87. L’unica domanda

da qui

Ti guarda prima con un’aria assorta, come se pensasse ad altro; poi s’apre un sorriso che le illumina il volto. Un cambiamento imprevedibile. Mi chiamo Anita. Piacere, Francesco. Sono venuta per il manoscritto. La fissi interdetto. Il manoscritto del papa. Qui non ci sono manoscritti. Bisogna cercarlo: mi ha inviato la traccia del romanzo, con le linee generali. Beata lei: può mettermi al corrente? Non gli ho risposto, quando mi è arrivato: m’era sembrato che l’idea non funzionasse. Ma le cose possono cambiare: l’attentato, la morte del suo segretario personale; il polverone che sta alzando la storia può farne il bestseller del momento. Hai un moto di ripulsa: come osa parlare in questi termini? Decidi di saperne di più, di cavarne notizie che il blocco degli appunti potrebbe aver escluso. Mi può riassumere la trama? Il titolo è incerto: Chiaraluna o Salva L’Anima. Parla di una donna in coma, simbolo di una Chiesa intorpidita dal denaro e dal potere. Il protagonista, un prete che diventa papa, non puó non amarla, è ossessionato dai ricordi del passato, ripercorre i momenti in cui è stato felice, insieme a lei. Come salvarle l’anima? La soluzione è liberarla dal peso che l’ha oppressa al punto da finire fuori strada; ridarle leggerezza, sperimentando la libertà dei nomadi, emancipandola dalle catene che l’istituzione, inevitabilmente, si trascina dietro. Di fronte a un impegno così grande, il prete si ammala: le dita cominciano a incepparsi, una stanchezza mortale gli penetra le ossa. Eppure, non c’è tempo da perdere: prima che la donna-Chiesa esali l’ultimo respiro, deve riuscire a riscriverne la storia, cantare la bellezza di un vangelo vissuto sino in fondo. C’è qualcuno che lo aiuta: Flaminia, la Chiesa degli ultimi tempi, di cui è impossibile contemplare il volto, ma che trasmette fin d’ora il suo messaggio: l’anima si salva affidandosi a una luce che brilli nelle notti di sereno, nel messaggio criptato delle stelle, abbandonandosi al cuore del suo cuore; perché il segreto è trovare il vero io, la perla che mai nessuna scuola potrà subdolamente contraffare. Solo in essa si nasconde il potere di guarire i malati come Arturo, di ridare speranza ai carcerati come Savin, di consolare chi rifugge, per coerenza, dall’ultimo saluto sull’altare, come Fabio. Soltanto lei può liberare l’apostolo in catene, far sì che le dita di Adamo e di Dio, nella Sistina, s’infondano a vicenda l’energia originaria della vita. E’ un gioiello insidiato dalle trame del potere e dall’invidia; ma il suo splendore vincerà la malattia che si attacca a ogni sogno diventato istituzione. La guardi sorpreso: ne sapeva più di te, del tuo blocco per appunti. E Chiaraluna? Guarirà? E’ l’unica domanda che riesci a formulare, ma il volto di Anita è ritornato serio, assorto, e sembra che stia già pensando ad altro.

20 pensieri su “87. L’unica domanda

  1. Se guardo alla chiesa la penso come uno scrigno, di quelli che ti chiedi perché esistano, come il salvadanaio e la strana abitudine di spendere soldi per coservare soldi,o le cassette di sicurezza che nelle banche celano opere d’arte quotate milioni che nessun occhio potrà mai contemplare, gioielli che nessun collo o braccio o orecchio potrà mai indossare, la penso come una scatola d’oro e pietre preziose, cesellata e intarsiata pensata per custodire un inestimabile gioiello che però non è più lì, non c’è mai stato, è altrove, nel vento che impollina la vita, nelle mani che si tendono a condividere il pane, nella coerenza di chi sceglie di andare controcorrente, nella felicità di due che si amano in eterno, un gioiello così sottile che nessuna malattia potrà mai intaccare, nessuna morte potrà mai rubare, una Parola così infuocata che nessuna lettera potrà mai imbrigliare, perché non est hic.

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  2. L’ anima si salva quando la luce di una stella tocca con mano leggera il punto debole delle tue difese fino a disintegrare il proprio io per lasciare. spazio allo spirito d’amore che vive dentro noi.

