Provocazione informa d’apologo 233

Avevo un amico da molti competenti ritenuto poeta grande anzi grandissimo, il quale, benché esortato e perfino pregato, si era sempre sottratto alla pubblicazione di anche uno solo dei suoi scritti.

Morto e sepolto costui mentre mi trovavo in viaggio, al mio ritorno non ho potuto far altro che visitarne la tomba, ansioso di vedere se su di essa avesse fatto collocare uno di quei messaggi di cui, pur nel suo riserbo, non era mai stato avaro con coloro coi quali veniva in contatto.
Ed ecco che ho trovato sulla lapide, oltre al nome e alle date, un piccolo acquarello sotto vetro, in una cornice d’argento barocca: su una riva sabbiosa, a due palmi dal punto in cui la terra ed il mare s’incontrano, un secchiello, un rastrello e una paletta, alcune formine e una palla, a vivaci colori.
E il mio pensiero è volato a quanto l’amico in ogni occasione più o meno diceva:
“Dobbiamo essere consapevoli della parte di noi che non cresce, cioè che non cede alle cose piattamente minute della vita, e difenderne il serio giocare alla presenza delle grandi: il suo esprimere, rendendolo come eterno, il momentaneo equilibrio di una fragile grazia di fronte all’onda che incombe e che l’annienterà”.

8 pensieri su “Provocazione informa d’apologo 233

  1. Ilaria

    “rendendolo COME esterno “… perchè eterno caro Roberto davvero non lo è…
    aimè… ma se l’onda cancella noi possiamo riscrivere , e riscrivere , e riscrivere…
    e poi chissà.
    parole toccanti.
    un abbraccio.

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  2. gum

    La parte che non cresce e’ la parte coerente che e’ dentro di noi e che i grandi poeti hanno anche fuori, senza bisogno di pubblicarla.
    Un grazie sentito.

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  3. elisabetta bordieri

    catalizzata da quei “due palmi dal punto in cui la terra ed il mare s’incontrano”.
    è rinchiuso tutto lì dentro.
    una buona serata rob.
    eli

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  4. robertorossitesta

    Car* tutt*,
    un grazie e un abbraccio da
    Roberto
    P.S. “rendendolo COME esterno “: sia una proposta sorniona o un lapsus (se è un lapsus ancora meglio), quell'”esterno” tocca un punto davvero importante.
    Grazie, Ilaria

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  5. matteotelara

    In fondo è lo spettacolo che più amiamo da bambini, l’onda che arriva a distruggere il castello appena finito.
    Che sia un attimo eterno o meno, non vedo l’ora di cominciare a costruirne uno con mio figlio…
    Un caro abbraccio.
    Matteo

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  6. robertorossitesta

    Caro Matteo,
    sarà certo il momento più bello della vostra vita.
    Un abbraccio a te e ai tuoi,
    Roberto

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