“SCRIVERE LA NATURA”, DI DAVIDE SAPIENZA E FRANCO MICHIELI

Recensione di Giovanni Agnoloni

Davide Sapienza e Franco Michieli, Scrivere la natura (ed. Zanichelli)

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Questo libro di Davide Sapienza e Franco Michieli è qualcosa di più e di diverso da un saggio. È un’esperienza, un percorso fra i testi e i mondi che compongono il mondo. E insieme è una “guida” e un “manuale”. Una “guida”, perché illustra itinerari intimi tra i luoghi del pianeta e i topoi della letteratura, anche e soprattutto di viaggio. Un “manuale”, perché insegna a percepire le vibrazioni intime che si dispiegano da quei luoghi e dai passi letterari che ne sono espressione, per pervadere il lettore e coinvolgerlo in un’esperienza autenticamente subcreativa, per dirla con Tolkien. Così diventa anche un “breviario per aspiranti scrittori”, forse più efficace di tante scuole, perché non dà tanto suggerimenti su come scrivere, ma su cosa posare l’attenzione, prima di e quando ci si accinge a scrivere.

I grandi autori testimoni della Natura e del mondo diventano dunque degli “apripista”, araldi e modelli di un modo sottile di rapportarsi al Creato (o forse dovrei dire all’Holos, il Tutto). I loro archetipi, come la Balena Bianca di Melville, si rivelano presenze già attive dentro noi lettori e potenziali attori, delle quali dobbiamo solo recuperare memoria. Lo scrittore che vuole viaggiare in sintonia con queste frequenze (e francamente non so come potrebbe esimersene) deve ritrovarle dentro di sé, rendendosi prima di tutto conto non di non essere Ego, ma di essere (nel) Sé. Un Sé individuale, sì, ma per sua natura coesteso alla Natura della terra e del cosmo, dove si aggirano, un po’ come le Idee della filosofia platonica, le quintessenze dei protagonisti di tanta parte della letteratura immersa nei sentieri del mondo, come il cane-ritornato-lupo de Il richiamo della foresta di Jack London.

Questo saggio vi lascerà addosso un residuo energetico-percettivo, che – forse più di qualunque “lezione” formalmente intesa – vi porterà a desiderare di viaggiare e di prendere la penna in mano. Uscendo dalla (e riecco Platone) Caverna e dal letargo dell’inconsapevolezza.

2 pensieri su ““SCRIVERE LA NATURA”, DI DAVIDE SAPIENZA E FRANCO MICHIELI

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