3. Il posto migliore

da qui

Siamo di nuovo in Viale Europa: la vita è lo spazio in cui si vive, l’angolo di mondo in cui un dettaglio ne richiama mille; perfino le assenze, ciò che ha smesso di esistere per sempre: il negozio di alimentari Liberati, il bar Rossana, la vetrina di Eurosport dove, incantato, contemplavi l’ultimo modello di scarpe da ginnastica. La matassa ingarbugliata dei ricordi t’impedisce di trovare un filo, un punto qualsiasi da cui mettere in moto l’inventario. La prima scena che ti viene in mente è quando, sul balcone, cominci a trafficare coi fiammiferi e la carta da giornale: hai in mano il cartoccio infuocato e non sai come venirne fuori, finché decidi di gettarlo giù, nel giardino del cortile. Quando vedi il pitosforo bruciare, capisci che la frittata è fatta: ti lanci per le scale con il cuore in gola, per domare le fiamme che non avrebbero smesso d’inseguirti, come se la vita – la tua vita –  non fosse che un incendio appiccato quando meno te lo aspetti, mentre indugi sul balcone dei sogni irrealizzati, dei pentimenti ormai tardivi, e corri, corri, per estinguere il fuoco che ti porti dentro. Dovresti rincorrere te stesso, costringerti a pensare; Prometeo significa: che riflette prima. Ma può essere il contrario: è il fatto di pensare troppo che accumula una tensione al calor bianco, destinata a deflagrare da un momento all’altro. E’ ciò che t’impedisce di aggregarti al branco, di occuparti di qualcosa soltanto perché la fanno gli altri: la vocazione di ribelle si riaffaccia, il bisogno irresisitibile di salire su un balcone, come Cosimo Piovasco di Rondò sugli alberi di Ombrosa, per controllare i movimenti, verificare gli scarti imprevedibili della balena azzurra che spruzza ancora fumo dalla coda, per capire quanto possa impiegare una carta di giornale a diventare cenere o a distruggere un cortile. Su Viale Europa il sole tramonta lentamente; la basilica dei santi Pietro e Paolo è un corpo alieno che ha deciso d’installarsi qui, sulla collina, convinto che sia il posto migliore per dare senso al passato ormai perduto.

21 pensieri su “3. Il posto migliore

  1. Fides

    Salvare il fuoco quando tutto intorno sembra gelar i l’anima e’ l’unico modo per sentirsi disperatamente, caparbiamente, miracolosamente vivi.

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  2. M&C

    Azzeccatissimo il paragone con Cosimo Piovasco! Anche lui con “la vocazione di ribelle”, troppo intelligente per aggregarsi al branco e per questo spesso giudicato testardo e irremovibile nelle sue decisioni, ma secondo me invece solo coraggioso e fedele alle sue scelte, costante ed orgoglioso evidentemente fin da bambino.
    Ma soprattutto, anche se palesemente “al di sopra” degli altri, per posizione, cuore ed intelligenza, non è mai distante da nessuno, semmai anzi è vicino a tutti, soprattutto nel momento del bisogno, mantenendo saldi i contatti col mondo e senza mai dimenticare di essere un uomo della società.

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  3. bioraffaella

    Pensare troppo di fronte ad una soluzione difficile da affrontare non giova a nessuno,in questi casi, quando si è troppo indecisi la migliore cosa da fare è …agire.Solo cosi si può trovare la soluzione giusta ai nostri problemi,senza avere alcun rimpianto,mentre diamo uno sguardo al nostro passato.

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  4. ema

    “come se la vita – la tua vita – non fosse che un incendio appiccato quando meno te lo aspetti”

    La nostra vita è quella realtà che rischieremmo di far morire senza averla conosciuta se non la ricordassimo e quindi se non la ricreassimo.

    ” No, se non avessi convinzioni intellettuali, se cercassi soltanto di ricordare il passato e di duplicare con questi ricordi l’esperienza, non mi prenderei, malato come sono, la briga di scrivere. ”

    M.Proust

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  5. RossellaT

    la frittata è fatta: ti lanci per le scale con il cuore in gola

    La fiamma si è accesa, la gioia di sentirsi vivi, liberi da ruoli ed etichette ma anche spaventati, perché seguire istinto e cuore spesso comporta dover fare scelte sofferte.

