da “I giardini del mare”, di Maria Grazia Maiorino

Scan_Pic0004

In fondo a un cannocchiale rovesciato

un fardello di ore che non so più

pensare senza sentirne la ferita

 

Dio ti prego dello scioglimento

fa che la pioggia bagni quest’assenza

e in qualsiasi cosa la tramuti

purché vicina purché teneramente

raccolta nel cavo lasciato dal suo corpo

un lembo di vestito un odore semplicemente

un argine-sorriso

 

*

 

 

Farti spazio e guardarti nei versi

stendere un bianco fondo di silenzio

sul quale proiettare i nostri incontri

infinitamente immaginando

e quando in sogno tu ritorni

pensare a una creatura tutta mia

che nel moltiplicarsi degli specchi

si è sfaldata in un’unica sostanza

in un gesto amoroso solamente

nel tono di una voce adolescente

 

 

*

 

 

Lanterna verde

 

Lasciati alle spalle i pescherecci

il disordine dei cantieri

le quinte improvvise dei silos

la passeggiata finiva

in fondo a un breve molto

tra casette in bilico sull’acqua

odori freschi voci di pescatori

intenti a sbeccare le crocette

 

Ci accompagnava quel rumore

secco regolare come un battito

fino al sedile rotondo

della lanterna verde

 

Puntuali arrivavano i gabbiani

 

I luoghi sembravano fatti

di cose immutabili

come pietra angeli mare

 

 

*

 

 

Compagna di scuola

 

Grumo di tempo orologio inceppato

sui banchi di scuola – il mio cognome

gridato da lontano il professore bello

a ogni incontro evocato –

tra una studentessa uguale alle altre

e la donna quasi vecchia di oggi

sempre le stesse strade e negozi

dove racimolare giornali campioni

fiori finti una sciarpa qualche moneta

per una pasta un caffè

 

Tutta colpa di un maledetto ascensore

trauma cranico – dicono le carte –

ma quanto abbandono?

 

 

*

 

 

Libertà

 

 

Sembrava meno importante dell’amore

per esempio dei viaggi o della felicità

un’astrazione perfino di destra

la libertà non è pane sostiene padre Carmelo

nelle Noterelle di uno dei mille

diffidare delle parole accentate sulla “a”

diceva Paolo con la sua hybris sfidando

ogni paradiso

 

Invece nella vita che si compie

la libertà ha preso il posto di noi due

per non perdermi nel suo mare oscuro

l’ho trasformata in una prigione

come un oggetto l’ho tenuta in mano

mentre avrei potuto cavalcarla

ho dovuto leggere molti romanzi

le storie delle donne e dei martiri

prima di cominciare a navigare

nella sua mandorla.

 

 

*

 

Maria Grazia Maiorino, I giardini del mare, con nota introduttiva di Gastone Mosci e disegni di Raimondo Rossi, peQuod, Ancona, 2011.

 

Un pensiero su “da “I giardini del mare”, di Maria Grazia Maiorino

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.