54. Romanzo

da qui

Dovresti scendere nei particolari: ritrarre l’atmosfera surreale che regnava negli incontri coi collaboratori della cattedra, l’aleggiare di proposte sempre al di sopra delle possibilità: una storia della letteratura italiana in cui a ognuno sarebbe stato richiesto un certo numero di voci, convegni su autori sconosciuti di cui non avresti sospettato l’esistenza. Nelle recensioni affidate alle riviste più importanti non ti era permesso criticare il professore della porta accanto: la prima ti costrinsero a riscriverla da cima a fondo. Fu lì che il meccanismo cominciò a incepparsi. Non avresti immaginato che la letteratura potesse ridursi a un intreccio d’interessi sublimi e inconfessabili, a uno scambio di favori; e se cercavi un posto libero da compromessi, questo, di sicuro, non lo era. Ti stupivi di fronte alla cultura sommaria di quasi tutti gli assistenti, alla piattezza dei discorsi; ti consolavi soltanto nei momenti in cui parlavi con la collega dalle labbra egizie, l’unica che desse l’impressione di amare la materia e possedere gli strumenti per approfondirla. Era anche la pupilla incontestata del titolare della cattedra, che pareva geloso dei vostri conciliaboli. Ogni tanto ci uscivi, convinto, però, di non cavarne nulla: un bacio, una parola al di sopra delle righe. Eppure si mostrava interessata e disposta a frequentare solo te, di tutto il gruppo. Era, pensavi, la letteratura, che promette qualcosa che non dà, ti attira in mondi affascinanti lasciandoti sempre con domande prive di risposta. Ti chiedi se tutto il tuo annaspare non fosse una brillante strategia di Dio, che tesseva la tela e ti aspettava già da qualche parte, paziente, come quelli che hanno qualcosa a che spartire con l’eternità: il tuo vagare tra libri, professori, donne dai sentimenti indecifrabili, non era, ai suoi occhi, che uno schioccare rapido di dita; la ricerca angosciosa, il macerarti in dubbi sulla strada da intraprendere, l’urtare ogni volta in ostacoli imprevisti, lo scoraggiarti di fronte al magma informe degli impegni da affrontare, erano il nastro ingarbugliato di un film di cui solo il cielo conosceva benissimo la trama, e su cui, prima o poi, avrebbe rivelato il suo parere. Avevi l’impressione che qualcuno ti seguisse, nel peregrinare incerto in mezzo ai labirinti della vita: anzi, più ti ci perdevi, più sentivi una mano posarsi sulla spalla e indicarti il resto del cammino. Forse per questo non ti sei mai arreso: se non avessi avvertito il battere d’ali dell’eterno, chissà dove saresti, adesso, di quale pessimo romanzo saresti diventato un personaggio.

37 pensieri su “54. Romanzo

  1. “Ti chiedi se tutto il tuo annaspare non fosse una brillante strategia di Dio, che tesseva la tela e ti aspettava già da qualche parte, paziente”…che gli facessi tana.

    A Dio piace giocare nascondino ,perché deidera essere trovato e come dice un detto :- chi trova un Amico, trova un tesoro!

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  2. con domande prive di risposta…

    Le risposte arrivano,proprio quando meno te lo aspetti, questo però succede se ci troviamo in una continua ricerca piena di perché?

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  3. “chissà dove saresti, adesso, di quale pessimo romanzo saresti diventato un personaggio.”

    La vita è un libro tutto da scrivere e, potendo scegliere, meglio essere scrittore…uno scrittore sa sempre come risolvere una storia.

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  4. A volte il passato arriva a compimento soltanto nel presente, permettendoci di togliere quei “segnalini” che abbiamo lasciato tra le pagine della memoria, a ricordarci storie interrotte o spezzate, cocci di bottiglia capaci solo di ferire. Così viene il momento in cui si cessa la guerra e gli eventi passati si possono leggere, o almeno tentare, per quello che sono stati, senza caricarli di aspettative disattese o farli diventare un comodo bersaglio o rifugio per un presente più o meno complicato. Soltanto in questo modo, secondo me, potremo finalmente provare tenerezza per noi stessi e ciò che siamo stati. Perché io non so se esistono pessimi romanzi, di sicuro esistono tante storie possibili ma ne possiamo vivere soltanto una: la nostra. Certo, poi la possiamo rileggere con le note a margine, ma quelle le abbiamo scritte dopo, insieme alle correzioni e alle sottolineature.

