2. Odori

da qui

Basta girare l’angolo per avere ricordi più precisi. E’ Viale Europa, dominata dalla chiesa che sporge come un cubo di calce sopra la collina; un’immagine che ti ha sempre messo in soggezione, come se l’angoscia, la paura del buio, i sensi di colpa si concentrassero esclusivamente tra gli spigoli delle mura bianche e il grigio della cupola, che col corpo squadrato ha tutta l’aria di un osservatorio che snobba le stelle e si dirige su di te. Sarebbe facile lasciarsi andare al fiume di ricordi che si dipana fra le strade dell’EUR: ma devi prima avventurarti nella nebbia di frammenti sparsi di Via Capitan Consalvo, il soggiorno di Ostia di cui hai solo notizie evanescenti, come i quattro anni di asilo – una laurea – e la primina, dal momento che sei entrato a scuola con un anno di anticipo rispetto ai tuoi compagni. Nel segmento temporale tra il balcone di Viale Beethoven e il cortile in Viale Europa s’inserisce una parentesi d’istanti strappati all’idrovora del tempo: il primo impatto coi grembiuli bianchi e la faccia dolce della maestra Spina, che a Pasqua celebrava il rito delle uova colorate: è il loro odore il ricordo più vivace, come se il procedere a tentoni del bambino s’affidasse a tracce elementari, quasi animali; ti guidavano i sensi, la presa diretta su una realtà più fisica possibile, preludio di altri contatti e di altri odori, che t’avrebbero attirato in un vortice di eventi travolgenti. Per ora sei un alunno timido, dagli occhi azzurri che rubano le immagini del mondo. Non ricordi episodi più precisi; il tuo sguardo vagava da un quadro all’altro del paesaggio circostante: il mastodontico ufficio postale, con l’atrio a colonne e la tettoia biancastra; Via della Marina, coi ristoranti e le stazioni di servizio che portavano al Pontile; Via Armando Armuzzi, dov’eri stritolato fra le Scilla e Cariddi di Maria Regina Pacis e il Municipio. Chissà quante storie hai vissuto in quel periodo; ma è come se gli anni si fossero dissolti in un istante; come se di tutte le case, gli uffici, i negozi sparsi nelle vie, rimanessero le giostre coi cavallucci a dondolo, la ruota girevole, il tiro a segno e le macchine degli autoscontri, fasciate di gomma resistente. Come se, pensi, di tutti i dolori, le angosce e le paure di bambino, restasse l’odore delle uova della maestra Spina: un atto d’amore che t’avrebbe accompagnato, forse, fino al cimitero. Perché vivere, a volte, è fiutare come cani in cerca di cibo, di una femmina con cui accoppiarsi, di un albero che permetta di alzare la zampa e di pisciare.

24 pensieri su “2. Odori

  1. Sono proprio gli atti d’amore che ci aiutano a crescere, a diventare persone consapevoli, grandi.
    Il loro ricordo, il loro odore e sapore ci accompagna per tutta la vita e ci spinge ad amare con la stessa intensità, a restituire il bene che abbiamo ricevuto.
    Un bambino amato sarà un adulto capace di amare e con il desiderio di farlo; ma anche un adulto amato diviene in grado di amare con lo stesso slancio, perché non è mai troppo tardi per imparare l’amore.

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  2. I bei ricordi non si dimenticano mai perché sono segnati dall’odore di quelle “uova di cioccolata”, in cui c’è intriso tutto il profumo e il sapore di un atto d’amore.

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  3. L’odore della salsedine della Laguna, l’odore forte che ristagna nelle calli, il grido del gondoliere che avverte la sua venuta… odori, rumori di un tempo lontano che accompagnano ancora oggi il cammino in un luogo diverso ma con lo stesso amore imparato allora, che aiuta a sopportare meglio il dolore e le ansie, a condividere le gioie e, se possibile, a trasmetterle all’altro!

