15. La trama

da qui

Perché poi, a pensarci bene, il guaio di un bambino è che ignora i retroscena, è gettato sul palco senza aver studiato la sua parte: forse per questo ti arrovellavi sul letto a castello con i libri in mano, la mattina, poco prima che gli altri si alzassero per lavarsi e fare colazione. Come potessi salvarti, nell’interrogazione, lo sa soltanto Dio. Ma più spesso studiavi diligentemente, col ritmo lento del poeta che si fa distrarre da ogni cosa: la mosca che vola, l’abbaiare del cane nel cortile, il ticchettio dell’orologio che segna un tempo diverso, lontano da quello che batte nel tuo cuore. Hai sempre il problema di pensare a qualcos’altro, il maledetto vizio di sognare, d’inventare racconti nei quali ti perdi pure tu, finché, di soprassalto, ritorni in te cercando di mandare a memoria i faraoni, le industrie del Piemonte, la Cavallina storna di Giovanni Pascoli. Non t’importa nulla della scuola, perché l’armadio azzurro con le righe rosse, in fondo al corridoio, è la porta ideale per il vostro calcio da camera da letto, e pensi solo in quale angolo potresti indirizzare la palla odiata da papà e da mamma. Già, la mamma: sicuramente, fin d’allora, si sprofondava in preghiere senza fine, a Gesù crocifisso, alla Madonna, a tutta la schiera dei santi e delle sante in paradiso. Ricordi che, appena ci riusciva, guadagnava la poltrona prediletta e leggeva, leggeva, e non avevi abbastanza esperienza per chiederti come fosse possibile che una mamma leggesse così tanto. Col senno del poi, ti chiedi se il tuo amore sviscerato per i libri non nascesse proprio da quel gesto di sedersi e scivolare in un’altra dimensione, sottratta al dolore della vita, come se ,leggendo, fosse possibile salvarsi dai mostri che già allora t’incutevano paura, facevano di te il bambino timido accucciato nel suo banco, attento a ogni parola emessa dalla labbra della maestra Battistoni, confuso di fronte alle bravate di Pietroni e Masserotti, rassegnato alle lezioni arroganti di Aldo Bises. E chissà se ancora adesso, che metti in fila parole su parole, immagini di scrivere qualcosa che tua madre leggerà, sulla poltrona accanto alla finestra; e se il suo sguardo pensieroso non ti guidi ancora sul rettangolo liscio dello schermo, contagiando le sue ansie, il desiderio che la storia vada o non vada in una certa direzione, e ti obblighi a dire adesso basta, sono io che scelgo come va a finire, non m’importa se ti alzi e te ne vai perché la trama non ti piace, perché volevi che facessi un’altra vita.

21 pensieri su “15. La trama

  1. Se la trama della nostra vita può non piacere a nostra madre, ciò non vuol dire che non piace a nessuno ,soprattutto perché in prima persona piace a noi! E se piace a noi certamente piacerà anche a qualcun’altro.

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  2. – il guaio di un bambino è che ignora i retroscena, è gettato sul palco senza aver studiato la sua parte…

    La spontaneità e la semplicità dei bambini sono la cosa più bella del mondo: non hanno maschere, non fanno filtro, non subiscono condizionamenti e sanno sognare veramente, la loro fantasia e progettualità non ha confini.
    Noi genitori amiamo questa loro capacità, ma allo stesso tempo la temiamo, perché sappiamo che la trama non va sempre verso la meta prescelta e la vita spesso pone davanti degli ostacoli: delusioni, dolori e tradimenti.
    Vorremmo proteggerli, suggerendo loro la trama più giusta, perché li amiamo troppo, ma l’atto d’amore più grande che possiamo dedicargli è lasciarli liberi di scegliere e di imparare anche dagli errori e dalle piccole ma grandi e dolorose sconfitte.