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  5. Per non smarrire la strada, “nel peregrinare incerto in mezzo ai labirinti della vita”, occorre utilizzare la bussola del cuore.

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  6. ostacoli imprevisti, lo scoraggiarti di fronte al magma informe degli impegni da affrontare, erano il nastro ingarbugliato di un film di cui solo il cielo conosceva benissimo la trama, e su cui, prima o poi, avrebbe rivelato…

    Per questo è necessario guardare oltre per varcare l’ ostacolo ,per seguire ed inseguire il bene evitando in questo modo di trovarsi arenati “nel magma degli impegni da affrontare”.

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  7. Questa volta mi è venuto istintivo cavillare sull’ultima frase.
    Ho pensato che, se da un punto di vista letterario si può ben distinguere tra romanzi belli o brutti, ottimi o pessimi, nella metafora della vita tenderei invece a considerare i romanzi tutti sullo stesso piano, trasferendo piuttosto quelle definizioni ai personaggi chiamati ad animarli.
    Voglio dire che, nella vita, potrebbe capitare di avvertire il battere d‘ali dell’eterno ma finire comunque con l’essere un pessimo personaggio della storia; così come si potrebbe riuscire ad essere una gran bella persona pur avendo conosciuto sempre e solo degrado e aridità.
    La tela tessuta dall’alto, a nostra insaputa, se c’è riguarda gli strumenti interiori di cui potremmo essere stati dotati; il grado di desiderio che ogni singolo individuo può avere di essere migliore. Più è alto quel desiderio, maggiormente si può avvertire quel battito d’ali, divenire ottimi personaggi, sia che si abiti la Divina Commedia, sia che si frequenti un romanzo di Liala.
    Con questa impostazione, secondo me, l’unica conclusione cui si può giungere è che, qualunque fosse stato il romanzo che avesse scelto di attraversare, il protagonista di questo libro avrebbe dovuto, in ogni caso, fare i conti con la propria notevole coscienza e, grazie a ciò, come personaggio non sarebbe mai stato meno di un Don Chisciotte, un Cyrano, un Yehoshua.

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  8. Oggi le tue parole don, tutte, mi portano a riflettere ancora più profondamene sul significato vero della vita, sui rapporti autentici tra le persone, sul fatto che per essere felici bisogna avere occhi che sappiano vedere ed “un cuore che sappia ascoltare”.
    Perchè con il tuo esempio, con la tua testimonianza, mi trasmetti forte, allo stesso tempo aspro e dolce, che il Signore è l’unico che mantiene le promesse, che non ci lascia annaspare per strategia, ma semplicemente, per amore, ci lascia liberi di scegliere e mai ci lascia soli: ci segue continuamente e, quando ci perdiamo, ci mette una mano sulla spalla per riportarci sulla strada giusta.
    La Sua misericordia a volte è anche uno scandalo, come abbiamo ascoltato proprio domenica, perchè con pazienza attende il ritorno a casa del figlio, apparentemente a discapito di quello fedele, e non trova pace fino a che all’ultima delle sue creature non sia restituita dignità; ed è un Pastore che non ha timore di lasciare il gregge nel deserto, per uscire a cercare l’unica pecora perduta, destinata altrimenti a morte certa.
    Oggi, con convinzione, con totale fiducia, grazie a te, don, mi sento di dire:
    “Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra”, perchè senza di te, Signore, anche io “chissà dove sarei, adesso, di quale pessimo romanzo sarei diventata un personaggio”, nemmeno protagonista!

    Scusatemi tutti se questo commento può risultare un po’ “pesante”…!

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  9. Il Signore non ci lascia mai soli nemmeno quando ci troviamo in difficoltà,solo che non può fare tutto da solo ha bisogno dei ganci che uniscano la Chiesa Celeste con la Chiesa terrestre ,quei ganci ci aiutano ad ascoltare e a vedere con il cuore affinché anche noi possiamo trasmettere ciò che abbiamo ricevuto, e uno di quei ganci che ci unisce alla Chiesa Celeste sei proprio tu ,Don!