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  3. Chiaraluna? Guarirà?
    Una domanda che ci siamo posti in tanti, secondo me ,Chiaraluna potrà guarire finché qualcuno conserverà viva la speranza che alimenta i nostri cuori come se fosse la fiamma viva dell’ amore.

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  4. La Chiesa non è solo l’istituzione, ma siamo tutti noi. Allora Chiaraluna diventa il simbolo di ognuno di noi, oppressi, affaticati ed angosciati dall’eterna lotta interiore tra bene e male, dalla quale non possiamo uscire vittoriosi se facciamo affidamento solo sulle nostre forze.
    La liberazione arriva solo quando riusciamo a vedere nel nostro cielo la stella del mattino, la luce che ci illumina la storia, fa chiarezza nel cuore e ci guida alla scoperta di noi stessi fino all’incontro vero con l’altro: l’incontro che cura e salva l’anima.

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  5. “E Chiaraluna? Guarirà? E’ l’unica domanda che riesci a formulare”
    L’ottimista a oltranza risponderà di sì, il pessimista convinto risponderà di no, tutti gli altri si fermeranno un attimo, si guarderanno dentro e diranno: proviamoci ad aiutarla a guarire.

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  6. Francesco, la tua Chi…a si può salvare forse solo con un miracolo, così come è nata su quella pietra fondante rotolata dal Sepolcro di Dio.
    i “Dottori” serviranno a ben poco con i loro palliativi, meglio chiamare il prete al suo capezzale e che porti con se anche gli ultimi coi servi e i puri di cuore, gli unici che cantando inni di gloria potranno risvegliarla dal coma. Suo Padre ha perso già un Figlio che ha sofferto ed è morto per gli altri, ora sta perdendo anche Lei ( è forse il turno delle quote rosa?) non possiamo non dobbiamo permettere un’altra tribolazione. Quel giorno sta forse arrivando? “Il sole si oscurerà, le stelle cadranno dal cielo…”

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  7. “…il polverone che sta alzando la storia può farne il bestseller del momento”
    certo,approfittiamoci del momento…
    “Per diventare famosi basta ammazzare la portinaia”-ha detto Albert Camus

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  8. “Il titolo è incerto: Chiaraluna o Salva L’Anima”- io direi:Salva L’Anima di Chiaraluna,- cosi salvi anche tua anima

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  9. “E Chiaraluna?Guarirà?”
    ma ti aveva già detto.Non hai ascoltato!
    “…prima che la donna-Chiesa esali l’ultimo respiro…”
    sai.a volte bisogna morire per poter rinascere con nuova forza,per poter “cantare la bellezza di un vangelo vissuto sino in fondo”

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  10. “l’anima si salva(…)abbandonandosi al cuore del suo cuore” -ecco! e chi oggi ascolta suo cuore?!

    “Non fidatevi dei primi impulsi:sono quasi sempre buoni”
    Charles-Maurice Talleyrand

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  11. Soltanto il lettore potrà rianimare Chiaraluna, trasformando il coma in un sogno, attraverso lo spezzare il pane, gli occhi negli occhi, le mani che si tendono fino a stringersi e fondersi nella trama di un romanzo in cui un instancabile autore, continua generoso a percorrere e indicare l’unica strada che Salva l’Anima

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  12. “il segreto è trovare il vero io”
    una volta ho letto da qualche parte ( e mi è piaciuta) una ipotesi:siamo discendenti di figli di Adamo e Eva; la generazione di Caino è la generazione di odio,invidia,male; la generazione di Abele è la generazione di amore,di bene.
    “il segreto è trovare il vero io”-si,ma anche capire quale strada è giusta

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  13. Non sarà un caso che questo post è accompagnato da una musica che è un trio, come la SS.Trinità, come le 3 virtù teologali, Fede, Speranza e Carità…
    Come a ribadire che la strada per la salvezza, per il “cambiamento imprevedibile”, per poter affidarsi “a una luce che brilli nelle notti di sereno, nel messaggio criptato delle stelle, abbandonandosi al cuore del suo cuore”, è ritrovare “il vero io” in cui è custodita la forza e la gioia di credere, sperare ed amare.

