19. Ancora oggi

da qui

E’ arrivato il momento di prendere congedo dal corridoio di Viale Europa. Sai che non hai detto quasi nulla, ma la vita è tenere ciò che resta dopo un giorno di pioggia, raccogliere i funghi spuntati nella notte, sperando che non siano velenosi. Provi un senso di colpa immaginando le persone che ti hanno dato il tempo e di cui non hai parlato; ma un taglio così netto, forse, serve a rimuovere il dolore, ciò che ti ha turbato e fatichi a ricordare. Per esempio, ti chiedi perché, in occasioni del tutto secondarie, avverti un blocco: da dove nasce questa specie di allarme? Quale atto ha incrinato la fiducia, costringendoti a muoverti nel mondo col sospetto che qualcuno possa nuocerti? Dovresti camminare a lungo sotto i tigli, interrogare ogni negozio, fermarti qualche istante a ogni portone, percorrere con il fiato corto le scale del palazzo, entrare nelle stanze in cui hai vissuto i primi anni, così indifesi, così terribilmente esposti alla violenza. Ma può darsi che non sia successo nulla: sei tanto ricettivo che sussulti a ogni muovere di foglia, condannato a registrare i dettagli più minuti e a metterli in rapporto col quadro complessivo. Hai guardato mille volte da questa prospettiva: due filari d’alberi e la chiesa sullo sfondo, il cubo di calce a metà strada tra un osservatorio e un’astronave aliena. Ti chiedi se, ricominciando adesso, potresti cambiare qualcosa di quello che è accaduto: infischiartene dei consigli di insegnanti e genitori; diventare più costante negli impegni che non hai mai portato a compimento; chiedere al prete di abbassarsi un poco, per fissarlo negli occhi e capire se è sincero; prendere di petto il terzino che ti falcia ogni volta che voli verso il goal. Ma poi, a pensarci bene, è giusto che il passato sia passato: da dove arriverebbe l’energia che spinge le tue dita, senza mai esaurirsi? Da nessun’altra parte scoccherebbe la scintilla che ti obbliga a riempire pagine su pagine, come se il vuoto scavato da ogni gesto malizioso, come se tutte le ferite accumulate negli angoli dell’EUR imponessero di tessere e ritessere la trama dei tuoi sogni, confrontando le macerie dei ricordi con la rete luminosa delle stelle, che giá allora t’incantavano, cercando ogni volta di riprendere il filo della storia che non sai, ancora oggi, come possa finire. Ti alzi il bavero dell’impermeabile e raggiungi il numero 55: concentri ogni ricordo nel cortile dove hai dato fuoco alla carta da giornale e l’hai gettata dal balcone. Vuoi capire se la brace è ancora viva, se qualcosa si è salvato dalla corsa disperata per spegnere un fuoco che avrebbe dovuto rimanere acceso.

21 pensieri su “19. Ancora oggi

  1. Ogni “tessera” della trama del proprio vissuto rivela una parte del disegno non ancora definito ai nostri occhi,ma è certamente un elemento essenziale per la realizzazione dei nostri sogni ,che al momento ci appaiono lontani.

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  2. Nessuno può sapere come va a finire la storia, ma non é importante: quello che conta é “capire se la brace è ancora viva”, é riuscire a mantenere accesso il fuoco buono dell’Amore che ti consuma dentro, nonostante ogni “corsa disperata” , é sentire “ancora oggi”, in tutti i giorni, nel cuore, forte, il desiderio di infiammare il mondo e la voglia di farsi incantare dalla “rete luminosa delle stelle”.

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  3. Siamo sempre in bilico tra le “macerie dei ricordi” e la “trama dei nostri sogni” da tessere e ritessere. Siamo lì, a soffiare sulla brace di un fuoco che non ha bruciato via le nostre memorie, ferite che tracciano la mappa della nostra storia.

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  4. Allora ho detto: “Non lo menzionerò piú e non parlerò piú nel suo nome”. Ma la sua parola era nel mio cuore come un fuoco ardente, chiuso nelle mie ossa; mi sforzavo di contenerlo, ma non potevo.

    Geremia 20,9

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  5. “Ma poi, a pensarci bene, è giusto che il passato sia passato: da dove arriverebbe l’energia che spinge le tue dita, senza mai esaurirsi? ”

    “Le lacrime non sono espresse dal dolore, ma dalla sua storia. ”

    Italo Svevo

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  6. “Ti chiedi se, ricominciando adesso, potresti cambiare qualcosa di quello che è accaduto”.
    Insomma, come eravamo e come siamo diventati. Tornare indietro per riscrivere il futuro. E chi almeno una volta non l’ha pensato…
    Ma non si può, possiamo soltanto fantasticare di un passato che è stato futuro e che non esiste più, se non come impronta nel nostro cuore, eco pulsante di mondi lontani. Ma proprio nella capacità di accettare ciò che passa e trascorre, sta la dolcezza fragile dell’essere umano.

