“FIORI CIECHI”, DI MARIA ANTONIETTA PINNA

Recensione di Giovanni Agnoloni

Fiori ciechi, di Maria Antonietta Pinna (Annulli Editore) è un’opera che spiazza, come sanno fare le migliori tra quelle che spostano il punto di osservazione dall’uomo alla natura. Qui i protagonisti, sia pur “antropomorfizzati” nel pensiero, sono dei fiori. Ho detto “nel pensiero”, ma avrei dovuto dire “nelle emozioni”, perché questi personaggi, che animano Florandia, un’immaginaria Repubblica dei Fiori, sono dei piccoli archetipi emotivi, coacervi di passioni e moti viscerali.

A volte mi sembra di trovarmi di fronte a una “variabile impazzita” del Connettivismo, ma non è così. Vi sono spunti descrittivi di lirismo cosmico, ma a mio avviso prevalgono elementi (sia pur originalmente interpretati) di forte simbolismo e surrealismo.

Maria Antonietta Pinna si aggira sui confini del territorio della riluttanza, di quelle passioni scomode e “antipatiche” che spesso cerchiamo di evitare rifugiandoci in un concetto di Natura azzimato ed estetizzato, a nostro uso e consumo. La Natura – e questo è un dato di fatto che purtroppo non possiamo fare a meno di riconoscere – è invasa e contaminata dall’inquinamento umano, di ogni tipo.

Questo libro ci fa prendere atto delle emozioni disarmoniche a cui ci siamo ridotti, perché, con un efficace paradosso/rovesciamento, le trasforma proprio in quelle voci della Natura – piante e fiori – da cui possiamo trarre spunto per riavvicinarci alla nostra Fonte.

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Informazioni su giovanniag

Giovanni Agnoloni (Firenze, 1976), è scrittore, traduttore letterario e blogger. Autore del libro di viaggio "Berretti Erasmus. Peregrinazioni di un ex studente nel Nord Europa" (Fusta Editore, 2020) e del romanzo psicologico "Viale dei silenzi" (Arkadia, 2019), ha anche preso parte al romanzo collettivo "Il postino di Mozzi", a cura di Fernando Guglielmo Castanar (Arkadia, 2019). È inoltre autore di una quadrilogia di romanzi distopici sul tema del crollo di internet e della società del controllo ("Sentieri di notte", "Partita di anime", "La casa degli anonimi" e "L’ultimo angolo di mondo finito", editi da Galaad tra il 2012 e il 2017 e in prossima riedizione in volume unico), in parte pubblicata anche in spagnolo e in polacco e in prossima riedizione in volume unico. Ha scritto, curato e tradotto vari libri sulle opere di J.R.R. Tolkien (su tutti, "Tolkien. Light and Shadow", opera bilingue italiana-inglese, ed. Kipple, 2019), e tradotto o co-tradotto saggi su William Shakespeare e Roberto Bolaño ("Bolaño selvaggio" a cura di Edmundo Paz Soldán e Gustavo Faverón Patriau, ed. Miraggi, 2019, tradotto insieme a Marino Magliani), oltre a libri di Jorge Mario Bergoglio, Amir Valle e Peter Straub. Ha partecipato a numerose residenze letterarie e reading in Europa e negli Stati Uniti, e traduce da inglese, spagnolo, francese e portoghese, oltre a parlare il polacco. I suoi contributi critici sono disponibili sui blog “La Poesia e lo Spirito”, “Lankenauta”, “Poesia, di Luigia Sorrentino” e “Postpopuli”. Insieme alla giornalista Valeria Bellagamba, ha creato e gestisce la pagina Facebook "Anticorpi letterari", con interviste in diretta video a protagonisti del panorama culturale italiani e internazionale. Il suo sito è www.giovanniagnoloni.com.

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