Il venerdì “alla chiara fonte”

officinacoviello

Venerdì 22 febbraio ore 18,30 – via Tadino, 20 – Milano
Happy hour & reading
Il venerdì “alla chiara fonte”
Kathleen Raine: Northumbrian Sequence
Sarà presente il traduttore, Roberto Rossi Testa

See, the clear sky is threaded with a thousand rays,
The birds’ unseen but certain ways
That draw the swallow and the homing dove
As eyebeams overleap distances between stars.

Vedi, il chiaro cielo è solcato da mille raggi,
I non veduti ma certi sentieri degli uccelli
Che guidano la rondine e la colomba che ritorna al nido
Come sguardi puntati che d’un balzo varcano le distanze fra gli astri.

allachiarafonte
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“IL SOLE DENTRO”, DI PAOLO BIANCHINI

di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

Il sole dentro è un film scritto da Paolo Bianchini e Paola Rota e prodotto da Alveare Cinema. L’opera racconta la tragica storia di Yaguine e Fodé, due ragazzi guineani che nel 1999 morirono in un volo tanto carico di speranza quanto disperato, che speravano li avrebbe portati a Bruxelles, dove volevano consegnare una lettera alle autorità europee per sensibilizzarle ai problemi della loro gente. Alla loro storia fa da “contraltare” quella di Thabo e Rocco, due giovanissimi rispettivamente africano e italiano, che dallo Stivale viaggiano verso l’Africa, sull’onda di una triste vicenda di mercato di baby-calciatori.

Oggi ho il piacere di intervistare Paolo Bianchini, che è anche il regista di quest’opera tanto delicata quando drammatica, tra i cui protagonisti ricordiamo Angela Finocchiaro e Francesco Salvi. Continua a leggere

Prima stazione

Non riesci a stare dietro a tutti quanti:
la lista dei messaggi non ha fine,
un fiume in piena supera le sponde,
tracìma nelle notti, dentro i sogni,
mentre i tuoi occhi fissano il soffitto
bianco come un foglio che non sei in grado
di riempire, tu, che hai fatto del mondo
un’unica pagina da scrivere,
mentre adesso qualcuno ti ha chiamato
al silenzio, per riuscire a condurti
nel deserto e parlare finalmente
lui: come un ruscello silenzioso
che s’inalvea negli angoli del cuore
senza far male, senza pretendere di dare
o di ricevere, soltanto – vedi? –
restituendoti a te stesso, amore.

Vivalascuola. La scuola nell’agenda dei partiti

Nella campagna elettorale dei vari partiti la scuola è la grande assente. E’ invece dal mondo della scuola che partono appelli (ad es. Non vi voteremo! Se…) e proposte di incontri pubblici (come fa ad es. il Coordinamento Nazionale per la scuola della Costituzione).

Anche vivalascuola ha chiesto ai responsabili nazionali della scuola dei partiti italiani di rispondere a due domande: 1. Che cosa pensa di fare il suo partito per restituire centralità alla scuola nell’iniziativa politica? 2. Quali sono le tre cose imprescindibili che caratterizzano il programma del suo partito sulla scuola?

Abbiamo rivolto le domande anche a Scelta Civica, Udc, Fli, M5S: qualcuno non ha risposto, qualcuno ha promesso risposte che non sono arrivate, qualcuno non ci ha saputo indicare un responsabile nazionale. Ci hanno risposto Elena Centemero (Pdl), Francesca Puglisi (Pd), Mario Pittoni (Lega Nord), Giulia Rodano (Idv), Simonetta Salacone (Sel), Vito Meloni (Prc), che ringraziamo. Introduce Marina Boscaino. Continua a leggere

Come se

E poi, e poi: il giorno che ritorna
avrà sempre qualcosa a che vedere
col passato, quando venisti fuori
mezzo morto, al punto che ti fecero
il battesimo tipo estrema unzione,
cercando di salvarti da quel limbo
che ora non esiste per decreto.
Un giorno, quindi, che si porta dentro
la paura della morte, il tempo
breve che è la cifra del nostro andare
per il mondo, del cambiare, pur sempre
con dolore, del resistere o cedere
alle mille tentazioni nascoste
nel cammino. Ma per la prima volta
avverti con chiarezza che la data
ha molto più a che fare col futuro:
è come se si aprisse uno scenario
nuovo, crollasse, finalmente, un muro.

Tutta colpa dei Borboni?

