Stelle, di Fabrizio Centofanti

Stelle

di Riccardo Ferrazzi

Edito da Effatà, esce l’ultimo libro di Fabrizio Centofanti. È qualcosa di notevole nel panorama della letteratura italiana contemporanea. Notevole perché unico. Dal punto di vista tecnico può forse essere accostato al flusso di coscienza alla maniera di Javier Marias; ma, al di là degli schemi narrativi canonici, Stelle non è uno di quei facili romanzetti che ingombrano i banchi delle librerie. Costringe a pensare, anche a costo di allontanarsi dal testo, anche perché dipanare le vicende che intrecciano i molti personaggi potrebbe perfino smorzare l’impressione, l’impatto della lettura, che riporta in vita le atmosfere di eccesso romantico dello Streben e dello Sturm und Drang.

Questo è il motivo che mi ha convinto a non scrivere una recensione, ma soltanto un breve rendiconto dei pensieri che mi ha ispirato. Con un’avvertenza: può darsi che io abbia finito per tradire lo spirito del libro; può darsi che abbia sovrapposto le mie ossessioni a quelle dell’autore. Ma se non altro una cosa è indubbia: Stelle è un libro che va al di là della narrazione di una vicenda. E non se ne scrivono molti così.

Io non so se tutti i lettori sono stati educati come me. Voglio dire: come la monaca di Monza, alla quale, da bambina, davano le bambole vestite da suora. A me, fin dall’asilo, hanno fatto il lavaggio del cervello sul concetto di uomo come “animale razionale”. Tutti, scuola pubblica e privata, preti e giornalisti, politicanti e filosofi, tutti mi hanno riempito la testa di quanto siamo speciali, ed eccezionali, e fatti a immagine e somiglianza di Dio, per il fatto di avere a disposizione uno strumento potentissimo come la ragione.

E come potevo sottrarmi al condizionamento, quando gli aerei cominciavano a bucare il muro del suono, e i missili portavano l’uomo sulla luna, e i vaccini debellavano morbillo e polio, e i chirurghi trapiantavano il cuore, eccetera eccetera? Forse non è mai esistito un periodo storico in cui il potere della ragione umana fosse portato alle stelle come nella seconda metà del secolo scorso. Nemmeno nel Settecento, in pieno fiorire dell’Illuminismo, la Ragione fu così trionfante. All’epoca si affermava una teoria filosofica, nel 1950 se ne vedevano gli effetti concreti.

Ebbene: mi hanno ingannato. Non è vero che la caratteristica distintiva dell’uomo sia la ragione. Non nei termini assolutistici con cui mi hanno pestato in testa questo concetto. L’uomo è innanzitutto sentimento.

Centofanti lo spiega nel modo più semplice e più chiaro. Cosa può opporre la ragione se sei sposato/a e ti innamori di un’altra/o? Cos’ha da dire la ragione quando cerchi il senso della tua vita e non lo trovi? Come può aiutarci la ragione quando siamo schiacciati dai sensi di colpa? Cos’ha da spartire la ragione con i pochi, benedetti, momenti di felicità o di cosmica beatitudine che proviamo, per esempio, nella notte contemplando il cielo stellato?

Certo, non ha molto senso ripudiare la ragione e affrontare la vita alla maniera dei Carmina Burana: Similis sum folio de quo ludunt venti. Ma è altrettanto insensato pretendere che tutto ciò che proviene dal sentimento sia irrazionale e quindi nefasto. Tanto più che la ragione è di una noia totale, e non è neanche detto che le sue risposte siano sempre quelle giuste. Sarà per questo che gli antichi Greci, che pure dedicarono un’isola ad Apollo, sentirono il bisogno di importare il culto di Dioniso?

E per chiudere il cerchio dei pensieri (abitudine razionale sì, ma non disgiunta dal bisogno di coerenza che, in quanto bisogno, ha pur sempre l’aspetto del sentimento), ricordo che secondo Platone il senso della vita umana consiste nel mettere ordine nel caos, cioè nel far prevalere la ragione sul sentimento. Ma è poi lo stesso Platone a riconoscere che la spinta a vivere proviene dall’Amore: il primo dei sentimenti.

19 pensieri su “Stelle, di Fabrizio Centofanti

  1. Curiosità a puntate, nella lettura on line e piacevole rilettura tutta d’un fiato su carta; riflessioni e pensieri, comparazioni di vite diverse che si specchiano sull’anima del lettore, interrogandola e stratificandola attraverso una girandola di emozioni, dubbi, complicità e ogni altro che lasci spazio all’infinito essere umano.

