Le formiche e le cicale indifferenti

Senti come soffia il fischio del Duquesne, soffia come se non avesse mai soffiato prima, piccola luce azzurra, rossa luce lampeggiante, soffia come se fosse davanti alla porta di casa mia.
Bob Dylan, da Duquesne Whistle, Tempest, 2012

di Loris Pattuelli

Il protagonista di questa storia non è una cicala ma una formica incapace di campare alla giornata, sembra uno che interpreta la sua parte, lo diresti quasi un poeta, forse è proprio un poeta.
Diretto da Nash Edgerton, già con Bob Dylan in must be santa claus e beyond here lies nothin’, duquesne whistle parla di un ragazzo che deve conquistare una ragazza.
Si parte con lui che ruba una rosa dal fioraio e lei che gli spruzza dello spray negli occhi. Nel giro di un minuto il ragazzo ci riprova, ma questa volta è la polizia a metterlo nei guai. Dopo una notte in carcere, la scena si ripete il mattino seguente. Adesso lui la corteggia per strada, ma in strada c’è anche una banda che lo massacra di botte. Steso per terra, il ragazzo non smette di provarci. Ogni tanto qualcuno gli passa accanto, lo guarda, lo scansa e poi si sposta da un’altra parte.

flagellazione

La flagellazione di Piero della Francesca (Tempera su tavola di 59 x 81,5 cm) si divide in due aree rettangolari. A sinistra c’è la scena che titola il quadro, mentre a destra un uomo è affiancato da due signori che lo ignorano completamente.
Le due scene sono temporalmente disgiunte. Quella della flagellazione è ben riconoscibile, ma appare in secondo piano sulla parte sinistra del quadro. I tre uomini in primo piano sulla destra girano invece le spalle al Cristo e ai suoi carnefici.
A sinistra c’è un uomo seduto, è vestito come un imperatore orientale, tiene le mani in grembo e il suo sguardo sembra sconsolato. Davanti a lui si svolge la flagellazione. Il Cristo è legato ad una colonna sormontata da una statua che rappresenta il sole. L’addetto alla flagellazione ha una tunica nera. Degli altri due personaggi, uno tiene Gesù per un braccio, mentre l’altro indossa un turbante e osserva dando le spalle a chi guarda il quadro.
In bella vista sulla destra ci sono tre personaggi: il primo è un uomo barbuto vestito come gli orientali, il secondo è un giovane scalzo con una tunica rossa, il terzo è un signore con un abito elegante in broccato.
La luce proviene da sinistra e da destra e illumina anche la parte di soffitto posta sopra la testa del Cristo. Un bagliore chiaro e diffuso sembra bloccare le due scene. Il quadro racconta i dolori del mondo, e poi anche il presente, il passato e il futuro dell’umanità. Da notare che le figure che stanno in fondo a destra sono soltanto un doppio, una replica di quelle che si possono vedere in primo piano sulla sinistra.
La vicenda rappresentata sullo sfondo è in realtà un atto unico che può essere collocato da qualsiasi parte e in qualsiasi tempo. La flagellazione avviene nella più completa indifferenza dei tre uomini che, pur condividendo il medesimo spazio reale dove si compie il fatto, sembra non si accorgano nemmeno di quel che sta succedendo a pochi passi da loro.

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