44. Cosa sarà

da qui

Sei scosso da brividi di febbre: avevano detto che a metà febbraio sarebbe arrivato il picco più insidioso, e tu ci sei cascato come un pollo. Avresti un’ottima ragione per non scrivere, per leccarti le ferite nella casa riscaldata a stento dalla caldaia ormai giunta al capolinea. Davanti a te c’è il poster di Taormina, in cui cerchi ricordi consolanti, la memoria d’estati in cui sembrava che niente e nessuno avrebbe intaccato la vostra comunione. Ecco una cosa del tempo difficile da ammettere: che senza preavviso, una fredda mattina di dicembre, tutto decida di finire; te lo ritrovi là, avvolto in un lenzuolo, come il Cristo nella Sindone. I fratelli e il cognato ti accolgono con gli occhi spalancati, sapendo che il dolore più grande, certamente, è il tuo. Lo trovi con il viso rilassato, perché prima ogni moto delle membra era un dolore, una tortura. Il passato è l’amico che, una mattina d’inverno, non ce l’ha fatta più; tutto si è fermato il trenta dicembre del duemilaotto; o meglio, da allora è affiorato un tempo parallelo, in cui non c’è bisogno di cambiare i giorni al calendario. L’hai capito subito che non t’avrebbe abbandonato: avevano paura che crollassi, che tirassi i remi in barca; invece è da quel giorno azzurro e gelido che hai cominciato a camminare. Dev’essere andato molto in alto, chiedendo di guidarti passo passo. Solo a quell’altezza si giustifica uno sguardo alla tua vita, l’inseguire istanti che altrimenti si sarebbero ridotti a uno sciame di schegge impazzite. Da questa altana misteriosa della vita-polveriera, i due diari si trovano riuniti: quello che vai scrivendo con la febbre alta e le mani congelate, e l’altro che ti chiese di tenere e che leggeva la sera, stanco morto, finché trovò la frase che aspettava: ho capito che voglio dare agli altri quello che ho ricevuto fino a adesso. L’agenda rossa la ricordi bene: ti ha insegnato che ogni punto del mondo è un filo penzolante sull’abisso, finché Dio non lo collega ai precedenti e ai successivi; allora, in tutto, si scopre un suo appello e una sua sfida: che cosa t’avrebbe suggerito mentre andavi come un’anima in pena nei corridoi del Seminario? O quando le suore ti facevano la guerra? O le sere in cui, col naso schiacciato alla finestra, attendevi che arrivasse un angelo dal cielo? Vaglielo a spiegare che è arrivato, e ti guida, passo passo, nei sentieri impervi del cuore. Hai compreso che non tutta la vita può essere spiegata: una bella mattina, scopri di non essere più solo: anche i brividi di freddo, la febbre che ti brucia come un legno secco, diventano fremiti di gioia. Il dolore è un diario di cui ignori il senso ultimo, un’agenda rossa che una sera, quando meno te l’aspetti, ti dice che cosa sarà della tua vita.

18 pensieri su “44. Cosa sarà

  1. I libri ,i diari sono così quando meno te lo aspetti ti porgono la soluzione in mano e allora ,solo allora cominci a capire anche con loro “qualcosa della vita”.

    Mi piace

  2. “Un paese (la comunita’)vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.”
    — Cesare Pavese
    dal libro “La luna e i falò”

    Mi piace

  3. Un diario guidato dalla mano di Dio, che ci aiuta a comporre la nostra personale agenda rossa e a congiungere tutti i fili della nostra esistenza per unirli a quella degli altri. Grazie per questa pagina che fa passare i malesseri, anche quelli del fisico.

    Mi piace

  4. Un diario che racconta i mei primi 50 giorni col cancro (dalla scoperta all’intervento e fino alla vigilia di 6 mesi di chemioterapia), mi hanno permesso di ri-conoscermi a fondo e di ri-costruire attraverso la terapia della scrittura un senso nuovo alle azioni e ai sentimenti.

    Mi piace

  5. : ho capito che voglio dare agli altri quello che ho ricevuto fino a adesso.

    Che dire di più se non solo GRAZIE!

    Mi piace

  6. L’unica parola che conta è l’amore.

    L’amore non finisce col mondo.
    Non c’è bisogno della fisica o della filosofia
    per sapere con tranquilla certezza che Dio esiste
    e Dio è l’amore, e se Dio è l’amore,
    l’amore non può finire col mondo
    Non è con la ragione che possiamo toccarlo.

    -Augusto Benemeglio-

    Mi piace

  7. “Cosa ho capito della vita”?
    Da questo diario, fino ad ora, ho capito “che non tutta la vita può essere spiegata” e che solo nella condivisione, sia delle gioie sia dei dolori, si scopre il suo “senso ultimo”, l’amore.
    Infatti oggi, anche con la febbre, don non ti sei rispamiato ed hai voluto non mancare all’appuntamento con il post; anzi, proprio oggi, quando avevi tutte le ragioni per non scrivere, ci hai riservato la pagina più bella e commovente…
    Grazie, dal cuore!

    Mi piace

  8. Scrivere le emozioni e gli eventi della vita in modo sequenziale può aiutare ad acquisire maggiore consapevolezza di se stessi. La linearità nello scrivere un diario può farci passare dal caos che tante volte regna nella nostra mente alla chiarezza necessaria a prendere quelle decisioni che erano già nel nostro cuore.

    Mi piace

  9. “attendevi che arrivasse un angelo dal cielo? Vaglielo a spiegare che è arrivato”

    Una vita spesa per gli altri è la spiegazione tangibile …per non rimanere mai più soli, mai più privi di senso.

    Mi piace

  10. ma tu sei illuminato! 🙂
    le tue parole guariscono e sono un regalo in un giorno di resurrezione.
    grazie fratello fabry
    la funambola

    Mi piace

  11. L’arte di scriver storie sta nel saper tirar fuori da quel nulla che si è capito della vita tutto il resto; ma finita la pagina si riprende la vita e ci s’accorge che quel che si sapeva è proprio un nulla. (I. Calvino)

    forse perché e se c’è ancora un domani.

    Guarisca presto don.

    Mi piace

  12. Massacrato da un’influenza che non auguro a nessuno, non posso fare a meno di dirvi un grazie grande. Siete voi che mi illuminate con la vostra generosità. Un abbraccio speciale alla Fu’ e a Effeffe.

    Mi piace

  13. Sì, saremo sempre fili penzolanti senza la grazia dell’illuminazione, e il nostro diario registrerà quel giorno, ma l’agenda rossa è scritta da lassù.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.