83. Alpha Virginis

da qui

Sei tu a confondere le carte? E’ il tuo vizio di tornare sempre qui, come una nota stonata in cui s’inciampa, sperando che l’ispirazione si lasci coinvolgere perfino dalle dissonanze. Non nascono così le opere del Novecento? Non sono la negazione dei percorsi lineari, tentativi patetici di definire la realtà in uno schema prevedibile? Sei al sesto cancello: gli avresti chiesto spesso di scendere un poco sulla spiaggia, d’interrompere la corsa insensata verso chissà cosa, affogata nella schiuma delle Ceres, incurante della nebbia che calava nel cervello e confondeva i numeri degli stabilimenti, le targhe delle macchine, i pannelli bianchi e gialli alle fermate dell’autobus. Ma poi ti bastava averlo a fianco, anche così, mezzo stordito, con l’aria da poeta che non pensa ad altro che alle stelle, alle foglie di lentisco, alla lingua di mare che appare all’improvviso oltre i cespugli. Ti chiedi se non sia tu a trascinare il lettore fuori strada, in una sorta di vendetta inconscia: non vuoi essere la sola a finire in fondo al fosso, in una sera d’estate di cui non ricordi ormai più nulla. Ti sforzi di ricostruire le linee di un disegno andato in pezzi, t’illudi di salvarlo presentandolo agli occhi del lettore, come se lui ne sapesse più di te, perché tu non puoi più muoverti: sei circondata, in qualche letto d’ospedale, da medici e infermieri che improvvisano danze preoccupate; ce la farà? le stacchiamo la spina? pensate che ci senta? Sì, li senti; il mondo t’interpella, ma non puoi partecipare; puoi solo inanellare le tue immagini, l’una dietro l’altra, come lo scrittore che accumula pagine su pagine sperando che qualcuno le decifri, si accorga che le frasi sconnesse, i salti da un tema all’altro, il disordine che regna nella storia, nascondono un filo ben preciso, un desiderio di riscatto, un progetto innominabile che sussiste unicamente al riparo dell’erica arborea, alla luce fioca di costellazioni estive, ormai al tramonto. Solo cosí potrebbero intrecciarsi il fuoco di fila delle fantasie e la realtà ogni volta deludente, il tran tran immutabile, in cui i sentimenti si smorzano giorno dopo giorno, l’entusiasmo si logora, le speranze con cui parti all’alba della vita si riducono a un cumulo di foglie morte, a una musica che non ascolta più nessuno, a una cappa grigia che ingoia ogni gesto e ogni parola. Più il tempo passa, più ti convinci che l’unica forza in grado di collegare i mondi, di avvicinare le due sponde, fosse quella delle mani di lui inchiodate sul volante, il respiro impregnato di birra, gli occhi che sembravano vedere solo il blu di Zeta Orionis o l’azzurro intenso, vitreo, di Alpha Virginis.

19 pensieri su “83. Alpha Virginis

  1. Saper riconoscere un miracolo nella semplicità di un momento che agli occhi di altri potrebbe sembrare il tran tran immutabile, è finalmente aprire gli occhi e vedere che quella stella che pareva così lontana è proprio lì, accanto te.

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  2. Che bello questo violino, se fossi in un letto d’ospedale sospesa fra la vita e la morte, solo questa musica potrebbe rivelare lo strazio e la passione di una vita vissuta, il desiderio di riscattare chi ho amato o l’infame gioco di darlo alle fiamme come lui fece con il nostro amore, e solo il suono che esce da questo strumento rivelerebbe l’amore folle e l’odio per aver perso ciò che ancora amo, l’attaccamento alla vita e la voglia di porre fine al tormento crudele. Ogni corda pizzicata lega alla vita e un vero violinista non smette finchè non le rompe tutte, Paganini finiva sempre con due corde ma anche con quelle due riusciva a incantare con una musica sublime, a testimonianza che solo in due si può concludere il concerto della vita.

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  3. L’unica stella visibile da tutte le regioni popolate della Terra è proprio quella che brilla per amore, capace di ridare la vista ai ciechi, riportando luce a chi vive nel buio, e ridare la vita a chi è o sembra già morto.
    È la stella da seguire, senza farsi abbagliare da altre luci solo apparentemente altrettanto luminose, ma in realtà destinate a spegnersi.

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  4. “Ma poi ti bastava averlo a fianco, anche così, mezzo stordito, con l’aria da poeta”

    Alcune persone sono talmente necessarie al nostro cuore che diventa impossibile cancellarle.