Borboni

di Marina Torossi Tevini

L’Italia non smette di sorprendere per la scarsa lungimiranza e per l’irresponsabile leggerezza con cui chi detiene e ha detenuto il potere per anni agisce, perseguendo fini personali più che sociali. Ci capita di ascoltare spesso scandali che non risparmiano nessuno, né a destra né a sinistra, e coinvolgono anche persone che ritenevamo al di sopra di ogni sospetto. Tutto questo dall’opinione pubblica è seguito spesso – ahimé – con un’attenzione morbosa che talvolta cela una quasi-invidia, che di morale ha ben poco. Si biasima insomma quello che si vorrebbe fare, ma che obbiettivi impedimenti non consentono. Come la vecchia di de André che “dà buoni consigli perché non può più dare il cattivo esempio”. Continua a leggere

Yehoshua, ‘finalmente’. Il nuovo romanzo di Fabrizio Centofanti

di Guido Michelone

Prosegue incessante la ricerca espressiva di Fabrizio Centofanti che, in un campo ascrivibile tanto alla letteratura contemporanea quanto alla filosofia (anche religiosa), nel giro di pochi mesi offre per due ‘piccoli’ editori altrettanti ‘grandi’ libri da leggere, disquisire, meditare, su cui appunto collegialmente riflettere, valorizzare, approfondire temi, risvolti, spunti e punti di vista. Se Stelle e Yehoshua fossero usciti da una ‘grossa’ casa editrice, sarebbero già un caso nazionale, per il carattere fortemente innovativo di entrambi e per la forza propulsiva delle idee presentate con il piglio solerte, tranquillo, immaginifico dell’artista, del teologo, dell’uomo di fede e del compagno di strada. Continua a leggere

44. Cosa sarà

da qui

Sei scosso da brividi di febbre: avevano detto che a metà febbraio sarebbe arrivato il picco più insidioso, e tu ci sei cascato come un pollo. Avresti un’ottima ragione per non scrivere, per leccarti le ferite nella casa riscaldata a stento dalla caldaia ormai giunta al capolinea. Continua a leggere

Axis mundi. Racconti della Brianza

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di Gianni Fumagalli

L’ISPETTORE PROVINCIALE

 

La visita dell’Ispettore Provinciale alla scuola elementare del nostro paese, nella seconda metà degli anni cinquanta, suonava come l’annuncio imminente di un monarca. Era stata preparata con quella stucchevole scrupolosità che allora caratterizzava l’avvento di un’autorità. Per noi bambini era poco più di un fastidio dovuto, il pegno minimo da pagare alla gerarchia del potere, ma da sbrigarsi il più in fretta possibile e da procrastinare giusto il tempo per soddisfare una vaga curiosità. Bisognava, per prima cosa, regolare le emozioni di tutti noi, spiritelli indomabili, molto poco educati al rispetto delle regole in presenza di persone importanti: silenzio e compostezza come condizioni preliminari, alzare la mano per chiedere la parola, intervenire  moderatamente e in modo pertinente – meglio sarebbe che parlassero i più bravi e con domande concordate, non si sa mai! Continua a leggere

Stelle, di Fabrizio Centofanti

di Elisabetta Bordieri

da qui

Quando pochi mesi fa ho incontrato Fabrizio a Roma, nel porgermi il libro mi ha detto “guarda che è un libro difficile”. Che strana definizione, ho pensato, detta poi dall’autore stesso suonava ancora più misteriosa. Così mi sono catapultata dentro le pagine a cercare di dipanare il filo con cui il don (senza volerlo?) mi aveva aggrovigliato. Ed è stato come bere un buon vino d’annata. L’ho fatto respirare, l’ho versato con delicatezza in un bicchiere accogliente, l’ho girato e scaldato con la mano, l’ho annusato e respirato fino in fondo, l’ho assaporato e ascoltato i profumi che emanava. Continua a leggere

I LIBRI DEGLI ALTRI n.30: Complotto di famiglia. Daniele Pugliese, “Io la salverò, signorina Else”

Daniele Pugliese, Io la salverò, signorina ElseComplotto di famiglia. Daniele Pugliese, Io la salverò, signorina Else, Roma, Edizioni Portaparole, 2012

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di Giuseppe Panella

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Ci sarebbe stato un unico sistema possibile per salvare la signorina Else T. , diciottenne, figlia di un facoltoso avvocato viennese, in vacanza presso nel Grand Hotel Fratazza sito in San Martino di Castrozza in provincia di Trento che nel 1924, anno di pubblicazione del romanzo breve di Schnitzler, era ancora meta quasi esclusiva della buona borghesia austroungarica (anche la monarchia absburgica era ormai da tempo tragicamente sprofondata nell’oblio dei nostalgici).

Daniele Pugliese cerca di sperimentarlo con successo anche se indubbiamente con gravi difficoltà teorico-pratiche: distogliere la fanciulla dal prendere la massiccia quantità di veronal che la porterà incoscientemente verso una morte prova di dolore e di agonia significherebbe per lui riuscire a convincerla che, tutto sommato, non vale la pena né di mostrare, nel fulgore della sua bellezza in fiore, il proprio corpo bianco e intatto di giovane donna al viscido e libertino signor von Dorsday, detentore di un patrimonio tale da poter salvare suo padre dal disonore della bancarotta né uccidersi solo per evitarlo. Lo scrittore DP (così si presenta alla signorina Else) ci si proverà con esiti altalenanti che costringeranno sia la giovane donna a guardare in profondità nella propria mente sia lui stesso a confrontarsi con i problemi fondamentali della propria esistenza.

