20. Per un attimo

da qui

Siete supini davanti alla finestra, sulla moquette nuova di zecca. Papà è felice come non l’hai mai visto. Non hai paura, per la prima volta. Non esagerare: vuoi dire che adesso ti sembra uno di voi, visibilmente soddisfatto per il nuovo acquisto. Gli inizi sono euforici: è lo stato nascente, come dicono. Della casa nuova, della moquette vellutata come un prato inglese, degli eucalipti dalle foglie lunghe e i fiori a disco, t’importa fino a un certo punto: ciò che conta è il sorriso di tuo padre; vorresti che il tempo si fermasse, che il trasloco rimanesse in sospeso, che la vita si concentrasse qui, come succede nell’intervallo tra un movimento e l’altro del concerto, quando il pubblico sfoga, tutti in una volta, i colpi di tosse che aveva trattenuto. Anche tu vuoi sfogare la tua tosse, concederti una pausa dalla tensione insostenibile d’essere all’altezza, di non poter fallire, di troncare sul nascere i tuoi sogni. Quella che contempli dal piano superiore non è la piazzetta di Casalpalocco, ma la tua vita in costruzione, piena di materiali di seconda mano, di slanci interrotti bruscamente, di rabbia che comincia a montare, senza che nemmeno te ne accorga. Ti sembra inverosimile uno sfondo senza la parrocchia dei santi Pietro e Paolo; ti chiedi dove andrete a giocare, visto che il campo del laghetto pare già d’un altro mondo; trasalisci al pensiero di perdere per sempre gli occhi verde smeraldo della Persighetti. Sei invaso da un vortice di sentimenti che non riesci a decifrare, come al solito: è come se trasferissero da un quartiere all’altro non più i letti, i mobili, gli armadi, ma i tuoi organi interni, il cuore che batte troppo rapido, come se temesse, gioisse, si stupisse, prima ancora che accadano gli eventi. La finestra in Via Nicostene è una soglia impercettibile tra due epoche diverse: alcuni episodi non sapresti collocarli; la famiglia di Sasà e Maria, che chiamavate zii, coi figli Alfonso e Carlotta appartiene alla stagione precedente? Sicuramente sì: perché, allora, li hai ignorati? I frammenti di memoria emergono da una nebbia fitta: una gita nel diluvio, la mattina del trasloco, in cui voi o loro facevate colazione con la zuppa di latte e i biscotti Gentilini (diventava una pappa dolcissima di cui eravate ghiotti). Ma questo non importa, ora che tuo padre è felice e sorridente e tu – esagera pure – non hai più paura. Ti sembra che il mondo giri dalla parte opposta, che tutto diventi miracolosamente chiaro, per un attimo.

19 pensieri su “20. Per un attimo

  1. “Tutto diventa miracolosamente chiaro per un attimo” quando si passa dal vecchio al nuovo,quando si volta pagina o quando si apre la finestra del nostro cuore ,per fare spazio a tutto ciò che c’è di buono nella vita.

    "Mi piace"

  2. Ogni fine é anche un nuovo inizio, anche quando a finire sono quelle cose che vorresti rimanessero per sempre.
    Ed gni inizio, ogni “stato nascente”, ha in sè una grande euforia, una forza creatrice positiva sulla quale concentrarsi per far si che il dolore della perdita lasci il posto a nuove possibili gioie e perché queste gioie non rimangano solo “per un attimo”, ma per sempre.

    "Mi piace"

  3. Non tutti riescono a sorridere e avere fiducia nel futuro, a volte capita di continuare a guardare al passato e aver timore del domani. Il futuro spaventa perché sembra toglierci tutte le nostre sicurezze. Si può vincere l’ansia del domani imparando a costruire la vita giorno per giorno lasciandoci guidare dall’entusiasmo di poter realizzare i nostri sogni.

    "Mi piace"

  4. Un sogno condiviso può essere la casa ideale in cui non aver più paura, dove iniziare finalmente e liberamente ad essere se stessi

    "Mi piace"

  5. Il sorriso aiuta vedere la vita con nuovi colori,piu` belli.Con sorriso,problemi non si sembrano piu` cosi orribili.Il sorriso migliora la giornata….almeno per un attimo.

    "Mi piace"

  6. Il desiderio di piantare la tenda anche solo per un attimo, per godere dello “stato nascente”, mentre quel sorriso dona luce alla propria sensibilità nascosta fino ad ora nel cono d’ombra di un coraggio ancora tutto da costruire. con materiali pregiati.

    "Mi piace"

  7. Quando hai quell’eta’ e per varie cause la tua famiglia decide di trasferirsi in una zona diversa, anche se la casa e’ piu bella, il distacco dai luoghi abituali ti crea angoscia e smarrimento, ti senti come una talea che non sa ancora se le sue gemme germoglieranno dando fiori colorati o seccheranno in un misero grigiore.
    Come una crisi di rigetto a quel forzato trapianto necessario, per chi lo ha deciso, a garantiti una vita migliore. Un senso di impotenza, per una scelta subita, che altre volte avrai modo di provare da grande. Bastera’ il sorriso soddisfatto di tuo padre a farti accettare da li’ in poi le altrui decisioni?

