felix Austria che merita spazio, ascolto, comprensione, anche perché sono convinto che dica qualcosa a tutti noi: maschi o femmine, giovani o vecchi, ricchi o poveri. Continua a leggere

Un’altra manovra iniqua – di Alfonso Gianni

Da il manifesto

Malgrado le patetiche precisazioni del Ministro Grilli, siamo di fronte a una nuova manovra economica da parte del governo Monti per il valore di ben 11,6 miliardi di euro. Non proprio bruscolini in questi tempi di magra. Naturalmente il tutto viene motivato con la necessità di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013. Chi voleva la prova dell’assurdità e delle pesanti conseguenze sociali di questa norma introdotta in Costituzione, ora ce la ha di fronte. Continua a leggere