    “Ho avuto un angelo, al mio fianco: un po’ alla volta, sentirò ancora il suo frullare d’ali, la scia di vento, l’eco della voce inconfondibile.”

    F.Centofanti

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  5. Chi è tormentato dal vizio assurdo di scrivere cammina, io penso, su una lama sospesa tra la luce e l’ombra; spera che l’ombra prevalga e gli permetta di dire tutto di sé; chi scrive sommessamente scrive davvero e quindi non proclama, non strombazza, non si piega alla lusinga del consenso; chi scrive l’amore e per amore vero sa che non serve alzare la voce, sa che le anime si parlano e si intendono.
    Il resto è snobismo da salotto.
    Sotto i ponti, nei campi, tra i pertugi dell’esistenza, alla fioca luce di costellazioni quasi sconosciute non sono possibili esibizioni.
    ” lo scrittore che accumula pagine su pagine sperando che qualcuno le decifri ” immagina che ci sia tempo perché tutto accada; quanto tempo? Forse non ha tutta questa importanza misurarlo.
    Forse io fraintendo, ma ugualmente non è poi così importante.

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  6. Ci sono segni inequivocabili che ci fanno capire che esiste qualcosa al di là e al di sopra della realtà che ci sembra di vivere, l’oblio del tempo e e gli enormi buchi neri della memoria, come accade dopo un incidente quando la vita si rapporta all’eternità e vi passa attraverso dandoci un primo saggio di quella dimensione inintellegibile.
    Non è forse fantasia ma solo un temporaneo sconfinamento in quella trascendenza che da sempre ci pervade cui apparteniamo e dove torneremo. La nostra vera casa , il nostro vero cielo quellodi Zeta Orionis e Alpha Virginis.

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  7. La vita,come la storia di ognuno di noi è un pezzo di puzzle ben preciso,sta a noi collocare il pezzo giusto al posto giusto per far apparire il disegno che vi si nasconde dietro “l’azzurro intenso, vitreo, di Alpha Virginis”.

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  8. L’ azzurro intenso di Alpha Virginis …è un occhio nel quale si riflette l’ anima profonda di ciascuno di noi.

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  9. Ma poi ti bastava averlo a fianco…

    Quando ami una persona che come una stella è capace di illuminare il cielo buio della notte ti basta solo guardarla,ti basta solo averla vicino ,ti basta solo sapere che c’è,perché una stella continuerà sempre a brillare per illuminare le strade buie e tortuose della vita ,affinché il tuo piede non possa inciampare.

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  10. Una immobilità, un sentirsi chiamati, guardati, anche curati eppure non ascoltati, perchè incapaci di dire, perchè in un altrove impermeabile agli altri, fatto anche di pensieri semplici che si sovrappongono senza più spazio nè tempo…. mi ricorda la speranza, il sogno, grande, di ritrovare il proprio vivere decriptato, anche contro ogni logica, anche senza la nostra collaborazione e chissà come, dal lettore ideale, quello che ciascuno nel suo cuore vorrebbe.

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  11. “Sei tu a confondere le carte?” Io conosco un altra frase:giocare in un gioco dove diavolo distribuisce le carte.
    Chiaraluna sta giocando per la vita o la morte,lui sta giocando per la vita o la morte di l’anima.
    Lei cerca disperatamente la forza in lui, un appoggio,ma la speranza svanisce perchè per lui questo che conta è solo il cielo,le stelle e con “gli occhi che sembrano vedere solo il blu di Zeta Orions o l’azzurro intenso,vitreo,di Alpha Virginius” (che sta più vicino il Sole) e “mani di lui inchiodate sul volante” , aiuto non arriva…
    Stanno giocando con le carte quale distribuisce diavolo….
    Come si finisce questo gioco?
    Lo so soltanto uno-il bene vince sempre,perchè il bene è più forte.
    Però quale è questo bene qua?

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  12. Ce la farà. Ascolta ogni parola, scorge ogni gesto, sono i battiti del cuore a parlare, quasi a dire che l’amore è scritto nel silenzio, più forti, più intensi quando sa di essere capita, più lenti quando la superficialità mette al primo posto solo i propri desideri, le proprie aspettative, equivocando quei messaggi più sottili che solo un orecchio attento riesce a interpretare. In silenzio ascoltiamo la sua voce, Chiaraluna è più viva che mai

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