    Grazie,per tutto quello che fai, che hai fatto e che farai per noi!

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  10. E’ una grazia saper avvertire quel battito d’ali dell’eterno. Perché è una grazia la fede, sentire intimamente che il bandolo della matassa è un progetto di bene. Ma accade anche che Dio ci venga a trovare, magari attraverso i canali più sorprendenti, anche se non lo stiamo cercando, anche quando pensiamo di non aver niente a che fare con Lui.
    Come quando ho incrociato la tua pagina Facebook, Don, mentre inseguivo qualcun altro.
    A volte mi chiedo anche io che vita starei vivendo se non fossi andata a visitare quel profilo, quella pagina. Più spesso mi dico che ciò che ho incontrato è il senso e la cima di un sentiero in salita.

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  11. Qui, come nella maggior parte dei post di Fabrizio, il titolo non c’entra col contenuto e il senso dello scritto.
    Nello specifico, “Romanzo” è soltanto forse una parola chiave che già per la sua fonia tante volte udita suona ormai più che altro come la stoccata finale al “fin della licenza”, la firma, il suggello in calce al suo testamento morale che non scontenterà mai nessuno dei tantissimi eredi-lettori.
    A sua volta quell’immenso patrimonio egli l’ha ricevuto in sorte per volontà di Qualcuno che voleva spartire con lui un pò d’eternità, racchiusa in quello splendido film da Cinema Paradiso destinato alla sua sempre più vasta platea.
    Tra quegli spettatori ci siamo anche noi.
    Grazie.

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  12. Scrivere un romanzo, fa parte della tua vita, hai un dono innato, l’ho sempre pensato; da quella prima poesia “Cara” che mi ha spinto a scrivere qui.
    In alcuni giorni mi vengono in mente quei versi, che tu hai dedicato ad una persona che ti stava a cuore e,con i quali, sembrava tu chiedessi aiuto a Dio per darti la forza di portale gioia.

    Grande umiltà, la tua, che si sente sempre in tutte le cose che fai per tutti noi.

    Anche io come leggo dai commenti sono stata aiutata da una mano “poggiata sulla spalla ” a indicarmi il resto della strada.

    Mi accodo a Gum,” tra quegli spettatori ci siamo ance noi!”

    Vi abbraccio tutti.
    Ernestina.

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  13. @ Ernesta Scappaticci

    Carissima Ernestina, non scusarti. Sono io che ringrazio te e prego perchè tu sia sempre più felice. Un abbraccio e, se mi permetti, un bacio.

    G.

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  14. alla piattezza dei discorsi;

    Un discorso diventa piatto quando si ferma sulla superficialità e non va alla ricerca della profondità, dove è nascosta la verità delle cose.

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  15. “Chissà dove saresti,adesso,di quale pessimo romanzo saresti diventato personaggio.”
    Vabbe,finchè è romanzo,è romanzo,va bene cosi,importante che con finale positivo-e vissero per sempre felici e contenti.
    Peggio se finissi nel qualche dramma o romanzo giallo.o peggio ancora- nel libro del orrore con lupi mannari.
    Che ne pensi?
    Invece a me piaceva leggere libri di serie:segreti della vita,nella storia,nel mondo, segreti che non sono stati mai risolti,con varie teorie ma nessuna certezza. Si può finire anche tra queste pagine

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  16. Ogni uno di noi scrive suo libro della propria vita.Siamo noi stessi scrittori e protagonisti. Soltanto che …non sempre riusciamo scrivere ,con la nostra vita, questo che abbiamo progettato al principio. A volte dobbiamo cambiare nostro scenario…

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  17. Quando ci si sente strumentalizzati si ha la sensazione di essere dentro una morsa dalla quale non c’è via di scampo, ma basta alzare gli occhi verso il cielo ,per sentire una mano posata sulla propria spalla,quella mano è la mano che ti guida verso la strada della libertà,perché dove c’è la verità esiste anche la libertà.

