81. Rigido e bianco

da qui

Ti senti soffocare, in questa sala: il colletto romano è un cappio al collo di cui vorresti sbarazzarti, non ne capisci il senso. Un papa non può capire tutto. Non comprendi nemmeno il gruppo di persone intonacate che ti guarda a muso duro, come volessero linciarti. Si rende conto, Santità? Un campo nomadi! Come possono venirle in mente certe idee? Pensa che potremo adattarci a un luogo così insano? Cristo si è adattato a tutto: le volpi hanno le tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo. Il vangelo non va preso alla lettera: dovremmo cavarci gli occhi, o gettarci in mare con una macina di mulino appesa al collo? Non sarebbe una cattiva idea: facciamo spazio al nuovo, lasciamo il posto a chi crede nella povertà, in una vita fraterna con i derelitti. Ti gira la testa: ti vedi adagiato su un catafalco beige, sei una salma in pompa magna, mentre i porporati, intorno a te, borbottano preghiere incomprensibili. Sei morto: ce l’hanno fatta, com’era prevedibile. Che metodo hanno usato? Santità, la invitiamo alla prudenza: si vocifera di trame, di attentati; lei sa che basta poco: un sicario che spara, una bottiglia innocua solo in apparenza. Sei rigido e bianco come il marmo, le mani giunte sul petto: addobbato a festa, ora che non puoi più ribellarti né sentire, pensano, la mancanza di Shakira, Visnia e Mihaela. E invece neanche adesso trovi pace: avresti preferito una veglia davanti alla baracca, con Lubìsa che ti stringe la mano per l’ultimo saluto. Sì, basta poco: me l’aspetto da un momento all’altro; una veggente mi ha detto: attento ai poveri; è facile corromperli con l’ultimo modello di telefonino. Si pentirebbero, dopo qualche giorno: se ne andrebbero a bere, per ritrovarsi all’obitorio con la barba lunga e i pidocchi nei capelli, come Aldo. Gli sussurrai: tranquillo, il don viene a prenderti, non ti ha mai dimenticato. I porporati ti guardano increduli: devi essere matto, non c’è dubbio. Santità, ci pensi bene: la Chiesa ha un’immagine che tocca a lei difendere. I capi delle nazioni le tiranneggiano e le opprimono; tra voi non è così; chi vuol essere il primo, sia lo schiavo di tutti. La sua è una mania: non conosce i pericoli dell’interpretazione letterale? Sono meno invasivi, ora che sei morto: leggono compunti le preghiere funebri; forse qualcuno riesce a spremere una lacrima. Basta, ho deciso: mi trasferisco nel campo sotto i ponti: chi vuole, mi segua, gli altri stiano pure dove vogliono. L’hai detto: nessuno può permettersi di contraddire il papa, quando parla ex chatedra: e tu stai parlando già dal catafalco, rigido e bianco negli abiti solenni della veglia.

25 pensieri su “81. Rigido e bianco

  1. bioraffaella

    una veggente mi ha detto: attento ai poveri;
    Perché vivere in funzione di quello che accadrà ? Quando la vita è adesso qui nel presente? È meglio vivere preoccupandoci di quello che possiamo fare oggi,invece di preoccuparci di quello che potrebbe succedere nel futuro…anche perché il futuro non è mai come ce l’ aspettiamo.

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  2. Barbara

    “attento ai poveri; è facile corromperli con l’ultimo modello di telefonino.”

    Per ogni Pinocchio del mondo ci sarà un Lucignolo pronto a dire:
    “– E dove vai?
    – Vado ad abitare in un paese… che è il più bel paese di questo mondo:
    una vera cuccagna!
    – Si chiama il Paese dei balocchi. Perché non vieni anche tu?
    – Io? No davvero!
    – Hai torto, Pinocchio! Credilo a me che, se non vieni, te ne pentirai. Dove
    vuoi trovare un paese più sano per noialtri ragazzi? Lì non vi sono scuole, lì
    non vi sono maestri, lì non vi sono libri. In quel paese benedetto non si studia
    mai. Il giovedì non si fa scuola, e ogni settimana è composta di sei giovedì e
    di una domenica. Figurati che le vacanze dell’autunno cominciano col primo
    di gennaio e finiscono con l’ultimo di dicembre. Ecco un paese come piace
    veramente a me! Ecco come dovrebbero essere tutti i paesi civili!”
    (Pinocchio – Collodi)

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  3. M&C

    Sei morto: ce l’hanno fatta…

    “Potranno toglierci la vita, ma non ci toglieranno mai la libertà!”…

    L’Amore rende liberi ed è vita vera, non produce cadaveri rigidi e bianchi: niente può uccidere colui che ama, perché l’Amore che porta dentro risorgerà sempre più forte e più lumiminoso.