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  3. Si legge non tanto per imparare, allora, nè in fondo per essere intrattenuti in modo intelligente: lo si fa per lasciare che quella prosa scorra su certe personali stanchezze, o sconfitte, o disfatte, e ne lenisca il bruciore, sciacquando via lo sporco della ferita. Così si legge per il puro piacere della lettura, e per salvarsi. (Alessandro Baricco)

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  4. Ognuno di noi costruisce il proprio mondo ma questo mondo dipende dai concetti che ereditiamo ed è per questo che ogni madre, seppur non condividendo, rispetta questa autonomia.

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  5. Quando si cresce le trame non sono mai come quelle che i nostri genitori vorrebbero . La rottura del cordone ombelicale è dolorosa per entrambi ,ma al tempo stesso necessaria , se la trama che si sta per scrivere è quella giusta!

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  6. “Hai sempre il problema di pensare a qualcos’altro, il maledetto vizio di sognare”

    Un sogno d’amore è la trama vincente per ogni esistenza.

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  7. Colpisce come quell’attrazione sviscerata per i libri nasca da una memoria di salvezza, da un moto spontaneo, in contrasto con la rassegnazione alle ‘lezioni arroganti’, all’istruzione imposta, perché l’amore è sempre una libera adesione.

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  8. Hai sempre il problema di pensare a qualcos’altro,

    Si pensa sempre a qualcos’altro quando ciò che abbiamo davanti non cattura la nostra attenzione,perché i nostri sogni e i nostri progetti sono altri,sono quelli che vogliamo realizzare, sono quelli che poi amiamo ancora di più.

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  9. non m’importa se ti alzi e te ne vai perché la trama non ti piace, perché volevi che facessi un’altra vita.

    L’amore è una strada a senso unico: parte da te e va verso gli altri.
    Se pensi di trattenere per te qualcosa o qualcuno,

    anche per un attimo, l’amore ti muore tra le dita.»
    (M. Quoist)

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  10. Un scrittore ha detto:”la vita è il teatro di un attore”. Siamo noi attori di nostra vita, nessuno di noi è preparato per recitare la sua parte, dobbiamo improvvisare, a volte sbagliando, a volte ascoltando suggerimenti, ma comunque dobbiamo continuare,senza essere preparati,nostro spettacolo di vivere per arrivare alla fine,vincitori.

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  11. Mi piaceva sempre leggere,non solo per imparare, ma un po’ per sfuggire alla realtà, per “spostarsi” a un altro mondo del libri. Ero sepre sognatore.

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  12. Pingback: La trama | La sottile voce del silenzio

  13. E un giorno raggiungi la stazione perché è arrivato il momento di partire, di andare e di conoscere, di crescere e sbagliare, nuove terre che non aspettano che essere scoperte; è la vita che chiama, un viaggio imperdibile in cui le regole del gioco spesso tradiscono i sogni da bambino, uno specchio sul quale confrontarsi sulla verità tutta da scoprire, sentimenti controversi che scrivono ogni giorno una pagina di vita, fra un incontro col dolore e un altro con il sole. Occhi e mani che, insieme, continuano a tessere la trama di un romanzo autentico.

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  14. Bella pagina, piena di cose familiari.
    Saluto più in particolare, tra tutti, la mosca che vola, le industrie del Piemonte e la porta immaginaria alla quale indirizzare tiri all’infinito. Timido, attento, confuso, rassegnato: sembianze dei bambini sensibili che nessuna scorza di corpo da uomo è veramente in grado di cambiare.
    Ma l’uomo ancora si chiede: sono proprio io che scelgo come va a finire?

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  15. C’e gia’ stata una mamma che avrebbe voluto che il figlio scrivesse una trama diversa del proprio destino nel libro mai scritto, anch’essa pregava ma intanto sapeva non essere lei che avrebbe potuto cambiare la sua scelta divita.

    Il recente continuo parlare di fine del mondo mi ha fatto pensare che forse e’ questo il giusto momento per uscire dal mondo dell’io ed entrare nell’altro.

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