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  4. Gli oggetti, le vie i palazzi , in negozi ecc.. sono tutti elementi che assumono un significato quando stiamo vivendo un momento particolare della nostra vita, ed essi come se parlassero ci fanno ritornare in mente , come in una fotografia, gli odori e le persone che sono state importanti nel periodo più bello della nostra infanzia.

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  5. Questo romanzo sin dai primi passi me lo sento addosso come un vestito che mi sta a pennello.
    Troppe le analogie: da quell’ Ostia “sparita” coi suoi viali museo del Liberty e dell’Art Deco (delle vie citate quella di casa mia era una traversa); alla Prima a cinque anni che ti regala la precocità rispetto agli altri, da allora ho sempre fatto tutto prima, tutto troppo presto, anche i figli, a loro la primina non l’ho fatta fare, volevo che l’infanzia seguisse i ritmi naturali, la mia fu colma d’amore ma durò poco come una farfalla; alla maestra giovane coi buchetti sulle guance che la facevano più dolce della cioccolata che ci dava; aggiungo l’Anco Marzio pre-riforma, quant’era duro mandare a memoria tutta la Medea in metrica greca.
    Ecco perchè in mezzo a queste righe come le onde calde dell’acqua bassa del Lido dove potevo fare il bagno ho voglia di farmi cullare come da bambino tra gli odori e i colori, prima dei dolori che presto si son fatti vivi, prima che imparassi a fiutare come un cane.
    Per questo ringrazio maggiormente chi lo scrive, che mi fa tornare col pensiero al tempo in cui d’amore ne avevo immagazzinato così tanto che spero con quella scorta possa arrivare tranquillamente agli “alberi pizzuti”.

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  6. Più forti dell’ordine razionale che i ricordi prendono quando li allineiamo in immagini, nomi, luoghi sono proprio gli odori: associazioni istantanee, imprevedibili, profonde che mettono a nudo il cuore, e spesso non solo il cuore.

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  7. Il brano di Poulenc sottolinea molto bene il saccheggio della realtà, ora delicato ora più impetuoso, da parte di un bambino, i cui sensi ancora non sono imbrigliati dalle difese razionali degli adulti. Può, pertanto, “superare le dosi consigliate” nell’assorbire immagini, odori, sapori. Ciò che resterà impresso nella camera oscura della memoria, e prima ancora nella carne, saranno quelle tracce di vita maggiormente intrise di emozioni, perché da bambini si ama e si soffre con le mani, con gli occhi e con il naso.
    Più tardi daremo un nome alle emozioni e ai sentimenti, ma sarà la verità?

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  8. Vivere a volte è scavare in cerca di uno sguardo, anche uno soltanto, distillato odore di un sorriso che si posò allora sullo sguardo innocente, sul cuore sanguinante, che oggi torna a posarsi sulle piaghe di una memoria ferita, di un’infanzia troppo spesso tradita, a redimere ogni dolore; vivere a volte è cercare invano, è non smettere mai di cercare, nonostante.

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  9. Come la spirale della via che saliva verso scuola, che più saliva e più ti sembrava di affondare e perderti.Ora ripercorro spesso quella strada, è il visibile di quelle emozioni, di quelle paure, è, ora con questi occhi, la tenerezza di pensare a quanto grandi potessero sembrare le cose dalla prospettiva di chi cresce, di chi immagina chissà quali cose salendo. Comunque, continua a sapere di erba tagliata.

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  10. Oggi il mare è, come si dice, una tavola, un’acqua trasparente che d’estate Ostia non sa nemmeno possa esistere. Il fondo sabbioso giace quasi immobile, fra i detriti che le mareggiate dei giorni scorsi vi hanno depositato sopra. Sembra una fotografia scattata alla vita che si consuma sul pontile, di chi ride, di chi soffre, di chi pensa e di chi se ne frega di tutto, tutti in attesa dell’onda, da cui respirare il profumo di una vita vera che non ha paura di cancellare i disegni sulla sabbia, di rovesciare o far emergere certezze e dubbi, perché ogni coscienza, possa mostrare il suo lato più recondito, quello che a volte è capace di sorprenderci.