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  4. mariaserena peterlin

    “La Chiesa ha un’immagine da difendere.” Questa è la frase che mi colpisce, quanto è verosimile che sia detta davvero in questo mondo di immagini.
    Cosa rispondere? Un’immagine? E quell’immagine non è più il crocifisso?

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  5. leavemeaphoto

    … a proposito ‘dei pericoli dell’interpretazione personale’ della Parola .. a Pasqua -!- in confessionale mi è stato chiesto di ripetere a voce alta che il demonio non esiste, dopo aver rifiutato di ripetere una simile affermazione perchè nel Vangelo non è scritto così, mi è stato detto che ‘il Vangelo va interpretato non preso alla lettera’ e tanti saluti, niente assoluzione!!!
    😦

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  6. RossellaT

    Il vangelo non va preso alla lettera
     
    Frequentando la lectio di Don Fabrizio, ho scoperto che il Vangelo va letto tra le righe, che ogni più piccolo particolare non è affatto casuale ma sta lì per dire quella cosa che serve a te oggi nella tua vita!

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  7. ema

    “nessuno può permettersi di contraddire il papa, quando parla ex chatedra”

    Rinnegare Cristo è l’unico peccato che porta a morte certa; un peccato che può compiere solo il credente.

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  8. robysda

    Non è soltanto un colletto rigido e bianco a rendere credibilità all’uomo che lo indossa o meno, non è nemmeno la preghiera di sepolcri imbiancati a difendere una comunità arroccata nell’egoismo e chiusa in se stessa, e neanche il corpo rigido e bianco come il marmo sul quale giace ad arrendersi alla morte; la vita fiorisce ostinata oltre la pietra, nel fango del campo, fra le mani sporche che cercano a tutti i costi di toccare il mantello della salvezza, nel corpo esanime di Chi si è dato senza riserve, indicando la strada di luce, laddove il dolore sospende il respiro, e tenta invano di spegnere il cuore.

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  9. gum

    E’ forse sacrilego dire che la scrittura può fare miracoli quali il veder se stesso proiettato nella condizione della morte, rigido, bianco con le mani intrecciate sul petto (perchè mai?) e ascoltare degli altri intorno a te gli elogi funebri (perchè mai?) o forse la scrittura diventa sacra quando narra di chi crede di chi convince di chi ama
    senza bisogno di farlo ex cathetdra.

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  10. bioraffaella

    Essere lo “schiavo di tutti” …un segno da un grande potere,il potere di donare se stesso,l’ unico grande potere dell’ Amore!

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  11. bioraffaella

    sei una salma in pompa magna, mentre i porporati, intorno a te, borbottano preghiere incomprensibili. Sei morto: ce l’hanno fatta,

    Il bene non si ferma davanti a niente,nemmeno di fronte alla morte.

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  12. agnese

    “chi crede nella povertà in una vita fraterna con i derelitti”
    IO !
    Ho conosciuto tanti poveri,tanti hanno più dignità del ricco. Povero è più generoso del ricco. Ricco è attaccato alle sue ricchezze, povero invece è più generoso, riesce dividersi con altro anche con questo “poco” che ha.

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  13. agnese

    In un momento quando pensi che hai perso la battaglia, ti senti come morto. Però non è cosi! Anche se hai perso una battaglia,non significa che hai perso la guerra! Una battaglia non decide della vincità.

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  14. M&C

    @Leaveaphoto

    Anche per me il demonio esiste, non sotto forma di mostro mitologico che incute terrore, con forcone, coda e corna, anzi lo faccio molto ammaliante, ma in quanto Male; credere che non esiste vuol dire essere già caduti nella sua trappola più temibile, significa aver ceduto alle sue lusinghe ed aver perso buona parte della facoltà di difendersi da lui e di poter discernere tra Bene e Male.

    Credo anche che un sacerdote, nell’atto del sacramento della riconciliazione, come in ogni altro sacramento, sia investito di Spirito Santo e rappresenti Cristo stesso che ci tende la mano per farci ritrovare, con la potenza del perdono, pace e serenità e riportarci sulla strada del Bene.

    Per tutto questo mi stupisco del fatto che ci ha raccontato e sarebbe interessante approfondire per capire meglio, ma ovviamente è impossibile in questa sede.

    Buona giornata e grazie comunque per lo spunto di riflessione.

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  15. Ernesta Scappaticci

    “Attento ai poveri”
    Siamo tutti poveri è questo il vero problema, chi riconosce questo ama i suoi fratelli ancora di più.
    L’amore vince sempre, speriamo che vinca anche in questo momento così triste e così” povero” di solidarietà: solo nell’unione possiamo trovare la forza per uscirne vivi e fortificati.
    Tutti insieme mano nella mano.
    Ernestina.

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