52. Qualcosa cambierà

da qui

Sei di nuovo nel salone, davanti al poster di Taormina e i girasoli di Van Gogh. T’illudi che il male sia passato, ma sai, dentro di te, che avrai da combattere a lungo col virus che t’infetta dai quattordici anni, un cuore ipersensibile, pronto a incantarsi come quando, da bambino, sostavi sulle scale della scuola aspettando che passasse e ti degnasse di uno sguardo, e solo a poco a poco ti rendevi conto che anche lei, la Persighetti, incarnava il desiderio di essere guardato, che una mano si posasse sul tuo capo e ti dicesse: sappi che ti voglio bene; il tuo amore per i libri era il sogno di trovare, nel succedersi infinito delle righe, la notizia che cercavi, il colpo di scena di tuo padre che appariva all’improvviso, pronto ad accoglierti come il Dio della parabola che corre incontro al figlio; allora sì che avresti rinunciato all’odore chiuso della biblioteca, al fascino delle pagine ingiallite; ti saresti lanciato sorridente verso lo scalone, guadagnando a tempo di record il ventre scuro della metropolitana, l’autobus azzurro che ti lasciava a mezzo chilometro da casa e, da lontano, vi sareste finalmente accorti l’uno dell’altro, pentiti d’una tanto insensata lontananza, persi nell’abbraccio, e tu gli avresti detto: papà, ti chiedo scusa; ma lui t’avrebbe messo una mano sulla bocca: ti chiedo scusa anch’io; presto, avete preparato? dobbiamo festeggiare, perché mio figlio era morto, ed è tornato in vita, era perduto, ed è stato ritrovato. Ma questo t’avrebbe impedito di vagare come un’anima in pena sulla via degli eucalipti, in attesa di qualcuno che ti stava già aspettando e t’avrebbe fatto accomodare nel suo ufficio, cercando di cavarti una parola, una qualsiasi, perché quando si comincia non importa che si dica pane o stelle o appartamento, ciò che conta è che hai davanti qualcuno che ti ascolta: qualunque cosa tu abbia fatto, sappi che ti voglio bene; t’invita a leggere la Prima lettera ai Corinzi di san Paolo e la vita prende a scorrere veloce come un film, alternando le scene del balcone sopra viale Beethoven a quelle del campo di calcio ai bordi del laghetto, gli scherzi con Ferruccio Ferranti, la parata militare, gli sguardi incrociati con Ornella e Fiammetta a Peveragno, e le parole sorprendenti sul rispetto, la pazienza, la giustizia. Sembra che tutto si trasformi, che il cuore sia libero di aprirsi, senza che qualcuno approfitti del tuo virus, si serva di te, come per dire: ce l’ho in mano, fa quello che gli dico; e invece no, perché sei un uomo libero, guarito dal tuo male, e nemmeno c’è bisogno che lo dica, che sprechi parole con chi ti ha imbottito di menzogne. Ecco: sollevi gli occhi dalle pagine ingiallite; sei ancora prigioniero alla Sapienza, davanti allo sguardo ambiguo delle studentesse, di tutte le donne che ancora continuano a insidiare la tua vita; ma qualcosa è cambiato, o meglio, qualcosa cambierà, e nessuno potrà più impedirlo.

20 pensieri su “52. Qualcosa cambierà

  1. Forse le situazioni non cambiano ma possiamo cambiare noi.

    “Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò.”

    Mt. 11

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  2. -ciò che conta è che hai davanti qualcuno che ti ascolta

    Com’è vero…
    Avere qualcuno che ti ascolta,
    con amore qualsiasi cosa tu gli dica,
    senza giudicarti mai,
    ma avendo sempre disponibile e pronta la parola giusta che ti invita a riflettere,
    riporta ogni problema alla sua giusta dimensione,
    dona coraggio, restituisce fiducia
    ed aiuta a credere di più in noi stessi ed agli altri,
    ad amare e ad amarsi,
    pregi e difetti compresi.
    Ma è difficile, a volte, ascoltare ed essere ascoltati…
    Può succedere solo se incontri la persona g iusta.

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  3. Quando il cuore è libero da ogni virus ,qualcosa cambia o cambierà…
    Cambia la nostra vita ,il nostro modo di vivere ,il nostro essere ,perché siamo noi a essere cambiati,siamo noi ad avere le ali per volare e quando succede questo nessuno ci può fermare!

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  4. ogni volta che leggo le sue profonde righe…mi rattristo,l’immagine che emerge sempre dai suoi racconti,(è solo una mia sensazione,forze errata),è quella di un ragazzo o uomo che sia,… triste,un uomo diverso da quello che avrebbe voluto essere,o viceversa un uomo che sapeva quello che voleva essere,ma lottava a fatica per diventarlo. UN mio pensiero:”AUGURO A QUEL RAGAZZO CHE OGGI SIA LA PERSONA CHE VOLEVA ESSERE,CON LA SERENITà CHE SICURAMENTE SI MERITA.con profonda ammirazione ROBERTA

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  5. Non importa da dove si parta, da quale livello, l’importante è partire.
    Il Signore riesce a fare grandi opere, opere meravigliose, anche partendo dai nostri errori, dai nostri difetti e dai nostri sentimenti sbagliati.