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  11. Nel segmento temporale tra il balcone di Viale Beethoven e il cortile in Viale Europa s’inserisce una parentesi d’istanti strappati all’idrovora del tempo: il primo impatto coi grembiuli bianchi e la faccia dolce della maestra Spina, che a Pasqua celebrava il rito delle uova colorate: è il loro odore il ricordo più vivace

    Le cose si scoprono attraverso i ricordi che se ne hanno. Ricordare una cosa significa vederla − ora soltanto − per la prima volta.

    Cesare Pavese, Il mestiere di vivere, 1935/50 (postumo 1952)

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  12. La vita , a volte è strana,o forse siamo noi ad essere strani…ci sono momenti che non vorremmo mai guardare , come se li volessimo dimenticare, poi basta un niente, un odore che ti riporta a quel nostalgico momento ,che non vorresti più dimenticare,e lo ripercorri passo dopo passo seguendo quella scia che come un angelo custode ti sa guidare la dove ogni tanto ci si perde nel corso della via.

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  13. Allora è l’ora di ripetersi tutta la vita dalla infanzia?Esercizio per la memoria.
    La scuola elementare,ai miei tempi la scuola elementare era insieme con la scuola media,e ho passato là otto anni.Abbiamo formato le amicizie che durano fino oggi.
    Quando passo vicino la “mia” scuola mi torna sempre un sorrizo sentimentale, ho passato là bel’ momenti,mi piaceva andare a scuola

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  14. con anni tutto si è cambiato.Non c’è più la piccola stradina che mi portava a scuola,non ci stanno più le casette con giardini pieni di fiori colorati, tutto hanno buttato giù, construendo i grattacieli, e davanti la scuola non c’è più tranquillo, hanno construito la strada grande che a volte fa paura di atraversare.
    Con anni tutto cambia,rimane solo ricordo

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  15. Io invece per otto anni stavo in la stessa classe con mio fratello, perchè come io ero sempre minuscola e si sembrava che un più forte soffio di vento mi sdraia per terra,allora mia madre ha deciso che ferma mio fratello che è soltanto 11 mesi più grande di me e lo fa andare insieme con me,cosi mi può proteggere e portare zaino. Vero,mi proteggeva.
    Soltanto che come io sono andata a scuola che sapevo già scriverre,leggere e contare, allora mi annoiavo e per divertirsi giocavamo con mio fratello- si menavamo e si buttavamo dal banco (qualcosa devevamo fare per queste qualche ore!)

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  16. …ma è come se gli anni si fossero dissolti in un istante;

    A volte vivere è scrivere su una grande agenda elettornica i fatti che si rincorrono. Una memoria fredda e meccanica che ha una parte ram che gira di base, appena apri gli occhi la mattina, se non funzionasse non li apriresti, e una di massa, un grande archivio, con spazio espandibile perchè c’entri tutto ma proprio tutto. Solo scorrendo avanti e indietro puoi trovare la cronologia dei giorni e degli eventi. Cosa c’è di diverso da un robot perfettamente programmato? Gli odori, i sapori, le immagini, i suoni, le percezioni tattili, senza i 5 sensi la vita vera non esisterebbe, le vie e i negozi non sarebbero che un’immagine delle tante mappe cibernetiche. Ma soprattutto c’è un senso, il senso che diamo alle cose, che alberga in un muscolo che chiamiamo cuore. Questo p ciò che evita la dissoluzione

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  17. Forse perché ci colpiscono non volutamente gli odori restano impressi nella nostra mente e li associamo ad esperienze, persone, emozioni. La nostra vita è una corsa frenetica e capita di non fermarsi più a sentire gli odori, leggendo questo post ho capito quanto è bello fermarsi un momento, chiudere gli occhi, respirare con la mente e tornare ai ricordi spensierati.

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