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  14. Il recente pellegrinaggio, da me condiviso, nei luoghi di Padre Pio, mi consente per una volta di dire la mia da osservatore non distaccato ma partecipe.
    Erano tante le ragioni che avrebbero potuto farmi desistere dal partire e, tra queste, molte sono rimaste valide. Fortunatamente, però, questa volta hanno prevalso le ragioni per le quali dovessi andare. Mi piacerebbe dire semplicemente “perché me lo ha detto il cuore”; ma tra i vari motivi, il principale è stato “perché me lo ha chiesto mia moglie” e in effetti, diventando un po’ rosso, mi piace dire che, in fondo, sia la stessa cosa.
    L’esperienza è stata importante e mi sembra utile per provare a rispondere alla “domanda” che qui ci si pone.
    Devo premettere che, per mia “forma mentale”, dei santi tendo ad ammirare solo l’esempio, la coerenza estrema. Amo Giovanni Paolo II, Madre Teresa di Calcutta. Non amo, invece, il risvolto miracolistico che si attribuisce alle vite dei santi. Chiedo scusa, ma di Padre Pio continuano a lasciarmi indifferente le stimmate e non trovo interessanti le guarigioni, le apparizioni, la veggenza, ecc.
    Ma, scegliendo di partire, è venuto naturale assecondare un desidero di conoscenza e porre in secondo piano il consueto bisogno di comprendere; in un certo senso ho seguito istintivamente una mia personale stella cometa.
    Ebbene, ciò che ho visto io è una Chiesa viva, in quanto in grado di saper cogliere e offrire occasioni.
    Ho visto un Ordine monastico che ha saputo riproporre, dopo ottocento anni, il vero miracolo di Assisi; quello di trasformare l’eredità di un piccolo frate nel rinnovamento della vera fede presso genti di tutto il mondo. E come la costruzione della basilica superiore ad Assisi, nello stile gotico in voga in quel momento, e l’inserimento al suo interno del ciclo di affreschi (la televisione di allora) sulla vita del santo, consentì e consente ancora a milioni e milioni di pellegrini di conoscere e adorare San Francesco e rinsaldare la fede di ogni pellegrino, così oggi, a San Giovanni Rotondo, la realizzazione della basilica dell’archistar Piano, i mosaici di Rupnik, le sculture di Messina, ripropongono proprio quello stesso miracolo. Non esagero nel dire che siano opere che valgono quelle realizzate ad Assisi. Non per forzare un parallelismo circa il loro valore artistico, comunque eccellente, ma per aver eguagliato l’opera di un Giotto nella funzionalità allo scopo per il quale sono state realizzate; attirare, accogliere, impressionare, diffondere, elevare.
    Ho visto un singolo parroco di periferia che, tra le mirabili sculture della via crucis, ha saputo trasmettere vera emozione, infondere gioia, lacrime, voglia di cambiamento.
    Ho visto il volto del centinaio di persone con cui ho viaggiato, trasformarsi da anonimi cui non dedicare, incrociandoli, nemmeno un saluto, in bei visi buoni e amici. E avere la sensazione di riconoscere quella stessa espressione in tutte le migliaia di visi incontrati in quei luoghi.
    Come dice Fides, la Chiesa è uno scrigno. Quando è aperto, perché siano condivisi i suoi immensi tesori, spirituali, umani e materiali, avendo il messaggio di Gesù come unico e imprescindibile punto di riferimento, la Chiesa non è solo ancora viva ma, a mio parere, assolutamente vitale.
    Certo, niente si realizzerebbe e sarebbe davvero vivo senza il desiderio di ognuno, come il mio in questo caso, di partecipazione. Allora la realizzazione di quella grande basilica sarebbe veramente solo un inutile spreco di soldi; quel parroco potrebbe anche diventare papa, ma solo per un’inutile operazione di facciata; tutti quei volti rimarrebbero inutilmente anonimi e, forse, anche nemici.
    Non so se l’amico che ha scelto me (proprio me) quale ambasciatore per la sua guarigione, trarrà benefici dal mio impegno. Ma io ora so, almeno, che il suo portare la croce è opera di chi è vivo e non è mai inutile.
    Che possa prevalere la Chiesa di chi la croce la porta su quella che dietro la croce si nasconde.

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  15. E Chiaraluna? Guarirà?

    Credo proprio di si, la malattia non è riuscita a spegnerla del tutto. Noi cristiani dobbiamo tornare all’ascolto vero del Vangelo, il mondo ha bisogno di persone capaci di testimoniare realmente la Parola di Dio. 


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