    "Mi piace"

  8. Soltanto da adulta ho capito la tenerezza di mio padre , di cui da bambina temevo lo sguardo severo, la voce forte. in mia madre avvertivo la protezione e la comprensione senza limiti, in lui, invece, il giudizio, condizionato dalla mia condotta. Ho poi capito che questo era il mio modo di sentire, anzi la mia ” Ipersensibilità “. Ora me ne rammarico. Però, per questo distorto modo di sentire, non posso pensare a Dio solo come Padre, lo devo sentire soprattutto come madre.

    "Mi piace"

  9. Chiedo scusa, ma non mi sarei mai permesso di giudicare. Il mio commento si riferiva piuttosto ad un’abitudine generazionale di padri, come il mio ad esempio, che nell’educazione dei figli si trovava più a suo agio e riponeva più fiducia in uno sguardo autoritario piuttosto che in un sorriso autorevole. Da mio padre ho ricevuto soprattutto l’esempio di essere un gran lavoratore. Eppure, o forse proprio per questo, conservo un’immagine vivissima, nonostante la tenera età, di noi due che giochiamo con le costruzioni sul lettone nell’unica occasione che io ricordi in cui rimase a casa ammalato. Attimi di felicità, forti proprio perché rari, probabilmente. Oggi ancora mi chiedo, perché renderli tali? Non era anche un suo desidero giocare con me? Ma, certamente, non potrei dire che mio padre non sia stato affettuoso.

    “Mio Dio, babbo” esclamai. Non lo avevo mai chiamato babbo prima d’allora, ma sempre soltanto papà. Lui disse: “Hans” e fece un gesto maldestro per abbracciarmi. Lo precedetti nell’ingresso, presi il suo cappello e il suo cappotto, aprii la porta del soggiorno e gli additai il divano. Sedette, terribilmente a disagio. Eravamo entrambi molto imbarazzati. Pare che l’imbarazzo sia l’unica possibilità di intesa fra genitori e figli. (Heinrich Boll – Opinioni di un clown)

    Certo, visti come si sono poi via via trasformati i comportamenti delle generazioni successive, viene da chiedersi se non fosse più consono al ruolo di genitore l’esser severo all’esser amico. Gli ex figli hanno generalmente trasfuso il proprio bisogno di sorrisi dolci e benevoli, nel loro essere in grado, da genitori, di offrire solo accondiscendenti e inutili risate. Per quanto mi riguarda, su questo aspetto, da genitore non ho avuto scelta: sono stato innamorato, una condizione che non offre alternative all’essere semplicemente presente e disponibile.

    “E chissà se poi il mio sia stato e continui ad essere il modo migliore di essere padre. Forse la mia assidua presenza, la mia dedizione, alla lunga potrebbe anche risultare controproducente. Forse mia figlia rimpiangerà un’altra figura di uomo; un padre diversamente impegnato, magari più distante ma certamente più misterioso e affascinante. Forse finirà, per contrasto, col progettare una vita di tipo opposto alla mia, sempre in viaggio senza radici o completamente rivolta a realizzarsi nel lavoro.” (Raffaele Greco – Cromosomi)

    @ Annamaria Orlandi – Bellissimo commento

    "Mi piace"

  10. Nell’essere bambino e adolescente, più raramente e preziosa nell’adulto, è insita questa ipersensibilità.
    Solo crescendo e maturando, il figlio scoprirà quanto amore si celava anche in un rimprovero, e quanto lo sguardo severo non volesse soffocare o rendere insicuro, ma anzi sostenere, guidare ed essere punto di riferimento.
    Difficile è essere genitore, ancora più difficile essere figlio.
    Ogni genitore però è stato prima figlio e per questo sa che, alla fine, l’amore non lascia dubbi e rivela tutta la sua bellezza: con fiducia e pazienza, al bisogno, un padre manterrà l’atteggiamento fermo, sapendo che il figlio, prima o poi, lo comprenderà e lo amerà anche per questo, oltre che per i sorrisi meravigliosi il cui ricordo non svanità mai.

    "Mi piace"

  11. Per un attimo, il foglio rimane bianco, una casa si porge nuova e sconosciuta, un giorno qualsiasi lo facciamo il primo di un nuovo anno, e carichiamo di attese, speranze, cancellature. Sospesi. Perchè c’è proprio bisogno di rifare la punta ai colori, fermare una frazione di tempo e riassumerci, magari nella luce finta di un fuoco sparato in cielo, o nel contorno nuovo della piazzetta per provare un battito, lasciando ad una frazione di tempo quel misto di timore, gioia e stupore prima di ricominciare, per l’ennesima volta, prima di buttarsi dallo scoglio…..poi la casa diventerà familiare, l’acqua mica tanto fredda, i giorni saranno quelli del calendario, magari continueremo a scrivere con le nostre parole di ieri, su quel nuovo foglio.

    "Mi piace"

  12. Clown, anche Saul Bellow . ne ” il dono di Humboldt “, descrive il ricordo infantile di un attimo, un momento lontano , in cui rivede il padre , che faceva il fornaio, addormentato, colto dalla stanchezza ancora imbiancato di farina. Dice di credere in Dio perchè la tenerezza, l’amore, i ricordi…non possono andare perduti per sempre.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.