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  18. “Avevi l’impressione che qualcuno ti seguisse,nel peregrinare…”
    Angelo custode? Ci credo anche io,ho sentito tante volte la sua presenza, che non potrei ignorarla. “incerto in mezzo ai labirinti della vita ” lui sempre trova via di uscita. Io ci credo

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  19. “Fratelli e sorelle, buonasera”
    Un nuovo bellissimo romanzo inizia da stasera: l’augurio e la preghiera perché tutto il mondo avverta il battito d’ali dall’eterno per essere protagonista nella fratellanza e nell’umiltà. Come Francesco

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  20. Scriviamo tutti, ogni giorno, la nostra pagina, la copriamo di brutte copie, scarabocchi che ci allontanano dagli altri, ci ingrigiscono, fino a renderci soli seppure convinti di avere in tasca il mondo e che sia quello l’unico, vero motivo della trama, come se riempire la pagina, facendo incetta di parole da tenere tutte per noi, fosse davvero la formula magica per essere felici; ma le pagine, molte volte – e per fortuna! – sono anche belle copie, quando, rileggendole, riusciamo a snellirle di aggettivi superflui, lasciando soltanto un testo essenziale, in grado di dare spazio a tutte le correzioni di una penna d’eccezione, l’unica capace di rendere la trama fluida e di conferirle il giusto significato.

    @ Ernestina – Grazie a te, per la tua generosità

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  21. – Fu lì che il meccanismo cominciò a incepparsi.

    Di fronte ai compromessi, chi è di natura libero nel pensiero e negli intenti, non può non soffrire e cominciare a sentire come una sensazione di mancanza d’ossigeno…
    L’altra sera, mi ha colpito questa frase: “quando ti rendi conto di essere strumentalizzato, il Vangelo ti dice che devi fare uno strappo deciso e recuperare la tua libertà e la tua dignità”.
    Si pensa invece, è luogo comune direi, che il cristiano debba essere buono e mansueto fino all’eccesso, quasi un tonto direi… Invece no, Gesù non ci ha detto mai questo: ci ha insegnato, con il suo esempio, l’umiltà, la pazienza e la misericordia, ma ci ha anche dato una dignità di figli che nessuno ha diritto o potere di toglierci.
    Difficile a volte però capire il confine tra misericordia e strappo: forse, proprio quella sensazione di mancanza di ossigeno!

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  22. “Ricordati ! di chi sei figlio, ricordati! chi sei”

    Possiamo fare qualunque cosa perchè siamo liberi di scegliere, l’importante è che qualunque sia la nostra scelta non ci dimentichiamo mai chi siamo!

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  23. @ Bioraffaella,

    Intanto bella scelta del pezzo che hai postato, intendo l’ultimo, mi ha fatto sorridere, e poi riflettere..
    concordo con te, siamo liberi è vero, Dio ci ama veramente tanto.
    E’ il mio piccolo peccato che cerco di modificare, e piano piano, anche con i vostri cari commenti ci sto riuscendo.
    Importante è capire, capire vuol dire conoscerci a fondo, e l’unico modo é accettarsi.
    Io sono stata fortunata perché ho avuto un padre buono e semplice, anche se avrebbe avuto tutti motivi per non esserlo, ma si sa che gli uomini illuminati brillano solo quando la loro luce si libera con la modestia.

    Grazie di avermi aiutato, insieme a tutti gli altri amici, a non sentirmi” diversa” solo perché amo donare il mio amore senza condizioni e a chiunque percorre la mia strada.

    Vi abbraccio tutti.
    Ernestina.

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  24. In questo tuo ritrascrivere la vita,per ora e’ solo Dio che vede il capolavoro nella sua interezza.
    “Sapere che Tu leggi il mio cuore è per me il massimo dei conforti ,o Signore, non saprei rassegnarmi
    all’idea che Tu non mi conosca”.
    (J.H.Newan)

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  25. Stai componendo il mosaico della tua vita con pietruzze multicolori:ricordi,sospiri,tensioni,lacrime,desideri,elevazioni.
    Alla fine ti verra’ data “una pietruzza bianca sulla quale sta scritto un nome nuovo” che porrai per ultima,come firma,
    a questo mosaico della tua esistenza.
    Solo allora si vedra’ il capolavoro di Dio.

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