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Il venerdì “alla chiara fonte”

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Venerdì 15 febbraio ore 18,30 – via Tadino, 20 – Milano
Happy hour & reading
Il venerdì “alla chiara fonte”
Augusto Blotto: Poesie ticinesi
Introduce Gilberto Isella

“Gusci netti che scudisciano, l´acqua lacustre
spingente piramidi di carnee montagne
ad un´aurora che succia pareti
quelle fiammee dell´adiposo nostro, fibre

Ramicciòlo d´anatra, sei stato preso in fondo
dalla mano grande, e gettato appagato
ove solo qualcuno di molto caro
verrà a nominarti facendo del bene; il posto,
sicuro di avvolto come la fragilità;

e pensosante di un serio riuscito a tondo!”

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Provocazione in forma d’apologo 238

Un moderno alchimista cercava l’oro filosofico nello schermo del suo computer, tentando mediante la simulazione di individuare gli elementi scatenanti di certi fenomeni di Borsa.
Quando lo conobbi era alto alto, secco secco e con gli occhi febbricitanti di quelli che lo avevano preceduto: di sicuro non mangiava e non dormiva abbastanza, tutto dedito alla ricerca di sempre, anche se applicata a un oggetto all’apparenza diverso.
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42. Dimissioni

da qui

E’ destino che il presente reclami i suoi diritti, in questa specie di diario che diventa la cronaca incendiaria di una vita che non è soltanto tua, com’è giusto che sia, perché mai si vive per se stessi, ma intrecciati in fili di esistenze separate, in apparenza, e invece avvinte le une alle altre in un tempo che divora le distanze, e conduce ciascuno al rendiconto delle proprie scelte. Continua a leggere

Ore

da qui

Come dirti che tutto questo gelo
e il vento che schiaffeggia la mia vita
e l’entusiasmo che, seppure a stento,
abbatte il muro dell’indifferenza,
la diffidenza, figlia del dolore,
è il filo che ci lega in questo inverno
del cuore, l’arma del Nemico. Muore
il grido lancinante del violino
nell’orchestra di fiati e percussioni,
il rumore che s’alza dalla gola
ancora più arrochita dal sospetto,
il tarlo che sia inutile cambiare,
che tutto sia soltanto un’illusione,
la favola sentita da bambino.
Ascolta: se l’inferno è ricordare
soltanto le ferite, oppure il pianto
di una sera davanti alla finestra,
scommetti sulla mano che ora bussa
alla porta: sarà la primavera?

Terrence Des Pres : Il sopravvivente. Anatomia della vita nei campi di morte

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Un saggio profondo e appassionato, che spazia dall’antropologia alla sociologia, dalla psicologia alla biologia, intrecciando la letteratura con una fitta rete di testimonianze che danno spessore di intensa e sofferta umanità alle domande fondamentali intorno a cui si dipana la trattazione. Come può l’uomo sopravvivere in condizioni estreme? Quali strategie sono necessarie per riuscire a opporsi alla morte e infine vincerla? Analizzando i luoghi di morte più famigerati nella storia del ‘900, i campi di sterminio nazisti e i gulag sovietici, l’autore individua nella figura del sopravvivente, cioè di colui che canalizza tutte le proprie forze all’unico scopo di restare in vita e diventare un sopravvissuto che potrà testimoniare l’orrore, l’archetipo contemporaneo dell’uomo che si oppone alla distruzione. Così, paradossalmente, la sua anatomia si rivela un elogio, quasi un’apologia della vita e dell’uomo sulla terra. Dal 1976, anno della sua prima pubblicazione negli Stati Uniti, The Survivor. Anatomy of Life in the Death Camps, subito apprezzato dagli studiosi, è apparso in Europa solo nel 2009, grazie alla traduzione tedesca, accolta con successo. Continua a leggere

Piede in fallo

di Antonio Sparzani
valdaveto

Certo che bisogna affrontare un vero viaggio per venire a trovare gli amici in questa valletta appartata e silenziosa, un po’ isolata dal resto del mondo, bisogna proprio venirci apposta a scovare qualcuno, non ci si può passare per caso, oh, ciao, passavo di qua e così son venuto a farti una visita, non si può ‘passare di qua’, tra pochissimo la strada finisce, ma cosa sono tutti quei segnali bianchi disposti regolarmente nei campi, ah, sono i tubi shelter per riparare i giovani alberi da frutto dai morsi di volpi e roditori, che potrebbero danneggiarne il tronco ancora tenero, invece su per di là dove si arriva, ma non lo so, forse in un’altra frazione di Grottanello, carina Grottanello, nella piazza c’è un bar, di quelli proprio di paesotto, tutti uguali sono, o quasi, ognuno però ha una sua personalità, questo qui per esempio è molto luminoso, ha i tavolini, mi fa un tè caldo, per favore, senza limone mi raccomando, certo signore, e anche una briosce, questa qui ha la marmellata, no, guardi quell’altra senza lo zucchero sopra, ma, scusi il tè lo vuole col limone, vero, no, veramente preferisco di no, le spiace se mi siedo qui a leggere il giornale, mancherebbe, mancherebbe, si sieda dove vuole Continua a leggere