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  7. Le persone sensibili sono persone “ricettive” perché avvertono e sentono nel più profondo del loro animo le gioie i dolori e anche le delusioni del mondo che le circonda fino a farle diventare proprie,solo cosi ci si può specchiare nell’altro,solo cosi si può aiutare e comprendere l’ altro.

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  8. da dove arriverebbe l’energia che spinge le tue dita…dalla capacità di amare la vita e di viverla fino in fondo insegnando anche agli altri come si fa,perché la vita é fatta di minuscoli,meravigliosi dettagli del presente che diventeranno parte del passato ,un piccolo tesoro inestimabile di cui dovremmo avere sempre cura ,infatti è dal passato che si impara a crescere ,è dal passato che si impara a vivere ed è sempre dal passato che si guardano gli errori e si decide di cambiare per diventare quello che siamo: persone migliori!

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  9. Funghi, fiori, macerie, piccole perle, frammenti di stelle: il ciò che resta, noi scrigno siamo quelle memorie che diventano la nostra immagine, concretezza quotidiana, alcune nostro malgrado, alcune per scelta. Siamo quello, unici in quella speciale mescolanza, nel nostro oggi che azzera passato e presente, di bello e brutto, di facile e difficile. Da dove arrivi l’energia, il fiato per continuare a soffiare sulla brace, per vivere, poi…mi viene in mente il Vangelo oggi, l’anziano Simeone, certo colmo di vita e di memorie: prima ancora delle sue parole, prima di descrivere i suoi gesti, si diceva, mosso dallo Spirito….

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  10. Schegge del tempo che disintegra il passato, rimaste conficcate nell’anima e nelle tue pagine come residuati bellici, uniche testimoni di una guerra tua.
    E tu, reduce di quella violenza sussulti e tremi allo schioccar di dita come fosse lo scoppio di una granata infida e letale.
    Sopravvissuto, un nuovo fronte ti aspettava e tante battaglie ancora per la conquista di una patria vera.

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  11. Ciò che oggi siamo è il frutto di quel che siamo stati, delle esperienze vissute e non, di chi ci ha forgiati nel bene e nel male. Se ciò che siamo oggi ci piace, ma oso dire anche se così non fosse, se riusciamo a cogliere la bellezza di ciò che siamo e a goderne, far felici anche gli altri allora neanche una virgola c’è da cambiare, tornare indietro o sognare di farlo è un elucubrazione mentale o un incubo.
    L’albero cresce forte e proiettato verso il cielo e non si chiede cosa sarebbe di lui se quella certa radice avesse ramificato più in là o se quel ramo pende dalla parte giusta, se quella foglia era meglio trattenerla un po’ di più o lasciarla andare prima, si erige verso il cielo perchè solo lì e solo facendo questo, guardando avanti, darà il meglio di sè a se stesso e a chi divide il suo stesso cosmo, la sua stessa storia, che passi un solo giorno e neanche si ricordi che c’è, o che ne conosca ogni germoglio nato e trasformato, ogni quadratino di corteccia e sotto la sua chioma trovi ristoro ringraziando il Creatore per un’opera così bella. Così anche noi dovremmo guardare avanti, mettere punti a capitoli scritti e completati, senza dimenticarne il contenuto solo per scriverne di migliori e nuovi, dovremmo nell’ispirazione che spinge la penna e la vita sapere che il fuoco non si spegne per il solo fatto che qualcosa non ci piace, e laddove non arde impetuoso cova sotto la cenere della nostra mancanza di entusiasmo, o sotto la cenere dei rimpianti, E finchè il fuoco arde anche se proprio cambieremmo tutto è quel fuoco a indicarci che il cambiamento è davanti e possibile e non dietro e impossibile. L’albero non darebbe frutto se pensasse alle radici.

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  12. In ogni situazione,in ogni momento nella nostra vita,abbiamo sempre la possibilita` di scegliere una strada,e` la nostra decisione come vogliamo procedere la nostra vita.Sicuramente, ogni diversa decisione fa portare diversa soluzione,diverse strade,diversi problemi. Abbiamo scelto
    una strada,questo e` la nostara vita,questa strada procediamo,con questa strada camminiamo ,questa strada dobbiamo sempre migliorare e andare avanti verso la luce che ci illumina la nostra vita

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  13. “il filo della storia che non sai,ancora oggi,come possa finire”- e proprio questo e` bello nella vita che e` piena di sorprese. E spesso,soltanto, dipende dal nostro punto di vista,se queste sorprese posiamo definire:positivo. A volte (a volte quasi sempre),non siamo contenti di questo che si sta succedendo nella nostra vita,ma poi,con tempo, riusciamo capire,che questo che e` capitato,era per noi la soluzione migliore.

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  14. “dolore,cio` che ti ha turbato e fatichi a ricordare”
    non fa niente….benissimo cosi.
    Io cercho sempre di dimenticare momenti dolorosi dalla vita.Vero,che in questo modo dovrei dimenticare la magior parte della mia vita,allora cerco di pensare che momenti dolorosi mi hanno servito per imparare a vivere,magari,in modo giusto per me e per altro.Non vivo con invidia e odio, ho imparato che piu` bello e` perdonare

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