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  2. Un romanzo che appassiona fin dalle prime righe, un intreccio di storie e sentimenti in cui è inevitabile specchiarsi e da cui attingere spunti di riflessione e speranza. Uno dei miei preferiti. Grazie.

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  3. Il titolo è perfetto, perchè questo libro, che in realtà ne contiene due, diversi nella trama ma ugualmente profondi nel messaggio universale di amore puro e trasparente che lasciano al lettore, è bello da leggere ed “illuminante” come un cielo stellato.

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  4. C’è la possibilità di una molteplice chiave di lettura nelle storie e nei personaggi di questo romanzo. Simbolica, come se le donne, gli uomini, le vicende siano un‘ allegoria che conduce ad un significato più elevato dell’esistenza umana. Ma anche quotidiana, perché in quegli spaccati di vita e di animo si possono scorgere tratti, dettagli, in cui riconoscere o veder specchiati noi stessi o chi è intorno a noi. In ogni caso, lo sguardo cui l‘autore vuole condurci è verso quel cielo di stelle, dove percepire la presenza di un Bene senza fine che non abbandona mai, affinché lo si possa portare sulla terra e coglierlo nell’altro ( „un uomo che puoi incontrare ovunque , come una scritta su un muro diroccato o sulla balaustra bianca di un pontile“).

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  5. Grazie ad A. Sparzani e complimenti a R. Ferrazzi, per questa recensione che ha saputo evidenziare, con parole efficaci e semplici, anche per me che non sono un’esperta, il valore del libro e dell’autore.

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  6. Stelle!
    Le stelle sono lontane e al tempo stesso vicine,una di esse è la nostra guida basta incontrare lo sguardo giusto durante il cammino per seguire la strada che ti porta alla felicità,la ragione da sola non basta ci vuole anche l’ amore che dona colore alle grigie giornate della nostra esistenza.

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  7. Grazie a Riccardo Ferrazzi, e alla pubblicazione di questo post, per questa “visita guidata” all’interno del romanzo e dell’uomo, come essere che “sente” ancora prima di ragionare.

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  8. “E’ la vita: una volta ci credevo; adesso non è più possibile.
    – C’è un momento in cui è giusto smettere di crederci?
    – Ti sei messa nei miei panni? Avevo puntato tutto sulla verità.
    – Perchè non ci provi un’altra volta?
    – Presentami uno scrittore vero e seguirò il consiglio.”

    pag . 87- Stelle – F. Centofanti

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  9. Una stella tra le stelle per me resterà sempre Fofner ,in lui è racchiuso la parola chiave della vita ,con lui tutto acquista un senso.
    Un grazie al Don e a Riccardo Ferrazzi

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  10. GRAZIE
    a Riccardo per le fondamentali riflessioni
    e ovviamente
    a Fabrizio che le ha suscitate.
    Un abbraccio,
    Roberto

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  11. Caro Riccardo,
    come a te mi hanno insegnato a ragionare, usare la logica, ma sono stata più fortunata: va dove ti porta il cuore, non è solo il titolo di un libro che potrebbe aver scritto mia nonna per me, è l’equilibrio difficilissimo che mi hanno cercato di di far capire che avrei dovuto provare, un equilibrio strano dove capire quando uno deve prevalere sull’altro, e anche qui a vincere alla fine è il sentimento, quel lasciarsi andare, farsi guidare da Qualcuno che conosce tutte le risposte e sa qual è la via anche se cambi strada, una bussola perfetta che alberga nel tuo centro preciso un posto che possiamo chiamare cuore. La sintesi perfetta di quel che scrivi fra ragione e sentimento è per me quel …”tu che per gli occhi mi passasti al cuore.” In ogni senso e ambito del vivere quotidiano. Ti ho detto che mi piace tanto come scrivi? forse ma mi piace ripetermi allora, grazie per questa non recensione e grazie a chi ti ha dato la voglia di scrivere pensieri e sensazioni post lettura.

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  12. Grazie a tutti (e a Fabry in particolare).
    Sì, Stella Maria, l’equilibrio fra ragione e sentimento è strano, instabile e cambia continuamente. Bisogna sempre controllare che il Qualcuno che ci ispira sia davvero Lui, e non ciò che noi gli attribuiamo. Alla fine di tutte le filosofie, logiche o intuizioniste, ci ritroviamo al buio, questa è la verità, e più che alle Sue ispirazioni dobbiamo confidare nella Sua misericordia.
    Ciao. Alla prossima.

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