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  6. Forse una coincidenza questo post nel giorno che commemora le donne, a dieci giorni dalla festa del papà? Ci fa riflettere sui rapporti che ci stanno più a cuore, ci dice che si deve dare solo amore, da subito, senza barriere, senza reticenze, seppur non ricambiato o incompreso. L’amore è valore puro, sopra ogni cosa La più grande eredità dopo la morte: sappi che ti voglio bene.

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  7. “..qualcosa è cambiato, o meglio, qualcosa cambierà..”

    Sembra che l’Amore ci aspetti da sempre, e che il senso di un percorso difficile sia la consapevolezza di quell’incontro speciale.

    “Quand’ ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino.
    Divenuto uomo, ho eliminato ciò che è da bambino”
    (Prima lettera ai Corinzi, 13,11)

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  8. Stavo per scrivere che ogni uno di noi ha bisogno di amare e sentirsi amato,però nella vita capita anche cosi:ami una persona,ma questa persona non è interessata del tuo amore,invece arriva qualcun’altro e ti dice:ti voglio bene. E tu rispondi:e allora?è problema tuo. Oppure con le parole delicate stai cercando di spiegare che non ti interessa suo amore.
    Capita anche cosi nella vita

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  9. Perdono? Si.
    Ancora qualche anno fa dicevo sempre:non credo nel miglioramenti,nel peggioramenti si,ma non credo che un mascalzone può diventare una brava persona. Invece no,mi sbaglio. Da parte che è possibile ,ma poi… ogni uno di noi deve avere sempre un altra possibilità di migliorarsi. Bisogna accogliere la persona con amore dicendo:ti voglio bene e voglio che stai con noi.
    La speranza ci sta sempre.
    E anche se,la persona non si cambia,tu da parte tua hai fatto tutto possibile. E quante volte lo devi dare la possibilità per cambiarsi? Amore ti fa perdonare sempre,senza fare conti.

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  10. “Le persone hanno l’incredibile capacità di riuscire a scegliere con precisione quelle cose che per se stessi sono le peggiori”

    Joanne K.Rowling

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  11. Accade che si voglia ricostruire se stessi, pezzo per pezzo, cercando le nostre tessere sparse negli anni, nei mesi, negli istanti trascorsi. E quando anche si fossero trovati tutti i frammenti e la nostra figura apparisse chiara e definita potremmo riconoscerci in essa? Affrontare se stessi sarebbe davvero possibile? E riusciremo a lacerare tutte le tele che abbiamo posto tra ciò che forse siamo o siamo stati davvero e la necessità di sopravvivere raccontandoci tenui o accese consolazioni. Potremo trovare una risposta conclusiva alle mille volte che ci siamo detti che no, che non siamo noi, che non siamo capiti? La nostra consapevolezza razionale è ben poco di fronte alla complessità del nostro sentire.
    A me pare che questo racconto sia determinato in questo tentativo e risalga, voglia ostinatamente risalire coraggiosamente, scheggia per scheggia tutto il cammino, tutte le selve attraversate. Un viaggio che non tutti (posto che non abbia frainteso) abbiamo il coraggio di fare a cuore aperto, con gli occhi spalancati. Grande e toccante avventura che ripercorre insidie e desideri. Grazie.

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  12. “sei ancora prigioniero alla Sapienza”
    Grazie al desiderio di sapere e conoscere, l’uomo ha esplorato il mondo, percorso distanze immense. Ma sapere e conoscere sarebbero bastati a se stessi, se non ci fosse stato altro ad alimentarli? A volte lo sguardo deve spingersi lontano per conoscere. Ma per le distanze apparentemente minime, come quella tra l’io e il tu, lo sguardo è costretto a fermarsi e scivolare in profondità. Ed è quello che ci insegni a fare con questa quotidiana eucarestia della parola.

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  13. @ Fabrizio
    Anche io credo, e spero che volere il bene sia l’antidoto ad ogni forma di tristezza.

    Cerco di seguire sempre la stessa via, quella che ci porterà ad essere almeno un po’ sereni.

    Ernestina

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  14. @ Pam

    Mi piace tanto il tuo commento! Un angolo della Bibbia che ci aiuta a vivere meglio i nostri giorni, è sempre una gioia condividere con Chi sai che ti conduce per la via diritta.

    Ernestina.

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  15. Ma, sono certa, quando quel qualcosa cambierà, non lascierà che quel cuore si travesta da semplice muscolo cardiaco posto a governare una buona sopravvivenza. Continuerà ad essere uno scrigno di cose preziose, del bisogno grande, vitale che ognuno ha di essere amato, per davvero e non per vuota retorica, continuerà ad conservare tante debolezze, speranze ancora più grandi, quelle che ci fanno camminare e svegliare ogni giorno.

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