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  6. agnese

    Invece a me,con questo balcone,si è ricordato come una volta siamo rimasti io e mio fratello da soli a casa (avevamo forse 9 anni). A mio fratello è venuta la voglia di uscire e giocare con pallone. Allora,come stavamo senza chiavi di casa, mio fratello è uscito con pallone,io ho chiuso la casa e sono scesa giù dal balcone dal primo piano,perchè io ero più leggera (si poteva scendere aggrappandosi di un filo di ferro).Poi quando abbiamo deciso che genitori possono tornare,allora io mi sono arrampicata dal balcone,ho aperto la porta a mio fratello,abbiamo chiuso la casa come ci fosse niente.Bambini bravi

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  7. agnese

    Non è detto che se da bambino uno combina guai,da adulto diventa delinquente. Ogni uno si fa le sue esperienze.
    Ogni età ha le sue diritti!

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  8. agnese

    “sul balcone,cominci a traffficare coi fiammiferi e la carta da giornale…”
    guarda come eri a questa età già intelligente,lo sapevi che la carta si può fare bruciare con fuoco che danno fiammiferi! Da me,una volta un bambino,vicino di casa, giocava con fiammiferi e ha dato il fuoco al tappeto.

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  9. agnese

    “Dovresti rincorrere te stesso,costringerti a pensare”
    e dai! non si nasce già sapiente! Sono proprio l’esperienze della vita e studiare che ti da intelligenza…
    A vilte dico a Michele- usa cervello,perchè organo non utilizzato sparisce! (ho imparato questa frase in liceo,ma non si trattava del cervello)

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  10. pmartucci

    Luogo molto particolare: un balcone, almeno nelle case che ci sono familiari, non è mai troppo in alto, si stacca dal basso di un cortile, o di un giardino, e regala uno sguardo che si da spazio, una prospettiva aperta certo su un tutto ma ancora con i contorni ben distinti. E’ come un “fammici pensare”, una pausa o un pensiero tra lo scendere e perdere l’insieme o il rimanere padroni dello spettacolo-mondo. Ma da vicino…

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  11. robysda

    Ma in tutta quella smania c’era un’insoddisfazione più profonda, una mancanza, in quel cercare gente che l’ascoltasse c’era una ricerca diversa. Cosimo non conosceva ancora l’amore, e ogni esperienza senza quello che è? che vale aver rischiato la vita, quando ancora della vita non conosci il sapore?

    Il barone rampante, I. Calvino.

    Disallineato da ogni schema, il bisogno di salire ogni volta sul balcone per non scendere a compromessi con una mentalità mediocre fatta di riti e consuetudini, proietta al mondo l’immagine del ribelle, il coraggio di reagire alla quiete di una borghesia composta, atteggiamenti di un cuore che arde impaziente, alla ricerca incessante dell’amore autentico e libero d tutti i vincoli, quello per cui bisogna agire, subito, senza perdere tempo. Dall’alto della collina, una palla di fuoco diffonde la sua essenza, colorando un branco monocromatico di anime, rinchiuse nelle prigioni dell’egoismo, che vagano, inconsce, alla ricerca di nuovi sapori

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  12. gum

    Nel gesto curioso di un bambino che gioca maldestramente col fuoco, c’e forse il dilemma della vita: sarà quella la fiamma della conoscenza per cui ” fatti non fummo a viver come bruti” o quella della verita’ che potrebbe finalmente incendiare il mondo con la sua bellezza?

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  13. Barbara

    “… mentre indugi sul balcone dei sogni irrealizzati…”
    Il passato è pieno di sogni irrealizzati: sogni che altri hanno sognato per noi, sogni che ci piacevano perché li faceva l’amico/a del cuore, sogni fatti per compiacere, per far parte di un gruppo e non sentirsi soli. Poi, un giorno, scoppia l’incendio e il fuoco distrugge ciò che era destinato ad essere distrutto. Però, nel tempo, continuerà ad ardere e alimentare quel sogno che era soltanto nostro e di nessun altro, e lo farà facendo piazza pulita di tutto ciò che è inutile.
    Magari quel sogno non lo si realizzerà nella forma prevista o desiderata, ma il fuoco continuerà a spingerci verso l’unica direzione possibile per ciascuno di noi. A volte potrà sembrare spento, in realtà è sempre lì, a covare sotto la cenere, in attesa di quel soffio capace di farlo rivivere.

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  14. Ernesta Scappaticci

    @ Barbara
    Condivido in pieno le tue parole!
    Speriamo che il sogno si faccia fuoco presto per noi tutti, una bella folata di vento lo riaccenderà per tutti noi che lo aspettiamo da tempo.
    Ernestina.

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